“Il futuro dei webcomic. La parola ai lettori”: risultati sondaggio

Lo scorso maggio, Lo Spazio Bianco vi ha invitati a partecipare a un sondaggio intitolato “Il futuro dei webcomic. La parola ai lettori”. Siamo lieti di mostrarvi, dunque, i risultati...
Articolo aggiornato il 03/11/2015

Introduzione

Lo scorso maggio, Lo Spazio Bianco vi ha invitati a partecipare a un sondaggio intitolato “Il futuro dei webcomic. La parola ai lettori” nel quale vi abbiamo chiesto di dirci le vostre abitudini e le vostre idee sui webcomic attuali e su ciò che saranno. Siamo lieti di mostrarvi, dunque, i risultati che per molti versi si sono rivelati interessanti e talvolta inaspettati. C’è solo una premessa da fare: i dati che seguono hanno solo un valore indicativo. Essendo il sondaggio aperto a tutti e non applicato a un campione statisticamente elaborato, i dati non possono avere (né l’hanno mai preteso) un valore scientifico.

Pubblico, abitudini e gusti

Il pubblico dei webcomic è in larga parte maschile, come potete vedere dalla figura 1, supera i tre quarti del totale (77,6%). Il 64,3% dei lettori ha tra i 25 e i 40 anni, segue la fascia 18-25 a cui appartiene il 22,4%, gli over 40 sono invece l’ 11,2%. Il dato più interessante relativo a questo quesito è la percentuale di lettori sotto i 18 anni: appena il 2,1%. Alla domanda numero 18, vi abbiamo chiesto: «Ritieni che attraverso i siano conquistabili nuove fette di pubblico che il fumetto cartaceo non ha saputo conquistare?» Il 91,8% dei lettori ha risposto affermativamente: mettendo in relazione questa speranza/pronostico con il dato poco felice dei lettori under 18, ne risulta che almeno da un punto di vista anagrafico questa conquista di giovani lettori ad oggi non si è ancora verificata. L’annoso problema del ricambio generazionale non sembra per ora aver trovato nel web una risposta migliore di quella fornita dal fumetto cartaceo.

(Nella galleria che segue, così come nelle altre, potete consultare l’elaborazione grafica dei risultati elencati fino ad ora. Cliccare per ingrandire)

Proviamo a verificare se i webcomic sono riusciti a conquistare fette del pubblico di lettori di fumetti cartacei non assidui. Lo possiamo fare mettendo in relazione le risposte date alle domande 3 e 4. Come risulta dalla torta relativa alla domanda 3, il 26,5% degli intervistati legge 1-3 fumetti cartacei al mese. Analizziamo questo gruppo: il 44% dei lettori appartenenti a questo gruppo segue comunque più fumetti cartacei che webcomic; 30% dei lettori appartenenti a questo gruppo leggi un numero pari di fumetti cartacei e webcomic; il 26% dei lettori di questo gruppo leggono più webcomic che fumetti cartacei. Cifre che dimostrano che in un certo qual modo chi non legge mensilmente molti fumetti cartacei (tra uno e tre fumetti), nel 56% dei casi, tende a compensare con letture di webcomic. Le stesse cifre sul campione totale ci dicono, dunque, che il 7% degli intervistati dichiara di leggere più webcomic che fumetti cartacei, l’8% di leggere lo stesso numero di fumetti cartacei e webcomic. C’è quindi sul dato totale ancora un netto dominio dei fumetti cartacei, anche se il dato dei webcomic non è scoraggiante.

Più della metà degli intervistati (51,5%) legge webcomic in lingua straniera e l’ 87,9% di quanti hanno partecipato al sondaggio credono che sia importante per la crescita del mondo dei webcomic tradurre opere di autori stranieri.

Passando ai gusti del pubblico. È sotto gli occhi di tutti il proliferare di webcomic umoristici e il loro successo, nonostante ciò oltre i tre quarti degli intervistati (76,8%) legge webcomic non umoristici. Altro dato interessante è quello del tempo dedicato alla lettura: la fetta più grossa degli intervistati (il 35,4%) è disposto a dedicare alla lettura di un webcomic tra i 5 e i 10 minuti, l’11% meno di 5 minuti. La maggioranza quindi degli intervistati è pronto a dedicare al singolo webcomic oltre 10 minuti di lettura, nello specifico il 26,3% tra 10 e 20 minuti, il 27,3% oltre 20 minuti di lettura.

Webcomic e questione economica

Una delle questioni che più sta a cuore all’autore di questo articolo – e che ritiene essere il nodo centrale da cui dipenderà lo sviluppo futuro del mondo dei webcomic – è quella economica: riusciranno i webcomic a divenire redditizi e in che modo? Alcune ipotesi possono essere formulate sulla base delle vostre risposte.

L’80,8% degli intervistati ha dichiarato di aver acquistato volumi cartacei il cui contenuto era quasi totalmente già disponibile sul web. Di questi, il 61,6% dice di averlo fatto come forma di sostegno all’autore, il 25,3% perché preferisce la lettura su carta e il 13,1% per motivi di collezionismo. Emerge, dunque, una tendenza per cui il pubblico premia un autore per un lavoro già svolto. Sulla disponibilità del pubblico a ricompensare l’autore è ovvio che possono incidere anche elementi extrafumettistici come la sua capacità di gestire il pubblico di fan e relazionarsi con i lettori. Il secondo e il terzo dato, invece, ci dicono che la carta ha ancora un forte potere di attrazione e risponde sia a bisogni materiali (la lettura) che psicologici (il collezionismo) che il mezzo digitale non è ancora in grado di soddisfare.

Il 73,7% degli intervistati dichiarano di aver acquistato fumetti cartacei dal contenuto inedito di autori conosciuti attraverso i webcomic. È una percentuale molto alta che conferma ciò che è allo stesso tempo forza e limite del webcomic allo stato attuale: la sua natura di vetrina.

Solo un intervistato su cinque ha, invece, fatto donazioni a siti o collettivi di autori di webcomic. Ad oggi in Italia sembra mancare una predisposizione da parte del pubblico a sostenere un artista a scopo “gratuito”. Strumenti come Patreon che si sono affermati negli States – che prevedono una donazione mensile o una tantum per “stipendiare” l’autore e permettergli di essere nelle condizioni materiali per poter proseguire la sua produzione – ad oggi sembrano lontani dal funzionare nel nostro paese.

Più rilevante è invece il fenomeno del crowdfunding “classico”. Poco meno di un intervistato su tre ha dichiarato di aver partecipato a una campagna di crowdfunding. È una percentuale che non è bassa, tuttavia testimonia che un rapporto diretto creatore-lettore privo di intermediari è ben lontano dalla sua piena realizzazione. Il 35,7% ha donato tra 10 e i 20 €, il 21,4% ha donato tra i 6-10 €, 14,3% tra 1 e 5 €, il 14,3% tra 20 e 30 € e il 14,3% oltre i 30 €.
Il 92,6% delle campagne a cui gli intervistati hanno partecipato hanno avuto successo.

Una percentuale significativa che indica una possibile strada da seguire per guadagnare senza passare al cartaceo è quella del merchandising. Il 24,2% dei partecipanti al sondaggio dichiara di aver acquistato oggetti di merchandising.

Mentre la percentuale di quanti almeno una volta hanno acquistato webcomic da piattaforme digitali è appena del 33,3%, a riprova che sul web impera la legge della gratuità.

Considerazione dei webcomic e possibili sviluppi futuri

Nel sondaggio è stato chiesto ai lettori di dare un voto da 1 a 5 per giudicare a che stadio della propria evoluzione è il mondo dei webcomic, dove 1 stava per “i webcomic sono solo all’inizio e non hanno sfruttato per nulla le proprie potenzialità” e 5 stava per “i webcomic hanno già raggiunto una piena maturità”. La media voto è risultata essere 2,58. Il 37% degli intervistati ha votato 3, la stessa percentuale ha votato 2, il 14% ha votato 4, l’ 11% ha votato 1, solo l’1% ha votato 5.

Con criterio simile, gli intervistati hanno indicato con un voto da 1 a 5 l’importanza di determinate caratteristiche in un webcomic. La caratteristica più richiesta è la capacità di esplorare e sperimentare il mezzo (con un voto medio di 3,85). Al secondo posto è la proposta di temi e generi che faticano a trovare un pubblico nel mercato tradizionale (con un voto medio di 3,5). “Essere divertente” e “affrontare tematiche importanti” sono rispettivamente al terzo e al quarto posto con una media voto di 2,87 e 2,42.

Più della metà degli intervistati (54,5%) considera i webcomic in media non inferiori per qualità ai fumetti cartacei. Nonostante ciò per il 50,5% di essi il fumetto cartaceo resta la vera consacrazione per un autore.

Per una percentuale altissima (il 93,9%) le case editrici italiane dovrebbero guardare maggiormente alla rete e fare scouting attraverso di essa. La percentuale di quanti credono però che gli editori cartacei italiani avvieranno la produzione di propri webcomic sull’esempio di quanto fatto in Francia e negli Stati Uniti è del 58,6%.

Per concludere, una percentuale piuttosto alta degli intervistati (il 39,4%) sono dell’idea che in futuro il fumetto digitale sostituirà quello cartaceo e che nell’industria del fumetto si verificheranno processi simili a quelli registrati nell’industria della musica.

 

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