L’unica voce di Tiziano Angri

"L'unica voce" è la prima prova su una storia lunga di Tiziano Angri per Coconino Press, tra idee illuminanti e incertezze narrative.

La vibrazione sonora

L'unica voce di Tiziano AngriMolti aspetti delle vibrazioni sonore in cui siamo immersi ogni giorno ci sfuggono quasi completamente.

Il suono è un’esperienza primaria della nostra vita, che inizia già dai primi giorni dopo il concepimento. L’esperienza intrauterina è ricca di suoni e rumori: la struttura cellulare, prima ancora della formazione dell’udito, viene modificata, strutturata, condizionata dalle vibrazioni sonore.
I suoni materni interni: battito del cuore, rumori intestinali, il suono profondo e lento del movimento dei polmoni, la voce (che proviene contemporaneamente dall’interno e dall’esterno delle membrane materne).
I suoni esterni, quali la voce del padre, la musica che viene ascoltata, i rumori dell’ambiente sonoro in cui i genitori vivono, ecc.
Questo insieme di esperienze, a un certo punto dello sviluppo fetale, sono sia di tipo uditivo che corporeo (inteso come vibrazioni percepite dal resto del corpo).

Dopo la nascita questi processi si amplificano e si specializzano: le prime relazioni madre bambino, fino allo sviluppo del linguaggio, sono esperienze musicali, fatte di ritmo, melodie inedite, sintonizzazioni affettive, interplay (1) .

Ma la musica diviene, con il procedere degli anni, un pieno di suoni invasivo e totalizzante.

Oggi come oggi, grazie allo sviluppo della tecnologia di riproduzione della musica, possiamo dire che il suono è onnipresente. Siamo sovrastati da suoni di cui siamo poco o nulla consapevoli, che finiscono per generare un continuo bordone di fondo da cui ogni tanto emergono melodie, sempre più facili, o ricerche sonore più complesse. Riempire il vuoto, superare la timidezza, trovare stimoli fisici mentre si fa ginnastica: la musica, nella peggiore delle ipotesi, come molte altre cose della nostra vita, diviene uno stimolante e una sofisticazione.

E porta a una diversa forma di sordità.

Sono poche le esperienze anche di tipo educativo che ci permettono di capire la reale portata e potenza della vibrazione sonora. Ricordo spesso, durante i miei incontri di divulgazione scientifica sui benefici del suono, il suo potenziale distruttivo spiegando la necessità dei soldati in marcia di rompere le fila prima di attraversare un ponte. La vibrazione ritmica può farlo crollare, come può generare valanghe, può far ammalare gli organi interni e altre spiacevoli possibili conseguenze.

L'unica voce di Tiziano Angri

La voce di Angri

Sembra conoscere o intuire bene queste cose quando ci racconta dell’ipersensibilità ai suoni di Yuri, protagonista del suo nuovo libro a fumetti L’unica voce, pubblicato da . Yuri soffre di una malattia che lo rende ipersensibile al suono al punto da ricevere enorme dolore da tutto ciò che il suo udito percepisce, e da riuscire a sentire e comunicare con gli esseri viventi che lo circondano.

L'unica voce di Tiziano AngriL’udito è l’organo di senso che meno possiamo controllare o inibire.

La stimolazione auditiva infatti è probabilmente quella più invasiva e persistente. Basta fare un viaggio in metropolitana per rendersene conto. I fischi e le vibrazioni profonde arrivano non solo all’orecchio (che è sempre possibile tappare) ma attraversano il nostro stomaco, il nostro petto, la nostra scatola cranica. Immaginiamo di essere costantemente sottoposti a questo tipo di stimolazione, con picchi anche molto più alti.
Eppure, anche in tali suoni, possono nascondersi alcune sorprese.

Nel libro Il potere di guarigione dei suoni l’autore Jonathan Goldman (2) ci parla di un’esperienza meditativa nella quale ha associato il proprio canto difonico con il bordone di un martello pneumatico. Quel processo integrativo rivela una delle caratteristiche più note e antiche del suono, cioè la possibilità di stimolare profondi processi trasformativi attraverso stati alterati di coscienza e lo sblocco di emozioni profonde.

Yuri riproduce, nel percorso narrativo ideato da Angri, proprio questo tipo di ricerca, con lo scopo di recuperare e reintegrare parti antiche e sofferenti della propria esistenza. C’è un portato ideativo e vitale in queste pagine che rivelano una sensibilità autoriale molto profonda.

Un canto interrotto o un’eco

Purtroppo i notevoli spunti evidenziati fin qui si rivelano in conclusione incompleti e mal sviluppati.

Angri, agli esordi come autore unico di un libro a fumetti, ha dalla sua una potenza visiva personale ed emozionante.
Il suo tratto mostra uno sguardo atipico sul reale che riesce a inquietare e incantare. Il potenziale simbolico del fumetto viene spinto in avanti da una grande capacità di sintesi e un perfetto equilibrio tra realismo e grottesco. Le sue tavole catturano e intrappolano.

L'unica voce di Tiziano AngriParlano anche di cose che non ci piacciono molto di noi, della nostra esperienza, del nostro inconscio.

La forza iconica del tratto e dell’impostazione delle tavole insomma riesce proprio in quello che è il portato più significativo del simbolo: mettere in comunicazione intuitiva conscio e inconscio. Anche la sfida di rappresentare esperienze sonore in un mondo silenzioso come quello del fumetto appare complessivamente riuscita, grazie alle trovate grafiche e al paradosso per il quale il troppo si specchia nel nulla, l’eccesso di rumore nel silenzio.

Quello che non riesce ad Angri è uno sviluppo adeguato e soddisfacente delle idee sul piano puramente narrativo. La storia appare frammentaria, la soluzione sbrigativa, il movimento persino intellettualmente pigro in alcune parti.

L’autore paga la poca esperienza ma anche, credo, la mancanza di un editor, di un interlocutore adeguato (figura quanto mai rara e preziosa nel mondo povero del fumetto italiano). È vero, il finale improvviso può apparire coerente con la forte valenza simbolica dell’impianto complessivo della storia. Eppure sono troppe le idee poco sviluppate, le divagazioni anche policentriche che potevano nascere, le occasioni mancate.

Angri non riesce a sbrogliare il fatto più importante di un libro a fumetti, cioè la realizzazione riuscita di un’opera compiuta.
Nella migliore delle ipotesi siamo di fronte a un’eco, che ritorna spezzata e incompleta, nella peggiore a un canto interrotto, forse per l’incapacità dell’autore di avere pieno controllo della propria voce.

In ogni caso, L’unica voce è un’occasione rara per il mondo del fumetto di avvicinarsi a comprendere, anche se in modo frammentario, la realtà della vibrazione sonora.

Abbiamo parlato di:
L’unica voce
Tiziano Angri
Coconino Press/Fandango, settembre 2015
144 pagine, brossurato, bianco e nero – € 16,00
ISBN: 9788876182594


Note:
  1. Interplay in ambito musicale è un termine di non facile traduzione in italiano. Può significare suonare insieme, ma rimanda a qualcosa di più sottile, a una comunicazione intuitiva profonda che si sviluppa da musicisti in particolare durante le improvvisazioni. Un processo di interconnessione durante il quale avviene un vero e proprio “dialogo sonoro” creativo e inedito. 

  2. www.macrolibrarsi.it/libri/__il_potere_di_guarigione_dei_suoni.php 

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