Nuovi arrivi: Ned Bajalica

39346_1542040960030_1029379_nHo “conosciuto” Ned Bajalica come disegnatore anni e anni fa, e da allora sono sinceramente stupito di non vederlo più spesso in fumetteria con nuove opere. Poi l’ho ritrovato anche come appassionato conoscitore del fumetto grazie al suo blog. Il progetto “300 volumi per una biblioteca essenziale del fumetto” mi è sembrato subito bellissimo. E non sono riuscito a trattenermi dal chiedergli di poterlo riproporre anche su Lo Spazio Bianco. Il suo blog è nedbajalica.blogspot.it

Ma chi è Ned? Ti vuoi presentare ai nostri lettori?
Uno tizio a cui piacciono i fumetti e che a questi ha giurato amore eterno!

Sei stato allievo di Jacovitti. Io una cosa del genere la scriverei anche sulla carta d’identità e la userei per broccolare le ragazze al bar. Per te cosa significa e come ha cambiato il tuo essere autore e artista?
Magari le ragazze conoscessero Jacovitti… 🙂
Battute a parte, è inutile dire che è stata un’esperienza davvero unica vista la grandezza dell’autore in questione. Ma ti dico anche che è stata una cosa davvero unica, immensa, quella che mi è successa, perché io ho iniziato a lavorare per lui a 17 anni e a 20 conoscevo già bene i pro e i contro del mondo del fumetto, mentre molti di quelli che ora sono miei colleghi andavano ancora a scuola. Come dire: ho fatto un percorso inverso rispetto ai più, tanto che dopo la morte di Jacovitti, e dopo tante delusioni e amarezze, decisi di abbandonare i fumetti per circa sei anni, per poi ritornare al mio primo amore con il fumetto Ci Vediamo Domani (ed. BD).

Quando e dove potrò invece leggere qualcosa di nuovo disegnato da te? Fatti pubblicità in maniera spudorata!
Spero presto. Sto lavorando a un nuovo fumetto e spero di farti sapere qualcosa quanto prima. Un paio d’anni fa ho proposto un mio lavoro, sul tipo commedia, alle case editrici francesi, ma nonostante le loro mail fossero incoraggianti e ricche di ammirazione, la risposta era sempre la stessa: anche se non all’unanimità il lavoro veniva giudicato non coerente con la linea editoriale di turno (questo stando alle loro risposte)… in questo lavoro è così: provi e riprovi finché non esce qualcosa di buono.

Di “300” abbiamo già parlato abbondantemente. Parlami della tua passione come lettore di fumetti, come è nata?
E’ nata sempre grazie a Jacovitti e precisamente a un suo diario degli anni ’70 che conteneva un’avventura di Cocco Bill. Il giorno in cui mi capitò tra le mani m’innamorai perdutamente dell’arte di Jac, ma iniziò anche la mia sete di conoscenza in merito agli altri autori: dai classici come Raymond e Herriman a Pratt, arrivando a Magnus (che all’inizio non mi piaceva), Berardi e Milazzo ecc… praticamente esploravo le cartolibrerie e le librerie della mia città in cerca di qualsiasi tipo di fumetto e credimi: è stata davvero dura.

Ci sono fior fiore di autori che ammettono di leggere pochi fumetti. Come è possibile?
Dipende chi sono questi “fior fiore di autori”… Esisterebbe un Mignola senza Alex Toth, Jack Kirby o Attilio Micheluzzi? Ci sarebbe un Jeff Smith o un Bill Watterson senza Walt Kelly o George Herriman? E un Jacovitti senza E. C. Segar? O un Pratt senza Caniff? I grandi autori, per diventare grandi hanno letto e studiato attentamente i loro idoli, eccome se non l’hanno fatto… è uno dei pochi ma veri segreti per diventare un bravo autore.

Autore E critico/divulgatore del fumetto. Cosa pensi della critica fumettistica?
Tengo a precisare che sono un autore, del resto è quello che, credo, mi riesce meglio; critico o storico direi di no.. forse un divulgatore si perché ritengo sia molto importante e necessario diffondere la conoscenza di quest’arte; molti ragazzi che si avvicinano al fumetto hanno la fretta di pubblicare e non si rendono conto che non hanno ancora raggiunto quella maturità che serve affinché si possa fare tale passo. Spesso leggono pochissimo e sempre un solo genere mentre, come dicevo prima, uno dei segreti per essere un bravo autore è quello di avere delle letture varie che vanno da Yellow Kid a The Walking Dead.
In questo la critica fumettistica odierna dovrebbe insistere di più; invece spesso vengono recensiti positivamente fumetti che non meritano la pubblicazione; credo che la situazione sia un po’ fuori controllo e questi mi fa arrabbiare non poco perché mi costringe a dire la classica frase “Era meglio prima”. Invece vorrei tanto dire che oggi è meglio di ieri e che domani sarà ancora meglio… ma come si fa con questi presupposti?

Parlare di fumetto ha cambiato il tuo approccio alla critica? Ed essere autore, quanto cambia nella percezione di un’opera?
Parlo di fumetto perché il mio intento è quello di far conoscere i grandi maestri, soprattutto i nostri; io ho avuto la fortuna di conoscerne personalmente alcuni, di vederli all’opera e con uno ci ho anche lavorato per quasi 5 anni. Quando tengo i miei corsi sono consapevole che i miei allievi non hanno o non avranno questa possibilità ed è per questo che li sprono a conoscere l’arte di Micheluzzi, di D’Antonio, di Battaglia, di Albertarelli, di Toppi, di Milazzo, di De Vita, di Galep, di Magnus ecc… se c’è una cosa che non ci manca sono i grandi autori.
Quando sei un autore e quando hai letto tanto e un po’ di tutto, hai sicuramente uno sgurado diversa quando sfogli l’opera di un collega. Un ragazzo alle prime armi può aprire un albo discreto e vederlo come un capolavoro, a differenza di un vero autore che riesce a vederne i limiti; viceversa molti autori davvero bravi vengono giudicati dai lettori come insignificanti, ma non da un addetto ai lavori che riesce a coglierne la validità.

Ultimi fumetti letti?
Per fortuna ho un paio di allievi che leggono molto e di tutto e spesso mi passano dei bei fumetti: Pachiderma di Peeters (uno dei miei autori preferiti) e Punck Rock Jesus di Murphy mi sono piaciuti; poi ho letto le ultime mini serie della Sergio Bonelli e Wolwerine: Origini II che però non mi è piaciuto granché.
E naturalmente rileggo i fumetti inseriti in 300 per vedere se l’entusiastica sensazione avuta durante la prima lettura è rimasta tale.