Napoli Comicon 2015, Il razzismo nei fumetti

In occasione del Napoli Comicon 2015, Edizioni NPE ha presentato il saggio "Il razzismo nei fumetti", scritto da Alessandro Bottero.

Napoli Comicon 2015, Il razzismo nei fumettiVenerdì primo maggio, in occasione del Napoli Comicon 2015, la casa editrice  ha tenuto un incontro con il pubblico, moderato da Nicola Pesce, per la presentazione del saggio Il razzismo nei fumetti, scritto da .

L’autore ha illustrato la genesi del libro, dicendo che l’idea è nata nel 2012, anche in seguito al lavoro che aveva svolto sui due volumi dedicati a Batman e Superman (1) ), ed è stata stimolata dalla carenza di studi sull’argomento. L’autore ha esaminato fumetti pubblicati dal 1934 al 2014, intervallo di tempo scelto sia per una questione di reperibilità del materiale di studio sia perché l’indagine si concentra sul formato comic book. Nel corso della conferenza, Bottero ha sottolineato l’importanza di alcuni momenti storici nella storia del razzismo. Primo fra tutti, la Seconda guerra mondiale che, in virtù dell’emergenza bellica e della necessità di unità sociale, portò gli editori alla pubblicazione di storie caratterizzate da una prospettiva integrazionista.
Alla fine della guerra, venendo meno lo stato di emergenza, molti editori però tornarono a pubblicare storie chiaramente razziste, destinate a un pubblico che non nascondeva la sua avversità per la popolazione di colore, soprattutto negli stati del Sud .

Napoli Comicon 2015, Il razzismo nei fumetti

Spesso tuttavia contro il razzismo si parlava in forma allegorica: la EC Comics, in particolare, utilizzando ambientazioni e storie di fantascienza, più di una volta condannò la discriminazione e il segregazionismo. L’autore ha citato come storia esemplare Judgement Day (2) , che attraverso un racconto metaforico con protagonista un uomo di colore condannava il segregazionismo e in particolare il sistema scolastico statunitense. Iniziative del genere costarono molto alla casa editrice, che l’anno seguente avrebbe pagato a caro prezzo l’istituzione del Comics Code Authority.

Bottero ha poi illustrato come negli anni ’60, caratterizzati dalle amministrazioni Kennedy e Johnson, dai Civil Rights del 1964 e dalla lotta guidata da leader come Martin Luther King e Malcolm X, anche altre case editrici come la Marvel cominciano ad offrire dei personaggi di colore positivi come Black Panther (esordio nel luglio del 1966 su Fantastic Four #52) e Falcon (esordio nel settembre 1969 su Captain America #117), entrambi nati dalla penna di Stan Lee. Se Black Panther incarnava  l’orgoglio nero  in maniera non conflittuale, Falcon non solo rappresentava una reazione all’estremismo dei gruppi più violenti, ma anche l’esempio della persona di colore che fa di tutto per integrarsi nella società bianca.

L’autore ha concluso la presentazione evidenziando che il problema del razzismo è ancora oggi attuale e come, a distanza di anni, l’industria dell’intrattenimento abbia ancora difficoltà a parlarne se non per traslazione.


Note:
  1. Batman: I segreti del Cavaliere Oscuro (Iacobelli Editore,2012) e L’uomo d’acciaio. Da Nembo Kid a Superman (Iacobelli Editore, 2013 

  2. Scritta da Al Feldstein e disegnata da Joe Orlando la storia apparve per la prima volta nell’aprile del 1953 su Weird Fantasy #18 e una seconda volta su Incredible Science Fiction #33 nel febbraio del 1956. Di recente la storia è stata ristampa da 001 Edizioni, nel volume 4 della collana Weird Fantasy. 

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