Il caso Comicon-Boschi o dell'incomunicabilità

Il caso Comicon-Boschi o dell’incomunicabilità

Durante i primi giorni del Napoli Comicon una domanda rimbalzava tra gli addetti ai lavori: dove è Luca Boschi? Dov’è il Direttore Culturale del festival? La risposta è arrivata il 30 Aprile, durante la cerimonia dei premi Micheluzzi, attraverso un post del blog dello stesso Boschi. Il post può essere letto a questo indirizzo: lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2017/04/30/perche-non-sono-a-napoli-comicon-2017
(N.B. il post è stato modificato rispetto alla prima versione con l’inserimento di una premessa che nulla aggiunge al corpo del testo)

I punti che emergono dal testo sopra linkato sono principalmente due: la mancanza di comunicazione dell’organizzazione della manifestazione nei confronti del suo Direttore Culturale e la scelta di Roberto Recchioni come Magister dell’edizione 2017.

Vorrei mettere subito da parte quest’ultimo aspetto e affrancarmi dal (inevitabile) gioco delle parti che si scatena quando si mette di mezzo l’autore romano, tra detrattori di professione e fan acritici. Sicuramente dal post emerge chiaramente una scarsa stima professionale di Boschi nei confronti di Recchioni, che non viene mai nominato direttamente aumentando il peso di questo giudizio. Ma credo che non sia questo il punto fondamentale o, perlomeno, non è il punto che mi interessa sottolineare, mentre in breve questo è diventato il dito su cui molti si sono scatenati senza guardare alla luna.

Quello che secondo me è degno di rilievo piuttosto è l’atteggiamento denunciato da Boschi: secondo quanto ricostruisce nel suo post sono state prese decisioni importanti e relative al suo compito e alla sua figura senza prima consultarlo e anzi mettendolo di fronte ai fatti compiuti: dalla scelta del Magister alle tempistiche della sua comunicazione, dall’approvazione del manifesto alla scelta degli ospiti.

Se analizziamo le decisioni del Comicon, esse possono anche essere condivisibili nella sostanza: puntare su un Magister fortemente legato al tema scelto per l’edizione, puntare sulla sua visibilità mediatica e affidargli un ruolo a metà tra l’ospite d’onore e il direttore artistico pro-tempore, sono scelte progettuali con un senso logico e un ritorno in termini di visibilità evidente. Anche l’eventuale volontà di rivedere o sollevare Boschi dal suo incarico potrebbero rientrare nelle legittime (magari discutibili, ma legittime) decisioni che un festival con tanti anni sulle spalle può prendere nel corso della sua vita.
Quello che appare completamente sbagliato sono i modi e i silenzi di cui viene accusata da Boschi l’organizzazione del festival. Un’impressione che può emergere è che si sia voluto tenere il piede in due staffe, dando risalto alla figura del Magister ma al contempo mantenendo di facciata una figura di tradizione e comprovata affidabilità come Boschi.

Azioni che, più che figlie di errori di comunicazione, sembrano rispondere a un’intenzionalità ben precisa. Eppure credo che, al di là delle considerazioni personali, sarebbe stato possibile far coesistere Boschi e Recchioni e che i due avrebbero potuto lavorare insieme e magari giungere a qualche compromesso senza snaturare il ruolo e la sensibilità di nessuno dei due. Specie contando su una presenza forte del resto della struttura organizzativa e decisionale e in una divisione dei compiti ben chiara, cosa che appare invece essere mancata del tutto.

Ovviamente queste considerazioni nascono dal punto di vista parziale offerto da Luca Boschi, che negli anni si è fatto fama di persona corretta e dai toni mai fuori luogo. Proprio per questo il deluso livore che emerge dal suo messaggio suona particolarmente stupefacente.

In seguito il Comicon ha ribattuto con un comunicato stampa che però non risponde a nessuno dei punti sollevati e rimanda a confronti privati il chiarimento con il proprio (ex?) Direttore Culturale.
Da una realtà ormai così radicata e importante per il fumetto italiano ci si sarebbe aspettato forse qualcosa di più, un intervento che calmasse gli animi e chiarisse i punti poco chiari della faccenda.

Aspettando nel frattempo la seconda parte delle esternazioni di Luca Boschi annunciate in coda al suo post.