Golem: una storia di resistenza

Francesco Artibani e Werther Dell’Edera realizzano un inno alla volontà di riscatto, tra realtà storica ed elementi fantastici, su Le Storie #49.

Nella Praga del 1942, in piena seconda guerra mondiale, l’esercito tedesco ha preso il controllo e porta avanti la spietata repressione nazista ai danni degli ebrei presenti in città, che vengono quotidianamente arrestati, torturati e mandati nei campi di concentramento.
Tra di essi c’è Radek, un medico che grazie a falsi documenti riesce a non farsi perseguire e che nasconde in un rifugio diversi ebrei difendendoli dai rastrellamenti, ma vorrebbe poter fare di più per cancellare il dramma che ha colpito il suo popolo.
È da questo sentimento di rivalsa e di ricerca di una giustizia che prende avvio Golem, pubblicata su #49, dove i fatti storici si intersecano con la mitologia.

Golem: una storia di resistenza

L’eroe che ci salverà

Per la sua storia riprende un’antica leggenda incentrata su un essere creato da un rabbino della Praga del XVI secolo per difendere il popolo ebreo da qualunque pericolo lo minacciasse. A metà tra un mostro di Frankenstein e un supereroe, quindi, il Golem è un simbolo di protezione e salvezza ed è proprio così che lo sceneggiatore lo introduce, immaginando il suo risveglio durante uno dei periodi più drammatici per gli ebrei.

Golem: una storia di resistenzaIl ritorno del Golem ha quasi il sapore di quello dei supereroi dopo una lunga assenza dalle pagine dei rispettivi albi a fumetti: fatto risorgere grazie a un vecchio che crede in lui al punto da convincere Radek a compiere il rito che lo può riportare in vita, e permeato da quell’aura sospesa tra mito e realtà, può infatti ricordare quella dinamica.
Anche la descrizione del Golem stesso lo ricollega, soprattutto nell’atteggiamento, alla figura del classico eroe in costume: è fermamente deciso a difendere le persone più deboli, è forte, non ha paura, non sente il dolore e si butta a testa bassa in combattimenti e azioni bellicose.

Se si volesse andare più nello specifico, si potrebbe addirittura osservare nel gruppo di protagonisti un chiaro parallelo con i Fantastici 4: se il Golem è ovviamente riconducibile alla Cosa e Radek ricorda il dottor Reed Richards, la sua fidanzata con il fratello fanno pensare a Susan Storm e alla Torcia Umana.
La presenza di un burattinaio – anche graficamente simile all’omonimo villain dei Fantastici 4 – e della figlia finta cieca (che rimanda ad Alicia Masters, la ragazza non vedente innamorata della Cosa), in aggiunta al fatto che Ben Grimm (la Cosa) è riconosciuto come il primo supereroe ebreo, completano il quadro dei possibili riferimenti al fumetto di Stan Lee e Jack Kirby.

Ma si farebbe un torto alla sceneggiatura di Artibani se si appiattisse quest’idea al solo parallelo con l’epos del supereroe. Il Golem rappresenta un’utopia, una bellissima idea visionaria alla quale persone disperate sono disposte a rimettersi per avere la forza di tenere duro. Di fronte a una malvagità così assoluta e folle, dinnanzi a orrori così forti e assurdi, non è così strano voler credere in una soluzione impossibile.
Artibani risponde alla domanda: e se quell’assurda speranza fosse concreta?

Golem: una storia di resistenza

Un eroe impossibile

La complessità di Golem si ravvisa però nello svolgimento della trama, e nella descrizione realistica e credibile di un evento fantastico come l’apparizione del mostruoso paladino.
Come conseguenza di questa svolta, i militanti ebrei che cercando di indebolire il fronte nazista con piccoli attentati e sabotaggi vorrebbero che Radek desse vita a diverse copie del Golem, per poter sovvertire le sorti del conflitto nel modo più deciso; e di fronte alle titubanze del medico, non esitano comunque a trasformare l’essere in una specie di “soldato” al loro servizio.

Ma per quanto inizialmente il Golem sembri un involucro privo di sentimenti e guidato solo dagli ordini di chi gli ha dato vita, subito dopo il climax finale il personaggio che dà il titolo all’opera rivela una natura ben più sfaccettata e distaccata da quella meramente umana. Si perdoni un nuovo riferimento al fumetto supereroistico americano, per quanto in questo caso “sui generis”: il Golem delle ultime pagine appare simile al Dottor Manhattan del Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons, nelle sue serafiche riflessioni sulla natura umana e sul suo bisogno di guerreggiare, realtà e atteggiamenti che non lo toccano per nulla.

Artibani riesce a raccontare uno spaccato credibile della seconda guerra mondiale introducendo un elemento dissonante perché irreale, capace allo stesso tempo di consegnare al lettore una morale significativa, che ha il solo difetto di essere ormai banale ma che viene gestita senza retorica grazie alla sceneggiatura pulita dell’autore.

Golem: una storia di resistenza

Vignette di Praga

Golem: una storia di resistenzaWerther Dell’Edera è il disegnatore incaricato di trasformare in immagini la sceneggiatura di Artibani.
Il risultato sono centoundici tavole caratterizzate da uno stile azzeccato, senza dubbio realistico secondo tradizione bonelliana ma dotato in alcuni casi di una sintesi grafica, soprattutto per i volti, che aggiunge appeal alla resa estetica complessiva.
I chiaroscuri sono molto importanti, nelle vignette di Dell’Edera: tra ambientazioni notturne e luoghi chiusi, infatti, le ombre hanno una grande importanza nell’economia narrativa e i neri pieni abbondando quindi nelle tavole, bilanciandosi però bene per rendere sempre comprensibile la scena.

La regia delle vignette è sempre interessante: l’inquadratura raramente è banale, preferendo concentrarsi su diversi punti di vista o su dettagli secondari che rendono più dinamico quanto viene rappresentato.
L’abilità del disegnatore esplode completamente nelle ultime tavole, dove aumenta l’azione e nelle quali Dell’Edera realizza una quadrupla di grande effetto e vignette di combattimenti di grande drammaticità.

Un lavoro grafico che accompagna nel modo migliore la sceneggiatura di Artibani, formando un fumetto intenso e capace di toccare diverse corde partendo da un argomento non certo tra i più semplici.

Abbiamo parlato di:
Le Storie #49 – Golem
Francesco Artibani, Werther Dell’Edera
, ottobre 2016
115 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,80 €
ISSN: 9 772281 008006 60049

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