Mohawk River: intrighi western firmati Boselli e Stano

Lo Speciale Le Storie #2 ci porta nelle foreste del New England per seguire una vicenda d'amore, tradimento e vendetta firmata da due pilastri del fumetto bonelliano.

Mohawk River: intrighi western firmati Boselli e StanoAll’interno dei trenta giorni più colorati di sempre in casa Bonelli, con circa 800 pagine a colori pubblicate tra Luglio e Agosto 2015, un posto di riguardo lo ha sicuramente questo secondo Speciale , annual estivo della testata – per l’appunto a colori e di maggiore foliazione – che ogni mese propone storie a fumetti autoconclusive, inaugurato l’anno scorso da Uccidete Caravaggio di Giuseppe De Nardo e  Giampiero Casertano.
Sono svariati i motivi dell’attesa sorta intorno all’albo: soprattutto per i nomi impegnati, (testi) e (disegni e colori), uno curatore e sceneggiatore principe del sempreverde Tex, nonché creatore di Dampyr, l’altro copertinista e disegnatore di Dylan Dog, riunitisi per raccontare una storia della vecchia frontiera.

Molta era la curiosità nata riguardo al vedere Stano raffigurare i boschi, le valli, i fiumiciattoli e le cascate classici di quelle latitudini, ma anche gli abitanti di quei territori: indiani esotici e colorati, militari inglesi e francesi- che in quegli anni si contendevano il possesso di quelle zone ancora vergini – duri pionieri della frontiera. In più si attendeva lo stesso Boselli, impegnato in una trama e in un’ ambientazione più vicine a suggestioni tratte da opere come L’ultimo dei Mohicani che non al suo solito lavoro su Tex.

C’erano quindi tutti gli elementi per un’esperienza di lettura positiva e chiuso l’albo permane la sensazione di aver fruito di un’opera piena, viva, pulsante. Nonostante alcuni ingranaggi non proprio perfetti, Mohawk River è un albo assolutamente godibile e affascinante. Boselli dà una sua interpretazione di un periodo storico molto poco raccontato e lo fa intingendola di tutti gli elementi che caratterizzano la sua scrittura: una prosa ricca, ragionata, studiata, anche se a tratti carica di un’eccessiva verbosità; sceneggiature intricate che alle volte lasciano anche perplessi, spaesati; personaggi ambigui, non facilmente inquadrabili.
Anche questo albo possiede queste peculiarità.

Mohawk River: intrighi western firmati Boselli e StanoPartendo dal presupposto che non è propriamente un western, visto che la vicenda si svolge all’incirca un centinaio di anni prima del periodo storico in cui è ambientato il western di Tex, e in un’ ambientazione geografica che è quella dell’attuale costa del New England, molto a nord rispetto alle assolate pianure desertiche di Arizona e Texas, dove siamo maggiormente abituati a vedere svolgersi il western dei cavalli e dei duelli, la storia si fonda su di una trama che si dipana tra intrighi e vendette, ricca di personaggi (forse anche troppi), con i protagonisti che vengono fatti girare come trottole.
Si ha alle volte la sensazione che neanche l’autore sappia fino in fondo dove si fermino le loro strade, o che almeno si stia divertendo un mondo a farlo credere.

Boselli lancia i suoi personaggi in situazione estreme e ne ricerca la reazione, alle volte disperata, altre feroce: e proprio la ferocia è un altro dei temi che si possono estrarre dalla lettura del volume. Ma più che la ferocia in sé, il mostrare la ferocia: le immagini di Stano ci mostrano crani scalpati, tomahawk che mandano in mille pezzi teste, accoltellamenti. Tutta quella serie di situazioni che di solito non vengono direttamente mostrate, alle volte anche per sensibilità e che vengono lasciate all’immaginazione del lettore, in questa occasione non vengono risparmiate. E anche questa è una bella novità, che regala anche momenti di maggior realismo e veridicità alla vicenda.

In più Boselli utilizza anche degli archetipi che il lavoro su Tex meno gli consente di utilizzare, come l’amore. Il forte legame tra il francese e la bella inglesina, che sboccia nonostante fraintendimenti e odio nazionale – situazione di per sé archetipica, pensando ad esempio a Giulietta e Romeo – è una delle cause scatenanti dell’intera vicenda visto i nuovi tradimenti che genera. Boselli utilizza la passione amorosa per inscenare le ultime fasi di questo romanzo grafico, che si chiude con una lunga fuga prima della resa dei conti finale. Altro tema da sottolineare è quello del doppio, con Corvo nero, uno dei personaggi principali della vicenda, che prima viene ucciso e poi  ritorna, gettando nel panico i suoi nemici. Chiaramente la sua resurrezione è tutt’altro che sovrannaturale, ma l’autore è abile a mostrarci la paura e l’ansia che questo ritorno dalla terra dei morti causa nei nemici di Corvo Nero, non più combattente ma anima in cerca di vendetta. E come al solito, la vendetta è ben presente in questo tipo di storie, lei si protagonista quasi sempre immancabile.

Mohawk River: intrighi western firmati Boselli e StanoPromosso Stano ai disegni: considerata la distanza siderale dalle ambientazioni a cui è abituato di solito il disegnatore pugliese, il suo lavoro è da apprezzare. Alcune pose tratte da vignette che avrebbero dovuto per loro natura contenere una dinamicità molto  accentuata, sono leggermente legnose (vedi alcune scene di lotta), ma la rappresentazione grafica sia dell’ambiente circostante – in special modo di alcuni paesaggi della Nouvelle France, appezzamenti di terra che ricostruivano quasi perfettamente campagne francesi a uso dei coloni – sia dei personaggi (particolarmente  interessanti i suoi indiani tutte creste e muscoli guizzanti) è coerente e attinente alle aspettative degli appassionati del genere.
Anche i colori, seppure in certi casi fin troppo delicati, compiono il loro dovere, e sono utili a districarsi nel riconoscimento dei personaggi, visto anche la già sottolineata presenza di un cast numeroso. Bella anche la copertina di Aldo di Gennaro che ha provato, e si vede, a rifarsi allo stile di Stano per regalare anche una forte coerenza grafica a tutta l’operazione.

Il seguito di questo tipo di iniziative,  mostra che ormai la diga creativa del colore è stata abbattuta in Bonelli e ciò non solo per i personaggi più “moderni”. All’inizio dell’articolo parlavamo di 800 pagine a colori in un mese: effettivamente la maggior parte di esse riguarda personaggi storici della casa editrice, con Zagor in prima fila, impegnato anche in un team-up con Dragonero. La volontà dell’editore è sempre più chiara, dal punto di vista della policromia.
Mohawk River non è sicuramente un capolavoro, ma un ottimo divertissement estivo, una variazione sul tema interessante e intelligente.

Abbiamo parlato di:
Mohawk River
Mauro Boselli, Angelo Stano
, Luglio 2015
128 pagine, colori, brossurato – 6 €
ISBN: 9772284465004

 

 

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