Greedy Flower #4: l’assenza che genera i mostri

Nel quarto volume di Greedy Flower, serie creata da Alessandra Patanè, entriamo nel dolorosi ricordi che tormentano il passato dei protagonisti.

Greedy Flower #4: l'assenza che genera i mostri

A Vioska, città dei fiori, il malvagio Kurobo attende con ansia che uno dei suoi boccioli riveli la sua avida natura, anche a costo di sacrificare tre innocenti: una bambina, Moo, e due giovani non morti, Keo e Jeko. Privati dei loro ricordi e della loro identità i protagonisti di Greedy Flower rubano alle loro vittime corpo, anima e memorie, allo scopo di fornire energie utili ai loro padroni, i robo, divisi a loro volta da una lotta intestina.

Il quarto volume della serie ideata da e pubblicata da si presenta ricco di rivelazioni sul passato dei protagonisti e rappresenta una svolta inaspettata nella trama di Greedy Flower. Svelare i retroscena che contraddistinguono i ricordi e il vissuto dei personaggi di una serie può rivelarsi controproducente per lo sceneggiatore visto che, a volte, si corre il rischio di rallentare troppo lo sviluppo del racconto. La struttura a cui l’autrice affida i nuovi episodi della serie eludono in modo intelligente questo problema, dividendo in due archi narrativi i flashback di Keo e Moo e giocando abilmente sulla natura dei loro ricordi.

Greedy Flower #4: l'assenza che genera i mostriKeo infatti non rammenta il passato, ma è prigioniero di una fantasia idilliaca che la sua mente ha creato per sfuggire ad alcuni dolorosi ricordi. Moo invece recupera la memoria grazie ad un braccialetto che lei stessa ha realizzato e nel quale l’ha nascosta e custodita. La scelta di queste soluzioni narrative non sembra essere casuale, ma sembra basata su due meccanismi classici della psiche infantile: il rifiuto della realtà e la fuga in un mondo immaginario perfetto nel caso di Keo e il ricorso ad un oggetto transizionale, un bene-rifugio che rassicura e rende autonomi, nel caso di Moo.

Greedy Flower #4: l'assenza che genera i mostri

L’alternanza tra i due flashback paralleli riesce ad assicurare una buona coerenza tra forma e contenuto, mentre la leggibilità e la fluidità del racconto sono garantite dalla scelta di contraddistinguere i due differenti archi narrativi, grazie al colore di sfondo delle pagine: bianche per Keo, virate al nero per Jeko e Moo. Pesano forse sulla scorrevolezza del racconto i complessi riferimenti alla natura dei poteri dei robo e dei protagonisti, anche se a questo scopo l’autrice ha inserito delle pagine esplicative alla fine di ogni capitolo.

Greedy Flower #4: l'assenza che genera i mostriLo stile cartoonesco dell’autrice alleggerisce i passaggi più drammatici della trama e, nello stesso tempo, rafforza le sequenze umoristiche caratterizzate da una comicità molto fisica e da soluzioni grafiche che ricordano il fumetto orientale. La stessa gabbia e lo studio e l’utilizzo delle vignette, specie nelle tavole ricche di azione, sfrutta le soluzioni tipiche del manga. Greedy Flower affronta con delicatezza e proprietà del mezzo le più profonde paure dei bambini, l’incomunicabilità con gli adulti e il distacco traumatico dai genitori, la cui razionalità sopita ha infine trasformato in mostri i loro stessi figli.

Abbiamo parlato di:
Greedy Flower #4
Alessandra Patanè
Shockdom, 2015
128 pagine, brossurato, bianco e nero – € 7.00
ISBN: 9788896275665

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