Calcutta

culcutta china

Calcutta è attualmente il mio cantautore preferito.

Con il suo secondo album ‘Mainstream’ si è imposto come uno dei più interessanti artisti in circolazione, avendo molto successo di vendite e di pubblico.

Una situazione che non mi sarei mai aspettata.

Vi spiego perché.

Lo vidi dal vivo qualche annetto fa all’ormai ex Circolo degli Artisti di Roma, in una serata che aveva un nome improbabile ‘La tua fottuta musica alternativa’, che mi ha dato la possibilità di conoscere molti artisti interessanti. Ogni primo giovedì del mese venivano presentati una serie di gruppi italiani agli esordi al modico prezzo di 5 euro, che per una studentessa universitaria quale ero, si presentava come molto appetibile. Inoltre era il periodo in cui scrivevo per le webzine musicali, quindi ero sempre disponibile a sentire nuovi gruppi o cantanti, era una specie di droga per me trovare un artista interessante di cui poter scrivere. Calcutta era suo primo disco credo, stava cantando la sua hit che era ‘Pomezia‘. Ammetto che ai tempi non lo apprezzai, lo etichettai come ‘troppo triste e stonato’.

Attualmente il ragazzo non ha abbandonato la sua vena depressa, ma con questo nuovo disco ha fatto veramente un salto di qualità, qualche tempo fa addirittura ho sentito su Radio Deejay la sua canzone ‘Cosa mi manchi a fare’. Spero ora che il ragazzo si stia godendo il successo.

Caro Calcutta, ti chiedo scusa per averti giudicato troppo frettolosamente, mi piaci così come sei, triste e stonato.

M.