L’importanza della Don Rosa Library in Italia

L’importanza della Don Rosa Library in Italia

Sulle pagine del nuovo numero di Mega (rivista che annuncia le novità fumettistiche dei principali editori italiani per i mesi immediatamente successivi) sono state pubblicizzate le diverse novità previste per il prossimo autunno, rivelando così anche molte edizioni proposte in anteprima a Lucca Comics and Games 2017. Nel settore disneyano, tra le tante iniziative spicca il primo volume di quella che viene denominata Don Rosa Library, presentata con il titolo Zio Paperone e Paperino e che promette di contenere “tutte le storie di Paperi dell’artista del Kentucky”.

Il diretto interessato ha poi confermato la cosa con un post sulla pagina Facebook ufficiale curata dal suo amico e collaboratore Jano Rohleder, dove viene specificato che l’autore ha concluso accordi ufficiali con gli editori brasiliani, italiani e russi per le edizioni locali della Don Rosa Library, su modello di quella in corso d’opera in USA edita da Fantagraphics e supervisionata da lui stesso.
In attesa dell’uscita di Anteprima – mensile analogo a Mega ma maggiormente incentrata sul materiale Panini – e di conseguenti eventuali maggiori dettagli al riguardo, vale la pena spendere due parole in generale su questo annuncio, posto che le informazioni a disposizione ora come ora sono necessariamente scarne.

Don Rosa è uno degli autori Disney più significativi degli ultimi 30 anni, e probabilmente uno dei più noti all’infuori degli appassionati disneyani in senso stretto dopo le “colonne” rappresentate da Carl Barks, Floyd Gottfredson e Romano Scarpa.
Grandissimo appassionato proprio dell’opera di Barks, Don Rosa – che nasce professionalmente come ingegnere e arriva al fumetto da autodidatta – costruisce la sua carriera basandosi quasi esclusivamente sul lavoro dell’Uomo dei Paperi, ponendosi come diretto continuatore di personaggi e situazioni da lui inventati.
Viene ricordato soprattutto per la lunga storia in 12 capitoli La $aga di Paperon de’ Paperoni (Life and Times of Scrooge McDuck), vera e propria biografia del personaggio da bambino fino ad età avanzata, quando compare nella sua storia d’esordio (Paperino e il Natale sul Monte Orso).

Non si vuol qui discutere pregi e difetti dell’artista e della sua visione del fumetto Disney, ma semplicemente indicare che Don Rosa ha saputo in un modo o nell’altro imporsi in maniera incisiva in questo contesto, creando una larga schiera di appassionati del suo lavoro, in America ma soprattutto nel Nord Europa e in Italia.
Ma mentre nei paesi scandinavi, in USA e in buona parte del Vecchio Continente esistono da anni diverse collane che ristampano in formato prestigioso, cronologico e completo l’opera dell’autore, il mercato italiano non ha mai prodotto nulla di analogo.
Non solo: anche le singole storie realizzate da Don Rosa hanno avuto una scarna vita editoriale nel nostro Paese. Escludendo la $aga, che è stata pubblicata in diverse occasioni e formati nel corso degli anni, la maggior parte delle altre avventure hanno visto la luce solo ed esclusivamente sulla testata Zio Paperone, per poi non essere più riproposte altrove successivamente, anche a causa del loro formato a quattro strisce che mal si adattava alle edizioni pocket della maggior parte delle testate italiane. Ci sono state eccezioni (i volumi BUR della serie I classici del fumetto dedicati a Zio Paperone, Paperino e Qui, Quo, Qua, I classici del fumetto di Repubblica su Paperon de’ Paperoni, edizioni celebrative come I magnifici 10) ma si trattava di casi eccezionali.

Qualcosa è iniziato a cambiare quando nel maggio del 2016 è stato pubblicato il primo volume della testata Tesori International (una delle tante novità nate sotto Panini Comics da quando quest’ultima ha acquisito i diritti di pubblicazione dei fumetti Disney in Italia), che riproponeva La $aga di Paperon de’ Paperoni con la supervisione personale di Don Rosa e il ripristino dei colori dall’edizione originale.
A quello sarebbe seguito un secondo volume contenente i “capitoli extra” della $aga stessa, e alcune avventure dell’artista hanno iniziato a venire ristampate su testate come Topostorie e soprattutto, come appuntamento fisso, su Uack! presenta Paperopoli che, partita come riedizione ordinata del corpus narrativo di Carl Barks, ha iniziato ad assumere sempre più i contorni di uno Zio Paperone 2.0.

I tempi sono dunque ufficialmente maturi per avere una collezione completa della produzione di Don Rosa, forse in seguito ad un rilevato apprezzamento verso l’autore, tra dati di vendita e fiere di settore.
Negli anni circolava peraltro la voce, a spiegazione della mancanza di un’opera omnia, che quest’ultima fosse vincolata al benestare di Don Rosa, che avendo reso il proprio nome un marchio registrato potrebbe accampare diritti su edizioni che lo riportassero in copertina. Un “blocco” che ora è stato finalmente superato, stando alle parole di Don Rosa stesso citate all’inizio del pezzo, con Panini Comics che ha evidentemente trovato un accordo con l’autore come già fatto con i due volumi dedicati alla $aga.

È peraltro significativo che questa iniziativa – posto che i dettagli veri e propri su come sarà organizzata sono ancora tutt’altro che chiari – sia la prima di questo tipo, per quanto attiene il fumetto Disney, non realizzata come allegato ad un quotidiano. In passato infatti le opere omnie di Carl Barks, Floyd Gottfredson e Romano Scarpa sono state progetti nati grazie alla collaborazione tra Disney Italia e il gruppo editoriale RCS (Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport), funzionando come utile modalità per dividere i costi di realizzazione e tarare al meglio la tiratura dei numeri successivi ai primi, in base agli effettivi acquirenti interessati. Collane lodevoli e curate, ma per le quali vigeva il bisogno di essere impostate in modo ad arrivare potenzialmente ad un pubblico più vasto possibile (titolo, suddivisione cronologica, copertine) e dove ogni volume aveva una “vita” di una sola settimana in edicola e una distribuzione risicata.
Don Rosa, inoltre, avrebbe incontrato serie difficoltà a venire pubblicato in un progetto del genere, dal momento che il numero complessivo delle sue storie è nettamente inferiore a quello dei tre autori di cui sopra, e non avrebbe potuto quindi soddisfare il bisogno di una quantità sufficiente di uscite per questo tipo di collane.
Panini Comics garantirà invece una distribuzione anche in fumetteria e in questo modo una maggiore diffusione e rintracciabilità del prodotto. Un progetto per molti versi senza precedenti, quindi, e per il quale aspettiamo con interesse nuovi dettagli.