X-Men: 50 anni e non sentirli – Seconda Parte

Continua il nostro excursus editoriale sui mutanti di casa Marvel e su cinquant'anni di pubblicazioni. Stavolta ci concentriamo sugli anni '80 e '90 del secolo scorso
Articolo aggiornato il 15/04/2015

X-Men: 50 anni e non sentirli - Seconda Parte

X-Men: 50 anni e non sentirli - Seconda Parte

Gli Anni 80: l’era Claremont

X-Men: 50 anni e non sentirli - Seconda ParteNel 1980 Chris Claremont dà il via a una delle sue run più ambiziose e famose, la Saga della Fenice Nera, che si sviluppa per ben dieci numeri, dal numero 129 al 138 di . Dopo che Jean Grey ha ottenuto i poteri semidivini della Fenice, essa rimane vittima della corruzione del proprio potere e, manipolata mentalmente da Mastermind, diventa Fenice Nera e nella sua sete di distruzione annienta un intero pianeta alieno. Inizia così il decennio d’oro per gli X-Men, con la testata che dal numero 114 ha cambiato il nome in Uncanny X-Men e diventa il titolo mensile più venduto della Marvel. Alla saga della Fenice Nera seguono altre importanti storylines come Giorni Di Un Futuro Passato (#141-142), la saga di Deathbird e della Covata (#155-157 e 161-166), la scoperta del popolo mutante sotterraneo dei Morlocks (#169) e il Processo di Magneto (#200).

Nel 1982 Claremont scrive, al di fuori della testata regolare, una graphic novel con protagonisti gli X-Men, disegnata da Brent Anderson: Dio Ama, L’Uomo Uccide (Marvel Graphic Novel#5). Sulla serie regolare invece, dopo l’addio di John Byrne, si alternano, per lunghe sequenze di numeri, tutta una serie d’importanti disegnatori quali Dave Cockrum, Paul Smith, John Romita Jr, Rick Leonardi, Mark Silvestri e Jim Lee. In questi dieci anni tanti sono i personaggi che vanno a popolare l’universo mutante della Marvel a cominciare da Katherine Anna “Kitty” Pride/Shadowcat (#129), Alison Blaire/Dazzler (#130), Forge (#184), Longshot, Elizabeth “Betsy” Braddock/Psyloche, Rogue, Rachel Anne Summers/Fenice, Jubilation Lee/Jubilee (#244) fino a villains del calibro del Club Infernale (#129), Madelyne Prior (#168), Apocalisse, Sinistro (#221), Mojo e Sabretooth. Tra le scelte narrative da ricordare sicuramente vanno menzionate la decisione di Xavier di partire per lo spazio insieme all’amata Lilandra e lasciare Magneto alla guida della Scuola per giovani dotati e l’avvicendamento a capo degli X-Men di Tempesta al posto del leader storico Ciclope.

X-Men: 50 anni e non sentirli - Seconda ParteGli anni ’80 sono anche il periodo della nascita e dello sviluppo dei comic shop, negozi specializzati nella vendita di fumetti, e la Marvel legandosi a questo evento e alle ottime vendite di Uncanny X-Men spinge per la creazione di nuove X-testate.
La prima a esordire è The New Mutants (marzo 1983), seguita da Alpha Flight (agosto 1983), dedicata a un gruppo mutante canadese, X-Factor, con il gruppo X originale (febbraio 1986), Excalibur (ottobre 1988), ambientato in Gran Bretagna, e Wolverine (novembre 1988). Sfruttando il numero sempre maggiore di serie mutanti e le obbligate connessioni che esse hanno tra loro, Claremont dà il via a una serie di eventi crossover (o X-over) tra le varie testate, con cadenza annuale. Ecco nascere dunque il Massacro Mutante (ottobre-dicembre 1986 Uncanny X-Men, X-Factor e New Mutants), seguito dalla Caduta dei Mutanti, (gennaio-marzo 1988 Uncanny X-Men, X-Factor e New Mutants) e da Inferno (ottobre 1988-agosto 1989  Uncanny X-Men, X-Factor, Excalibur e New Mutants).
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Gli Anni 90: il boom di vendite

All’inizio dell’ultimo decennio del secolo scorso, Uncanny X-Men vende qualcosa come 500.000 copie ogni mese e quelli mutanti sono i titoli blockbuster della Marvel. Claremont è affiancato da un disegnatore sempre più acclamato dai fan, Jim Lee, ma entra sempre più spesso in contrasto con l’editor della testata, Bob Harras, che interviene frequentemente nella modifica di storie, personaggi e anche maxisaghe pensate dallo scrittore. Quando la Casa delle Idee decide di lanciare un secondo albo mensile dedicato agli X-Men, Claremont e Harras sono ormai ai ferri corti per questioni creative: l’editor vuole riportare nelle storie il prof. Xavier, personaggio mai amato da Claremont che lo aveva allontanato dal palcoscenico principale. A questo si aggiunga che l’autore ha in mente tutta una serie di sviluppi per i suoi personaggi che vanno contro quanto la casa editrice vuole in quel periodo: sfruttare il più possibile il fenomeno mutante per incassare più soldi possibile. Molte delle idee di Claremont, prima tra tutte il fare diventare Wolverine un personaggio malvagio per poi ucciderlo, vanno contro questa politica e così, dopo sedici anni ininterrotti alla scrittura delle x-storie, Claremont decide di andarsene dalla Marvel.

Lo fa scrivendo il suo “testamento editoriale” nei primi tre numeri della nuova testata che si affianca a Uncanny dall’agosto 1991, X-Men il cui primo numero è a tutt’oggi il singolo albo a fumetti più venduto della storia con circa tre milioni di copie vendute e almeno sette milioni e mezzo di copie preordinate dalle fumetterie statunitensi (l’albo esce con cinque diverse cover che unite assieme formano un’unica immagine).

Le due testate vedono protagonisti gruppi distinti degli X-Men: su Uncanny tornano il prof. Xavier e Ciclope formando il “blue team” composto da Bestia, Wolverine, Rogue, Gambit e Psylocke, mentre sulla nuova testata esordisce il “gold team” con a capo Tempesta e formato da Marvel Girl, Uomo Ghiaccio, Arcangelo e Colosso. Entrambi i gruppi sono coordinati dallo stesso Xavier aiutato da Banshee, Forge e Jubilee.

X-Men: 50 anni e non sentirli - Seconda Parte

La nascita di X-Men porta con sé una piccola rivoluzione delle altre testate mutanti con The New Mutants che si trasforma in X-Force, scritta da Fabian Nicieza e Rob Liefeld e disegnata da quest’ultimo, e X-Factor che è affidata a Peter David e Larry Stroman con protagonista un gruppo completamente nuovo poiché i membri originari sono tornati, come detto, negli X-Men.
Alla dipartita di Claremont, le sceneggiature sono affidate per qualche numero a John Byrne con ai disegni sempre Lee su X-Men e Whilce Portacio su Uncanny. In seguito le redini delle due testate passano a Scott Lobdell (Uncanny) e Fabian Nicieza (X-Men), che rimangono a lungo, il primo fino al 1997 e il secondo fino al 1995. Tra i disegnatori all’opera, in questo periodo, sui mutanti sono sicuramente da segnalare Andy Kubert e John Romita Jr.

X-Men: 50 anni e non sentirli - Seconda ParteDurante quegli anni gli X-Men rimangono sulla cresta dell’onda, continuando a incrementare le loro vendite e le maxi saghe crossover da ricordare di questo decennio sono molteplici. Partendo da Programma Extinzione (novembre 1990-gennaio 1991, Uncanny X-Men, X-Factor e New Mutants) e la Muir Island Saga (luglio-settembre 1991 Uncanny X-Men e X-Factor), quando ancora le storie erano scritte da Claremont, si passa alla Canzone dell’Executore (novembre 1992-febbraio 1993, Uncanny X-Men, X-Men, X-Factor e X-Force), Attrazioni Fatali (luglio-novembre 1993, Uncanny X-Men, X-Men, X-Factor, X-Force, Wolverine e Excalibur), Phalanx Covenant (settembre-ottobre 1994, Uncanny X-Men, X-Men, X-Factor, X-Force, Wolverine, Excalibur e Cable), L’Era Di Apocalisse (1995-1996), Onslaught (1996) e Operazione: Nessuna Tolleranza (maggio-novembre 1997).
I personaggi che entrano in scena in questi anni sono tutti di primo piano a cominciare da Cable, Gambit (UXM#266) e Alfiere (UXM#282) e, come è logico aspettarsi, spopolano le miniserie dedicate a vari personaggi mutanti, la maggior parte delle quali di qualità inferiore alle testate regolari. Nascono anche nuove serie come Generation X, con Lobdell alle sceneggiature e l’emergente Chris Bachalo ai disegni, che presenta la next generation degli studenti mutanti, guidati da Banshee e Emma Frost. Eventi di prim’ordine da ricordare in questo periodo sono sicuramente il matrimonio di Jean Grey e Scott Summers (XM#30) e la perdita dell’adamantio da parte di Wolverine per opera di Magneto nel crossover Attrazioni Fatali.

Quando, nel 1997, Lobdell lascia la guida artistica di Uncanny e X-Men al suo posto subentrano due giovani scrittori, Steven T. Seagle e Joe Kelly che rimangono sulle due testate per circa un anno e mezzo per poi lasciare il posto, a causa d’incomprensioni editoriali, ad Alan Davis che dal 1999 si occupa sia dei testi sia dei disegni della serie X-Men e delle sceneggiature di Uncanny. Durante la gestione Davis le due testate funzionano come un unico albo bisettimanale con le storie che spesso sono uniche e passano da un titolo all’altro.

La fine del millennio vede un lento declino nelle vendite delle testate mutanti, anche a causa del continuo avvicendarsi di vari autori con stili e approcci diversi alle storie, e la continua emorragia di lettori che puntano sempre più su altri titoli, convince la Marvel a operare un rilancio degli X-Men.

Fine seconda parte

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