Le mille e una notte, di Lo Duca e Laura

Seconda pubblicazione per la neonata Grrrzetic Editrice e raro esempio di fumetto proveniente dalla Spagna importato in Italia, questo "La mille e una notte" scritto da Joseph Lo Duca (scomparso...
Articolo aggiornato il 07/11/2015

Le mille e una notte, di Lo Duca e LauraLa nascita di una nuova casa editrice è sempre un buon segno nel mercato fumettistico. La quasi impronunciabile Grrrzetic Editrice si è presentata con due opere particolari e degne d’attenzione: “No Clown” di Dario Arcidiacono e questo “Le mille e una notte“, produzione iberica scritta dall’italiano Lo Duca, venuto a mancare nel 2004, e disegnata dalla spagnola Laura Perez Vernetti (che si firma semplicemente Laura). Abbiamo intervistato l’autrice per presentarvi l’edizione italiana.

Benvenuta Laura su LoSpazioBianco.it. Uscirà tra poco in Italia Le mille e una notte, Grrrzetic Editore. È la tua prima apparizione fumettistica in Italia questa?
In Italia ho pubblicato sulla rivista Glamour e qualche strip su Marie Claire, per cui “Le mille e una notte” è in realtà il mio fumetto pubblicato in Italia, a eccezione del racconto breve “Ingemisco“, su sceneggiatura di Felipe Cava, comparso sul numero 10 di “Inguine MahGazine“, la rivista diretta da e . Altra apparizione in Italia: nel 2005, assieme ad altri autori spagnoli tra cui Keko, Raul, Micharmut, Ana Juan, ecc., abbiamo vinto lo Yellow Kid a Roma per l’album “11-M once miradas” sull’attentato di Madrid, premiato come esempio di ricerca di nuove e insolite vie nella letteratura disegnata.

In Spagna la tua produzione è molto vasta. Da quanto sei autrice di fumetti (nonché illustratrice)? Come è nata questa tua passione e quando è diventata una professione?
Ho cominciato a pubblicare i miei primi fumetti negli anni ottanta, appena ventenne, sulla rivista spagnola “Vibora“, accanto anche ad autori italiani come Liberatore, Carpinteri, Pazienza, Rotundo, Cadelo. Allora studiavo pittura alla Facoltá di Belle Arti di Barcellona e tanta fu l’emozione della pubblicazione dei miei primi fumetti che abbandonai la pittura per il fumetto.

In Italia non è semplice per chi non fa fumetti di un certo tipo, ad alta tiratura, ricavarsi uno spazio e vivere del proprio mestiere. Quali difficoltà ha il lavoro di fumettista in Spagna? Che situazione si presente a chi vuole fare di questo il proprio mestiere?
Penso che in Spagna, come in Italia, sia difficile vivere con il mestiere di fumettista; da quanto ho saputo attraverso gli autori italiani miei amici, come Vittorio Giardino, in Spagna ci sono più case editrici, sia grandi che piccola, di fumetto, anche se il grande mercato europeo, per noi autori, è quello francese. In Spagna la maggior parte dei fumettisti lavorano, come me, anche nel campo dell’illustrazione, dell’insegnamento e della pubblicità.

Venendo a “Le mille e una notte“: come è nata la collaborazione di Lo Duca e l’idea per questa trasposizione di un classico tra i classici?
La collaborazione con Lo Duca nacque da una lettera che ricevetti da lui, in cui elogiava i disegni dei miei fumetti, allora pubblicati dalle Ediciones La Cupola; Lo Duca mi propose di illustrare per un fumetto un suo soggetto mitológico, “Il toro bianco”, bastato sui miti di Pasifae, Minosse, Arianna, il Minotauro, Icaro, ecc. Quest’opera pubblicata in Spagna ebbe un buon successo di critica e lettori, così abbiamo continuato a collaborare in altri progetti come in questo “Le mille e una notte”.

Come si svolgeva il lavoro? Tu ti sei occupata esclusivamente dell’aspetto grafico oppure avete lavorato a stretto contatto anche per la storia?
Lo Duca e io abbiamo discusso a lungo, in tante lettere spedite fra Parigi e Barcellona, come per ogni fumetto che abbiamo creato insieme. “Le mille e una notte” è stato un libro molto importante per la letteratura francese e Lo Duca era un’intellettuale e uno scrittore conosciuto soprattutto in Francia, anche se non perse mai i suoi contatti e le sue radici italiane. Lo Duca e io ci sentivamo artisti dotati di una sensibilità prettamente mediterranea, di un culto alla bellezza del corpo e all’erotismo mediterraneo.

Che cosa ricordi in particolare di Lo Duca ? Che effetto fa trovarsi a ricordarlo con questa nuova edizione del vostro fumetto?
Di Lo Duca ricordo soprattutto che era una persona coltissima, molto sensibile e molto galante con le donne con le quali collaborava.

Il tuo stile nella pagine di anteprima che proponiamo ai lettori sembra richiamare molto lo stile delle antiche illustrazioni orientali. Hai fatto specifiche ricerche perriprodurre questo effetto?
Ho studiato durante tutto l’anno in cui ho disegnato le 110 pagine delle “Le mille e una notte” l’arte e le miniature erotiche arabe, mongole, persiane e indiane, dato che questo libro classico della letteratura universale è un opera che mescola queste culture.

Dovendo affrontare storie molto note e già rilette nell’interpretazione di altri, avete fatto anche riferimento a chi vi ha preceduti?
Non abbiamo fatto un riferimento a nessuno degli autori di fumetto che ci hanno preceduto, perché abbiamo scelto di studiare direttamente l’arte e la letteratura dell’epoca. Per “Le mille e una notte” siamo partiti dalla traduzione al francese di Mardrus, perché Lo Duca la considerava la piu meravigliosa e interessante interpretazione dal punto di vista della qualitá letteraria e per la mancanza di censure rispetto all’erotismo.

La componente sessuale è esplicita e ricorre lungo tutta la narrazione. Come avete conciliato la visione maschile e quella femminile dell’erotismo, spesso lontane l’una dall’altra?
Per arrivare a una lettura erotica comune, tanto dal punto di vista femminile come maschile, abbiamo discusso a lungo sulle nostre rispettive sensibilità. Da una parte l’aspetto del disegno al pennello, più calligrafico ed elegante, con uno studio della bellezza del corpo umano e dei curiosi giochi erotici che possono scaturire della mano di un’artista donna, e dall’altra parte il linguaggio esplicito, diretto e senza ipocrisie del talento maschile. Penso che la collaborazione artistica fra uomini e donne arricchisca le proposte culturali fumettistiche ed è anche molto interessante perché così riusciamo a rivolgersi a un pubblico di lettori sia maschile che femminile.

Rileggendolo adesso, sei soddisfatta del lavoro fatto? Pensi di aver comunicato tutto quello che volevi?
Lo Duca e io fummo molto soddisfatti di questo fumetto per noi prezioso; vi abbiamo lavorato molto tempo sopra, con grande concentrazione e soprattutto con un assoluta sincerità. Nel disegno come nelle parole abbiamo provato a essere sinceri, sapendo che per l’artista, nell’arte dell’eros, la sincerità è sempre molto difficile e pericolosa.

Le mille e una notte
di Laura e Lo Duca, prefazione di Max

Grrrzetic Editrice, 128 pagg, 15,00euro
da marzo 2007

Biografie:
Laura Perez Vernetti: Nasce a Barcellona, dove intraprende studi di Psicologia (Università Centrale di Barcellona), di Belle Arti (Facoltà di Belle Arti di Barcellona), di Disegno, Fotografia e Pittura (EINA a Barcellona) e di Fotografia presso il Centro Internazionale di Fotografia di Barcellona. Nel mese di giugno del 2006 è stata inaugurata a Roma, presso Villa Poniatovsky, un’esposizione dedicata alla migliori illustratrici donne di tutto il mondo, intitolata “LE FAVOLOSE MATITE COLORATE NEL MONDO”. L’esposizione ha messo in mostra una selezione di opere di alcune tra le più famose illustratrici di 19 differenti Paesi, ed ha poi viaggiato in altre diverse città italiane per poi approdare fino a New York.
Joseph Lo Duca: Giuseppe Maria Lo Duca nasce a Milano nel 1906.Appena adolescente viene lanciato da F. T. Marinetti che scriverà la prefazione al primo libro di Lo Duca “LA sfera di platino” (1927). Lo Duca fu co-fondatore dei prestigiosi “Cahiers de cinéma”accanto a Doniol-Valcroze e André Bazin (1951).Lo Duca fu un famoso erotologo e dedico’ al tema dell’eros vari libri: “Histoire du cinema” (Presese Universitaire de France ), “Les freres rouges” (Fasquelle), “De erotica” I, II e III, “Precis d’histoire de l’erotisme” (J.J. Pauvert), “La douceur de vivre” (Juillard), “Journal secret de Napolen Bonaparte” (Rombaldi), “L’amour, aujourd’hui” (Albin Michel) e molti altri. Scrisse il prologo al libro di Elio Vittorini, Premio Nobel di Letteratura, “Conversazione in Sicilia”. In collaborazione con Federico Fellini scrisse “La dolce vita” (Edizioni J.J. Pauvert). Muore a Parigi nell´agosto del 2004.

Riferimenti:
Grrrzetic Editore, mail: grzetic@alice.it

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