Vittorio Rainone: 10 fumetti per me!

Vittorio Rainone: 10 fumetti per me!

“Dieci fumetti per me”, i dieci fumetti “del cuore” dei nostri collaboratori e redattori: non i “fumetti più belli” in maniera critica e ragionata, ma quelli con cui ognuno di noi ha un legame particolare, che ci hanno fatto provare qualcosa di forte oppure ci ricordano momenti importanti.
Attraverso “Dieci fumetti per me” Lo Spazio Bianco aderisce alla campagna #ioleggoperché, promossa dall’Associazione Nazionale Editori.

Leggo per fuggire, leggo per inseguire i colori, leggo per essere altrove. Non è interesse, il mio: è necessità. I fumetti sono storie che ho assorbito, e come tali, non possono che intrecciarsi con la mia storia personale. Quella che segue è una lista non esaustiva, e quasi non ordinata, di miei pezzi di vita.

  • Dylan Dog di Tiziano Sclavi
    Conobbi “Dailan” grazie a un mio amico delle medie: uno che faceva battute strane, che non lo rendevano propriamente popolare. Mi fece sfogliare qualche albo dell’indagatore dell’incubo, svelando la fonte dei suoi giochi di parole e di qualche suo incubo notturno. Dylan è stato il primo fumetto che ho davvero voluto seguire, dopo le letture occasionali di quando ero piccolo, e a distanza di trent’anni lo leggo ancora. Mia zia, quando se ne parla, non fa che ricordarmi i reiterati (e in prevalenza infruttuosi) assalti a sperduti giornalai siciliani, alla ricerca dell’ultimo numero di Dylan Dog nell’ormai lontano luglio del 1988.
  • John Doe di Lorenzo Bartoli e Roberto Recchioni
    Era una mattina di settembre del 2006. Avevo appena comprato il primo numero della seconda stagione del Golden Boy di Bartoli e Recchioni, ripromettendomi di recuperare le uscite precedenti. In seconda di copertina pubblicizzavano una mostra del fumetto a Narni dove l’intero staff creativo del mensile avrebbe tenuto una conferenza. Ero solo, quel giorno: la mia ragazza di allora mi aveva lasciato da poco e mi sentivo nomade. Salii sul primo treno, presi il primo autobus e mi arrampicai su una stradina in salita verso un castello che dominava una vallata. Fu lì che li incontrai tutti: Roberto, segaligno e un filo sconstante, munito di ragazza di ordinanza; Lorenzo, quasi il suo opposto: placido, bonario, umano e accogliente; Betta ed Enza, che facevano di tutto per ricordarmi Morte e Tempo; Massimo, timido, che mi fece un bellissimo disegno. Non ero più così giovane, ma in quell’autunno di solitudine mi sentii un bambino sperduto che capita nella sua Isola che non c’è.
  • Ken Parker di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo
    Di Lungo Fucile mi parlò una ragazza (la stessa che mi avrebbe lasciato nel 2006). Una che non leggeva fumetti da edicola e non ascoltava i gruppi di rock e dintorni che piacevano a me. Riuscii a passarle il mio amore per Afterhours e Massimo Volume. In cambio mi trasmise il fascino di quella che per me è la migliore serie a fumetti mai pubblicata.
  • La mosca di Lewis Throndeim
    Poche pagine silenziose, ma c’è tutto: nascita, curiosità, amicizia, pericolo, solitudine. È una piccola grande favola sulla vita che non rileggo da troppo tempo. E quei disegni essenziali, scabri, buffissimi: il marchio di fabbrica di un autore che qui si esprime al suo meglio. È stato uno dei pochi regali a fumetti che ho fatto a mia moglie.
  • American Elf di James Kochalka
    Una pagina al giorno, focalizzata su sguardi, stati d’animo e suggestioni fuggevoli, spezzoni di colloqui. Eppure riesce ad essere il ritratto efficace e compiuto del protagonista.American Elf è un amico che ti cresce dentro, vignetta dopo vignetta, finché non ti senti come lui, entrando nella sua vita e facendola tua. Quando arrivi in fondo al volume (o al sito) senti un piccolo senso di vuoto: ti sei immerso nel suo piacevole flusso di coscienza. E ti ha calmato, per un po’, schermandoti dal mondo intorno. Ma al mondo, prima o poi, sei costretto a tornare. Se devo scegliere un avatar per un qualsiasi social network, scelgo lui.
  • Watchmen di Alan Moore
    Fu un collega a raccontarmi di Watchmen, presentandolo come il Sacro Graal del fumetto supereroistico. Introvabile, almeno allora. Meraviglioso, a sentir lui. Il collega mi conosceva da poco, ma senza che glielo chiedessi mi portò il volume brossurato, dicendomi che non potevo non leggere. Fui colpito dalla sua generosità verso un estraneo. Poi mi immersi nella storia, e gli diedi ragione.
  • Excalibur e X-Men anni 80 di Chris Claremont
    C’era Claremont quando affrontai per la prima volta i super eroi Marvel. Non il Claremont annacquato dei 2000: i suoi X-Men erano una cosa che ti rimaneva nel cuore, e lo sfavillante Excalibur disegnato dal favoloso Alan Davis era tutto quello che un ragazzino del liceo a Bari potesse sognare per fuggire dalla realtà.
  • Goradze area protetta di Joe Sacco
    Ero in vacanza a Londra. A Soho capitai per caso in una bellissima fumetteria chiamata Gosh. Joe Sacco lo conoscevo e amavo già: presi il volume cartonato, sperando non fosse troppo difficile da tradurre. È probabilmente il primo fumetto in inglese che ho letto. Nonché il mio preferito dell’autore.
  • Lanterna Verde di Geoff Johns
    Fin da piccolo c’era un super potere che mi affascinava più di tutti gli altri. Le lanterne verdi! Tipi che potevano maneggiare luce del mio colore preferito per creare quello che volevano! Anni dopo, quando la Planeta ha iniziato a pubblicare uno spillato dedicato ad Hal Jordan e soci, ho deciso di coronare la vecchia passione e seguire in maniera continuativa le avventure del corpo di poliziotti galattici. E sono salito sulle montagne russe di una saga epica, densa di invenzioni intelligenti e con personaggi gestiti, Sinestro su tutti, in maniera meravigliosa.
  • La vita non è male, malgrado tutto di Seth
    Con questo volume è nato il mio amore per la Coconino, per le graphic novel in generale e per gli autori canadesi in particolare. Era qualcosa di radicalmente diverso dai fumetti a cui ero abituato: nella dinamica della storia, nei disegni e nella cura editoriale. Un volume dannatamente formativo, per un titolo che è diventato un mio personale proverbio meta fumettistico.