Madman Atomic Comics

di Mike Allred Magic Press, 2009 - 192 pagg. col. bross. - 15,50 €
Articolo aggiornato il 20/04/2015

“I wish I could see myself as a great romantic figure. Someone to be admired…And respected…Loved? I’m aware enough to know what a far cry that wish is…I’m sick. I have to face that one simple fact. Something is very, very wrong with me”

“Vorrei poter vedere me stesso come una grande figura romantica. Qualcuno da ammirare…E rispettare…Amare? Sono abbastanza consapevole di quanto sia irrealizzabile questo desiderio…Sono stanco. Devo affrontare questo semplice fatto. C’è qualcosa di molto, molto sbagliato in me”“.
( – Oddity Odissey )

Madman Atomic ComicsAll’inizio degli anni Novanta Frank Einstein si presentava con queste parole ai lettori americani, fasciato in un costume integrale bianco e travagliato da dubbi sulla sua reale natura e sul vero scopo della sua esistenza. Personaggio-alter ego del suo creatore , riflette sul significato della vita, affronta tensioni adolescenziali e ricerca la propria identità sociale immerso in un universo fantascientifico ricco di ironia e colmo di riferimenti alla cultura e sottocultura americana. Oltreoceano, la sua vita editoriale passa principalmente attraverso tre editori (Tundra, Dark Horse e Image Comics), diversi numeri speciali, miniserie e serie regolari, quasi a ricalcare la profonda l’irrequietezza e l’instabilità emotiva del personaggio al cospetto di un mondo che lo etichetta come un corpo estraneo, un diverso. In Italia, dopo Smoothouse Publishing, Play Press e Magic Press, è oggi la Panini Comics che ha iniziato una pubblicazione ragionata e organica del corpus madmaniano, in un serie di volumi, la Madman Collection, giunta già al terzo volume.

Madman Atomic Comics, la serie del personaggio targata Image Comics (1) , ha segnato una nuova e importante tappa nella carriera di Mike Allred, mantenendosi in sintonia con il profondo gusto sperimentale ed eclettico delle sue precedenti prove, al quale si aggiunge una sceneggiatura aperta a suggestioni politiche: novità importante per un fumetto definito da Allred come il più apolitico di tutti i tempi.
Fin dalle prime inquadrature ci troviamo proiettati in un ambiente urbano avvolto da una nube polverosa che offusca la luce e lascia uomini e donne morti al suolo, quasi a rivisitare le immagini dell’11 settembre 2001 ed evocare le paure postume di attacchi terroristici. Una precisa o “accidentale” scelta di campo (Allred afferma di trarre linfa per le sue storie direttamente dal proprio subconscio), ripetuta anche successivamente in tavole che vedono Frank Einstein catapultato tra case diroccate al cospetto guerriglieri intenti a scagliare missili e granate. Inequivocabile lo scambio di battute con il “volto” di George Bush, che sostiene la necessità della guerra al terrore, e Madman che risponde: “If I want to hear from an ass, I’ll fart” (“Se voglio sentire una faccia di culo, faccio una scorreggia”).

Madman Atomic Comics

Proprio in quest’ottica di profondo rinnovamento va a collocarsi l’analisi psicologica (a tratti esistenziale) compiuta da Allred nei confronti del suo personaggio, che si sviluppa nei primi tre capitoli della serie. Percorso oggettivamente ostico per i lettori nuovi o occasionali, rappresenta un faccia a faccia tra autore e protagonista, sublimato in una sorta di (psico)analisi che Allred sembra indirizzare sia verso se stesso (sotto l’aspetto artistico), sia verso il personaggio, con l’intento di metterlo in discussione e verificarne la freschezza a dispetto del passare del tempo.
Un’analisi giocata sul piano della realtà (i disegni, di vignetta in vignetta, cambiano citando e cogliendo la sintesi tra lo stile di diversi autori) e quello della finzione fumettistica, tramite la discesa di Madman negli “inferi” della Dimensione X (la terra dei fumetti), alla ricerca di un’identità negata dal sabotaggio dell’anima da parte del malvagio Monstadt. Osserviamo allora Frank ritratto nello stile di Winsor McCay, Dr. Seuss, Hergé, Jack Kirby, Chester Gould, Moebius, Jim Woodring, Robert Crumb, Joe Quesada, Tony Harris, Sam Kieth, Charles Schulz, Alex Ross, Alex Raymond, Will Eisner e molti altri, intento a consumare le fantasie seminate nell’inconscio per purificare lo spirito e ricongiungersi al suo corpo fisico. Un viaggio nella mente e nell’iconografia del protagonista, che poi è soprattutto un viaggio nella mente dell’autore, alla verifica dell’identità della sua creatura e che al termine del percorso ritorna allo status originale.

Madman Atomic ComicsÈ proprio grazie a questo “nuovo” approdo, raggiunto al termine di una peregrinazione nella quale “bisogna andare avanti per raggiungere una qualche certezza”, che Allred compie un’importante affermazione di personalità, svelando senza timori le sue influenze, rendendo il lettore partecipe del suo percorso autoriale e della sua nuova maturità artistica. Verificate le coordinate e ricalibrata la sintonia col proprio subconscio Allred riparte a razzo, citando magistralmente Bond of Union di Escher e coinvolgendo la sua creatura in una lotta cosmica contro il malvagio Re Cremisi. Pagine che fungono da palcoscenico per mostrare il nuovo cast di comprimari in azione (gli “Atomics” – al tempo, alla loro seconda serie regolare) ma principalmente orientate a sbriciolare le certezze che parevano ormai acquisite nei capitoli precedenti, in prosecuzione di un coraggioso cammino di ricerca e sperimentazione. Un percorso che rileva anche sul piano grafico, affrontato con una tratto più essenziale e una maggior consequenzialità cinematografica delle vignette che guida il lettore tra splash-page, frame in formato striscia, le classiche griglie fumettistiche e didascalie-finestre nelle quali spiare la vita all’interno del fumetto; garantendo lo scorrimento veloce dei fotogrammi accompagnati da dialoghi accurati ed essenziali. Efficace, poi, l’alternanza nella scelta dei colori di Laura Allred, generalmente più sfumati – in tinta pastello – che marcano il distacco con la precedente e comunque lodevole iconografia del personaggio.

Improvvisamente, il silenzio dell’ultima avventura che chiude egregiamente, nel settimo numero della serie, il primo arco narrativo, intitolata Mostly I’m silent (Per la maggior parte del tempo me ne sto zitto). Racconto-film muto intriso della disperata poetica dell’eroe solitario, determinato a perdersi nello spazio perché orfano della sua amata. Narrato e “udito” solo attraverso qualche onomatopea e nel quale fa capolino una prima prova di fumetto in piano sequenza (poi sviluppato compiutamente in Madman Atomic Comics #9), pone le basi per un nuovo ciclo nella vita del “folle” di Snap City, coniugando dramma, lirismo e ironia grazie all’incontenibile carica immaginifica di uno dei più significativi e completi autori contemporanei.

 


Note:
  1. La Madman Collection della Panini Comics pubblicherà questa serie nei volumi dal #8 al #10 

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