G&G: Davide Barzi e Sergio Gerasi raccontano Giorgio Gaber

Omaggio-manifesto del Gaber-pensiero sulla società, a famiglia e il rapporto tra massa e individuo, questo fumetto è un atto d'amore verso una delle più importanti voci di sempre della società...
Articolo aggiornato il 16/04/2015

“[…]Sono sempre in arretrato su tutto e quanto mi è intorno lo osservo in funzione della canzone. Come il cinema, dove dovrei andare a distendermi e invece m’interessa il modo di muoversi degli interpreti, le inquadrature da poter usare in uno spettacolo, da poter ricordare per una interpretazione. Così un libro, un fumetto, una partita di calciobalilla. Perché tutto riconduco a esperienze personali, a sensazioni che ho avuto anche se raccontate in trame diverse.” (M.A. Teodori, “La giornata nera di Gaber”, Radiocorriere TV, 16-22/4/1967)

G&G: Davide Barzi e Sergio Gerasi raccontano Giorgio GaberA distanza di sette anni dalla scomparsa di , il suo pensiero, la sua fantasia e il suo profondo spirito anticonformista vibrano intatti all’interno della sua sconfinata produzione di testi teatrali e musicali, vero e proprio testamento spirituale per le generazioni future. Autore a tutto tondo, manifesto di una diversità che non è una malattia ma una normalità, attraversa gli anni settanta e ottanta, rifiutando masse e massificazione, contento di appartenere solo a se stesso, ponendo al centro della sua opera il tema dell’indipendenza.
Dopo gli esordi come musicista alle veglie di capodanno (1000 lire furono il primo compenso), il suo percorso artistico di chitarrista jazz e rock ( […] avevo avuto un’infanzia piena di malattie e di rotture di coglioni tra cui un infortunio ad una mano, usai la chitarra come sostegno e recupero […] da Rockstar, gennaio 1993″) lo porta a incrociare la strada di Adriano Celentano ed a unirsi alla band dei Rock Boys. Nel 1958 fa il suo esordio discografico con “Ciao ti diro'”, canzone scritta con Luigi Tenco, che gli vale la sua prima apparizione televisiva. Colto da un successo crescente, partecipa poi a diversi festival, vende migliaia di dischi e diviene il presentatore e l’ideatore di molte trasmissioni televisive che raccolgono grande consenso da parte del pubblico.

È sul finire degli anni sessanta, in un clima di grande fermento politico e culturale, che Gaber compie la sua svolta artistica. Maturando uno stile più aggressivo e politicamente impegnato, sposta il baricentro della sua carriera verso la dimensione teatrale, luogo che gli garantisce una maggiore libertà espressiva. Una scelta difficile, maturata dopo il successo della turnée con Mina, che coincide con l’abbandono della televisione e più generalmente dello star system.
Sull’onda di questo profondo rinnovamento nasce lo spettacolo “Il Signor G.” (dove G. sta per Gente) che inaugura il nuovo genere “Teatro Canzone”, vera e propria fusione tra musica, racconti e monologhi che esaltano l’ecletticismo di un autore alla conquista di una nuova dimensione espressiva. è nell’esperienza teatrale, che rappresenta l’apertura di un nuovo canale comunicativo verso la società italiana degli anni ’70, che Giorgio Gaber sviluppa poi il suo profondo senso critico, filtrato attraverso l’analisi della realtà che lo circonda, indirizzato a smascherare le contraddizioni nascoste nella società e nella politica.
Un’analisi, che proposta attraverso l’utilizzo di un approccio dialogico verso il pubblico, passa attraverso diversi registri interpretativi: ironico, tragico, introspettivo sino all’invettiva.

G&G: Davide Barzi e Sergio Gerasi raccontano Giorgio GaberÈ proprio dal percorso teatrale di Gaber che Davide Barzi e Sergio Gerasi traggono ispirazione. Prendendo per mano il lettore e introducendolo al meraviglioso mondo del Signor G. inseriscono discorsi, strofe e suggestioni Gaberiane in una struttura narrativa coinvolgente e di grande immediatezza.
Camminando in punta dei piedi tra testi indirizzati a insinuare “dubbi” sulla realtà circostante così come ci è stata raccontata e rappresentata, Barzi assolve efficacemente al compito (difficile, se non impossibile) di condensare il Gaber-pensiero diretto alla società, alla famiglia e al rapporto tra massa e individuo, immettendolo nella quotidianità fumettistica di una famiglia borghese.
Il Signor G. diviene allora “l’amico immaginario – grillo parlante”, del bambino G. (che qui è sinonimo della coscienza in formazione della “Gente del futuro”) e proprio tramite questa figura, che porta il lettore all’immedesimazione con la parte più pura e ricettiva del proprio io, che filtrano nel racconto gli interrogativi, le contraddizioni e il disagio dell’uomo riferito alla dimensione interiore e sociale, brillantemente esposti nei testi di Gaber.

Un cammino formativo che tocca diversi snodi salienti della produzione di Gaber, indirizzati alla costruzione di una coscienza libera e indipendente dall’ipocrisia generata dalla stratificazione delle convenzioni sociali.
Mantenendosi lontano da tematiche partitiche affrontate da Gaber in forma di critica verso una società incancrenita da anni di governo democristiano, che non tralasciano di sferzare la sinistra comunista e socialista, Barzi imbastisce un discorso dalle traiettorie estremamente coinvolgenti, attento a rispettare pause, tempi e accelerazioni del Gaber teatrale, grazie a una perfetta regia fumettistica.
Uno spettacolo che ruota attorno al bambino G., al suo progressivo scollamento dal conformismo familiare e sociale, che fa esplode la carica umanamente eversiva della poetica di Gaber e che culmina entrando nel tessuto scolastico e domestico con la sequenza degli stivaletti gialli – segno distintivo dei polli di allevamento – icona dell’annullamento dell’individuo all’interno dell’omologazione di massa.

G&G: Davide Barzi e Sergio Gerasi raccontano Giorgio GaberA completamento del perfetto impianto narrativo brilla poi l’ottima prova di Sergio Gerasi, densa di personalità, immersa in grigi suggestivi e ben calibrata nella sua progressione all’interno della storia. Tavole ricche di realismo che riflettono l’intensità concettuale-fisica del Signor G., elemento peculiare di un artista capace di filtrare le parole attraverso la sua mimica corporea, connotando significato e significante dei suoi monologhi. Una scelta stilistica estremamente efficace e vincente fin dalla cover che ritrae Gaber di profilo con il viso immerso nel buio del palco teatrale e attorniato da mani in movimento, a stringere l’aria e disegnare pensieri.
Di grande impatto, la rivisitazione delle copertine degli album di Gaber, che meglio contestualizzano le diverse opere legate al “Teatro Canzone” inserite all’interno degli otto capitoli del volume.

“G&G” edito da rappresenta un atto d’amore verso una delle più importanti voci della società italiana, un uomo determinato a percorrere contro corrente i suoi anni per affermare la propria libertà personale e intellettuale.
Una graphic novel che al termine della lettura, lascia un senso di amarezza nel constatare quanto sia ancora attuale e urgente la necessità di risvegliare le coscienze di una società che, malgrado il passare degli anni, si rispecchia sempre di più nel conformismo e nell’omologazione.

Abbiamo parlato di:
G&G
, Sergio Gerasi
Renoir Editrice, 2009
124 pagine, brossurato, bianco & nero, 12,50€
ISBN: 9788895261751

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