Intervista doppia a Moony e Yurei: tra cosplay e teatro

Imma Incantalupo (Moony) e Katia Falanga (Yurei), due ragazze pugliesi che con il cosplay hanno unito la passione per il teatro a quella per i cartoni animati.

Per la rubrica C for , questo mese intervistiamo Moony e Yurei, rispettivamente le vincitrici del premio per il Miglior trucco e quello per la Miglior interpretazione al Cosplay Challenge del 2015.

Imma Incantalupo (Moony) e Katia Falanga (Yurei) sono due cosplayer pugliesi da quasi cinque anni. Sono due attrici e hanno iniziato a calcare il palcoscenico da bambine, e quando hanno scoperto di poter unire quello che rimane il loro primo amore alla passione per i cartoni animati sono entrate nel mondo dei cosplay. In questo ambito entrambe sono cosmaker, quindi realizzano da sole i propri costumi, che dicono essere la parte più divertente del lavoro. Da due anni gestiscono la compagnia teatrale Fatti di sogni, all’interno della quale, oltre a essere registe delle opere rappresentate, sono scenografe e costumiste. Entrambe sono laureate, Katia in Psicologia e Imma in Informatica, e oltre a lavorare stanno completando i rispettivi percorsi di studi.

Intervista doppia a Moony e Yurei: tra cosplay e teatro

A che età avete cominciato a fare cosplay e ricordate qual è stato il primo personaggio che avete interpretato?
[Yurei]:
Abbiamo cominciato nel 2009, rispettivamente a 18 e 19 anni, erano altri tempi e il cosplay non aveva ancora il livello di diffusione che ha raggiunto adesso.
[Moony]: Ci siamo ritrovate circondate da gente che indossava costumi perché amava davvero i personaggi che interpretava, quindi possiamo dire di aver cominciato nel periodo migliore. Poi, con la diffusione di questa “moda”, si è un po’ persa questa idea e se ne è diffusa un’altra: “Mi travesto perché lo fanno tutti, sembra divertente”. Noi apparteniamo alla vecchia scuola.
[Yurei]: Il primo personaggio interpretato è stato quindi scelto proprio in base alla quantità di amore per esso. Abbiamo interpretato Miaka e Yui di Fushigi Yuugi, manga superlativo che però all’epoca sembravamo conoscere solo noi! Adoravamo i personaggi e ci sentivamo molto simili a loro. Fortunatamente poi ad entrambe piacciono sempre personaggi opposti, quindi non abbiamo mai litigato su chi dovesse interpretare cosa.

Ad oggi, qual è quello di cui andate più fiere?
[Yurei]: Ogni personaggio è stato scelto per realizzare un piccolo sogno, per cui li adoriamo tutti, dal primo all’ultimo e abbiamo cercato di realizzarli sempre nel miglior modo possibile. Ora come ora, se dovessimo scegliere un cosplay al quale siamo particolarmente affezionate, diremmo Loki e Thor, perché in realtà quei costumi sono fatti di puro fanatismo! Li adoriamo e l’uscita del nuovo capitolo degli Avengers non aiuta a superare questa fase.
[Moony]: Dopo aver visto insieme al cinema Thor 2 siamo uscite dalla sala e abbiamo cominciato a pensare al costume, in meno di una settimana era pronto e non avevamo ancora idea a quale fiera portarlo! Nonostante non sembri, abbiamo gusti molto diversi, quindi è capitato di indossare anche cosplay come singole, ma nulla è più soddisfacente del lavorare in coppia, soprattutto quando ti trovi così bene con una persona.

Intervista doppia a Moony e Yurei: tra cosplay e teatroDa quanto tempo questa passione vi ha unito e avete iniziato a esibirvi in coppia? Come è iniziata la vostra collaborazione?
[Yurei]: Correva l’anno 1999… Io e Moony ci conosciamo praticamente da una vita!. La passione per il cosplay è nata per caso e, avendola scoperta insieme, è stato spontaneo cominciare entrambe questa “avventura”!
[Moony]: Le esibizioni migliori sono quelle che abbiamo realizzato insieme, ci fidiamo l’una dell’altra e sappiamo benissimo che qualsiasi cosa succeda (perché succede sempre qualcosa di non previsto!) possiamo contare sulla reazione immediata dell’altra. Ricordo l’esibizione di Sally ed Emily in cui il vento ha fatto crollare la nostra scenografia ma l’abbiamo recuperata con così tanta nonchalance che nessuno si è accorto di nulla, eppure ci ha causato un cambio drastico dell’esibizione in corso d’opera. Ci abbiamo riso sopra per mesi! Pensiamo davvero che sia tristissimo non condividere una passione così bella!

Che impatto ha avuto questa scelta sui vostri famigliari e amici? Avete ricevuto delle critiche o siete sempre state appoggiate in questo interesse da molti considerato stravagante?
[Yurei]: I familiari stanno ancora cercando di capire che strana roba sia questo “vestirsi da cartoni animati” e diciamo che ci hanno anche un po’ rinunciato a capirlo. Con gli amici più o meno abbiamo fatto opera di convincimento di massa e li costringiamo tutti in un modo o nell’altro a fare cosplay con noi! Per fortuna siamo circondate da splendide persone che “folleggiano” volentieri con noi.
[Moony]: In realtà siamo sempre state molto indipendenti e multifunzionali, siamo perfettamente in grado di essere estremamente serie ed estremamente pazze un minuto dopo. Come amo ripetere, siamo entrambe laureate in due ambiti opposti, studiamo e lavoriamo, quindi il modo in cui passiamo il nostro tempo libero è una cosa che riguarda solo noi. Qualsiasi giudizio ci scivola addosso proprio per questo motivo, nessuno può decidere al posto nostro.

Intervista doppia a Moony e Yurei: tra cosplay e teatro

Fumetti e animazione rivestono un ruolo particolare nella vostra vita? Influenzano in qualche modo la scelta dei personaggi da cosplayare?
[Yurei]: Più che altro, fumetti e compagnia bella ci hanno particolarmente deviato nella vita!
M. O non andremmo in giro portando al collo scettri lunari, giratempo o elmi con le corna…
[Yurei]: Però dobbiamo ammettere che crescendo i gusti sono un po’ cambiati e chiaramente diventa sempre più difficile trovare un prodotto che ci soddisfi particolarmente: proprio per questo ultimamente siamo un po’ più immerse nel mondo delle serie e dei videogiochi.
[Moony]: Siamo molto legate agli anime anni ‘90, ma anche adesso riguardarli non ci fa lo stesso effetto che faceva prima. Abbiamo provato a seguire le nuove serie, ma alcune cose troppo sdolcinate o scontate ci hanno convinte a desistere. In compenso io seguo un sacco di shōnen, morirò prima di vedere la fine di One Piece o di Detective Conan… ma almeno per adesso sono felice! La scelta dei personaggi dipende chiaramente da quello che stiamo seguendo, ma ammettiamo di avere una lista di desideri aggiornata in momenti disparati, quando siamo a corto di idee apriamo quella cartella.

C’è una serie a fumetti o di animazione cui siete particolarmente legate?
[Moony]: A dire il vero andiamo a momenti: ci piace questa cosa, ci prende, vi ci dedichiamo anima e corpo (come il cosplay di Thor e Loki), poi ci passa… a volte un mese dopo, a volte qualche anno dopo ma ci passa e troviamo un nuovo amore.
[Yurei]: La parte drammatica è quando certe “fisse” che credevamo superate ritornano del tutto inaspettatamente, più forti e devastanti di prima!
[Moony]: In genere se una inizia una nuova serie che trova stimolante la consiglia all’altra. Se poi ce ne innamoriamo, un cosplay ci scappa sicuro! Negli anni abbiamo amato Trigun, poi tutta una lista di serie di cui in realtà amavamo il lato yaoi che esisteva nella nostra testa. E tante altre, a volte davvero poco conosciute. Al momento, potrei sembrare ripetitiva, ma il nostro unico pensiero è Avengers: Age of Ultron. Ma devo ammettere che anche Frozen è dura da lasciare. Quando abbiamo visto Big Hero 6 abbiamo passato una brutta settimana a ripetere l’improbabile “fai ansiare la zia” di Moreno. Quindi sul serio amiamo tutto quello che interpretiamo. E comunque io amo One Piece.
[Yurei]: Io amo troppe cose per cui non starò qui ad elencarvele! E comunque, di base, abbiamo l’entusiasmo facile.

Entrambe conciliate la passione per il cosplay con quella del teatro, che potremmo considerare una ‘evoluzione’ naturale della prima. Riscontrate qualche affinità o delle particolari differenze nell’interpretare un personaggio sul palcoscenico e in veste di cosplay durante una fiera o un concorso?
[Moony]: La risposta da parte nostra è che non ci sono differenze se non per il livello di concentrazione. Quando interpretiamo un personaggio acquisiamo anche i suoi comportamenti, i suoi modi di fare o di parlare. Quando fai uno spettacolo devi “tenere il personaggio” per tutta la durata dello spettacolo e richiede un livello di concentrazione molto molto alto ed è molto faticoso anche fisicamente.Quando si fa cosplay ci si può permettere di abbandonare il personaggio in certi momenti (lo sanno bene tutte le persone che durante lo scorso Romics hanno tentato di fotografarci mentre, come Thor e Loki, avevamo addosso gli occhiali con i baffi senza nessuna intenzione di toglierli).
[Yurei]: Inoltre tendiamo a scegliere personaggi molto simili a noi, quindi più semplici da interpretare, oppure decidiamo di intraprendere vere e proprie sfide con noi stesse scegliendo personaggi diametralmente opposti al nostro modo d’essere, e lì le cose si fanno davvero complicate. Per quanto mi riguarda infatti devo ammettere che interpretare Biancaneve è stata davvero dura! Credetemi, è stato sfiancante!
[Moony]: Comunque la concentrazione ritorna alle stelle quando facciamo un’esibizione. La studiamo, cerchiamo anche di pensare alle espressioni o ai possibili comportamenti in caso di imprevisti che può assumere quel personaggio. Questa forte componente interpretativa che deriva dalla nostra formazione teatrale sono sicura dia una marcia in più ai nostri cosplay.
Intervista doppia a Moony e Yurei: tra cosplay e teatro
Come ogni cosplayer che si rispetti, anche voi realizzate i vostri costumi da sole e in modo artigianale. Quali difficoltà avete riscontrato nel cimentarvi con i primi esperimenti di cucito e lavorazione dei materiali e in che modo vi siete specializzate in queste tecniche?
[Yurei]: Utilizzare nuove tecniche e ingegnarsi per trovare soluzioni innovative ai problemi dei costumi antigravitazionali dei vari personaggi (si, temo che i disegnatori non impareranno mai che nella realtà esiste la gravità) è sempre una parte irrinunciabile del fare cosplay! Non siamo sarte professioniste e quel che abbiamo imparato l’abbiamo appreso sperimentando, per cui le difficoltà incontrate e che incontriamo tutt’ora sono infinite. Per esempio io ho il puro terrore verso il cucire le maniche!
[Moony]: Però siamo migliorate tantissimo, ogni volta che cuciamo un nuovo costume ci vengono in mente nuove idee per rendere il costume facile da indossare e da realizzare… Poi magari sono inattuabili, ma almeno la volta successiva sappiamo cosa non si deve fare.

Mettete moltissimo impegno nel realizzare i costumi e le coreografie per le vostre esibizioni, ma questo resta per voi un hobby. Come giudicate chi fa del cosplaying una sorta di professione? Non credete che in questo modo si rischi di perdere l’aspetto ludico e amatoriale che caratterizza il fenomeno?
[Yurei]: Domanda impegnativa! Sinceramente crediamo che sia difficile fare di quest’hobby un lavoro vero e proprio. La questione che mi preoccupa un po’ è l’influenza negativa che la possibile (seppur improbabile) prospettiva di poterci guadagnare qualcosa possa avere su questo mondo. E la cosa già comincia a far capolino nei post sempre più comuni su Facebook, in cui si cercano costumi a caso solo per fare cosplay, o si interpretano personaggi che si conoscono appena o del tutto sconosciuti solo perché particolarmente sexy. Purtroppo sono sempre più diffuse ragazze che ammettono di fare cosplay nella speranza di diventare un giorno delle modelle, sebbene qualcuno dovrebbe spiegare loro che cosplaying e modelling sono due cose molto diverse.
[Moony]: Perfettamente d’accordo, nulla da aggiungere se non complimenti a chi è riuscito a ricavare denaro da una passione. Ni con il teatro ancora non ci siamo riuscite e lo facciamo da quindici anni!

Intervista doppia a Moony e Yurei: tra cosplay e teatro

Dato che lavorate a contatto con i bambini e i ragazzi in ambito teatrale, se poteste dare un consiglio a uno di loro che intendesse seguire il vostro esempio e iniziare a fare cosplay, quale sarebbe?
[Yurei]: Di farlo per puro divertimento e di usare questa passione per rilassarsi, divertirsi e realizzare piccoli sogni nel cassetto.
[Moony]: Chi nella vita non ha mai guardato una qualsiasi cosa in televisione, su un giornale o da qualsiasi altra parte e non ha pensato “mi piacerebbe essere così”? Beh, si può fare! Ci sono altre persone che lo fanno, basta lasciare da parte la timidezza, nascondere il volto o il carattere sotto una maschera ed essere la persona che si è sempre sognato. Poi si torna alla realtà più felici, perché, per qualche ora, si è realizzato un sogno. Quando noi facciamo spettacoli con i bambini ci troviamo sempre di fronte quelli che ormai non si stupiscono più di niente, ma anche a loro consigliamo di divertirsi come facciamo noi, senza perdere il contatto con la realtà, senza credere che “il resto del mondo fa schifo e il cosplay è la risposta a tutto, il mondo non ci capisce noi siamo i migliori”, senza viverlo come una gara per diventare il migliore… di cosa, poi? Il cosplaying va usato semplicemente per divertirsi, perché ad ogni età serve divertirsi.
[Yurei]:  Ma soprattutto, e questo vorrei urlarlo ancora a gran voce a tutti: divertitevi! Giocate! Le gare a chi prepara il cosplay migliore, le gelosie, le cattiverie… ragazzi, è un gioco! Se non vi divertite che senso ha?

Intervista condotta via email ad aprile 2015.

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