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Il futuro della boxe meccanica: Levius di Haruhisa Nakata

Può la poesia celarsi in un manga incentrato su scontri all'ultimo sangue tra uomini potenziati meccanicamente? Levius potrebbe essere la risposta.

Levius, scritto e disegnato da Haruhisa Nakata e pubblicato in Giappone da Shogakukan sulla rivista Ikki, è un seinen che si inserisce nella lunga tradizione dei di combattimenti, al cui interno si distingue per alcune caratteristiche peculiari.

Il futuro della boxe meccanica: Levius di Haruhisa NakataSono presenti elementi tipici di questo genere di fumetto: l’epica della forza di volontà come volano per superare i propri limiti, dell’autodeterminazione e dell’onore tra avversari, la metafora dello scontro fisico come scontro ideologico e morale, la presenza di una struttura piramidale di potere da scalare. Allo stesso tempo introduce elementi meno comuni, a partire dal tono a tratti malinconico con pause lente e riflessive, o da un protagonista antieroico, quasi dimesso nei suoi atteggiamenti, o infine il relativamente scarso spazio riservato al combattimento vero e proprio.

Siamo nel XIX secolo della Nuova Era, in un mondo alternativo di stampo steampunk in pieno sviluppo tecnologico grazie alla forza del vapore. Levius è un ragazzo sopravvissuto alla guerra: ha vissuto la distruzione della sua città, l’orrore e la violenza. Il conflitto bellico gli ha tolto un braccio e ha ridotto sua madre in fin di vita. Senza familiari più stretti con cui vivere, viene affidato allo zio paterno e alla nonna che abitano nella tentacolare capitale imperiale. Qui una visione gli indica il suo destino: diventare un atleta del pugilato meccanico, una disciplina di lotta tra uomini dotati di innesti artificiali. Quello che per Levius è la disperata rincorsa di un sogno assume contorni politici quando si trova di fronte un combattente dell’Amethyst, una forza bellica privata che mise fine alla guerra grazie alla sua superiorità tecnologica e che venne sciolta subito dopo perché non rappresentasse un futuro pericolo per l’impero.

L’elemento politico da una parte permette alla storia di divagare ed espandere i limiti di un comune shonen di combattimenti, dall’altra introduce un cattivo talmente sui generis ed eccessivo, il Dottor Clown Jack Pudding, da risultare fuori posto rispetto all’atmosfera quasi compassata ed elegante del resto del fumetto. Un contrasto probabilmente cercato dall’autore, ma che risulta a tratti stridente.

La narrazione riesce a essere profonda e attenta ai sentimenti dei protagonisti, pur concedendo pochi tempi morti e creando una tensione palpabile negli scontri, psicologici e fisici, tra i personaggi e la minaccia dell’Amethyst. Grande spazio è dedicato all’enfasi relativa al codice d’onore di Levius, al suo senso di giustizia e all’epica dei lottatori, per i quali la morte in arena è una condizione migliore della semplice sconfitta. Per un manga di combattimenti, questi ultimi sono relativamente pochi. Là dove in altri fumetti essi sono degli elementi attivi di avanzamento della trama, in questo sono i dialoghi e le didascalie a supportare il lettore nel percorso del protagonista, giovandosi di un linguaggio ricco ed evocativo.

Il futuro della boxe meccanica: Levius di Haruhisa Nakata

Il segno di Haruhisa Nakata è raffinato e molto dettagliato. Le linee sono sottili, i neri occupano lo spazio minimo indispensabile lasciando campo a un bianco etereo e accecante e al grigio dei retini. I volti sono curati nel particolare, belli e lievemente androgini. Le muscolature sono solide e credibili, massicce e guizzanti.

Il livello di dettaglio è inalterato sia per le figure in primo piano che per gli sfondi, lasciando che gli occhi si perdano senza focalizzarsi su un elemento o su un altro. Quando l’autore vuole invece evidenziare un particolare adotta come tecnica quella di sfumare il disegno degli sfondi per rendere così per contrasto più definito ciò che sta in primo piano. Questo stratagemma viene utilizzato non solo per rendere più chiara la disposizione degli elementi nella vignetta ma diviene un elemento narrativo vero e proprio, volto a evidenziare non più unicamente la visione prospettica ma a porre l’accento su determinati elementi della vignetta a discapito gli altri, simulando una sorta di movimento di camera e di messa fuoco selettiva in base alle esigenze del racconto.
Per esempio, pur ripetendo due volte affiancata la stessa vignetta, l’autore guida l’attenzione del lettore da quanto avviene in primo piano a ciò che avviene dietro, evidenziando la mancanza di attenzione di Levius (in secondo piano) rispetto al chiacchiericcio di suo zio (in primo piano) sfocando quest’ultimo e facendo risaltare lo sguardo distratto del ragazzo.

Il futuro della boxe meccanica: Levius di Haruhisa NakataNelle scene di combattimenti la cura per gli ambienti lascia spazio a vignette dallo sfondo bianco, ponendo i duelli sopra un ideale palcoscenico che permette di esaltarne i movimenti, la forza dinamica di scontri violentissimi e rapidi. Il segno grafico evidenzia, attraverso linee cinetiche brevi e spezzate, flussi di vapore che accompagnano i combattenti e un effetto di movimento reso sempre con la tecnica della sfumatura, la bellezza e la forza archetipa dei gesti. Viene posta attenzione più alla tensione emotiva che alle singole mosse e contromosse, e chi si aspetta scontri dove la tattica e la cura dei colpi la facciano da padrone potrebbe rimaner deluso.

L’autore si concentra quindi più sull’atmosfera, sui pensieri dei lottatori e di chi sta intorno.
Gli scontri sono rappresentazioni fisiche di lotte morali e di volontà in contrasto, segni tangenti di rivalsa e spirito di giustizia, rabbia che esplode in attimi di innegabile potenza che, da soli, raccontano uno scontro per sottrazione e per fascinazione.

A risultare sacrificato, parlando di topoi del genere, è il percorso di crescita dei personaggi: la scoperta e il relativo superamento dei loro punti deboli, il percorso di allenamento – spesso strumento per approfondire le loro caratteristiche e per intessere trame secondarie.
Levius appare da subito forte e determinato e si ritrova, nel giro di due incontri ufficiali e un paio di scontri, a combattere contro la letale e potentissima esponente dell’Amethyst; l’ingegnere che si occupa della protesi di Levius, Bill Winberg, viene presentato immediatamente come un professionista di incredibile abilità e sangue freddo; Jack Pudding è un cattivo cattivissimo e un pazzo affamato di potere.
Così gli unici personaggi che compiono un arco narrativo, se non di crescita quantomeno di svelamento della loro essenza, sono lo zio e allenatore di Levius, all’apparenza superficiale, inetto e poco utile alla causa, e il pugile meccanico Hugo Stratos, inizialmente rivale designato di Levius che incarna nella storia lo spirito orgoglioso dei lottatori.

Il futuro della boxe meccanica: Levius di Haruhisa Nakata

Levius termina in questi tre volumi ma è una fine di facciata che in Giappone è concisa con la chiusura della rivista che ospitava la serie e il conseguente cambio di editore. La nuova serie chiamata Levius/est, edita da e tuttora in corso di pubblicazione su Ultra Jump, è già stata annunciata sempre da per giugno 2017.

Sebbene con il terzo volume si chiuda (apparentemente) la trama su Amethyst, la scalata del giovane lottatore ai vertici del Grade I, la categoria più alta del pugilato meccanico, è appena iniziata.

Abbiamo parlato di:
Levius #1/3 (completa)
Haruhisa Nakata
Traduzione di Yupa
Star Comics, dicembre 2016/febbraio 2017
#1 – 240 pagine, brossurato, bianco e nero – 5,90€ cad.
#2 – 224 pagine, brossurato, bianco e nero – 5,90€ cad.
#3 – 240 pagine, brossurato, bianco e nero – 5,90€ cad.

 

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