Ms. Marvel nell'America di Donald Trump

Ms. Marvel nell’America di Donald Trump

Pare che Peter Parker non sia andato alla cerimonia di insediamento del 45mo Presidente degli Stati Uniti, Mr. Donald Trump. Se immagino che il senso di giustizia di Spider-Man abbia in realtà fatto aggio su eventuali antipatie personali in quell’occasione, resterei alquanto sorpreso nel vederlo collaborare alla costruzione del muro fra USA e Messico. Al di là di questo, resto particolarmente curioso su come i supereroi si confronteranno con la visione di Trump degli Stati Uniti. Che, a prima vista, appare adottare una prospettiva, come dire, leggermente diversa da quella dei supereroi. Facile dire, infatti, che i supereroi sono tutti figli di un immigrato clandestino e che la maggior parte di loro sono epifania di una qualche diversità.

Superman: uno sguardo ironico dall’alto delle nuvole. © Frank Quitely.

Forse, nel corso di lustri di letture edificanti e politicamente corrette, ci eravamo assuefatti a formule del tipo “il supereroe lotta per il bene affrontando innanzitutto la diffidenza dell’umanità che intende aiutare” e “il mutante cerca innanzitutto l’integrazione e promuove la multiculturalità“. E forse quelle frasi ci suonavano di tanto in tanto come  la morale in coda alle favole di La Fontaine o ritornelli retorici, buoni giusto per riprendere per la coda racconti traballanti, autodenuncia di inadeguatezza da parte di autori che miravano a rispettare le scadenze di consegna. Nel caso, le prime iniziative di Mr. Trump Presidente sono state tali da consentirci di apprezzare quelle dichiarazioni in tutta la loro originaria ruvidezza e capacità/volontà di creare disagio e dissonanza rispetto all’esperienza quotidiana. In fondo, non mi sorprenderei se, pur ammirando le forme generose (ma non il carisma né la leadership) di molte eroine, Mr. Trump nutrisse profonda diffidenza per la categoria dei supereroi: facile immaginarlo decretare in un ennesimo ordine esecutivo la chiusura del Xavier/Jean Grey Institute e pretendere vincoli ben piu’ pesanti del famigerato Superhero Registration Act. Se penso a quali misure potrebbero ricondurre il mondo dei supereroi entro i limiti di ciò che dichiara essere l’America che vuole costruire, mi viene innanzitutto in mente l’epurazione dei supereroi non WASP, femmine e non eterosessuali. A prima vista, nell’America di Mr Trump Presidente non sembra esserci posto per Ms. Marvel, per Wonder Woman, per Tempesta, per Jean Grey, per Midnighter e Apollo. Ma, a pensarci bene, anche per Batman, Capitan America, Superman, e tutti gli altri, l’accettazione dei valori dell’America di Trump sembra implicare il ripudio dei propri. Certo, su Mr. Tony Stark non si può mai essere sicuri e personalmente nutro qualche sospetto su Maria Hill, ma insommma, penso il punto sia chiaro.

Un deja-vu da God Loves, Man Kills (Chris Claremont e Brent Anderson).

Su come affronteranno il nuovo mondo penso i supereroi si giocheranno molto del senso del loro ruolo. Mi aspetto storie che raccontino dal loro punto di vista “l’America secondo Mr. Trump“, che sfruttino tutti i punti di attrito fra la loro visione del mondo e quella del 45mo Presidente e dell’America che lo ha eletto contro ogni pronostico (dimostrazione forse di quanto siamo ciechi a ciò che temiamo o disprezziamo). Immigrazione, convivenza, giustizia sono temi costantemente affrontati: si pensi, solo per restare al recente passato, al Capitan America – Sam Wilson e all’incubo paranoico detentivo di Pleasant Hill. In momenti come questo, ci possiamo rendere conto che la presenza costante di riflessioni e comportamenti esemplari nelle avventure dei supereroi non era mera reiterazione conformistica. Era invece una dichiarazione di valori, la partecipazione a un dibattito costante nella vita e nel pensiero quotidiano degli Stati Uniti (che magari noi sfruttiamo come spunti, trasponendoli nei nostri contesti). Non era pura retorica (non sempre), ma riaffermazione di un’etica, di un modo di pensare li mondo.
Nel momento in cui l’America di Mr. Trump sale sulla scena, prende il potere e inizia a trasformare gli Stati Uniti, ci rendiamo conto che, al di là di reboot, eventi, rinascite e guerre civili, l’energia che innerva le storie di supereroi nasce da un insieme di valori.
Che l’America di Mr. Trump Presidente non condivide.