Da Magnifico a Topolino: intervista a Pietro B. Zemelo

Noto come autore del web-comic Magnifico e entrato nello staff di sceneggiatori di Disney, abbiamo intervistato Pietro B. Zemelo.
Articolo aggiornato il 20/12/2016

Da Magnifico a Topolino: intervista a Pietro B. ZemeloAppassionato di fumetti e di disegno da sempre, i primi passi di Pietro B. Zemelo in questo mondo sono stati all’insegna dei consigli di due artisti come Maurizio Amendola ed Emanuele Tenderini.
Successivamente l’incontro con i tipi di Manicomics ha prodotto
Oltre il vetro, sorta di diario di viaggio attraverso l’Islanda, mentre su Internet ha creato Spruntzel, un web-comic con un protagonista un pinguino spaziale.
Sempre per il web è
Magnifico!, serie di strisce che raccontano la vita di tre coinquilini universitari e che ha goduto anche di un’edizione cartacea grazie a Manfont.
Dal 2014 Zemelo è anche sceneggiatore Disney per
Topolino, con all’attivo già 13 storie pubblicate.
In occasione dell’uscita del secondo volume di
Magnifico lo abbiamo intervistato per parlare del suo web-comic, del suo lavoro in Disney e della sua carriera in generale.

Ciao Pietro, e grazie per averci concesso quest’intervista.
Da dove nasce l’idea del tuo Magnifico!? Quanto c’è di autobiografico?

Magnifico! nasce per l’esigenza di raccontare di cose semplici, quotidiane. Volevo un fumetto in cui fosse facile riconoscersi e che proponesse in chiave leggera e comica gli anni universitari. Di base, volevo restare su veloci siparietti comici con tre personaggi, ma mi sono sfuggiti di mano quasi subito e hanno iniziato a “muoversi da soli” crescendo, evolvendosi e diventando protagonisti di una storia che si sviluppa di anno in anno.
Da Magnifico a Topolino: intervista a Pietro B. Zemelo

In un periodo in cui i webcomics italiani, soprattutto umoristici, spopolano sui social network, che assi nella manica ritieni che abbia Magnifico! per farsi notare?
Sicuramente i più famosi sono umoristici e il motivo è semplice: divertono, strappano una veloce risata e sono facilmente condivisibili. Ed è giusto così. Funziona. Si vengono così a creare personaggi che, spero, rimarranno nell’immaginario collettivo negli anni a venire. Come noi ci ricordiamo delle Tartarughe Ninja o dei fumetti diBraccio di Ferro, forse la generazione che ci legge su FB si ricorderà di Angelina e Damiano, o Keo, o Hadez, ecc…
In cosa si differenzia Magnifico!? In una sensibilità di fondo, voglio credere. Credo sia una cosa che traspare anche da alcune mie storie su Topolino: mi piace indagare un po’ più a fondo nei personaggi. Capirli meglio, analizzare il perché delle loro scelte o abitudini e scoprire se sotto la facciata si nasconde qualcos’altro. Inoltre parlo degli anni universitari, quindi non solo di risate e divertimento, ma anche di momenti difficili, dubbi sul futuro, problemi personali e partenze!
È un fumetto drammatico sulla vita, mascherato da striscia comica.

L’ispirazione per la caratterizzazione dei protagonisti di Magnifico! è nata da persone reali? Qualcuno di loro si è riconosciuto in questa tua versione?
Ognuno dei personaggi è il prodotto di più persone. Attingo a piene mani dai miei anni universitari e ho plasmato i protagonisti con le caratteristiche e l’aspetto di diversi amici. Non penso si possa dire che quel personaggio è esattamente quella persona, ma di certo ci sarà quell’aspetto del suo carattere o quell’episodio o quello specifico cambiamento… La linea che separa la realtà dalla fantasia è sottile ma, in questo caso, netta.
Da Magnifico a Topolino: intervista a Pietro B. Zemelo

Che rapporto hai con i lettori? Ti scrivono, ti suggeriscono scene, ti ringraziano?
È la parte migliore! Ogni giorno ricevo messaggi di incitamento o ringraziamento! Ed è incredibile! Proprio questa settimana un lettore mi ha scritto che ha appena iniziato l’università e che ora capisce ancora meglio tutto quello che racconto nel fumetto. Altri mi raccontano di aver provato le stesse cose nel cambiare corso o nel vedere un coinquilino andare via ed è proprio quello che speravo. Io voglio raccontare di loro, di queste esperienze. Dare voce a quei piccoli grandi momenti di cambiamento e di scoperta che costellano gli anni universitari. Non più adolescenti, ma non ancora adulti! Mi seguono perché parlo di loro.

Credi che la serie possa essere qualcosa di più che uno svago per chi fa l’esperienza universitaria come i protagonisti? Un modo per sopportare lo scoramento di certe esperienze, per sdrammatizzare i propri problemi…
Sì. Chi, in un momento di sconforto (ma anche gioia o altro!), non ha mai cercato risposte in una canzone, un film o un libro? Forse è un modo per sentirsi meno soli o per trovare coraggio grazie a un personaggio che affronta la stessa cosa… È lo scopo delle storie: aiutare, semplificare la realtà per capirla meglio, evadere un po’, ma anche farsi compagnia.
In questi primi due anni i protagonisti hanno affrontato paure, dubbi, innamoramenti, partenze, ma anche amicizie, risate, calore e commozione. Hanno trovato il coraggio di fare delle scelte, di mettersi in discussione e di porsi domande. Se almeno un lettore troverà in Magnifico! un rifugio, una compagnia o dirà “anche a me succede così!”, avrò fatto un buon lavoro.

È previsto un termine per il tuo webcomic?
Sì e coincide con il termine degli studi di Alessio. Se proprio dovessi indicare un protagonista, quello sarebbe lui e, se generalmente sarebbero cinque anni in totale, avendo cambiato corso  gli servirà un anno in più, quindi sei! Penso di poter affermare con assoluta certezza che Magnifico! ha una data di scadenza ed è prevista per l’ottobre del 2019 con il suo sesto volume. Eppure i volumi saranno sette! Eh, eh! Presto ne saprete di più!
Da Magnifico a Topolino: intervista a Pietro B. Zemelo

Com’è avvenuto il passaggio all’edizione cartacea di Magnifico!? Credi si adatti bene alla trasposizione cartacea?
Non è una cosa che avevo programmato con precisione all’inizio e penso che il formato delle strisce lo confermi… Ehm! Però dopo il primo anno, avendo visto un crescente calore da parte dei lettori, mi sono deciso a investire qualche soldo nella cosa e i risultati sono stati estremamente incoraggianti! All’istante i ragazzi di ManFont mi hanno chiesto di collaborare con loro alla stampa e distribuzione dei volumi e, data la totale libertà sul mio lavoro, ho accettato senza indugio! La qualità dei nuovi volumi è merito loro!
Diciamo che da qualche mese e in particolare nel terzo anno si vedrà una più attenta suddivisione in vignette, in modo che la conseguente trasposizione in carta sia più fedele possibile a quanto si vede online!

L’entrata nella scuderia di Topolino ha cambiato in qualche modo il tuo approccio alla sceneggiatura?
Topolino ha una serie di regole da rispettare nel lessico, nei temi, nel “giocare dentro i paletti” e cose così, ma ho avuto la fortuna di incastrami facilmente in quello spazio. Sarà che sono cresciuto a pane e Topolino e quindi partivo da un approccio alla scrittura molto simile, ma ho comunque dovuto aggiustare il tiro su alcuni aspetti. Ho come editor l’inarrivabile Tito Faraci e con lui non ci sono vie di mezzo! È una sfida difficile ma bellissima perché ti spinge sempre a fare del tuo meglio! Se una storia non lo convince, non ci girerà intorno, ma se gli piace la difenderà a spada tratta. Negli ultimi due anni, guidato da lui, sono cambiato in meglio: sono più attento nella scelta delle parole, più sintetico nella resa di un dialogo, più sensibile alla vena umoristica (che in Topolino non deve mai mancare!)… Il tutto si riversa in Magnifico!, com’è giusto che sia e come succede anche nei disegni! L’evolversi delle mie capacità porta a una crescente qualità nel fumetto.
Il che è un problema per me… Cercando un continuo miglioramento, finisco con l’odiare tutto quello che ho fatto il mese prima! Sigh!

Tra storie urbane di Paperino, avventure di Topolino e una storia scritta in modo interessante con Paperinik protagonista, hai dimostrato una buona dose di duttilità: qual è il genere narrativo con cui ti trovi maggiormente a tuo agio?
Da Magnifico a Topolino: intervista a Pietro B. ZemeloMi piace cercare l’approccio “laterale”. Non per fare il diverso, ma semplicemente per cercare storie dove il territorio è un po’ meno esplorato, seppur dentro i “paletti”.
È così che nascono storie come Ciccio e l’emozione di un’attesa: volevo un Ciccio che non fosse solo mangiare e dormire. Citi Paperinik… In cerca di ricordi che ricalca un po’ lo stile di film come Una notte da leoni o How I met your mother nella puntata dell’ananas! Anche la storia del Natale scorso nasce in questo modo e ce ne saranno ancora in futuro.
Fondamentalmente mi chiedo: “se metto questi due personaggi insieme a parlare, che cosa succede?”, “e se Paperinik mangiasse una Car Can?”, “questo particolare elemento ha una storia mai raccontata?”, “posso raccontare questa storia da un punto di vista inedito?” e così via. Non mi va sempre bene, ma quando funziona, vedo che è apprezzato!
Qualche settimana fa, Tito mi chiama e mi dice “serve una storia per Capodanno, ma non puoi usare i personaggi principali né temi come cenone, regali o cose simili! Serve un approccio… laterale!”.  Generalmente mi divertono questo tipo di sfide e credo di riuscire ogni volta a fare qualcosa di buono. Stavolta è stato un po’ più difficile, ma alla fine ne è uscita una storia molto divertente! Non vedo l’ora che esca!

Qual è il tuo approccio verso l’uso dei personaggi Disney?
Più che approccio è un rapporto d’amore. In base alla storia scelgo il cast più adatto e cerco di non “usarli” quanto di lasciarli recitare. Sono personaggi che hanno quasi un secolo di storia ed è facile cadere in trappola e usarli come “maschere”. Guarda ad esempio Topolino! Se chiedi in giro, tutti ti diranno che è perfettino e antipatico e che preferiscono Paperino! La verità è che Topolino è il più figo: avventuroso, intelligente, furbo e onesto, ma non infallibile! Anzi! È un ragazzo comune a cui capitano le cose più incredibili e non si tira mai indietro! Magnifico! È stato vittima di troppe storie in cui faceva il detective infallibile… Ma lui non è così! Paperino a modo suo è vittima di pregiudizi simili: non è uno scansafatiche cronico! È ingegnoso e instancabile quando ci si mette!
Secondo me il punto sta tutto qua: capirli davvero e, calandoli in una situazione, vedere come si comportano. La storia scaturirà dalle loro caratteristiche, il mio ruolo è solo quello di raccontarla al meglio!

Quanta libertà hai nello scrivere le tue storie? Ci sono personaggi che non puoi usare o per i quali devi avere maggiore accortezza, o temi che non vanno affrontati con leggerezza?
Da Magnifico a Topolino: intervista a Pietro B. ZemeloHo molta libertà, ma devo sempre giocare dentro i famosi “paletti”! Non posso parlare di politica, religione, sessualità e cose così… Mi pare chiaro! Generalmente è proibito anche parlare di morte, ma chi ha letto la mia storia Topolino e l’albero di Holly sa che, raramente, si possono fare delle eccezioni se la storia ne giova e la redazione acconsente!
Posso usare un grande numero di personaggi, ma con attenzione! Inutile andare a pescare personaggi che non si vedono mai solo per il gusto di estrarli dal cappello! La cosa può succedere però! Vedi Casty e il bellissimo uso che fa di Atomino Bip Bip! Ecco: l’amore per il personaggio e il rispetto con cui lo usa rendono ancora più preziosa la bella storia che ne esce!

Hai qualche storia Disney consegnata e in attesa di pubblicazione di cui puoi anticiparci qualcosa?
Ho parlato di una divertente storia di capodanno, ma sarò presente anche quest’anno sul numero natalizio, con una storia più breve però! In particolare c’è una storia di cui attendo l’uscita a breve, ma non voglio svelare troppo!

C’è la possibilità che tu possa diventare autore completo in Disney, disegnandoti le tue storie come in Magnifico!?
Mi piacerebbe molto! Spero di sì, ma questo dipenderà dal giudizio della redazione! Il livello di Topolino è altissimo e solo pochi eletti hanno (giustamente!) il privilegio di disegnare su quelle pagine!

Quali sono le differenze di meccanismo e approccio tra il lavorare per editori indipendenti e per grandi case editrici, secondo la tua esperienza?
Su Magnifico! ho carta bianca. È mio! Se funziona ho fatto bene, se non funziona ho sbagliato qualcosa. Io sono il diretto responsabile della cosa!
Su Topolino si lavora a stretto contatto con un editor che ti fa da faro. Con lui si decide cosa va e cosa non va e lui ha l’ultima parola! Poi la palla passa alla redazione che la passa a un disegnatore, poi un colorista e un letterista e poi ancora alla redazione! Il risultato finale lo vedrò solo quando sarà pubblicato e il mio ruolo sarà stato importante, certo, ma solo parte di un ingranaggio ben più grande di me.

Qual è la tua formazione artistica?
Da Magnifico a Topolino: intervista a Pietro B. ZemeloDisegnare durante le lezioni a scuola, poi disegnare ancora anziché fare i compiti e rimediare più di qualche insufficienza. Fondamentalmente il mio primo pensiero è sempre stato scrivere e disegnare, qualunque altra cosa ha sempre un’importanza secondaria!
Più che “formazione” parlerei di chi mi ha smontato e rimontato insegnandomi tanto! Maurizio Amendola è stato il primo autore di cui frequentavo lo studio. L’ho spesso disturbato nel suo studio di Venezia per chiedergli un parere su storie e disegni e lui, con grande pazienza e mano ferma, correggeva, giudicava, consigliava… Emanuele Tenderini è stato poi il primo autore di fama internazionale a darmi fiducia e sostegno. Ho iniziato a colorare e a capire meglio il lato più artistico del fumetto guardando con ammirazione i suoi splendidi lavori!
Infine (ma solo in ordine temporale), Tito Faraci. La formazione non è qualcosa di passato, anzi! Voglio migliorare sempre di più e lavorare con lui mi permette di farlo!
Non ho frequentato scuole, se non un corso di fumetto durante le superiori che mi ha dato una bella infarinata su proporzioni e prospettiva. La mia priorità è sempre stata scarabocchiare su un foglio, raccontare qualcosa. A forza di fare e fare, un pochino ho imparato, ma la strada continua!

Hai conseguito un master in computer grafica: oltre al fumetto, ti piacerebbe percorrere anche la strada dell’animazione?
Sì, ma è un discorso ampio… Diciamo che è qualcosa che vorrei tanto esplorare, ma dipende da tempo e priorità!

Hai qualche altro progetto, oltre Topolino e Magnifico!, che bolle in pentola?
C’è un certo pinguino spaziale che è lì, pronto a partire, ma deve aspettare ancora un po’! Ho un progetto in cantiere che, se riuscirò a fare come desidero, sarà una bomba su tutti i livelli: storia, disegni, colori, stampa… Devo prima avvantaggiarmi con altre cose e darmi il tempo di crescere ancora un po’ a livello artistico, ma presto…

Ringraziamo ancora Pietro B. Zemelo per averci concesso questa interessante intervista.

Intervista condotta via mail il 20/10/2015
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