Kingsman e i film Rated della Fox, la Warner e Wonder Woman

In questa puntata, il sequel di Kingsman e la strategia Fox sui film Rated, la campagna promozionale di Wonder Woman e altre news.

Con la diffusione nei giorni scorsi del primo trailer ufficiale di Kingsman: The Golden Circle, la 20th Century Fox ha non solo aperto la campagna promozionale per il sequel diretto da , ma anche fortemente rimarcato quella che è ormai una realtà consolidata nei confronti degli altri studios di Hollywood, ovvero il posizionamento della major in cima per quanto riguarda gli adattamenti cinematografici sui fumetti con l’ausilio della classificazione Rated.
Fu infatti proprio con il primo Kingsman: The Secret Service, grande successo al box office con gli oltre 400 milioni di dollari incassati nel mondo, che la major americana diede inizio a un nuovo modo di approcciarsi al genere dei film tratti dai fumetti, che al momento resta saldamente nelle loro mani.
La scelta infatti di realizzare pellicole con la classificazione Rated, dal budget contenuto e con alle spalle storie capaci di conquistare il grande pubblico è una opzione che non è stata adottata dalle altre realtà hollywoodiane, principalmente per questioni di mercato inerenti il merchandise che una pellicola “vietata ai minori” non consentirebbe di portare avanti.

Soprattutto sotto questo aspetto la Fox si è mossa coraggiosamente con Logan, riuscendo a dimostrare che è possibile realizzare un film su un supereroe dalle tematiche forti senza per questo crearsi dei problemi dal punto di vista promozionale.
In attesa del rilancio degli X-Men con il prossimo e atteso X-Men: Dark Phoenix, la major USA punta tutte le sue carte sul sequel basato sui fumetti di ma resta da vedere se l’opzione “R” possa in futuro riguardare anche altri progetti attualmente in lavorazione.

Ricordiamo che la Fox nel 2013 ha stipulato un importante accordo con i per la realizzazione di una serie di adattamenti per il grande schermo dei fumetti della casa editrice, che recentemente ha inglobato anche il settore televisivo. Questo accordo, che finora non si è ancora concretizzato visto che molti progetti sono da tempo in lavorazione, potrebbe molto probabilmente spingere la major a utilizzare nuovamente la possibilità di arrivare nelle sale con pellicole Rated dal basso budget.
Questa eventualità non è comunque una possibilità certa, visto che alcuni dei film in lavorazione, tra i quali sono da citare Rust, Rochester e molti altri (a parte forse The Foundation) non sono inquadrabili in questa ottica per le tematiche e il pubblico a cui si rivolgono nel medium originale a fumetti.

Aldilà comunque delle ipotesi, la Fox resta l’unica realtà di Hollywood che ha saputo gestire con intelligenza e con coraggio alcuni franchise, sapendoli rivalutare in alcuni casi (Wolverine ndr) e trovando la giusta ricetta per avvicinare il grande pubblico nei confronti di altri del tutto nuovi.

A meno di un mese dall’uscita nelle sale del film diretto da Patty Jenkins e interpretato da , la Warner Bros. ha incrementato negli ultimi giorni la diffusione di spot e iniziative legate alla pellicola sull’eroina DC Comics.

E proprio la campagna promozionale operata dalla major ha visto nei giorni scorsi la nascita di un piccolo dibattito tra gli analisti, scaturito da un articolo di Blastr nel quale si sottolineava come la Warner non stesse facendo abbastanza per pubblicizzare la pellicola. Una tesi questa non supportata da alcuna concreta argomentazione ma solamente da una sensazione, a cui ha fornito una risposta Scott Mendelson su Forbes con un dettagliato e interessante editoriale dal titolo Lasciate che vogliano di più: in difesa della campagna marketing di “Wonder Woman”.

Mendelson ha infatti elencato le ultime iniziative operate dalla major, come il trend su twitter dell’hastag #WonderWednesday, che ha visto la regista Patty Jenkins diffondere due nuovi spot televisivi attraverso il proprio account twitter, ma anche tutto quello che è arrivato in precedenza come i vari poster, i trailer e la conquista delle copertine di riviste quali Empire da parte della protagonusta Gal Gadot.

Kingsman e i film Rated della Fox, la Warner e Wonder Woman
Il giornalista sottolinea soprattutto un punto decisivo nella difesa della campagna operata dalla Warner, citando come esempio quella intrapresa dalla Sony in occasione dell’uscita nelle sale di The Amazing Spider-Man: Il Potere di Electro. In quell’occasione, il marketing fu così martellante (e col senno di poi, anche molto costoso) nel fornire al pubblico ogni dettaglio possibile che la saturazione fu additata come una delle cause del flop del film al box office, segnando la fine anticipata di quel franchise.

Il discorso di Mendelson è quindi questo: perché saturare una campagna marketing quando l’hype è già molto alto e le previsioni danno già un ottimo esordio al box office? La Warner ha optato saggiamente per una promozione molto soft, capace di stimolare il pubblico quel tanto che basta per andare al cinema, sommando la femminilità del personaggio con la leggerezza che si addice a una pellicola di supereroi che vede per la prima volta una iconica eroina come protagonista.

A sollevare comunque nuovamente la questione è stata anche la rivista Vanity Fair, che ha però riportato alcuni dati che sottolineano come la Warner non abbia badato a spese per il marketing di Wonder Woman:

…cinque settimane sono un lungo cammino nella terra del marketing cinematografico. Soprattutto durante l’affollata stagione di popcorn movie in cui stiamo entrando. Guardiamo alcuni dati: secondo iSpot, che tiene traccia della pubblicità televisiva, Warner Bros. ha speso 3.043.212 milioni di dollari per gli spot televisivi di Wonder Woman. A cinque settimane dall’uscita lo studio aveva speso 2.645.643 dollari per quelli su Suicide Squad. Ha poi trasmesso gli spot di Wonder Woman durante la messa in onda dei Kids Choice Awards e le finali del N.C.A.A. Ci sono state promozioni per il film alla Sourh by Southwest e alla Wondercon. Giovedì – forse sentendo la chiamata dagli appassionati – lo studio ha inoltre diffuso due nuovi trailer per il film…

Tornando alla campagna promozionale, una delle iniziative intraprese dalla major è la sponsorizzazione dell’automobile da corsa guidata dalla pilota Danica Patrick, che a sua volta prende parte a un evento per aumentare la consapevolezza e la ricerca sul cancro negli animali realizzato da Code 3, una organizzazione no-profit specializzata nel salvataggio e nel ricovero degli animali nelle aree di disastro, che sarà caratterizzata da un programma One Cure guidato dalla Colorado State University Flint Cancer Center (FACC).
Per ottenere ancora più esposizione, il team e lo sponsor stanno utilizzando un collegamento con il film, la cui uscita negli States è prevista per il 2 giugno.

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Kung Fu Panda

Nei giorni scorsi, Jamye Gordon, un uomo che ha tentato di rubare a DreamWorks Animation più di 12 milioni di dollari dichiarando falsamente di essere il creatore del franchise di Kung Fu Panda, è stato condannato da un tribunale a due anni da scontare in una prigione federale e a pagare un risarcimento di 3 milioni di dollari.

La vicenda era iniziata nel 2008, quando diversi mesi prima dell’uscita del film nelle sale, Gordon vide un trailer di Kung Fu Panda. Aveva già creato alcuni disegni e una storia sui panda, che aveva intitolato Panda Power, ma che non somigliava ai personaggi della pellicola di animazione, cosa che lo spinse a correggere i suoi disegni e la sua storia con il nuovo titolo di Kung Fu Panda Power, nel quadro di una truffa ben orchestrata.
Nel febbraio 2011, Gordon ha presentato una denuncia per violazione del copyright contro DreamWorks Animation presso la Corte Distrettuale del Massachusetts e, alla fine dello stesso anno, ha proposto che DWA acconsentisse a risolvere la causa pagandolo 12 milioni di dollari. La società ha però respinto tale proposta e la controversia legale è continuata per altri due anni.

Durante la causa civile, costata a DWA ben 3 milioni di dollari in spese legali, Gordon ha intenzionalmente cancellato le prove rilevanti sul suo computer che era stato costretto a produrre durante la sua deposizione civile e ha anche fabbricato schizzi e disegni che servivano a sostenere la sua messa in scena.
La natura completa dello schema di Gordon è venuto alla luce quando DreamWorks ha scoperto che l’uomo aveva tracciato alcuni dei suoi disegni sui panda da un libro di colorazione de Il Re Leone.
In seguito a ciò, nel dicembre del 2015 è stato accusato formalmente e una giuria federale lo ha dichiarato lo scorso novembre colpevole dei reati di frode e furto. Gordon, che rischiava fino a 25 anni di carcere, è stato condannato quindi dal giudice del tribunale distrettuale statunitense Patti Saris a due anni di reclusione.

Mentre il sequel diretto da James Gunn conquista il box offce americano e internazionale i Marvel Studios continuano incessanti la campagna promozionale legata alla pellicola, anche con iniziative del tutto innovative e originali. E’ infatti il caso della partnership intrapresa con 2 ha unito le mani con la divisione PepsiCo’s Frito-Lay e il suo marchio Doritos per includere un Walkman integrato nei sacchetti dei chip snack che suoneranno l’intera colonna sonora del film.

La colonna sonora del primo Guardiani della Galassia è stata un successo ed è diventata immensamente popolare presso gli appassionati di musica quindi abbiamo voluto creare un modo unico per i fan di sperimentare quella del secondo capitolo – ha dichiarato Ryan Matiyow, direttore senior del marketing di Frito Lay North America, in una dichiarazione – Questa collaborazione darà ai fan un nuovo e diverso modo di sperimentare sia la colonna sonora che gli snack Doritos.

Marvel e Doritos hanno avuto un rapporto buono negli anni – ha detto Mindy Hamilton, SVP del settore Global Partnership di Marvel Entertainment – Abbiamo un similare bacino di appassionati, quindi abbiamo voluto massimizzare la disponibilità di questa colonna sonora rendendola accessibile in un modo unico che solo Doritos e Marvel potrebbero fare. Che cosa è più fresco di acquistare un sacchetto di Doritos con la colonna sonora incorporata?

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Cinebrevi

Ray Fisher, che vedremo presto in nel ruolo di Victor Stone alias Cyborg, ha firmato nei giorni scorsi per essere rappresentato dall’agenzia CAA, una delle più potenti di Hollywood. La mossa arriva pochi mesi prima dell’uscita del film di nelle sale, e dimostra come Fisher, con solo una manciata di ruoli al suo attivo al cinema e una ottima performance a Broadway con Fetch Clay, Make nella parte di Mohammed Alì, voglia promuovere al massimo la propria figura. Secondo indiscrezioni, prima della CAA numerose agenzie stavano cercando di accaparrarsi l’attore, in quella che è stata definita una “situazione altamente competitiva”.

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