Linea d’ombra: La leggenda di Capo Horn #1- Albatros

Il primo graphic novel di casa Nutrimenti ci trascina in un'avventura ai confini del mondo e della storia a opera di Luca Celoria e Salvo Carramusa.

“Il pollice è la prua col bompresso. L’indice è il trinchetto, il medio è la maestra e l’anulare è la mezzana. Il moncherino del mignolo è il cassero con la poppa. Il palmo è babordo e il dorso è tribordo. Quando non sai dove sei chiedi alla tua mano”

Linea d'ombra: La leggenda di Capo Horn #1- AlbatrosCosì dice Mario di Damiano, cuoco e cambusiere del Funny Lady, il veliero dove il neo-assunto protagonista della storia, il giovane Neil Jernigan, svolge il lavoro di camerotto (una sorta di tuttofare), incontrando notevoli difficoltà nell’orientarsi. Mario vuole aiutare Neil e attraverso le sue parole gli autori trasmettono al lettore la loro passione per il mare e la navigazione, che trasuda per tutto questo primo volume de La Leggenda Di Capo Horn – saga a fumetti che segna l’esordio della casa editrice Nutrimenti nel mondo dell’arte sequenziale. Un’opera perfettamente in linea con il resto della produzione dell’editore romano, che da sempre si dedica a tutto quello che riguarda il mare, dai manuali per velisti, alla letteratura nautica.

In questo primo volume, intitolato Albatros, vengono introdotte le vicende di Neil Jernigan, un ragazzo che decide di abbandonare la sua terra natia, l’Inghilterra, per raggiungere gli Stati Uniti, alla ricerca di nuove opportunità e di un cambiamento significativo della sua vita. Neil non dispone di grandi finanze per intraprendere il suo viaggio e decide quindi di imbarcarsi come mozzo sul brigantino Funny Lady, che, attraversando l’Oceano Atlantico e circumnavigando Capo Horn, raggiungerà le coste della California. Niente di straordinario, se non fosse che i fatti narrati nel fumetto, si svolgono nella primavera del 1914.

Con la Storia in procinto di avviarsi verso uno dei suoi cambiamenti più radicali.

Linea d'ombra: La leggenda di Capo Horn #1- Albatros

Dall’Australia all’Europa, dall’Europa all’Estremo Oriente. Per decenni Capo Horn è stato un punto nevralgico per il nascente mercato globale, rimanendo al tempo stesso un luogo leggendario.

Scoperto ufficialmente all’inizio del XVII secolo, è stato – tra il XVIII e il XX secolo – una tappa fondamentale nelle traversate oceaniche per il trasporto merci. Un passaggio inevitabile e pericoloso, molto pericoloso. Nell’aprile del 1914 però, un’epoca sta per finire: l’apertura del Canale di Panama e la diffusione delle navi a vapore, segnano la fine del romantico mondo dei Cap Horniers, mentre – contemporaneamente – nel vecchio continente si mette in moto un processo che in 30 anni sconvolgerà e cambierà il mondo, per sempre.

Capo Horn è stato, da sempre, un’inesauribile fonte di storie e leggende marinaresche, dalle avventure di di Sir Francis Drake al celeberrimo Ammutinamento del Bounty, a causa, principalmente, della difficoltà della sua navigazione, dovuta alle condizioni atmosferiche spesso estreme che lo caratterizzano. Ed è proprio nel solco di queste storie che si inserisce La leggenda di Capo Horn che, utilizzando tutti gli archetipi del racconto di mare, ci restituisce quel senso di avventura e di desiderio vitalistico di scoperta tipico di un mondo ancora tutto sommato grande e pericoloso.

Linea d'ombra: La leggenda di Capo Horn #1- Albatros
La narrazione, sotto forma di diario del giovane Neil, si rivela efficace in questo senso: esiste un punto di vista ben distinto e una precisa versione dei fatti, affidata ad un ragazzo e all’inevitabile stupore che accompagna ogni sua nuova interazione con il mondo.
Non manca la caratterizzazione degli altri personaggi, aiutata in questo dal lavoro di Salvo Carramusa, che ne delinea le ben definite caratteristiche fisiche e spesso li pone al centro dell’inquadratura, dove noi lettori usiamo gli occhi del protagonista per osservare questi uomini che rappresentano allo stesso tempo quello che egli vorrebbe essere e un tempo che ormai sta per finire. Da sottolineare, in particolar modo per gli appassionati, la dettagliata rappresentazione delle imbarcazioni, rese ancora più suggestive dal lavoro sui colori di Maurilia Moscarelli, il cui effetto è quello di donare alle tavole un aspetto quasi da film d’animazione.

In definitiva questo primo volume de La Leggenda di Capo Horn risulta essere un’ ottima introduzione, che lascia presagire degli sviluppi interessanti, complice anche una buona capacità di coinvolgere il lettore, trasportandolo in un mondo lontano e ormai perduto.

Esattamente quello che deve saper fare una storia d’avventura.

Abbiamo parlato di:
La Leggenda di Capo Horn #1 – Albatros
Luca Celoria, Salvo Carramusa
Nutrimenti Mare, 2015
64 pagine, brossurato, colori, 16€
ISBN 978-88-6594-395-3

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