Il mondo di LEGO Batman: intervista ad Animal Logic

Vi portiamo dietro le quinte del divertente film diretto da Chris McKay con una intervista ad Animal Logic, società di design ed effetti visivi.

Animal Logic è una società di design ed effetti visivi che ha lavorato alla pellicola di animazione – Il film diretta da

Volete innanzitutto presentarvi ai nostri lettori?
A:
Sono Amber Naismith, producer di Animal Logic per Lego Batman – Il film. Sono stata producer anche per The Lego Movie e prima di questo per Happy Feet e La leggenda dei guardiani. Ho lavorato ad Animal Logic per parecchio tempo, più di dieci anni.
G: Sono Grant Freckelton e sono production designer per Lego Batman – Il film. Ho lavorato come production designer e direttore artistico ad Animal Logic per diciannove anni. Anzi, diciassette, sono andato via per un paio d’anni e poi sono tornato. Anche io ho lavorato a The Lego Movie e Il regno di Ga’Hoole – La leggenda dei guardiani, e prima di questi sono stato direttore artistico degli effetti speciali per 300. Ho lavorato in misura minore anche su Matrix Reloaded, Moulin Rouge e diversi altri film.

Grant, come hai gestito il tuo lavoro di production designer? Hai menzionato anche The Lego Movie: ci sono delle differenze rispetto al lavoro che hai svolto per questi due film?
G:
Innanzitutto, siamo stati in grado di gestire tutto con grande comodità, perché l’avevamo già fatto prima. In The Lego Movieabbiamo compiuto i primi passi cercando di capire esattamente come avremmo approcciato il film, il che ci ha portato a chiederci come avremmo potuto espandere lo scopo e le dimensioni di Lego Batman – Il film per venire incontro alla visione per il film stesso di Chris [McKay] e di Batman. Volevamo che tutto nel film fosse alla pari con l’ego di Batman.

Quanto tempo è durato il vostro lavoro su questo film? Quante persone hanno partecipato? Sembra un progetto imponente, giusto?
A: Sì, abbiamo iniziato ufficialmente il progetto ad agosto 2014, quindi 28 mesi per completare il film, meno tempo rispetto a quanto pianificato originariamente perché la data di uscita è stata anticipata da maggio a febbraio. Eravamo rinchiusi in ufficio, con circa 450 persone a lavoro sul progetto… storyboard artist, art department, effetti speciali, tutta la produzione, tutto lo staff della compagnia.
G: Il dipartimento di ricerca e sviluppo… abbiamo lavorato per gestire le grandi dimensioni del progetto. Abbiamo cercato di trovare un modo per rendere le cose più…
A: …complicate.
G: Complicate!

Avete menzionato il fatto che il vostro lavoro è stato leggermente spostato per l’anticipazione della data di uscita del film. Capita spesso? Come gestite questo genere di cambiamenti nel progetto?
G: La data di uscita del film è stata spostata diverse volte… è stata anticipata ad un certo punto, ma prima di quello c’era Ninjago, poi Lego due, poi Lego Batman. A McKay era stato affidato Lego 2 e stavamo sviluppando quello col nostro Art Department qui ad Animal Logic con McKay. Allo stesso tempo, McKay ci stava facendo disegnare alcuni materiali per quest’altra cosa a cui avevano pensato, chiamata Lego Batman. Mi è sembrata una buona idea. Batman è un personaggio molto popolare in The Lego Movie ed è un personaggio iconico della cultura popolare. Quindi McKay e Seth Grahame-Smith hanno iniziato a buttare giù idee per la storia, mentre cercavano anche di capire come gestire Lego 2. C’è un punto in cui si determina lo stato iniziale, che è simile e contemporaneamente diverso da quello che è stato il risultato finale di Lego Batman. Inizialmente si pensava di scambiare le date di uscita per Lego Batman e Lego 2. Quindi per Batman abbiamo dovuto cambiare priorità e diventare molto più informati sulla mitologia di Gotham City e di Batman rispetto ai personaggi che compaiono in generale in Lego e Lego 2. In seguito hanno scambiato le date di Ninjago e Batman, quindi l’uscita è stata anticipata di nuovo e a quel punto non eravamo sorpresi, ma abbiamo dovuto riorganizzare.
A: Generalmente consideriamo la possibilità di assumere più membri per la crew o il fatto che abbiamo semplicemente meno tempo per lavorare. Il film ha richiesto un grande lavoro di rendering, avevamo delle statistiche divertenti a riguardo. Con una sola CPU ci sarebbero voluti 6560 anni per renderizzare il film… davvero un lavoro imponente di render.
G: È normale che la data di uscita cambi. Di solito si cerca uno slot nel calendario e poi ci si assicura che il film abbia il massimo impatto al momento della pubblicazione.

Il mondo di LEGO Batman: intervista ad Animal Logic

Avete menzionato il regista di Lego Batman – Il film, Chris McKay. Di cosa avete discusso con lui, in particolare per questo progetto? Ci sono alcuni aspetti che ha voluto affrontare con voi?
G:
Più Batman! Sì, abbiamo avuto numerose discussioni filosofiche e, alla fine, si è trattato di una dichiarazione d’amore/satira di Batman in quanto figura della cultura popolare. Abbiamo visto film di Batman, abbiamo organizzato un viaggio alla DC con i membri principali della crew, siamo stati nell’ufficio principale, abbiamo incontrato Geoff Johns e abbiamo ricevuto giocattoli gratis! Si dice sempre che Batman è About a Boy diretto da Michael Mann. All’inizio abbiamo visto diversi film sulle relazioni come The Millionaire, S.O.S. fantasmi con Bill Curry, La vita è meravigliosa, About a Boy e Jerry Maguire, che è citato nel film. Volevamo essere sicuri di prendere il più possibile dalla mitologia di Batman, abbiamo progettato il film per poter inserire anche delle citazioni da nerd.
La citazione più oscura che mi viene in mente, e questo potrebbe essere uno spoiler, è quella della bandiera non a Wayne Manor… al gala! Nello sfondo c’è una bandiera basata sul design dello stemma della città di una storia di Alan Moore, in cui si dice che Gotham City era stata fondata da coloni norvegesi. L’abbiamo messa lì per fare una citazione sottile, la bandiera ha quasi gli stessi colori e pattern di quella norvegese.
Abbiamo dovuto popolare la città con nomi di esercizi commerciali, cartelli stradali, personaggi, cercare nomi legati a Batman. La rivista che ha Batman nella scena del gala è una citazione a George Barris, creatore della Batmobile nella serie TV degli anni ’60. Ha lavorato a numerose automobili per il cinema in quegli anni.
Puoi guardare i film da fan di Batman e scovare tutte le citazioni che abbiamo inserito. Il fatto che molte persone in Animal Logic sono nerd è stato di grande aiuto! Amiamo i fumetti, ci piace leggerli e quindi abbiamo già un’ampia conoscenza del materiale, è magnifico.
A: Oltre alle citazioni visuali alla storia di Batman, è anche molto autoreferenziale per quanto riguarda il mito di Batman.
G: Batman… è molto consapevole di sè. Ed è fatto di Lego, quindi ha una certa licenza. Quando sei fatto di Lego, puoi avere un approccio molto più sopra le righe rispetto ad altri film live action di Batman.

Il lavoro di production designer è, principalmente, quello di fare sì che una visione diventi realtà. Quanto grande è stata la sfida in questo senso per The Lego Batman Movie?
G: É stata grande come per qualsiasi altro film. Anche se avevamo una confidenza maggiore in termini di approccio tecnico, devi comunque essenzialmente costruire il film da zero con il beneficio di conoscere, almeno per i personaggi più iconici, il design. La sfida più grande, credo, è stata definire lo stile di Gotham City, perché è stata interpretata in così tanti modi diversi, in così tanti film diversi. Ho iniziato con il design di Wayne Manor e quello di Gotham City. Abbiamo raccolto delle foto di riferimento con Chris McKay, abbiamo fatto una presentazione su come appare Gotham City in diversi film e fumetti, chiedendoci come interpretarla nel nostro film in particolare. McKay voleva strizzare l’occhio a queste varie incarnazioni di Gotham, ma voleva anche renderla una creazione unica. Abbiamo anche la Fortezza della solitudine, ispirata alla versione di Richard Donner.
Per Gotham City è stato come giocare con una città di lusso con infiniti mattoncini Lego. Abbiamo scelto qua e là diversi elementi degli Stati Uniti. McKay è di Chicago e ci piaceva molto la zona fluviale della città, con numerosi ponti. Si vede nel Cavaliere Oscuro, quelle scene sono state girate a Chicago. Abbiamo scelto anche Times Square, New York, e Philadelphia come fonti. Abbiamo visto film come Taxi Driver e French Connection. Abbiamo osservato foto di New York, Chicago e della East Coast negli anni ’70 per capire l’atmosfera di quelle città in quell’epoca. Erano molto più interessanti delle insegne al neon e dei Disney Store di oggi. Volevamo catturare quella sensazione.
Gotham è una città senza tempo e quando guardi la versione di Tim Burton, è un mix di costumi degli anni ’50, di architettura degli anni ’30, ma la gente ha i cellulari. È un misto di stili provenienti da periodi diversi. Volevamo rendere omaggio a quanta più storia della DC possibile, quindi abbiamo anche fatto delle ricerche sulla Zona fantasma e sulla Fortezza della solitudine, e abbiamo cercato di mettere dei riferimenti a quegli ambienti e al modo in cui erano rappresentati in diverse opere. La porta d’ingresso della Fortezza della solitudine – l’intera struttura è basata principalmente sulla versione di Richard Donner, dal film di Superman degli anni ’70 – ma la porta è basata sulla versione del fumetto con un vecchio portone e una chiave e una serratura giganti.

Il mondo di LEGO Batman: intervista ad Animal Logic

Una cosa che ho apprezzato da fan dei fumetti è che ci sono numerose citazioni, talmente tante che è difficile trovarle tutte. La bandiera mi è sfuggita! Questo è un film imponente, di un grande franchise, e molte persone vanno a vederlo ma non tutte sono nerd, purtroppo. Come trovate l’equilibrio tra questi riferimenti e l’accessibilità ad un pubblico che non è necessariamente in grado di coglierli?
G:
Avere una storia coinvolgente con tematiche universali ha aiutato molto. Anche i test screen hanno aiutato. Non tutti nell’edificio erano fan dei fumetti, quando guardavamo il film nella compagnia. Quando lo mostravamo allo studio, durante i test screening, lo scopo era di restare onesti in quanto filmmaker e assicurarci di non farci coinvolgere troppo e finire per raccontare una storia adatta solo a un numero ristretto di persone.
A: Dovevamo assicurarci di non alienare il pubblico, ma alla fine tutti sanno che i suoi genitori sono morti quando era giovane e tutti conoscono la diatriba tra Batman e Joker. Ci siamo divertiti molto a raccontare una storia di Batman che non era stata raccontata prima, una storia che non necessita di una conoscenza profonda del personaggio per essere capita. Bisogna lavorare al progetto su diversi livelli.
G: In quanto filmmaker, se cerchi di raggiungere un pubblico vasto devi essere molto diretto con quello che fai. Dedicare 10 secondi preziosi a una battuta che solo tu e la crew siete in grado di capire…
Devi trovare un modo per essere indulgente verso le tue passioni e per non farlo quando è possibile. Con questo tipo di processo ti viene in mente una gag che trovi divertente… per sei mesi. Poi non ti fa ridere più e finisci per eliminarla. Ma che sia o meno la scelta giusta, quel processo ti permette di evitare di fare la Bibbia dei riferimenti oscuri. Ci sono anche delle battute che restano fin dall’inizio, le chiamiamo “evergreen”.

Che cosa consigliereste a chi vuole intraprendere il vostro stesso mestiere in un mondo come quello del cinema?
A: É una domanda difficile. Ci vuole molto lavoro e bisogna essere molto decisi in quello che si fa. È anche molto divertente, comunque.
G: Se sei fan di film o fumetti e adori il cinema, devi espandere i tuoi interessi al resto del mondo e osservare la realtà, osservare le persone all’interno di essa. Le storie migliori, per un fan dei fumetti o della fantascienza, sono quelle che parlano anche del mondo reale. L’umanità, le motivazioni delle persone. Dovrai capire come usare l’immaginazione e la fantasia in un modo che ci aiuti a capirci gli uni gli altri. Penso che questo sia un ottimo modo di avvicinarsi a questo campo. Ho ricevuto questo consiglio una volta: se vuoi lavorare nel cinema, non iscriverti a una scuola di cinema. Metti da parte mille dollari e viaggia per il mondo. Non abbandonare la tua passione per il fantastico.
A: Credo siano degli ottimi consigli. A volte quando lavoriamo a un film arriviamo a un punto in cui dobbiamo sederci tutti in una stanza, parlare delle nostre esperienze e condividere storie che non ci piacerebbe necessariamente raccontare agli altri. Alla fine si abbattono i muri e si iniziano a percepire delle emozioni verso un personaggio che si trova nella stessa situazione, ci si identifica con il centro emotivo della storia. Non è solo il film. Fa parte del processo, lavorare in un grande team di persone che si affidano l’una all’altra. Cerchiamo di conoscerci tra di noi sul piano emotivo e individuale. Non tutti si aspettano che qualcosa del genere accada dietro le quinte.
G: Serve a capire come lavorare in un team. FORZA, TEAM!

Quali sono i vostri prossimi progetti? Come avete rivelato prima, sarete ancora coinvolti nel mondo Lego.
G:
Ninjago? Lego 2?
A: Lavoreremo ai prossimi due o tre Lego Movie e lavoreremo a Ninjago qui a Sydney. Quindi Ninjago, il prossimo Lego Movie, che è un sequel del primo, e poi altri due Lego Movie.
G: Che non siamo sicuri siano confermati, ma… potrebbero diventare realtà!
A: Animal Logic sta lavorando a Peter Rabbit in questo momento. È un film di animazione.
G: Stiamo lavorando a dei film piuttosto da nerd.

Intervista condotta telefonicamente ad aprile 2017.

Trascrizione e traduzione a cura di Elisabetta Gatti e Alessandra Cognetta.

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