I maestri dell’orrore: Frankenstein, confronto con un’icona

Giulio Antonio Gualtieri e Francesco De Stena si cimentano nell’arduo compito di riportare a fumetti uno dei capolavori della letteratura gotica.

I maestri dell’orrore: Frankenstein, confronto con un’iconaNel XVII secolo il giovane Victor Frankenstein, affascinato dalle teorie di Galvani e Paracelso, tenta un esperimento per dare la vita ad una creatura inanimata. L’esperimento ha successo ma produce un mostro che tormenta la vita dello scienziato.

Quando si traspone un racconto da un linguaggio a un altro ci si imbatte in una serie di rischi e difficoltà che possono mettere a disagio anche il più navigato degli autori. Le difficoltà aumentano poi se si vuole rimanere assolutamente fedeli al testo di riferimento. Questo infatti è l’obiettivo dichiarato della collana I Maestri dell’orrore curata da per .

Nel caso specifico del Frankenstein di Mary Wollstonecraft Shelley ci troviamo di fronte a un’opera che per la sua qualità intrinseca stupì tutti i suoi contemporanei e ancora oggi esercita un’impressionante influenza sull’immaginario collettivo mondiale.

L’idea di rimanere fedeli al romanzo originale, quandanche concedendosi qualche libertà sull’aspetto del mostro, sembra più che legittima in quanto, delle centinaia di Frankenstein che abbiamo visto al cinema o nei fumetti, solo pochi (ad esempio il film di Branagh) si sono cimentati con il testo originale mentre tutti gli altri, da Carletto il Principe dei Mostri a Frankenstein Junior di Mel Brooks, hanno riproposto l’iconografia del mostro alla Boris Karloff.

Il motivo per cui tutti hanno più o meno schivato il confronto con l’originale è presto detto.

I maestri dell’orrore: Frankenstein, confronto con un’iconaIl romanzo di Mary Shelley è già completo così com’è, modificarne una parte significa fargli un torto. È per questo che il talentuoso Branagh supportato dal sempre bravissimo De Niro produssero al tempo una mezza delusione ed è sempre per questo motivo che anche i pur bravi e Francesco De Stena non convincono completamente.

I disegni di De Stena sono indubbiamente la parte migliore dell’opera. Evidente, e anche dichiarata nelle appendici del volume, l’influenza dei maestri del fumetto dell’orrore come Bernie Wrightson, il Gene Colan di Tomb of Dracula e in generale dei fumetti horror della EC Comics. De Stena si trova a suo agio nelle tavole più “drammatiche”, quelle che vedono protagonista il mostro, e meno in quelle che vedono protagonisti i ben più banali umani che sembrano tratteggiati in maniera più affrettata.

I maestri dell’orrore: Frankenstein, confronto con un’iconaLa sceneggiatura lavora per sintesi e sottrazione cercando di ridurre un tomo di 300 pagine in 100 tavole a fumetti nelle quali si alternano delle belle trovate (ad esempio la sequenza da pagina 47 a pagina 52 durante la quale il mostro apprende il linguaggio della famiglia contadina), a delle sequenze più descrittive e un po’ troppo pedisseque.
C’è un evidente amore per la prosa della Shelley, forse troppo, e per troppe pagine ci troviamo di fronte più a un romanzo illustrato che non a un fumetto vero e proprio. Un peccato, perché le parti di “vero fumetto” sono davvero notevoli, come nel caso della sequenza conclusiva nella quale il drammatico rapporto fra creatura e creatore viene sottolineato da un uso sapiente del chiaroscuro e delle inquadrature.

L’effetto generale è quello di un albo un po’ troppo didascalico dove spesso disegni e testi sono ridondanti tra di loro. Probabilmente avrebbe giovato una foliazione maggiore, grazie alla quale alcune incombenze narrative avrebbero potuto essere delegate alle immagini, riprendendo così la teatralità tipica dei fumetti horror americani ai quali sembra ispirarsi visivamente.

Abbiamo parlato di:
Roberto Recchioni presenta: I maestri dell’Orrore – Frankenstein
Giulio Antonio Gualtieri, Francesco De Stena
Edizioni Star Comics, novembre 2015
112 pagine, cartonato, bianco e nero – 15,00 €
ISBN: 978-8869203831

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