I Marcianeros di Oesterheld e Lopez alla conquista di Marte

I Marcianeros di Oesterheld e Lopez alla conquista di Marte
001 Edizioni ripropone Marcianeros: scritto da Oesterheld nei primi anni '60, presenta tanti dei dei suoi temi chiave ma patisce una forte disomogeneità strutturale, che lo relega fra le opere minori del maestro argentino. Interessanti gli editoriali e fascinosa la copertina di Cavenago

I Marcianeros di Oesterheld e Lopez alla conquista di MarteI Marcianeros che danno il titolo all’opera di Héctor Germán Oesterheld e Francisco Solano López – già complici nell’Eternauta – sono i membri di un’associazione segreta che, fondata all’indomani della Seconda Guerra Mondiale da un gruppo di scienziati e tecnici, raccoglie uomini di varie nazionalità nel progetto di portare l’umanità su Marte. I Marcianeros riescono a realizzare una serie di spedizioni sul pianeta rosso, ma ognuna di esse cessa le trasmissioni verso la Terra dopo l’atterraggio.
Il racconto di Oesterheld mostra l’indagine e lo svelamento di questo mistero, muovendo dalla vita quotidiana dei due protagonisti – uomini comuni fra tanti specialisti – per andare prima in una base nascosta sotto i ghiacci dell’Antartide, poi in mezzo alle furiose tempeste di Marte e infine in mezzo a una guerra interplanetaria.

Il soggetto è ricchissimo di spunti e ben incardinato nella tradizione della fantascienza del tempo e il coinvolgimento di persone ordinarie in vicende straordinarie aiuta l’immedesimazione – che i volti e i corpi di López facilitano grazie al suo stile naturalistico (Fig. 1). L’esplorazione di Marte è un luogo ricorrente della fantascienza fin dai promordi – topos che Oesterheld tratta con grande libertà e sprezzo delle conoscenze del tempo, immaginando viaggi di pochi giorni.

L’invasione aliena richiama la paranoia da Guerra Fredda, che aveva innervato tanta fantascienza statunitense del decennio precedente. Il suo sviluppo però dovette confrontarsi con i tanti impegni dei suoi autori: Oesterheld lavorò a Marcianeros insieme al fidato López fra il 1962 e il 1964; nel 1963 López passò le consegne a Julio Schiaffino, che a sua volta le trasmise a Di Benedetto l’anno successivo. Inoltre, parallelamente a questa, Oesthereld portava avanti altri racconti, in particolare quel Mort Cinder, che si sarebbe affermato come uno dei suoi capolavori. A soffrire è innanzitutto la compattezza del racconto, che non amalgama ma giustappone la componente avventurosa, dominante nella prima parte, e quella di satira sociale che informa la seconda.

I Marcianeros di Oesterheld e Lopez alla conquista di Marte
Fig. 1 – Héctor Germán Oesterheld, Francisco Solano López, Marcianeros, , p. 31.

La prima parte, dall’introduzione dei personaggi e dello scenario alle investigazioni e peregrinazioni dei protagonisti su Marte, procede con una sorta di spensierata leggerezza e accumula da subito una lunga serie di misteri e confronti con l’ignoto. L’esplorazione di Marte, fra tempeste violentissime che dal nulla compaiono e nel nulla ritornano in un momento e possibili rovine di civiltà antiche, aggiunge ai toni del giallo la suggestione della presenza di qualcosa di irriducibile all’umano, che sembra sfuggire alla nostra capacità di comprensione.

Raggiunto così l’acme del racconto, in modo lineare ma comunque efficace, il racconto cambia registro e l’avventura cede la scena alla satira sociale. Le aspettative suscitate nel prima parte vengono spostate ai margini della narrazione e i misteri lì allusi accantonati, per dare spazio alla rappresentazione di una società aliena, originaria del pianeta Kurno.
I kurniani invadono pianeti e distruggono civiltà e le immagini delle loro aggessioni vengono trasmesse in tutto il pianeta, proiettate su schermi pubblici. La popolazione assiste a queste cronache in una sorta di rito di massa, che alimenta l’identità comunitaria con la messa in scena della potenza e spietatezza del suo esercito.

Che questa rappresentazione satirica del rapporto fra informazione, politica estera aggressiva e controllo del consenso sia il tratto portante della seconda parte del racconto, emerge chiaramente tanto dalla discontinuità che lo porta in scena quanto dalla presenza invadente dei testi che accompagnano le immagini (Fig. 2).

Didascalie e dialoghi formano un continuo commento e sono in risonanza con l’enfasi dei comunicati dei commentatori kurniani: l’effetto risultante è la messa in evidenza dell’aspetto grottesco della situazione. Il finale è uno spunto di riflessione sulle ambiguità del rapporto fra popolo e potere, sul principio di responsabilità collettiva e su come una società possa arrivare a un tale stadio di crudeltà.

I Marcianeros di Oesterheld e Lopez alla conquista di Marte
Fig. 2- Héctor Germán Oesterheld, Francisco Solano López, Marcianeros, 001 Edizioni, p. 120

A differenza dei Loro, i responsabili dell’invasione della Terra nell’Eternauta, i kurniani sono ben visibili ed è attorno a loro che Oesterheld costruisce la sua satira. Mentre i Loro erano il Male, ineffabile, non rappresentabile e quindi non rappresentato, più principio ontologico che specie vivente, i kurniani sono nostri simili, con una organizzazione politico-sociale che sfrutta gli stessi meccanismi che vediamo agire quotidianamente. Ed è questo trattamento che apre le porte alla satira. La società kurniana è infatti una trasparente proiezione di quella umana.

Quelle che vediamo in azione sono la creazione del consenso e dell’identità tramite riti collettivi e l’aggressione verso l’esterno, l’ideazione di una “missione della razza” e l’ordinaria risposta umana ai drammi lontani trasformati in spettacolo, strumentalizzati e svuotati di ogni sentimento di pietà. Se al tempo i riferimenti potevano essere i regimi totalitari, il sempre più penetrante ruolo della televisione come strumento di creazione del consenso e la politica nazionalista (non solo quella argentina), nei Marcianeros è facile trovarne di contemporanei, cambiando attori, nazioni e scenari di crisi.

Distanti nel tono, le due parti del racconto condividono il trattamento dei personaggi, che li lascia al livello di ingranaggi senza caratterizzazione psicologica. Da notare che, soprattutto nelle prime pagine, i protagonisti soffrono anche di cambiamenti drastici nella definizione dei volti, con effetto straniante nella lettura (va comunque notato che anche L’Eternauta pativa di una simile disomogeneità). Superata questa fase di incertezza, risalta la sensibilità di Lopez: il suo stile ricco di tratteggi resta efficace nel rendere le emozioni intense e i suoi volti mantengono un naturalismo fascinoso, ma l’assenza di profondità dei personaggi li riduce a maschere.

I Marcianeros di Oesterheld e Lopez alla conquista di Marte
Fig. 3 – Héctor Germán Oesterheld, Francisco Solano López, Marcianeros, 001 Edizioni, p. 62.

Molto più coinvolgente risulta invece l’atmosfera creata lungo tutta la sequenza su Marte: Lopez riesce a trasmettere un senso di mistero e meraviglia attraverso i giochi di ombre, che arrichiscono paesaggi, oggetti e, punto fondamentale, alimentano l’ambiguità fra ciò che è elemento naturale e artefatto (Fig. 3).

Il Marte esplorato dai Marcianeros è un pianeta vivo, potenzialmente più vicino al Solaris di Lem che a quello della Golden Age à la Stanley Weinbaum: giocando con i campi, Lopez dà consistenza alla violenza delle tempeste e al senso di smarrimento degli esploratori terrestri, spersi nelle grandi pianure spazzate dalle raffiche di vento, disorientati di fronte a formazioni rocciose che richiamano architetture o spaventati dai mostri da incubo che si trovano ad affrontare.

Nella seconda parte, Schiaffino e di Di Benedetto mantenengono una sostanziale continuità stilistica con Lopez, dando più spazio ai contrasti fra bianco e nero. L’invasione kurniana della Terra sfrutta enormi sfere tentacolari: mostrate sempre dal loro lato in ombra, danno la sensazione di una grande marea nera che dilaga attraverso il territorio. Il nero domina anche le immagini del pianeta Kurno, che risulta immerso in un’atmosfera che da cupa diventa malata: gli occhi spalancati dei kurniani – le fattezze dei quali differiscono grandemente da come li aveva raffigurati Lopez – comunicano la morbosità disturbante della situazione.

I Marcianeros di Oesterheld e Lopez alla conquista di Marte
Fig. 4 – Héctor Germán Oesterheld, Francisco Solano López, Marcianeros, 001 Edizioni, p. 111.

Marcianeros resta un’opera interessante perché suoi i tanti spunti offrono una sintesi degli interessi di Oesterheld, delle capacità di Lopez, e, visti i contributi di Schiaffino e Di Benedetto, ci ricorda l’alto livello della scuola di disegno argentina degli anni ’50 e ’60; ma la sua disomogeneità, più ancora che l’incompiutezza, la collocano fra le opere minori del maestro argentino, che, ricordiamolo, nel giro di pochi anni aveva creato gioielli quali Ernie Pike, L’Eternauta, Sgt. Kirk e Mort Cinder.

Perfettamente calata nel suo tempo, la lettura di Marcianeros deve essere affrontata con la consapevolezza della sua collocazione storica: sradicata dal suo contesto, l’abbondanza di didascalie e il trattamento della relazione fra propanganda, potere e identità indicherebbero un’ingenuità del tutto assente nell’opera, portando a un fraintendimento fondamentale dell’opera. Utilissimo, per aiutarci in questa opera di ricollocazione, la prefazione e le note biografiche degli autori, curate da Fernando Ariel García, che inseriscono Marcianeros nel percorso artistico e biografico di Oesterheld e Lopez e del fumetto argentino.

Infine, segnaliamo la copertina realizzata per questa edizione da , che nella composizione plastica delle forme cattura e restituisce la componente epica dell’avventura e nei suoi cromatismi caldi lo spirito dei protagonisti.

Abbiamo parlato di:
Marcianeros
Héctor Germán Oesterheld, Francisco Solano López, Julio Schiaffino, Di Benedetto
Traduzione di Juan Scassa
001 Edizioni, 2018
136 pagine, brossurato, bianco e nero – 24,00 €
ISBN 9788871820040

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