Men of Wrath – I figli dell’ira: se le colpe dei padri ricadono sui figli

Jason Aaron e Ron Garney, tra rimandi biblici e della tragedia greca, firmano un’opera di condanna e maledizione nella provincia americana meridionale.

Men of Wrath – I figli dell’ira: se le colpe dei padri ricadono sui figli

Ci sono eventi che accadono per diventare storie. Si riconoscono da piccoli dettagli che nascondono coincidenze inequivocabili, significanti che vanno oltre il loro significato e il cui cammino è già tracciato dal fato.

Accade così che dietro un semplice nome si può nascondere una tragicità di fondo che tocca temi universali e che si espande e si tramanda fino a farsi Storia. Sono eventi che il destino ha plasmato in maniera beffarda e che possono restare sepolti per anni, per secoli, dimenticati da tutti, finché qualche predestinato non ne fiuta l’essenza e li riesuma per renderli mito.

Il predestinato in questione si chiama , vincitore del Premio Eisner 2016 come miglior scrittore, e l’evento scatenante è un racconto che lo riguarda personalmente, narrato dallo stesso autore nella prefazione di Men of Wrath:

“Intorno al 1900 il mio bisnonno, Ira Aaron, accoltellò a morte un uomo in una lite nata per delle pecore. Il suo giovane figlio Sammie, era lì ad assistere all’uccisione. Il coltello usato era suo. Anni dopo, nel 1924, Sammie Aaron, mio bisnonno, avrebbe incontrato una strana fine. Sarebbe morto di rabbia, dopo essere stato morso da un cane rabbioso. Da questo recesso un po’ oscuro della mia storia famigliare è nato Men of Wrath”.

Appena pubblicato da in un unico volume che raccoglie tutti i cinque episodi usciti negli Stati Uniti tra ottobre 2014 e febbraio 2015, Men of Wrath ha già impresso nel titolo e nel nome del protagonista tutto il senso tragico ed epico della storia. Wrath significa infatti ira, che è il nome del trisavolo di Jason ma che richiama anche il dies irae latino e Aaron gioca con questo strano scherzo del destino denominando Ira Rath il suo protagonista, uno spietato killer dell’Alabama che ammazza con freddezza e con efficace brutalità uomini, donne e bambini.

Men of Wrath – I figli dell’ira: se le colpe dei padri ricadono sui figli

Come dinanzi a un oracolo greco o a un precetto divino non ci si può sottrarre, così Ira si lascia andare completamente al servo arbitrio della maledizione familiare da cui discende. Infatti, proprio come nel caso dell’autore statunitense, anche il suo bisnonno si è macchiato di un omicidio per una questione di pecore e da quella colpa, un secolo dopo, si è arrivati fino a Ira, un assassino che uccide senza alcun tipo di remora e che niente può scalfire, nemmeno i due nuovi eventi tragici che il fato gli ha appena preparato. Egli infatti, oltre a scoprire di avere un cancro ai polmoni, viene a sapere che la prossima vittima dell’omicidio che gli è stato commissionato è suo figlio Ruben.
Due drammi che per un uomo senza possibilità alcuna di redenzione, né di salvezza, possono trasformarsi nell’insperata soluzione finale e nella liberazione dalla condanna della famiglia Rath.

Più cupo e più spietato di The Punisher, anti-eroe che almeno ha una morale e delle regole, Ira è un bad guy senza chiaroscuri, una macchina da guerra imprigionatosi nel suo destino maledetto, un peccato originale che non si può espiare. E, contraltare al Paradiso terrestre, Aaron lo ambienta nella tanto amata e disperata periferia del Sud degli Stati Uniti, un territorio ambiguo e controverso dove le bestemmie non sono una sfida al timore di Dio, anzi lo intensificano e danno alla storia un senso di ferocia senza tempo che solo un autore profondo riesce a rendere in maniera così inequivoca.

Men of Wrath – I figli dell’ira: se le colpe dei padri ricadono sui figli

La forza di Aaron è nel suo stile, nella capacità di non forzare sul facile sensazionalismo, ma di utilizzare un’enfasi attenuata, quasi sottotono, che inquieta ancor più la lettura ed è lo stesso stile che rispecchia in pieno il lavoro di .

Il disegnatore americano con le sue matite non fa ricorso a scene appariscenti, né si perde troppo in dettagli cinetici e riesce a rendere la drammaticità dell’azione senza eccedere in violenza ma attraverso una costruzione di scatti istantanei in cui si preoccupa di curare il realismo della scena senza perdersi in inutili orpelli. Ne sono esempio perfetto le copertine in cui con pochi dettagli riesce a sintetizzare al meglio la complessità delle vicende, assistito dai colori intensi e vivaci di Matt Milla che diventano più tenui durante i flashback e che riflettono in pieno i contrasti della storia e che si staccano dall’oscurità di fondo da cui è avvolta tutta la narrazione.

Con Men of Wrath, Jason Aaron realizza una storia cupa, molto intima e complessa, che richiama temi e immagini primordiali senza strizzare l’occhio al lettore e senza cercare facili vie d’uscita, né di salvezza e che lo conferma come uno dei migliori talenti in circolazione.

Abbiamo parlato di:
Men of Wrath
Jason Aaron, Ron Garney
Traduzione di Andrea Toscani
Panini Comics, 2016
144 pagine, cartonato, colori – 15,00 €
ISBN: 9788891221728

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inizio