I Grandi Classici Disney: ministoria di una testata

In occasione del restyling de I Grandi Classici Disney, analizziamo origini ed evoluzioni della testata.

I Grandi Classici Disney: ministoria di una testataEra il 1957 quando Mario Gentilini, allora direttore di Topolino, decise di proporre nelle edicole italiane una nuova rivista disneyana, I Classici, pensata essenzialmente come l’equivalente degli Oscar Mondadori. Dalla foliazione maggiorata rispetto al settimanale e con un sommario tutto a fumetti, proponeva ai lettori un prologo, un epilogo e delle brevi pagine di raccordo per creare un meta-contesto narrativo nel quale inserire le avventure come se fossero capitoli di un unico romanzo.

Questa impostazione, che è stata recentemente ripresa dalla Panini Comics per la testata Topostorie, venne utilizzata per tutta la prima serie, durata 71 uscite (di cui solo gli ultimi 13 con il numero indicato sulla costa) e per buona parte della seconda, attualmente ancora in edicola. Questa struttura era, però, al servizio dell’idea di fondo di ciascun numero: proporre storie con un tema comune.
Da qui i titoli per i 71 volumetti della prima serie e per i primi 181 della seconda : in particolare le uscite dispari di quest’ultima erano dedicate alla ristampa più o meno integrale (1) di quelli della prima serie: titoli come I gialli di Topolino o Il miliardo, per esempio.

Grandi parodie

I Grandi Classici Disney: ministoria di una testataI meriti de I Classici sono, però, duplici: da un lato portano all’attenzione dei lettori, in un formato di pregio rispetto al solito, i migliori fumetti disneyani dell’epoca, e dall’altro istituzionalizzano il concetto di “parodia ”. Due dei primi tre numeri, infatti, presentano a sommario le versioni disneyane di classici della letteratura, da cui l’idea del titolo del primo volume, I Classici di Walt Disney (1957), che diventa anche il titolo della testata, mentre il terzo esplicitamente recita Le Grandi Parodie Disney (1959).

Questa tradizione, conclusasi ufficialmente con il 181esimo numero della serie (1991), venne in realtà ereditata dagli albi di ristampe proposti dalla Walt Disney Italia a partire dagli anni Novanta del XX secolo.

Dalle storie da incorniciare alle Superstar

I Grandi Classici Disney: ministoria di una testataIl primo passo è su Paperino Mese, in particolare quando, a partire dal numero 169 del luglio 1994 venne proposta una struttura più in stile magazine per la rivista, con le storie intervallate da articoli introduttivi di Marco Iafrate, Santo Scarcella e (2) . In particolare nel sommario venivano proposte le così dette “Storie da incorniciare“, avventure scelte soprattutto per una difficoltà nel reperirne le edizioni precedenti, ristampe incluse.

Nel frattempo I Grandi Classici Disney, che aveva esordito nel giugno 1980 con periodicità all’inizio variabile, si era stabilizzato a novembre 1990 su una periodicità mensile e con una foliazione ricca (3) , ma senza particolari distinzioni a parte il numero delle pagine.
Il recupero di ottime storie italiane e straniere, per la maggior parte di minore reperibilità, permise alla rivista di proseguire con un buon successo, fino a che in poco più di un anno il mensile non venne parzialmente ripensato grazie alla collaborazione di Luca Boschi.

I Grandi Classici Disney: ministoria di una testataCon il numero 209 dell’aprile 2004 fanno il loro esordio le “Storie preziose“, oggi chiamate “Storie superstar“, che riprendono le “Storie da incorniciare” del Paperino Mese di dieci anni prima. In questo modo i lettori hanno una sorta di rivista dentro la rivista con il non marginale pregio di riprodurre l’idea tematica dietro la prima serie de I Classici Disney.

Le storie, infatti, vengono scelte non solo per la difficoltà nel reperire l’ultima ristampa o una sua specifica edizione, ma anche per essere accomunate da uno stesso tema di fondo. È un piccolo ritorno alle origini, cui dà una mano anche , copertinista della testata a partire dal numero 222 del maggio 2005 che si concentra sulla storia di apertura, spesso e volentieri di Romano Scarpa.

Si potrebbe in effetti affermare che il progetto dell’omnia scarpiana pubblicata da Disney Italia con la collaborazione del Corriere della Sera sia iniziato proprio sulle pagine de I Grandi Classici, rivista che, dopo 350 numeri, viene ripensata per foliazione, formato e impostazione, ripartendo con un nuovo numero 1 da L’inferno di Topolino, quasi a ribadire la storia da cui proviene il fumetto disney italiano in generale e la rivista in particolare.


Note:
  1. Vedi Vintage Comics per dettagli e curiosità 

  2. Un primo esperimento era già avvenuto sul numero precedente, il 168, celebrativo del 60.mo compleanno di Paperino e meritevole non solo per le ottime ristampe, ma anche per segnare l’esordio in Italia di Don Rosa con la pubblicazione de Il genio del compleanno 

  3. 460 pagine per i primi numeri per poi passare a circa 380 dell’epoca fino alle 320 circa attuali 

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