Matteo Casali: vedi Napoli Comicon e…

A Napoli Comicon Matteo Casali, ospite RW Lion, presenta Batman: Europa, scritta per DC Comics con Brian Azzarello, Giuseppe Camuncoli e Jim Lee.

Matteo Casali: vedi Napoli Comicon e...

esordisce con l’autoproduzione, fondando insieme a Giuseppe “Cammo” Camuncoli e altri autori l’etichetta Innocent Victim alla fine degli anni ’90, per cui sceneggia Bonerest. Ha ideato e scritto Quebrada, Silent dance e Sotto un cielo cattivo e collaborato, tra gli altri, con Coconino Press, Eura Editoriale, saldaPress e RCS Rizzoli. Sempre con Camuncoli ha ripreso Gli Scorpioni del Deserto del maestro Hugo Pratt e adattato il romanzo di Luciano Ligabue La Neve se ne frega. Nel 2003 è il primo sceneggiatore italiano a sbarcare negli States in pianta stabile, realizzando opere come 99 Days per l’etichetta Vertigo Crime (vincitrice dello Spinetingler Award 2012 come Best Crime Comic), albi per Dc Comics (Catwoman, Justice League Unlimited e il recentemente pubblicato : Europa) e Marvel Comics (What If? Astonishing X-Men e Iron Man: Titanium). È uno dei fautori dell’etichetta di webcomics Atomico, per la quale si occupa dei testi di Zeroi insieme a Tuono Pettinato e del ritorno di Quebrada in Seconda caduta. È docente di Sceneggiatura e Storytelling presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e la Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia (della quale è co-fondatore e Direttore creativo) e di quella di Firenze.  Nel 2012 ha vinto il Premio Carlo Boscarato come Miglior Sceneggiatore.

Matteo Casali: vedi Napoli Comicon e...

Ciao Matteo e grazie per il tuo tempo. A Napoli presenti per Batman:Europa, opera che ha avuto una lunga gestazione. Qual’è stata la maggior sfida per un europeo nello scrivere una storia di Batman ambientata in Europa?
Forse solo la lunga attesa per vederlo pubblicato? Scherzi a parte, non ci sono state difficoltà particolari. Io e Brian abbiamo concepito la storia attorno alle città che si era deciso di “visitare” e da lì, tutto è andato abbastanza liscio. Ho sceneggiato i quattro capitoli basandomi sulla mia conoscenza delle città in cui Batman doveva muoversi e cercando di rendere interessante la sua gita fuori porta. La differenza nello scrivere una storia ambientata a Gotham City era che qui tutto doveva avere senso e fare riferimento a luoghi reali, e pezzi di storia delle città meno noti ai più, come nel cado i Praga e i riferimenti ai “tesori alchemici” di Rodolfo II. Il tutto, naturalmente, cercando di mantenere sempre alta la tensione.

Visto il tema di questo , che opinione hai della sempre crescente ibridazione del fumetto con altre forme di espressione artistica e comunicativa (cinema, TV, letteratura, teatro…)?
È una ricchezza davvero straordinaria, che in Italia ha sempre goduto di un ambiente particolare, grazie a nostra lunga tradizione artistica e culturale. Siamo solo all’inizio, ma già si vedono esempi di fumetti crossmediali e, se continua così (e credo debba continuare così) credo si possa arrivare a produrre serie televisive come fanno, da anni, negli Stati Uniti, dove questo potenziale è stato compreso –e sfruttato– come si deve. Di sicuro, in Italia non ci mancano certo qualità o quantità.

Vedi Napoli e poi…?
E poi ne vuoi ancora. Semplice.

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