Maurizia Rubino: vedi Napoli Comicon e…

Maurizia Rubino è presente a Napoli Comicon 2016 presso lo stand BAO Publishing, dove presenta il suo "Tobiko".

Maurizia Rubino: vedi Napoli Comicon e...

nasce nel 1977 a Milano, città nella quale vive e lavora come illustratrice freelance. Si occupa principalmente di editoria per l’infanzia e advertising, e ha all’attivo pubblicazioni per editori italiani (tra i quali Giunti, Mondadori, Piemme) e stranieri (Fleurus, Igloo books, Caramel).
Tobiko, edito da , è il suo primo romanzo grafico, un’opera che si fa notare a partire dalla copertina stampata con un quinto inchiostro fluorescente, fino alle spettacolari tavole in pittura digitale. Una veste sontuosa ed elegante valorizza questa storia e il sapiente world building di un’autrice che ha saputo esordire con un’opera che ha attirato l’attenzione.

Maurizia Rubino: vedi Napoli Comicon e...
Tobiko è la tua prima incursione nel mondo delle graphic novel, dopo esserti dedicata principalmente all’editoria per l’infanzia. Cosa ti ha spinto a dedicarti al fumetto e quali difficoltà hai incontrato?
Dopo essermi diplomata al corso di illustrazione della Scuola del Fumetto di Milano ho cercato subito di fare diventare quello che avevo imparato una professione. L’editoria per l’infanzia era il settore che più si avvicinava al mio tratto e sono arrivate da lì le prime proposte di collaborazione. Nel giro di due anni è diventato un vero e proprio lavoro e così ho continuato in quella direzione.
In tutto questo tempo però non ho mai smesso di guardare con attenzione al mondo del fumetto, ho sempre frequentato con interesse le fiere di settore alla ricerca di libri che riuscissero a fondere illustrazione, grafica e fumetto con l’idea, prima o poi, di provare a raccontare una storia mia.
Ricordo la volta che ho trovato in uno scatolone, di quelli che stanno dietro ai tavoli negli stand, Jimmy Corrigan, the Smartest Kid on Earth di Chris Ware: in quel momento ho avuto conferma che quello che stavo cercando esisteva e in una forma meravigliosa. Nel tempo anche l’editoria italiana si è aperta a questo genere di pubblicazioni per cui circa tre anni fa ho deciso che era il momento per provare a mettere assieme tutto quello che avevo appuntato mentalmente nel tentativo di portare su carta la mia idea di romanzo grafico.
Sviluppare il soggetto non è stato semplicissimo, sono abituata a raccontare per immagini e spesso ho dovuto fermare delle scene definendole quasi fino al colore, per riuscire a scrivere gli avvenimenti precedenti e quelli successivi. Tobiko è una storia apparentemente molto semplice ma nasconde un secondo livello di lettura che volevo restasse intuibile senza essere didascalicamente raccontato, per cui cercare di mantenere un equilibrio nella narrazione per ottenere questo risultato non è stato facile. Una volta concluso lo storyboard, lavorare ai disegni e al colore è stato divertente e liberatorio.

Visto il tema di questo , che opinione hai della sempre crescente ibridazione del fumetto con altre forme di espressione artistica e comunicativa (cinema, TV, letteratura, teatro…)?
Assolutamente positiva, mi piacciono gli ibridi, mi piace che dei personaggi nati dai fumetti prendano vita e arrivino a un nuovo pubblico attraverso altre forme di comunicazione. Sono contenta ci sia tutta questa attenzione, credo sia un modo per omaggiare, vuol dire che esistono tante storie validissime che potenzialmente possono risultare interessanti anche per chi non legge i fumetti.
Sono anche convinta che il fumetto, inteso come forma d’arte e comunicazione, abbia una forza e un’unicità che non sono intaccabili, per cui qualsiasi film o serie TV non potrà svalutare e neppure uguagliare il valore dell’originale. La lettura di un fumetto resta un’esperienza diversa dalla visione di un film ed è bello così, che esistano entrambe.

Vedi Napoli e poi…?
…ci torni l’anno dopo, sempre per il Comicon, ma con un libro da presentare assieme agli amici di BAO. Contentissima!

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