Mercurio Loi: tra scimmie, amori, duelli e segreti

Ne "La somiglianza con una scimmia", la serie di Alessandro Bilotta ribadisce l'implicito patto con il lettore e la raffinata cura formale del suo racconto. Accompagnato dai disegni di Andrea Borgioli scopriamo più dettagli su Mercurio Loi, sui comprimari e, forse, su noi stessi.

La copertina di ci porta fin da subito all’interno di una narrazione costruita sull’ambiguità: chi è in gabbia, le scimmie in primo piano o ? Da che parte delle sbarre siede il titolare della testata? L’espressione compiaciuta porterebbe a pensare che stia godendo della sua libertà di fronte a tre primati rinchiusi come allo zoo. Eppure molti indizi sembrano raccontare tutt’altro: il reticolato intorno a lui (un gioco di luci e ombre), la stanza senza sbocchi, la stessa inquadratura dell’immagine per la quale condividiamo il punto di vista come osservatori con le tre scimmie. Difficilmente ci immedesimeremmo in qualcuno chiuso in una gabbia con questa prospettiva.

Mercurio Loi: tra scimmie, amori, duelli e segreti

Proseguendo oltre la copertina, troviamo che questa ambiguità percorre l’albo, dai personaggi con i loro segreti e le motivazioni non espresse delle proprie azioni, per arrivare alla rappresentazione di un Mercurio Loi accentuatamente grottesco e scimmiesco nei disegni di Andrea Borgioli, ben supportato dalla colorazione di Francesca Piscitelli. Il disegnatore si mostra sempre più a suo agio con il registro peculiare della serie di , un fumetto che continua a muoversi con una grazia e una scorrevolezza sorprendenti tra filosofia e ironia, tra espressioni ataviche del nostro essere (l’attrazione, l’amore, la rabbia, la delusione, la paura, la menzogna) e le riflessioni più profonde sull’animo umano.

Nel percorso di insegnamento che il nobile Giacomo e sua figlia Enrica operano nei confronti di una scimmia, convinti che sia la creatura più vicina all’essere umano e quindi nella possibilità di educarla a comportarsi come tale, si innesca quel gioco di specchi che più di una volta, sia graficamente sia come tematiche, si è visto sulle pagine della serie.
È la scimmia che, attraverso l’istruzione, il tentativo di creare un linguaggio comune basato sui disegni e i vestiti su misura, assomiglia sempre più a un membro della famiglia che la ospita (allargata a Mercurio), o sono piuttosto questi ultimi a mostrare, volenti o meno, gli aspetti più primordiali del proprio carattere?

Mercurio Loi: tra scimmie, amori, duelli e segreti
Pagg. 32,33: Mercurio Loi e il gioco di specchi e riflessi

Un tema sviluppato in un crescendo che ha poco di azione propriamente detta (pur non mancando una fuga sui tetti e un duello con la pistola) eppure riesce a essere incalzante e appassionante, finendo per concludersi in piena media res, mentre si è ancora alla ricerca di una risposta.

E se questo di primo acchito risulta quasi indisponente, lasciando il lettore spaesato come di fronte a una storia tronca, rientra perfettamente nello spirito di un fumetto che più che offrire risposte preferisce stimolare domande: forse il modo migliore, anche se il meno immediato, per spronare un accrescimento interiore senza per questo apparire paternalistico, ampolloso o esporre un senso di superiorità.

Mercurio Loi: tra scimmie, amori, duelli e segreti
Pag. 25: il dialogo immaginato da Mercurio

Quello con chi legge è piuttosto un rapporto paritario, che non induce in accomodanti spiegazioni superflue o in dialoghi inseriti solo per dare un significato a ciò che narrano le immagini o che ha senso solamente come suggestione; un patto con il lettore che contempla costruzioni narrative pienamente fumettistiche, ricercate e curate, ma non fini a sé stesse.
Ne sono un esempio la scena iniziale, una sorta di soggettiva della scimmia che, non comprendendo la lingua umana, vede le nuvolette del dialogo tra Mercurio ed Enrico popolato di suoni incomprensibili; la sequenza delle pagine 24-25, nelle quali Mercurio da lontano immagina il dialogo tra Leone e sua moglie; la doppia tavola di pagina 32-33, in cui è evidente il gioco di specchi e riflessi di cui parlavamo più sopra. Scelte funzionali ma tutt’altro che povere o banali.

Continua inoltre il percorso nel personaggio di Mercurio Loi, nella sua umanità e nella sua bizzarria, nelle sue debolezze che mano a mano intaccano l’immagine “perfettina” che il personaggio cerca di restituite di sé, ed emerge con più ardore la sua passione per le donne tra comportamenti impacciati e inaspettate doti amatorie.

Anche la conoscenza dei comprimari della serie cresce numero dopo numero: nel caso di questo albo avviene per il già citato domestico Leone attraverso una digressione dal tema portante dell’albo che contribuisce a rendere tridimensionale e vivo il mondo in cui è ambientata la serie, che non si ferma solo per assecondare la trama principale ma offre contemporaneamente altri incontri, storie, spunti.

Si rischia di diventare ripetitivi nel decantare le qualità di Mercurio Loi ma possiamo certamente sottolineare ulteriormente come una serie con queste caratteristiche, in un contesto (difficile e competitivo) come quello dell’edicola, è un unicum, un qualcosa di nuovo e diverso, un apripista per iniziative future il cui valore forse sarà compreso meglio tra qualche tempo.

Abbiamo parlato di:
Mercurio Loi #9 – La somiglianza con una scimmia
Alessandro Bilotta, Andrea Borgioli
, gennaio 2017
98 pagine, brossurato, colori – 4,90 €
ISSN: 977253232204280009

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