Un gangster ebreo

Un gangster ebreodi
Planeta De Agostini, 2007 – 144 pagg. b/n bros. – 9,95 euro
Per la Planeta De Agostini, la Campagna d’Italia val bene un grande vecchio del fumetto americano come Joe Kubert, e propone Un gangster ebreo, uscito in USA nel 2005. È la storia del giovane Ruby Kaplan, che negli anni della Grande Depressione a New York, per emanciparsi da un futuro di stenti e miseria, decide di tentare la scalata sociale entrando nell’underworld della criminalità ebraica. È una lettura in cui il déja vù aleggia sin dall’inizio, e con il procedere l’immaginazione non decolla, zavorrata da triti cliché da gangster movie. La grande ombra dell’Eisner della Trilogia si sente forte nelle ambientazioni e nelle soluzioni grafiche, come le splash pages, che suddividono i capitoletti. Ma Kubert, rimane comunque uno dei rari artisti ancora in vita ad aver vissuto in prima persona le disgrazie della Depressione, e ciò imprime un’aura di autenticità alle scene di vita di Brooklyn che rappresenta. Sul piano figurativo, il lavoro è di gran classe, e le scene d’azione, estremamente cinetiche, ci ricordano che il nostro è stato uno dei migliori disegnatori del fumetto seriale di guerra americano degli anni ’60. Peccato che il potenziale dinamico venga poi compresso negli spazi angusti delle 4 vignette per pagina del formato 14×20. Sanza ‘nfamia e sanza lodo. Limbo. (Alberto Zamattio)

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