I Sixties di Barzi e Oskar: sex, drug and rock’n’roll

I Sixties di Barzi e Oskar: sex, drug and rock’n’roll
Il consolidato duo fumettistico formato da Davide Barzi e Oscar Scalco “Oskar” realizza una divertente interpretazione umoristica dei formidabili anni ’60, che ripercorre la decade in una divertita satira sociale della nascente società dei consumi.

I Sixties di Barzi e Oskar: sex, drug and rock’n’roll

Quest’albo in formato francese dedicato a Sessantotto e dintorni, di e Oskar (Oscar Scalco) è un lavoro decisamente interessante. Barzi, nell’ironica prefazione “La regola dell’8”, spiega l’importanza dell’albo nella storia della collaborazione professionale dei due autori, che nel 2008 realizzarono per P&T Productions / Joker Editions la prima versione in francese di questo volume.

L’impostazione di tavola adottata è quella francese, su quattro strisce.  All’inizio prevale  una impaginazione più tradizionale, mentre col procedere della narrazione si passa a un montaggio più libero, proprio come anche la rigida società di fine anni ’50 viene messa in crisi nel corso dei ‘60. Altro aspetto significativo è il fatto che i personaggi crescano nel corso della storia, cosa piuttosto inusuale nell’ambito del fumetto umoristico: ciò da un lato offre spazio a una gamma maggior di battute e situazioni, ma rende indubbiamente più complessa la loro gestione intersecata.

In questa edizione italiana del volume, che cade nel cinquantennale del ‘68 – e nel ventennale creativo dei due autori – Barzi ed Oskar ripropongono una rivisitazione particolare. Le tavole non si limitano infatti a trattare genericamente gli anni ’60, ma ogni tavola è dedicata a una delle quattro stagioni di un anno del decennio, citando un evento storico accaduto esattamente in quel trimestre. Vi è poi l’aggiunta di tre tavole dedicate al capodanno 1959 e tre a quello del 1969, componendo un albo di 64 pagine totali: numero classico, ma anche la potenza di otto.

Nonostante questi virtuosismi, la storia resta godibile a un primo livello di lettura, a cui si aggiunge una possibile “caccia al tesoro” per andare a scovare i numerosi easter egg  seminati dai due autori: da un lato, quelli legati alla continuity del romanzo corale dei personaggi, dall’altro questo minuzioso citazionismo cronologico, congeniale a Barzi grazie alla sua predilezione per il fumetto storico (le biografie di Strelher, Gaber, Facchetti, e la trasposizione integrale di Don Camillo ambientate proprio nei dintorni di questi anni).

I Sixties di Barzi e Oskar: sex, drug and rock’n’roll

Viene inoltre da pensare che si ipotizzasse già una riedizione estera (non solo italiana), perchè i Sessanta messi in campo non sono così specificamente francesi, ma trattano più in generale delle evoluzioni del costume in questa decade, con frequenti puntate nella Swinging London e negli USA dell’American Dream, e senza entrare negli eventi specificamente storici (non troviamo accenni espliciti, per dire, a Kennedy, al Vietnam, allo sbarco sulla Luna…).

Si sviluppa così un trattato dissacrante su questi anni, decisamente poco scolastico ma sempre garbato, con un’ironia anche abbastanza adulta, in più punti, sulla rivoluzione sessuale. I contadini vanno in città a far gli operai, e la campagna diviene villeggiatura alto (e poi anche piccolo) borghese; e la città offre a tutti le meraviglie del possibile: la TV, il nuovo cinema, le materie plastiche, la pillola, il frigorifero, le utilitarie e le lavatrici, i supermarket e i satelliti, la disco e le moto, il design e la moda, giocattoli e pop art, surf ed aerei, e sopra ogni cosa la sacra triade del decennio: sex, drugs and rock and roll.

Il segno di Oskar si sposa bene alla sceneggiatura di Barzi: il disegno infatti è molto vicino al classico fumetto umoristico francese, con colori pastello che si venano di lisergico quando il progredire degli anni lo richiede. Il segno è minuzioso e dettagliato,  e permette di valorizzare appieno dettagli anche minimi; lo studio umoristico sui personaggi è efficace nella equilibrata caricaturalità delle espressioni, grazie forse anche alla lunga esperienza di Oskar nella Max Bunker Press. Se il disegno è qui profondamente influenzato dalla ligne claire francese, nei volti resta qualcosa del segno umoristico della scuola di Magnus ed eredi.

Insomma, in un albo che è anche dichiaratamente una celebrazione della comune carriera, Oskar e Barzi realizzano un pezzo di bravura, particolarmente gustoso per il lettore appassionato di storia. Non so se mai sarà possibile, ma sarebbe interessante vedere il duo alle prese con altre decadi del ‘900, almeno quei ’70 che erano già nelle intenzioni originali.

Abbiamo parlato di:
Sessantotto e dintorni
Davide Barzi, Oskar
Cut-Up Edizioni, 2018
64 pagine, cartonato, a colori – 18,90 €
ISBN: 978889524671

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