Hellbalzer Rinascita #1 (Oliver, Moritat)

John Constantine torna a Londra. Trova vecchie conoscenze e nuovi intrighi. Ma le emozioni scarseggiano mentre abbonda il manierismo.

Hellbalzer Rinascita #1 (Oliver, Moritat)Resta poco dalla lettura dei primi quattro episodi di HellbazerRinascita, firmati da (testi), Moritat (disegni e colori) e Andre Szymanowicz (colori), che propone in questo primo albo. E per fortuna la casa editrice non si è limitata, come per altre testate, ad offrire il solo debutto della serie, decisamente il più debole del gruppo.
Se l’impatto visuale annuncia (minaccia?) una certa infantilizzazione, immergendosi nella lettura, scopriamo che il racconto si fonda su manierismi. Le parolacce e i commenti cinici, l’eterna silk cut pendente all’angolo della bocca, il trench e l’espressione disincantata, gli sguardi e le parole indirizzate al lettore: questo il repertorio che, in assenza di una sfida che coinvolga ed emozioni, finisce per invadere la scena. È come se il racconto si preoccupasse di dichiarare continuamente “John Constantine, John Constantine“, confondendo l’identità del personaggio con i suoi segni caratteristici. Certo, ci sono demoni e creature da chissà dove, Swamp Thing e (in una comparsata imbarazzante) la JLA, ma alla fine ci troviamo in mezzo a storielle innocue, con momenti zoppicanti (lo scontro col demone Nybbas riesce ad essere contemporaneamente lungo e frettoloso).
Chiuso l’albo resta la luce delle tavole con protagonisti Swamp Thing e Mercury (ah, il viso della ragazza!). Di Londra nessuna traccia. Ed è un ulteriore spreco.
Paradossalmente, siamo di fronte a un vero e proprio inizio: si chiama “John Constantine” ed è per tutti, ragazzini compresi.

Abbiamo parlato di:
Hellbalzer Rinascita #1
Simon Oliver, Moritat
Traduzione di Nicolò Cavicchi
RW Lion, maggio 2017
96 pagine, spillato, colori – 9,95 €
ISBN: 9788893516563

Hellbalzer Rinascita #1 (Oliver, Moritat)
La sottotrama centrata su Swamp Thing e Mercury regala tavole piene di luce (diamo il giusto merito a Andre Szymanowicz), emozioni variegate e (forse) un mistero più intrigante della storia principale.
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