Giuseppe Ricciardi: Vedi Napoli Comicon e…

Giuseppe "Iko" Ricciardi sarà al Napoli Comicon dove presenterà "Il sogno di Anja", volume cartonato che ripropone alcune storie di Brendon.

Giuseppe Ricciardi: Vedi Napoli Comicon e...

Giuseppe Ricciardi, napoletano, nato nel 1974, ha esordito professionalmente inchiostrando alcuni episodi di Billiband, scritti da Giuseppe De Nardo e disegnati da Daniele Bigliardo per la Casa editrice Universo. Alterna, a quella di disegnatore, l’attività di docente presso la Scuola Italiana di Comics, per il cui tramite realizza una versione a fumetti della commedia di Eduardo De FilippoNatale in casa Cupiello, quindi viene contattato da Claudio Chiaverotti, che aveva esaminato alcune sue tavole di prova, per disegnare alcuni numeri di Brendon. In seguito realizza i disegni della saga fantasy Tenebre, sceneggiata da Christophe Bec.

Giuseppe Ricciardi: Vedi Napoli Comicon e...

Insieme a Giuseppe Franzella sei autore dei disegni de Il sogno di Anja, volume cartonato che ripropone alcune storie di Brendon. Come è cambiato il tuo stile rispetto alle storie pubblicate in questo volume?
Beh, è passato un po’ di tempo, lo stile si è evoluto, spero, come è normale che sia. Anche per le scelte di pubblicare in altri Paesi ho abbandonato un po’ gli “scuri” del fumetto italiano per lasciare più spazio al colore. Ritengo comunque Anja ritorna (Brendon #39; n.d.r.) una delle cose migliori da me fatte a livello di concept di ambientazioni, grazie anche alla libertà che all’epoca mi lasciò Claudio Chiaverotti.

Visto il tema di questo , che opinione hai della sempre crescente ibridazione del fumetto con altre forme di espressione artistica e comunicativa (cinema, TV, letteratura, teatro…)?
Se l’ibridazione porta lustro al fumetto e agli altri media ben venga. Così mi sembra al momento e non era  una  cosa   scontata. probabilmente  non tutto ciò che si fa su carta può essere esportato, ma ciò che vedo nella maggior parte dei casi mi piace.

Vedi Napoli e poi…?
Vabbè, ci vado spesso, vivo  in provincia. Magari sarebbe bello sapere cosa pensano gli autori stranieri, se riescono a soprassedere sulla brutta nomea.

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