Otto passi nel delirio: il Poe di Dino Battaglia

NPE rende nuovamente disponibili le trasposizioni di Dino Battaglia di racconti e romanzi classici. Il primo volume è dedicato a Edgar Allan Poe.

Otto passi nel delirio: il Poe di Dino BattagliaTornano finalmente disponibili gli adattamenti di Dino Battaglia di classici della letteratura scritta: Nicole Pesce Editore li pubblica in una collana inaugurata dal volume che raccoglie le trasposizioni dei racconti di Edgar Allan Poe.

Scritti quasi mezzo secolo fa, queste opere rappresentarono al tempo una sfida alla scrittura e alla lettura convenzionali; la libertà e varietà di modi di raccontare che oggi popolano anche il fumetto mainstream affondano le radici in quegli anni e in quegli stessi lavori.

Subito una suddivisione: degli otto adattamenti di Battaglia da racconti di Poe, sette furono pubblicati su Linus fra il 1968 e il 1973; l’ottavo (La straordinaria avventura di Hans Pfall) apparve invece su Il Giornalino nel 1981.
Non è solo cronologia: la diversità di pubblico di riferimento delle due testate dà ragione da sola del differente approccio al racconto, che per i lettori della rivista cattolica privilegia l’aspetto avventuroso e quasi favolistico, mentre per il mensile diretto da Oreste del Buono quello di ricerca stilistica.
Diversa infatti era la missione delle due pubblicazioni: se Il Giornalino si faceva carico innanzitutto di una responsabilità pedagogica (sia inteso, in senso non meramente propagandistico: per capirlo basta scorrere l’elenco dei tanti gioielli proposti sulle sue pagine), linus si proponeva di sganciare il fumetto dallo stereotipo di mezzo di puro e semplice intrattenimento, attraverso una scelta mirata di opere importate e originali.

Otto passi nel delirio: il Poe di Dino BattagliaLa ricerca di Battaglia, che traspare chiaramente da questi lavori, si sviluppa intorno alla possibilità di una nuova natura della tavola, non più semplice contenitore di una sequenza di quadri collegati dallo scorrere del tempo, ma entità capace di trasmettere significato in sé, attraverso la propria struttura, il modo in cui organizza lo spazio e interagisce con le immagini.

Tutto ciò ci consente di parlare di “architettura” della tavola. Il nuovo ruolo e le nuove responsabilità così attribuite alla tavola cambiano drasticamente l’esperienza della lettura: laddove la tipica griglia fungeva da guida, con le vignette ordinatamente disposte secondo lo scorrere convenzionale del tempo (da sinistra a destra, dall’alto verso il basso), questa concezione genera layout che costringono il lettore a guardare e percepire innanzitutto la tavola nella sua interezza e da questo primo sguardo ricostruire contesto emotivo, atmosfera e lo stesso percorso di lettura.

Attraverso gli adattamenti dei racconti di Poe seguiamo l’evoluzione e le variazioni di questo approccio, che vediamo dispiegato pienamente ne La maschera della morte rossa e Il sistema del dott. Catrame e del proff. Piuma e variamente modulato nelle altre opere, finché in Hans Pitfall (scritto, lo ricordiamo, per Il Giornalino) emerge la ricerca di un equilibrio che, pur nella forte caratterizzazione del tratto, privilegia la leggibilità per il giovane lettore di riferimento.

Otto passi nel delirio: il Poe di Dino BattagliaIl lavoro di Battaglia, quindi, partecipò a un momento fondamentale per il “sistema fumetto” italiano e si concentrò sulla ricerca nel campo della costruzione della tavola.
La scelta di sfruttare come terreno di sperimentazione gli adattamenti (peraltro curati insieme alla moglie Laura, come opportunamente ricorda Guido Brunoro nella sua introduzione al volume) è indice della focalizzazione dell’autore veneziano su quella sfida per così dire “architetturale”.

Per afferrare questa particolarità, può valere la pena considerare il lavoro di Guido Crepax, che negli stessi anni si stava cimentando sul doppio fronte della materia e della modalità del racconto seriale: le sue storie erano infatti centrate su un personaggio (che, dopo i primi episodi diventa addirittura femminile, passando dal praticamente dimenticato Neutron alla futura icona Valentina) e sull’eliminazione della rigidità della griglia, al tempo modalità organizzativa tipica della tavola dei fumetti seriali.

La scelta di Crepax cadde sulla frammentazione, realizzando una composizione di immagini che ricordava a tratti una manciata di foto gettate sulla pagina e fra le quali lo sguardo finiva per saltabeccare con la frenesia dello scatto delle sessioni fotografiche della protagonista.

Battaglia evitò un simile doppio fronte: non solo utilizzò dei racconti preesistenti come base narrativa, ma rifuggì anche dalla loro attualizzazione o rilettura critica, come invece fecero ad esempio i tre registi di Tre passi nel delirio, che nel 1968 avevano adattato altrettanti racconti di Poe.

Per afferrare il punto, si consideri il caso dell’episodio diretto da Fellini, tratto da Never Bet the Devil Your Head, che Battaglia adatta ne La scommessa. Fellini ambienta il racconto nel presente non solo trasformando l’originale vizio della scommessa in desiderio di possesso di una Ferrari, ma anche usando come protagonista un attore alcolizzato ingaggiato per recitare in uno spaghetti western di ispirazione cattolica. Il racconto di Poe diventa quindi un soggetto sul quale il regista innesta una serie di osservazioni e commenti ironici assolutamente contemporanei, che coinvolgono identità individuale e apparenza, mode cinematografiche, battaglie per l’egemonia culturale e o sfruttamento delle mode.

Otto passi nel delirio: il Poe di Dino BattagliaAl contrario Battaglia si mantiene molto fedele all’originale e le sue deroghe non introducono comunque ulteriori significati rispetto all’originale.

Come possibile eccezione, si veda la trasposizione de La maschera della morte rossa: Battaglia cambia la collocazione temporale della vicenda dall’imprecisato passato dei racconti gotici a un possibile XIX-inizio XX secolo e dove i nobili di Poe diventano ricchi borghesi; tuttavia, se consideriamo il carattere allegorico del soggetto, che si potrebbe riassumere in “per quanto i potenti tentino di rinchiudersi in un mondo a sé, non potranno mai fuggire alla realtà delle cose” (o in un quasi post moderno “qualunque storia si possa costruire per modellare la percezione delle cose, la realtà finisce per riprendere il dominio”), il significato è perfettamente mantenuto.

Otto passi nel delirio: il Poe di Dino BattagliaDel tutto inseriti nella contemporaneità era invece la scelta di cimentarsi con dei racconti di Poe, scritti, lo ricordiamo, nella prima metà del XIX secolo, e largamente riconosciuti come fondanti di quel genere horror che proprio negli anni di Battaglia conosceva una ricca fioritura sia nel cinema (L’alba dei morti viventi di George Romero è del 1968) sia nel fumetto (si pensi alle tante testate statunitensi di quegli anni dedicate al genere).

Secondariamente, la scelta di sfruttare degli adattamenti come campo di applicazione, se da una parte alleggeriva l’impegno autoriale, dall’altro poneva la sfida del rapporto con l’intreccio.
La dichiarazione dell’opera matrice, infatti, offre un riferimento oggettivo al lettore e ne indirizza le aspettative: è un invito esplicito, rispondendo al quale il lettore cercherà nelle pagine di Battaglia l’opera di Poe e chiederà loro conto della capacità di raccontare.

Se quindi il legame con l’originale da una parte fa sì che la trasposizione possa contare sulla collaborazione del lettore, capace di integrare l’intreccio, dall’altra radica gli adattamenti nella visione del fumetto come forma di narrazione e costituisce un passo fondamentale della sua evoluzione.

Sulla cura editoriale, merita infine notare la forza d’impatto della copertina, che riprende virata in rosso un’immagine da La maschera della morte rossa, e l’introduzione di Guido Brunoro, efficace sia nell’inquadrare gli adattamenti proposti all’interno del percorso artistico di Dino Battaglia, illustrandone visione, carriera e caratteristiche tecniche, sia nel presentare i rapporti con i racconti originali e lo stile e l’importanza di Poe nell’apertura di nuovi orizzonti per la letteratura e il gusto contemporanei.

Abbiamo parlato di:
Edgar Allan Poe
Dino Battaglia
Nicola Pesce Editore, 2016
80 pagine, brossurato, bianco e nero – 14,90
ISBN: 9788897141907

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