Va bene, Liniers! Intervista all’autore di Macanudo

Intervista con Liniers, pseudonimo di Riccardo Siri, artista argentino autore di “Macanudo”, serie di strisce piene di ironia poetica, delicata e surreale.
Articolo aggiornato il 26/11/2015

Intervista con Liniers, pseudonimo di Riccardo Siri, artista argentino autore di “Macanudo” (“va bene” in italiano), fatta in occasione di BilBolBul 2010. Uno dei fumettisti rivelazione dell’ultimo anno, grazie alle sue strisce piene di ironia poetica, delicata e surreale.

Va bene, Liniers! Intervista all'autore di Macanudo

Come ti sei avvicinato al mondo del fumetto? Cosa ti ha spinto, quali opere?
È cominciato molto molto tempo fa. Quando ero bambino avrei voluto vedere Star Wars a casa, ma non avevamo un televisore, così ne disegnavo rudimentali versioni a fumetti. In quel periodo scoprii anche Mafalda, Asterix e Tintin e ne fui totalmente rapito.

Come è nato Macanudo? Come è nata l’idea e come sei riuscito a pubblicarlo?
Quando feci una striscia sulla rivista Pagina 12 e Maitena mi disse che avrei dovuto farne una giornaliera. Così mi procurò un incontro al quotidiano La Nación, e mi assunsero. All’inizio non avevo idea di cosa fare, allora la chiamai “Macanudo”, che in argentina significa “Va bene”, e iniziai a disegnare come un pazzo.

Macanudo è ricco di citazioni della cultura popolare. Quali sono le ragioni? È una pratica che serve per rendere più completa e comunicativa una striscia o ti serve per comunicare le tue passioni?
Mi piacciono molti tipi di forme espressive oltre al fumetto, e tutto ciò che vedo o leggo finisce per influenzare il mio lavoro. Mi viene naturale mostrare nelle mie opere le influenze e gli artisti che mi piacciono.

Va bene, Liniers! Intervista all'autore di MacanudoIl tuo stile di disegno è più completo e ricco di ciò che si vede spesso nelle strisce. Forse proprio perché ti ispiri molto a tutto gli artisti che citi anche nella serie?
Credo che il fatto sia che i quotidiano un tempo avevano artisti incredibili, a cui davano pagine intere da disegnare (come McKay, Herriman, Segar, ecc…), ma con quella grande rivoluzione che fu Peanuts arrivò anche un modo di disegnare più astratto a cui molti artisti aderirono, spesso bene, spesso meno bene.
Io in quanto disegnatore adoro i momenti in cui disegno, quindi dedico molto tempo a disegnare e dipingere con gli acquarelli. Ovviamente sono solo un semplice disegnatore, niente a che vedere con Herriman.

Perché la striscia? Cosa ti ha spinto a lanciarti in questo formato? Limiti e potenzialità del formato?
Quando ho iniziato ho pensato che almeno un’idea al giorno sarei stato in grado di averla. Non mi considero così sveglio,ma un idea al giorno mi era è sembrata alla mia portata. Quando lavori a qualcosa di artistico, qualsiasi cosa sia, devi aver ben presenti le regole, così ogni tanto puoi sempre infrangerle. È così che ci si può spingere sempre un po’ più in là.

Se guardi indietro al passato del genere quali sono le strisce che ritieni più influenti per te?
Giusto per fare qualche nome potrei dire: Mafalda, Calvin e Hobbes, Peanuts, The Far Side, Life in hell, Bloom County, Krazy Kat, Popeye, Little Nemo…

Va bene, Liniers! Intervista all'autore di Macanudo

Gli inizi di Macanudo sembrano quasi frenati, l’umorismo è semplice e si avverte quasi una sorta di “timidezza”; dopo un poco le battute si fanno più personali, la comicità punta maggiormente sul nonsense e sull’abbattimento del muro tra la pagina e il lettore. Cosa ti ha spinto a fare questo salto (di qualità, aggiungerei)?
È solo perché cerco di migliorarmi e imparare sempre di più strada facendo…

Le strisce vantano una lunga tradizione di serie dal forte spirito critico verso la società e la politica; tu hai scelto invece una strada più leggera, meno legata al quotidiano.
Io credo che un racconto possa avere vita più lunga se non legato ad un evento in particolare. I giornali sono già pieni di avvenimenti e catastrofi, credo che almeno dieci centimetri per il divertimento sia giusto lasciarli.

Va bene, Liniers! Intervista all'autore di MacanudoRitengo che uno dei punti forti di Macanudo sia la coralità, la presenta di molti personaggi diversi tra loro. È stata una scelta casuale o una semplice per evitare di essere ripetitivi?
Questa è una di quelle regole che ho scelto di infrangere. Si ritiene che una striscia giornaliera debba avere un personaggio principale e un unico stile umoristico… perché? Mi diverto di più se ho libertà assoluta.

Quando ti approcci a disegnare una nuova striscia quali sono i motivi che ti spingono a scegliere un protagonista piuttosto di un altro?
Dipenda da a chi tocca di interpretare quell’idea giornaliera che ho regolarmente… un giorno tocca al pinguino, un altro a un elfo o a una pecora… A quel punto il mio cervello chiede ai personaggi nel menù: “Ehi, chi ha qualcosa da offrirmi oggi?” e di solito uno o due alzano la mano.

Personaggi come il pinguino o il gatto rappresentano qualcosa, hanno un significato intrinseco?
Mmh… il pinguino è molto simile alle persone, quindi è facile renderlo divertente. Inoltre sono molto eleganti. Il gatto della serie si chiama Fellini… un omaggio, perché adoro Federico Fellini.

Stai lavorando ad altri fumetti, quali sono i tuoi progetti attualmente?
Sì, assolutamente… lavoro a due progetti, Matilda e Clementina, le mie due figlie.

Va bene, Liniers! Intervista all'autore di Macanudo

 

Riferimenti:
Sito ufficiale: www.porliniers.com

Edizione italiana:
MACANUDO voll. 1, 2 e 3
Liniers
traduzione di Milena Morandi
DOUbLe SHOt
96 pagine, brossurati, colore – 13,90 €

MACANUDO #1 ISBN 978-88-96064-12-2
MACANUDO #2 ISBN 978-88-96064-18-4
MACANUDO #3 ISBN 978-88-96064-23-8

L’intervista è stata originariamente pubblicata sul blog di BilBolBul in occasione dell’edizione 2010 del festival di Bologna.

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