Gunslinger Girl #1/2

Yu Aida Shin Vision, Nov. 2004/Gen. 2005 - 192pp. B. b&n e col. - 4,90euro
Articolo aggiornato il 03/11/2015

Gunslinger Girl #1/2The girl has a mechanical body. Howevere, she is still an adolescent child.

Le parole che campeggiano in copertina sui primi due albi di questa nuova proposta condensano i temi, ma anche l’atmosfera malinconica della serie.
Italia, ai giorni nostri. Dietro la denominazione di Ente Pubblico per il Benessere Sociale, ufficialmente preposto all’assistenza dei disabili, si cela una apparato dei servizi segreti la cui esistenza è nascosta ai più. Il suo compito è svolgere per conto del governo i lavori più “sporchi”. Per eseguire fisicamente questi compiti, vengono prelevate segretamente bambine disabili a cui viene donato un corpo meccanico e a cui viene cancellata la memoria mediante l’uso di farmaci, in un processo chiamato “condizionamento” che ne riduce notevolmente la capacità mnemonica e l’aspettativa di vita. Queste ragazze, chiamate in maniera fredda e impersonale “corpi”, vengono impiegate in missione in coppia con un agente più anziano, chiamato “fratello”, che le controlla, le istruisce e ne decide il condizionamento.

Gunslinger Girl #1/2Le premesse di questa serie sono volutamente alienanti e sottilmente disturbanti, anche grazie ad una narrazione lenta e dilatata ed a un tratto fatto di linee leggere e di tavole avvolte di grigi retini. Queste bambine prive di memoria, addestrate a utilizzare ogni tipo di arma, in possesso di un corpo fortissimo e destinate ad essere prima di tutto strumenti nelle mani del governo, nonostante dentro di esse si sentano ancora fanciulle, offrono più di un momento di riflessione; non è difficile immaginare un accostamento con l’orrore dei bambini soldato utilizzati in alcuni paesi del terzo mondo, ma anche con assurdità proprie della nostra “civiltà” occidentale, quando dietro l’immagine del soldato ipertecnologico, che le ultime guerre cercano di trasmettere, si scoprono ragazzi e ragazze appena usciti dalla scuola, costretti a diventare adulti con un fucile in mano, spesso come unica alternativa ad una vita di miseria. Con questi pensieri in testa, la creazione di fantasia dell’autore Yu Aida assume contorni ancora più inquietanti.
Con una sottile e amara ironia, è da notare come si debba arrivare al Giappone per vedere una storia ambientata in Italia, che tocca, tra l’altro, pur non essendo l’argomento di spicco, temi che potremmo definire “delicati”, dai servizi segreti, ai chiari riferimenti, anche se comprensibilmente attenuati nell’edizione italiana, a movimenti secessionisti di estrema destra.

Nei due volumi finora pubblicati vengono raccontate sia alcune missioni, tutte incentrate nella lotta contro questo fantomatico Movimento della Quinta Repubblica, sia momenti in cui vengono analizzati più da vicino la vita e i sentimenti di queste bambine-soldato e dei loro “fratelli”. I vari protagonisti vengono caratterizzati in maniera interessante e non banale, e l’accento viene spesso posto sullo stretto rapporto che si crea tra le coppie in missione. Stupisce così il contrasto tra la letale efficacia in missione di queste ragazzine, e i loro sentimenti, in alcuni casi di tenero innamoramento, in altri di distacco verso i loro “fratelli”. Queste bambine strappate alla loro giovinezza e alla loro vita per sempre, hanno sogni, speranze, aspettative per il futuro? Il condizionamento a cui vengono forzatamente indotte, quanto sottrae del loro vero essere?

Un quindi non banale, da cui è stata tratta anche una serie animata, ben raccontato e supportato da disegni efficaci, a tratti incerti, ma sempre d’atmosfera. Un fumetto che, soprattutto a livello grafico, può essere avvicinato a titoli più spiccatamente shojo, ma che nasconde anche dei livelli di lettura più profondi, quasi sotterranei alla narrazione, sempre presenti, ma mai invasivi. Un equilibrio degno di nota.

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