Little Tulip (Charin, Boucq)

Dai gulag siberiani alla famelica New York degli anni ’70, un racconto duro senza spazio per redenzione o per compassione.

Little Tulip (Charin, Boucq)Paul è un eccellente illustratore che presta il suo talento alla polizia per realizzare gli identikit dei ricercati nella New York degli anni ’70. Mentre la città è preda di un efferato criminale vestito da Santa Claus, Paul scopre che dietro quella maschera si nasconde un ricordo della sua infanzia. Paul infatti da bambino si chiamava Pavel ed era cresciuto nell’inferno del Gulag dov’era sopravvissuto facendo i conti con la violenza e con la protezione dei capibanda che lo rispettavano per il suo grande talento artistico come tatuatore. Ma l’alleanza con il diavolo ha sempre un prezzo che prima o poi bisogna pagare.
Jérôme Charin e François Boucq realizzano Little Tulip, loro terza graphic novel, in cui riprendono i temi controversi della Storia quali guerra, immigrazione, dittatura, in un racconto duro e asciutto dove non c’è spazio per la redenzione né per la compassione. Sebbene il finale magico possa dar adito a legittime rimostranze, la storia ha un’ottima sceneggiatura che si sviluppa per difetto più che per eccesso, ed è resa al meglio dalla qualità del disegno. Boucq, autore a 360 gradi, riprende costantemente le immagini o dal basso o dall’alto per dare profondità e ampia prospettiva all’azione ed esalta la scena con l’uso di colori vivaci, quasi sempre rosso e verde, più sfumati o più accesi a secondo del contesto, che danno vita ad una luce che si adatta perfettamente al tratto e al tono della narrazione, variando dal drammatico al grottesco.

Abbiamo parlato di:
Little Tulip
Jérôme Charin, François Boucq
Traduzione di Vania Vitali
Panini 9L, settembre 2015
88 pagine, cartonato, colori – 16,90 €
ISBN: 9788891214430
Little Tulip (Charin, Boucq)

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