La prima volta che ho letto Sandman cercavo Alan Moore

La breve storia di come l’uomo dei sogni scritto da Neil Gaiman mi abbia accompagnato lungo tutta la mia vita e continuerà a farlo.
Articolo aggiornato il 12/01/2017

La prima volta che ho letto il di avevo meno di vent’anni. Dovevo passare una notte a casa di mio nonno, era da poco diventato vedovo e noi nLa prima volta che ho letto Sandman cercavo Alan Mooreipoti a turno dormivamo a casa sua per fargli compagnia.
Prima di andare da lui mi fermai all’edicola che si trovava sotto al vecchio palazzo che per quaranta anni era stato casa dei miei nonni. Ero già stato lì diverse volte e avevo comprato ormai comprato tutto quello che di solito leggevo: l’ultimo Dylan Dog, tutti gli albi Marvel della Star Comics e perfino qualcuno della Play Press. Da sotto una pila di fumetti spuntava un albo dal titolo Swamp Thing. Non avevo mai letto nulla del personaggio, ma avevo sentito che ne aveva fatto cose spettacolari, addirittura qualcuno diceva che da quelle storie era nata una rivoluzione del fumetto americano.
Quando dopo qualche ora, sdraiato sul vecchio materasso della piccola cameretta che fu un tempo di mia madre e di mia zia, studiai meglio l’albo, lessi che l’editore era , che io conoscevo per la rivista L’Eternauta che mio padre portava a casa ogni mese. Con mia somma delusione scoprii che non era un albo monografico, ma una raccolta, anzi era una rivista che si chiamava Presents e presentava solo una storia di Swamp Thing. C’era un po’ di tutto là dentro, supereroi e mostri, e poi c’era la storia di un uomo vestito di nero che si chiamava Sandman. Da quella sera in poi ogni mese passai in quell’edicola per comprare il nuovo numero di DC Comics Presents.

La prima volta che ho letto Sandman era uno spillato di poche pagine, un esperimento tentato dalla Comic Art per cercare di valorizzare alcune delle serie che avevano avuto più successo su DC Comics Presents. Fu proprio sulle pagine dell’ultimo numero di quella rivista che scoprii che da lì a poche settimane in edicola sarebbero arrivati gli albi monotematici di Sandman, Fumetto Dark. Era proprio così che era sottotitolata: “Fumetto Dark”. Io non sapevo bene cosa fosse un Dark. Una volta ne avevo visto uno che passeggiava per il corso di Benevento, la mia città natale, ed effettivamente era vestito come Sandman, pantalone nero e cappotto lungo nero, capelli neri e pelle pallida. Avrei tanto voluto essere anch’io un Dark come Sandman e come quel ragazzo che passeggiava tanto fiero per le vie della mia città. Mia madre però diceva che quello era un drogato.

La prima volta che ho letto Sandman cercavo Alan MooreLa prima volta che ho letto Sandman ero a Napoli con la mia ragazza. Eravamo all’Università, io Ingegneria e lei Architettura, e c’eravamo dati appuntamento alla fermata della metropolitana di Montesanto. Era una posizione strategica: era a due passi dalla sua facoltà, era il capolinea della Cumana che collegava Fuorigrotta col centro storico, e c’era il Supermarket del Fumetto.
Il Supermarket era un’istituzione a Napoli: la signora che lo gestiva aveva visto passare davanti al suo bancone trent’anni di appassionati di fumetti e di autori; lei era rimasta sempre uguale a se stessa, ma il mondo del fumetto le stava cambiando attorno. Lessi il mio primo volume di Sandman quel giorno, quando sul bancone di quel meraviglioso negozio di fumetti trovai un brossurato edito dalla . Ero felice come un bambino, mi girai verso la mia ragazza e le dissi: “È tornato Sandman”. Lei era abituata a questi miei incomprensibili momenti di regressione infantile, mi sorrise e fece finta di interessarsi alla cosa. 

La prima volta che ho letto Sandman avevo 34 anni, la mia prima figlia girava per casa alla ricerca di chissà quale giocattolo che s’era perso durante una delle sue avventure, la piccola di casa invece era in braccio a mia moglie. Quando suonarono il campanello già immaginavo di cosa si trattasse, erano giorni che seguivo il pacco via internet. ALa prima volta che ho letto Sandman cercavo Alan Mooreprii e la portiera del palazzo mi consegnò il pacco col familiare simbolo che sorride, era una scatola grande e pesante. Tutto eccitato la posai per terra e mi inginocchiai per aprirla. Mia figlia grande corse verso di me per vedere cosa ci avesse portato il postino. Aprii la scatola e tirai fuori quattro volumi dal formato gigante, ognuno era lussuosamente protetto da una copertina rigida, il bordo era abbellito da scritte dorate e simboli misteriosi. Mia figlia era un po’ delusa, non sembravano essere libri per lei.
Gridai verso mia moglie “Carmen, guarda! È la versione Absolute di tutta la saga di Sandman, è tutta la saga raccolta in soli quattro volumi. Guarda che bella, è un’edizione spettacolare!

Lei mi guardò con la stessa espressione di quel pomeriggio di tanti anni prima al Supermarket del fumetto. Quel misto di amore e silente sopportazione. 

La prima volta che leggerò Sandman sarà quando mia figlia mi chiederà di prestarle qualcosa da leggere, e io inizierò dicendo C’è questo fumetto che si chiama Sandman…

La prima volta che ho letto Sandman cercavo Alan Moore

P.S. Per preparare questo pezzo sono andato in rete a cercare delle foto del Supermarket del fumetto di Napoli. Sono arrivato alla pagina Facebook gestita dalla figlia dei proprietari e ho scoperto che a Febbraio 2013 è scomparso Riccardo Siena, lo storico fondatore del negozio. Nonostante siano passati anni dalla mia ultima visita, le ore passate nel negozio della famiglia Siena resteranno sempre tra i miei più bei ricordi. Anche se in ritardo di un anno volevo mandare un’abbraccio alla signora Siena e a tutta la sua famiglia. Grazie per tutto il buon fumetto che ci avete fatto leggere!

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