Il mistero di Get Fuzzy

Il mistero di Get Fuzzy

“Get Fuzzy” era tra quei pochi fumetti che attendevo sempre. Cosa è successo? Avete sostituito la striscia di Conley con una striscia disegnata discretamente, meno pensata e certamente meno intellettuale. Riprendete la striscia di Conley. Potrei farmi una bella risata.

Questa lettera, apparsa a metà aprile sul quotidiano The San Luis Obispo Tribune, e firmata da un certo Bill Moylan, è uno dei tanti esempi di missive che negli ultimi mesi sono giunte a vari giornali locali e nazionali degli Stati Uniti da parte di molti lettori. Tutte quante con una sola richiesta: riprendete a pubblicare Get Fuzzy.

Una delle strisce americane tra le più popolari, creata nel 1999 dal cartoonist Darby Conley con una tiratura che ha raggiunto in quasi 20 anni 700 giornali nel mondo e pubblicata anche nel nostro paese da Linus e Comix, Get Fuzzy sta vivendo da qualche anno un mistero che ne sta mettendo a rischio la sopravvivenza come comic strip. E tutto per merito del suo stesso autore.

Nel 2011, infatti, la serie ha iniziato misteriosamente ad ospitare (assieme a strisce giornaliere inedite) molte ristampe, finendo nel 2013 per pubblicare per l’intero anno solo vecchie strip. Conley dal canto suo ha continuato solamente a realizzare tavole domenicali, e ormai da quattro anni le daily strip di Get Fuzzy presentano materiale datato, in quello che nel campo dei fumetti sindacati viene chiamato “reruns”.

Una metodologia che di solito viene intrapresa quando un autore decide di prendersi una vacanza o una pausa, così come sta facendo Garry B. Trudeau, autore di Doonesbury, dopo avere dovuto impegnarsi a fondo nella realizzazione della serie tv di Amazon Alpha House.

Per Conley le motivazioni restano però ancora sconosciute, in quanto il cartoonist non ha mai voluto spiegare questa decisione che rischia di portare la sua serie verso la chiusura. Molti giornali infatti (tra cui il Washington Post e il Seattle Times), vedendo che Get Fuzzy non presenta più materiale inedito ed originale, hanno deciso di sostituire la striscia con altri fumetti. In un mondo come quello dei Syndicate americani, dove la sopravvivenza di una strip è legata in maniera fondamentale alle sottoscrizioni dei lettori e alla presenza su giornali e riviste, questo significa una morte certa.

Vedremo quindi un lento e inesorabile declino delle divertenti vicende che coinvolgono Rob Wilco, il cane Satchel e il gattastro Bucky? Solo il futuro, e Darby Conley stesso, potranno fornirci una risposta.