Tre numeri 1 di Diabolik insieme in una curata edizione

Le tre diverse edizioni del numero 1 di Diabolik vengono pubblicate la prima volta insieme nel volume curato e ricco di informazioni edito da NPE.

Tre numeri 1 di Diabolik insieme in una curata edizione da oltre cinquant’anni ha saputo trasformarsi: da eroe nero di un “romanzo per adulti” a icona pop versatile, brand di se stesso oltre che testimonial per campagne sociali. In sintesi, un criminale con la sua morale, capace di simboleggiare l’amore eterno e di avere un’idea ben precisa di giustizia. È interessante dunque che esca, per l’editore Nicola Pesce, un libro completo ed esauriente dedicato ai tre numeri uno della longeva testata. La casa editrice campana, nota per i suoi saggi sul fumetto precisi e inappuntabili come Eccetto Topolino, si focalizza su di un particolare aspetto: la ristampa delle tre versioni in cui il primo numero di Diabolik – Il Re del Terrore – uscì in edicola nel 1962, nel 1964 e nel 2001.

1962 – Lo strano caso del Tedesco

Il primo episodio di Diabolik, ambientato nell’alta società francese che soggiorna in Costa Azzurra, omaggio alle ambientazioni francesi di Fantomas, è la storia di un genio del male che, per rubare un ricco patrimonio, distrugge un’intera famiglia, utilizzando metodi violenti e psicologici. A mettergli i bastoni fra le ruote è l’ispettore Ginko, storico avversario dell’inafferrabile criminale, per molti solo un’invenzione della malavita. È in questi toni di mistero che il lettore viene a conoscenza della mitologia diabolika. La sceneggiatura di è ricca di spunti, specialmente nella figura di Gustavo Garian, il giovane che è appena entrato in possesso della sostanziosa fortuna. Ma il meccanismo giallo ha delle lacune, come vedremo successivamente.

Tre numeri 1 di Diabolik insieme in una curata edizioneIl primo numero risente della sua età: non solo per i numerosi vuoti narrativi, ma anche per delle soluzioni grafiche di forte impatto negativo. Come biglietto da visita, i disegni del misterioso Zarcone – detto anche il tedesco per le sue origini germaniche – lasciano parecchio a desiderare. I volti dei personaggi non sono uniformi, e in certe pagine sembrano quasi altre persone. La retinatura, invece di esaltare l’atmosfera di tensione, è spesso pesante e incombente sul disegno, distogliendo l’attenzione. A compensare lo stile è l’utilizzo del layout, molto dinamico e fantasioso. La gabbia di Diabolik, fatta di sole due vignette per tavola, viene spesso scomposta e ricreata, utilizzando contorni circolari, vignette verticali e varie altre soluzioni. Zarcone, disegnatore misteriosamente scomparso nel nulla e che nessuno ha saputo scoprire chi fosse – anche all’epoca non c’erano documenti a lui riferiti – aveva creato un albo di atmosfera, ma nato sfortunato sotto più punti di vista. Il fascino dell’epoca certamente permane, ma non a caso le sorelle Giussani decisero di farlo ridisegnare completamente.

Tre numeri 1 di Diabolik insieme in una curata edizione

1964 – Lo stile di Marchesi

Le ideatrici di Diabolik si accorsero quanto il primo e il secondo numero fossero distanti dallo stile grafico degli episodi successivi, illustrati da Luigi Marchesi e soprattutto Enzo Facciolo: gli stessi personaggi non erano ancora definiti, dando luogo ad un’effettiva confusione. Nel 1964 uscì così il primo remake del Re del Terrore, con i disegni appunto di Marchesi, uno degli artisti iconici della testata, e che aveva impresso il suo stile ai volti di Diabolik e di Ginko. Il numero uno, con questo pesante ritocco, appariva effettivamente coerente e omogeneo allo stile della serie. Marchesi segue in maniera completamente fedele la sceneggiatura, forse troppo. Alcune vignette sono quasi ricalcate da quelle di Zarcone, senza particolari migliorie, e moltissime inquadrature restano le stesse. Ma il tutto appare molto più chiaro e meno confusionario, con una retinatura leggera e un sano utilizzo del bianco e nero. Nella prima scena in cui Diabolik compare in calzamaglia nera, tutto appare più emozionante e scorrevole. Il suo volto è più bello rispetto a quello di Zarcone, per certi versi più rude e quasi grottesco.

L’atmosfera del bel mondo sofisticato è resa molto bene, così come certi dettagli, tipici dell’autore anche in altri albi, come la Jaguar schiantatasi contro l’albero, disegnata con accurata precisione meccanica. Un remake curato e in linea graficamente con quanto veniva pubblicato, ma eccessivamente freddo, in cui la sceneggiatura resta quella originale, con tutte le sue lacune e le sue stranezze.

2002 – La coppia Castelli e Palumbo

, l’inventore di Martin Mystère, grande appassionato di Diabolik, da anni stava provando a convincere le sorelle Giussani a realizzare un vero remake del primo numero, rispettoso dell’originale ma capace di colmare i buchi presenti nella sceneggiatura. Per festeggiare il quarantennale del personaggio si diede il via libera a pubblicare, in un volume cartonato di pregio fuori collana, la storia rinarrata del primo numero, utilizzando un artista che non aveva mai lavorato sul personaggio: .

Tre numeri 1 di Diabolik insieme in una curata edizioneL’approccio di Castelli alla riscrittura fu metodico e preciso, restituendo alla trama originale senso e nerbo, e calando il lettore nella claustrofobica ragnatela in cui il criminale fa precipitare Gustavo. I dialoghi sono riproposti fedelmente, ma molti passaggi vengono definitivamente chiariti, e anche i protagonisti vengono dotati di una maggior tridimensionalità, dando loro un passato più forte, caratteristica che sarà utilizzata anche in seguito nel corso dei vari Grandi Diabolik annuali dedicati alla giovinezza dei personaggi, confermando la forte intesa con lo stile di Palumbo. Narrativamente parlando, è interessante notare come in quarant’anni, le didascalie si siano praticamente azzerate, assegnando alle vignette il compito di raccontare e scandire la storia.

Palumbo disegna Diabolik con il suo stile personale, fatto di pura china e di profondità delle forme, senza snaturarlo, anzi. Il re del terrore si presenta come un uomo astuto e magnetico, freddo ma capace, nei momenti di pericolo, di far trasparire le proprie emozioni. La scena della sua prima comparsa è riletta con più azione, sottolineata dal ricco uso di onomatopee, e dalla leggerezza con cui le figure combattono, quasi come in un balletto. Inoltre, è negli occhi che Palumbo manifesta le emozioni dei personaggi, iniettando la paura e il terrore provocati da Diabolik e dalla catena di delitti che genera.

Questo remake è sicuramente la versione della storia più bella, capace di incatenare il lettore e di presentare un meraviglioso personaggio in tutte le sue caratteristiche. Un giallo intricato e metodico, molto vicino a quei primi feuilleton francesi da cui tutto era iniziato, e che le sorelle Giussani presero a modello per le loro storie, piccoli meccanismi ad orologeria in cui nulla è lasciato al caso. Castelli non toglie niente, ma con rapidi tocchi aggiunge intelligenti dettagli e acuti approfondimenti, stregando il lettore.

 

2015 – La forma editoriale nell’edizione NPE

Il volume che raccoglie le tre versioni si presenta come un solido e ricco scrigno, dotato di interessanti articoli di approfondimento, a partire da un’ottima introduzione di Gianni Brunoro. Altri interventi indagano sulle fonti di ispirazione di Diabolik e la corrente che ne scaturì nel fumetto italiano degli anni ’60, a partire da una consistente produzione di fumetti con la “k”, e su aspetti più specifici ma ugualmente interessanti, come l’identità del misterioso Zarcone e la vera tiratura del primo numero. Non manca un buon apparato iconografico, e tanti schizzi e bozzetti di Palumbo. Il cartonato è uscito anche con una speciale tiratura limitata e numerata in 62 esemplari (già esaurita), il cui piatto forte è la tavola degli spaventapasseri autografata da Palumbo stesso.

Diabolik – I numeri 1 è un volume che permette un affascinante viaggio nel tempo in un’Italia che abbracciava il fumetto in maniera nuova e temeraria. I tre albi insieme permettono di vedere le diverse esigenze che, di volta in volta, la storia doveva soddisfare: il primo audace, pioneristico e assemblato senza esperienza; il secondo capace di mimetizzarsi con lo stile della serie; il terzo, infine, rispettoso del lettore moderno, meno ingenuo e desideroso di una storia precisa e coinvolgente, sostenuta da disegni eccezionali. Inalterato resta però il fascino di un personaggio con una sua morale e un suo senso di giustizia, un superuomo al di là del bene e del male, creato da due incredibili donne milanesi, che sfidarono l’Italia benpensante del 1962. E che, in qualche modo, la sfidano ancora oggi.

Abbiamo parlato di:
Diabolik – I numeri 1
Angela Giussani, , Zarcone, Luigi Marchesi, Alfredo Castelli, Giuseppe Palumbo
Nicola Pesce Editore, Luglio 2015
Cartonato deluxe, 512 pagine, 210×297 mm, 35€
ISBN: 978-88-88893-35-8

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