Mister No: quant’è bella giovinezza

Mister No: quant’è bella giovinezza
Sergio Bonelli Editore ripropone in versione cartonata di grande formato la storia di Michele Masiero e Fabio Valdambrini in cui un Jerry Drake ancora adolescente affronta la prima, grande avventura della sua vita.

Mister No: quant'è bella giovinezza In attesa del debutto della nuova miniserie e di : Revolution, collane annunciate a Lucca Comics 2017 in cui potremo leggere le nuove avventure dedicate alla creatura di Guido Nolitta, presenta in edizione cartonata la storia apparsa sullo Speciale estivo di Mister No del 1999, sceneggiata da e disegnata da , in cui si narra di un Jerry Drake ancora adolescente, alle prese con quella che può considerarsi la prima avventura di un Mister No ante litteram.

Siamo negli anni ’30 e Jerry Drake ha appena sedici anni quando il padre viene arrestato, lasciandolo di fatto in balìa del destino in quel di New York.

Per quanto possa apparire affascinante, però, la vita nella Grande Mela non entusiasma Jerry, che decide di partire all’avventura acquistando un biglietto di sola andata per il primo treno in partenza, sul quale fa la conoscenza di John Sayles e poi del fratello Chris, che stringe un legame di amicizia con Jerry.

Un racconto vintage

Si tratta di una classica avventura capace di accontentare diverse fasce di pubblico: qualunque appassionato di fumetti che ancora non conoscesse l’archetipo dell’antieroe bonelliano può trovare in questo racconto il punto di partenza ideale, rappresentato da un personaggio ancora grezzo, che presenta in germe quelle caratteristiche intrinseche che invece il lettore navigato può riconoscere al volo, soprattutto quando Masiero mette alla prova il futuro Mister No ponendolo di fronte a situazioni tutt’altro che comode.

Il ritmo della storia è scandito dalla voce off del protagonista, che sottolinea o anticipa le svolte nell’intreccio, tramite didascalie dal gusto oggi decisamente retrò. Trattandosi di una storia di vent’anni fa, è piacevole riscoprirsi ad assaporare il canone narrativo della Bonelli dell’epoca: un modo di raccontare ormai considerato classico, che non risparmiava appunto lunghe didascalie, che era riconoscibile per la solidità e la chiarezza del racconto in generale, per cui il lettore non doveva sforzarsi per seguire lo sviluppo delle vicende raccontate.

Anche qui, la sceneggiatura segue un canovaccio piuttosto rodato che non brilla per originalità dei temi, ma che risalta invece per la solidità dell’impianto e per la tecnica con cui Masiero gestisce il ritmo della storia, incastrando alla perfezione le accelerazioni nella trama e sorretto da dialoghi curati in maniera eccellente.

Una gabbia dorata

Molto interessante esaminare il tratto di Fabio Valdambrini, qui autore già di una certa esperienza, ma con un segno ancora in evoluzione se confrontato con le tavole realizzate nel corso degli anni per Demian, Saguaro, ma soprattutto per Cheyenne, il romanzo a fumetti del 2017 che ha rinnovato il sodalizio con Masiero, in cui si può apprezzare la maturità artistica raggiunta dall’autore aretino.

Mister No: quant'è bella giovinezza

Il discorso sui precetti bonelliani dell’epoca vale anche dal punto di vista del disegno. Ne La giovinezza, le tavole hanno un’impostazione del tutto aderente allo schema tradizionale, anche se in diversi momenti Valdambrini e Masiero decidono di allargare l’orizzonte per dare spazio ai paesaggi rurali del territorio di Des Moines; in quelle vignette le vedute campestri della provincia americana sono assolute protagoniste, l’attenzione dedicata alla vegetazione e alla fauna rende i paesaggi vivi e pulsanti.
Di contro, la gestualità e l’espressività dei personaggi vengono esaltate da una composizione più serrata di vignette.

La sequenza del dialogo fra Jerry e Chris (pp. 90-92) racchiude in sé entrambe queste tendenze, risultando una fra le scene più riuscite, tanto per l’intenso scambio fra i due, quanto per l’alternarsi di panoramiche e piani coi volti dei protagonisti. Anche quando l’azione si sposta in contesti cittadini, si può apprezzare la cura del disegnatore nel riproporre arredi, architetture e veicoli propri del tempo.

“Non me ne importava un accidente del sogno americano, per l’animaccia mia”

Il viaggio di Mister No verso l’Ovest può essere metaforicamente interpretato come una rilettura dell’epopea della conquista del West, seguendo l’istinto innato del personaggio per l’avventura, che assieme a quella (mal riposta) fiducia nel prossimo è stata la causa scatenante di molte peripezie vissute da lui vissute.

Il sogno americano di coloro che si realizzano tramite il lavoro non è il sogno di Jerry. Se il paradigma è “lavoro e libertà”, al futuro Mister No interessa principalmente la seconda, da conquistare metro dopo metro, solo con le proprie forze, come i vecchi pionieri.

La giovinezza è una storia che viene riproposta in edizione da libreria con un buon tempismo, può benissimo essere un pregiato “numero zero” per la nuova miniserie ambientata nell’universo classico di Mister No, ma anche, per la sua capacità di raccogliere in un’unica storia molte delle sue caratteristiche fondanti, un buon riferimento per chi si avvicinerà al personaggio con la serie Revolution.

Abbiamo parlato di:
Mister No. La Giovinezza
Michele Masiero, Fabio Valdambrini
Sergio Bonelli Editore, 2018
144 pagine, cartonato, bianco e nero – 20,00 €
ISBN: 9788869612688

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