Intervista a Carlo Recagno per i 30 anni di Martin Mystère

Per festeggiare degnamente Martin Mystère, splendido "trentenne da edicola", non poteva mancare l'intervista a Carlo Recagno, attuale co-curatore della testata assieme ad Alfredo Castelli. Con lui parliamo del passato e...
Articolo aggiornato il 02/12/2015

Intervista a Carlo Recagno per i 30 anni di Martin Mystère

Intervista a Carlo Recagno per i 30 anni di Martin Mystère è originario di Casale Monferrato (Alessandria), dove è nato il 7 agosto 1965; ha frequentato la Scuola del Fumetto e ha esordito come sceneggiatore su “Martin Mystère”, serie per cui ha scritto tra gli altri anche il n.300 (numero celebrativo a colori disegnato da Alessandrini, Brindisi, Filippucci, Freghieri e altri). Figura poi tra gli autori regolarmente impegnati nella serie “Storie da Altrove”. Dal 1995 lavora come redattore alla Bonelli ed affianca Castelli nella cura delle serie legate al Detective dell’Impossibile.

Questo è forse il primo anniversario importante di un personaggio bonelliano di cui Sergio Bonelli non celebrerà l’occorrenza: che ricordo hai dell’editore e dell’uomo?
Bonelli si atteggiava spesso a burbero (e un po’ lo era davvero), ma era la classica persona alla quale ti potevi avvicinare in qualunque momento, e la cui porta era sempre aperta. Era capace di essere paterno senza essere paternalista, e quando ti elogiava per un lavoro ben fatto potevi essere sicuro che lo pensava davvero. Non c’è dubbio che avesse il suo modo di vedere le cose, al quale era tenacemente aggrappato, ma ascoltava sempre tutti, e quando leggeva gli albi in uscita, non si faceva problemi a dirti: Intervista a Carlo Recagno per i 30 anni di Martin MystèreSe c’è qualcosa che non ho capito, spiegamelo”.

Cosa ha rappresentato all’uscita in edicola lo sanno tutti: secondo te oggi, invece, il personaggio di Martin Mystère come si colloca nel panorama fumettistico italiano? È ancora un fumetto ”speciale”?
Direi di sì (o meglio, mi auguro di sì, perché naturalmente spero che Martin Mystère continui a essere pubblicato ancora per molti anni a venire). E’ vero che gli argomenti “mysteriosi” una volta erano appannaggio quasi esclusivo di Martin, mentre oggi vengono trattati in romanzi e film di successo (pensiamo a Dan Brown), nonché in trasmissioni televisive che trent’anni fa non sarebbero state nemmeno concepibili, ma non vedo oggi fumetti che uniscano la divulgazione e l’intrattenimento come fa “Martin Mystère”.

Rispetto alle origini, quali sono i punti base in cui è cambiato Martin Mystère?
È un personaggio più complesso. È diventato sempre meno “eroe” e sempre più “uomo comune”. Con il passare degli anni, Alfredo Castelli (e gli altri sceneggiatori, tra i quali anch’io) lo hanno caratterizzato sempre di più come un personaggio tridimensionale, con tic e fobie; insomma, il Martin di oggi è più “umano”, e le storie hanno anche una maggiore componente umoristica. In origine aveva diversi elementi “fantastici” che difficilmente trovavano riscontro nel mondo reale, come l’arma a raggi, il fatto che Java fosse un uomo di Neanderthal, eccetera, eccetera. In questi trent’anni Alfredo ha lavorato per conferire a quegli elementi maggior plausibilità, Intervista a Carlo Recagno per i 30 anni di Martin Mystèreraccontandone i retroscena e spiegando il perché e il percome di questo e quello; e così facendo ha arricchito i personaggi e li ha approfonditi.

Tu che li conosci bene entrambi, quali sono le caratteristiche convergenti tra Castelli e Martin, si dice in giro che se Bonelli padre era Tex, Alfredo è Mystère! È vero?
Ti dico soltanto che, quando ho qualche perplessità, non mi chiedo neanche più “Cosa direbbe Martin in questo frangente?”, ma bensì “Cosa direbbe Alfredo?”.

Tra le tante particolarità del BVZM (Buon Vecchio Zio Marty) c’è, dunque, quella di essere uno dei primi a mostrare una continua evoluzione sia come character che come strategia editoriale. Da 8 anni la formula editoriale è diventata quella degli albi bimestrali con storie complete da 154 tavole (con rare eccezioni di storie doppie): credi che quello attuale sia l’assetto definitivo per le storie del BVZM o c’è qualche sorpresa in vista nel prossimo futuro?
No, nessuna sorpresa, il formato è questo e non abbiamo in programma di cambiarlo. Quando abbiamo effettuato la “grande svolta” ci sembrava un equo compromesso tra le varie lunghezze che avevamo sperimentato nel corso degli anni, e a quanto pare funziona. Le uniche eccezioni continuano a essere lo Speciale (128 pagine), l’Almanacco (94 pagine) e gli occasionali racconti brevi.

Sempre a proposito della bimestralità ci sono oggettivamente dei limiti narrativi “imposti” da tale periodicità rispetto ad un’uscita mensile: come e perché ci si è arrivati?
Si può dire che ci siamo arrivati per tentativi. Eravamo sempre divisi tra la necessità di fare racconti di ampio respiro, che non ci sarebbero state in un singolo albo mensile di 94 pagine, e le richieste dei lettori, che apprezzavano solo fino a un certo punto i racconti a puntate che continuavano da un albo all’altro. Alla fine siamo arrivati al formato attuale, che ha accontentato tutti (o che ha scontentato davvero pochissimi), e con il quale anche gli sceneggiatori sembrano trovarsi bene.

Nelle storie del detective dell’impossibile da te sceneggiate, Intervista a Carlo Recagno per i 30 anni di Martin Mystèresi nota particolare attenzione alla continuity della serie e la voglia di portarla avanti: quanto “stuzzicano” il lettore le trame lasciate in sospeso e poi riprese e, magari, portate a compimento a volte anche dopo anni?
L’attenzione per la continuità c’è eccome, e non potrebbe essere altrimenti, essendo io cresciuto a pane e fumetti Marvel, e proprio nel periodo in cui questi ultimi si stavano “soap-operizzando” sempre di più. In ogni caso, ho fatto soltanto quello che Castelli (e gli altri sceneggiatori) stavano già facendo da anni, e cioè ideare dei “cicli” all’interno della serie, come quello del Graal, quello del “nazismo mysterioso” e via di seguito. I lettori fedeli lo apprezzano, e ogni tanto ci chiedono “Quando lo fate un nuovo capitolo della saga delle sette spade?”, e cose di questo genere.

Martin Mystère si è frequentemente incrociato con altri personaggi Bonelli (Dylan Dog, Mister No, ecc.). A quando i nuovi incontri con i personaggi della casa editrice?
Non sono previsti, per ora. In ogni caso vanno ben progettati a tavolino, in modo da garantire “pari opportunità” a entrambi. Sembra una battuta, ma è vero, il rischio che un personaggio prevalga sull’altro è sempre presente, pur con tutta la più buona volontà. E se accadesse, entrambe le schiere di lettori ne uscirebbero insoddisfatte. Inoltre i “team-up” dovrebbero costituire un vero evento, e per questo devono essere rari. Insomma, Intervista a Carlo Recagno per i 30 anni di Martin Mystèrese e quando Martin lavorerà di nuovo con Dylan (o con Nathan, o con qualcuno che non ha ancora incontrato) dovrà valere davvero la pena!

Sono previste ulteriori storie di M.M. (come ad esempio lo speciale “Generazioni”) in cui possa riapparire la versione futura di Martin?
Nell’immediato no, ma non si può mai dire. Siamo affezionati al Martin del futuro (altrimenti detto BRZM, Buon Robotico Zio Martin), e se e quando capiterà una buona idea, non la butteremo certo dalla finestra. Quello a cui teniamo, come ho detto, è che queste cose valgano davvero la pena, e che non vengano fatte così tanto per fare.

Martin è il personaggio che per primo in casa Bonelli ha inventato e sperimentato le varie uscite extra (Almanacco, special, ecc.): rispetto alla serie normale queste uscite di quali “attenzioni” necessitano, in che maniera vanno gestite rispetto al mensile? C’è in gestazione qualche ulteriore sorpresa/novità in tal senso?
E’ vero, Martin ha fatto da apripista in molte cose (tranne che nei giganti, dove il pioniere è stato Tex, per ben due volte). No, non abbiamo in programma nuove uscite speciali. A livello creativo non diamo alle uscite speciali una cura maggiore o minore rispetto agli albi normali. A livello redazionale, invece, la gestione dei vari speciali è più ferrea, perché mentre gli albi normali sono più o meno intercambiabili, e se per qualche motivo ce n’è uno in ritardo può essere (quasi) sempre sostituito con un altro; Intervista a Carlo Recagno per i 30 anni di Martin Mystèrenon è purtroppo così per gli speciali, nel loro caso si deve fare di tutto per portarli in edicola alla data prestabilita, cascasse il mondo, anche perché si tratta spesso di racconti “a tema” e quindi non c’è nel cassetto un sostituto da usare in caso di necessità.

Come sarà il mondo del fumetto tra 20 anni? E Mystère, di cui conosciamo la data di nascita (e, anche se un po’ più lentamente rispetto alla realtà, sente e mostra il trascorrere del tempo) scapperà dagli uomini in nero aiutandosi con le stampelle? O sarà “costretto” ad abbeverarsi per forza alla fonte dell’eterna giovinezza?
Avessi la sfera di cristallo (o perlomeno il Tardis di Doctor Who) potrei dare una risposta alla prima domanda! Quanto a Martin, la sua data di nascita è stata fissata da Castelli all’inizio, quando non pensava certo che il suo personaggio avrebbe continuato a essere in edicola dopo tre decenni. Da diversi anni ormai cerchiamo di ignorare la data di nascita di Martin Mystère, sperando che i lettori facciano lo stesso (o perlomeno fingano di farlo). Quindi la risposta è: LAAAA… LARALLALLALLALLALLAAAA… NON SENTO NIENTE!

Fai uno spot pubblicitario: cosa dici per convincere un lettore che non lo ha mai visto a comprare Martin Mystère e cosa dici a chi lo ha seguito da anni affinché continui a farlo? Insomma, perché leggerlo?
Per i primi: “Civiltà perdute. Società segrete. Macchine impossibili. I misteri della storia. Non abbiamo che da guardarci attorno: il mystero è sulla soglia di casa nostra”. 
Per i secondi: “Il meglio deve ancora arrivare”.

 

Di Carlo Recagno non perdetevi l’Essential 11 dedicata alle storie più importanti di Martin Mystère: www.lospaziobianco.it/50832-essential-11-speciale-martin-mystere

2 Commenti

2 Comments

  1. Angierules

    8 maggio 2012 a 11:15

    “Per i secondi: “Il meglio deve ancora arrivare”.”
    ‘A Recà, se per meglio intendi le tue solite Morgana, Merlino, fate mezze nude, pose alle Leifield, ballon piu grandi della vignetta stessa, i numeri disegnati da Bagnoli….per piacere lascia stare che abbiamo già dato. L’unico motivo per cui il BVMZ sopravvive è l’indubbia simpatia che il BVZA è riuscito a costruire, nel tempo, sul personaggio. Date le chiavi di casa a Morales e facciamola finita

    • Lo Spazio Bianco

      8 maggio 2012 a 11:25

      In quanto ospite tra le nostre pagine, ti preghiamo di mantenere un tono di più civile confronto. I gusti sono indiscutibili, come pure la buona educazione.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inizio