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Fumettisti contro Youtubers: intervista a Marcus L.

Lo Spazio Bianco ha accompagnato Fumettisti contro Youtubers durante il crowdfunding su Eppela con una serie di interviste ai suoi autori. Concludiamo con Marcus L., che ha scritto e disegnato l’ultima storia dell’antologico, Come ho imparato a non preoccuparmi e a rispondere civilmente sui social.

Il 10 febbraio scorso, sulla piattaforma Eppela è partito il crowdfunding per la pubblicazione in formato cartaceo di Fumettisti contro Youtubers, il fumetto prodotto dall’etichetta indipendente che vede il coinvolgimento di sette artisti che ora con ironia ora con una buona dose di humour nero raccontano del conflitto epocale tra i fumettisti e appunto gli youtubers.
Lo Spazio Bianco accompagnerà durante la raccolta fondi con una serie di interviste rivolte ai suoi autori, in rigoroso ordine di apparizione sul volume, e promuovendo il crowdfunding con un widget che trovate sulla nostra homepage.
Questa settimana abbiamo parlato con Marcus L., che ha scritto e disegnato la storia conclusiva dell’antologico, Come ho imparato a non preoccuparmi e a rispondere civilmente sui social.

Fumettisti contro Youtubers: intervista a Marcus L.Marcus L. (al secolo Marco Lanza) inizia a disegnare non appena realizza di avere il pollice opponibile. Durante i ruggenti anni Zero co-fonda l’etichetta Blatta Production, con la quale realizza due fumettometraggi (Sfattanza con Simone Danieli, e Consigli armati ad un giovane scrittore con Vincenzo Notaro), un avanguardistico progetto di fumetto in lattina, La storia dell’uomo nonché la gloriosa rivista collettiva Naked Women Inside. In questo periodo pubblica anche delle storielle su Pillole, del collettivo romano dei Dissociati fondato da Roberto Cavone. Lascia tracce di fumetto anche in qualche altra rivista e raccolta sparsa, di cui ha fortunatamente perso memoria. Riesce perfino a laurearsi in Storia dell’Arte, ma poco dopo lascia l’Italia per alcuni anni per conoscere il mondo.
Riappare anni dopo sui radar fumettistici in Norvegia dove, coi lauti proventi della vendita di salmone affumicato e caviali, rifonda Blatta Production. Pubblica le prime puntate della serie autobiografica Crisis Comix e ottiene un paio di buone recensioni. Entusiasta di aver fatto breccia sulla critica nordica la riedita in italiano e rientra nel giro del fumetto indipendente. Lancia il primo progetto collettivo dalla rifondazione di Blatta Production, Fumettisti contro Youtubers col quale spera di provocare una guerra civile.
Ama degustare cognac invecchiato mentre suona il pianoforte andando a cavallo.

Intervista a Marcus L.

Fumettisti contro Youtubers: intervista a Marcus L.I fumettisti hanno dichiarato guerra agli youtubers. Raccontaci della tua personale crociata contro di loro.
La crociata nasce con me che decido di fare un fumetto per il web parallelamente ad altri progetti che portavo avanti su carta. Ero stato alcuni anni fuori dal mondo del fumetto, avevo appena rifondato Blatta Production – dopo un periodo di stallo durato all’incirca dal 2007 al 2013 – e mi sentivo come John Rambo che torna dal Vietnam, vede il mondo completamente ostile e cambiato e si incazza, ma con molti meno muscoli e anche meno capelli. Esattamente come racconto nel mio fumetto, un giorno mi imbatto nel video di uno youtuber, “Poldoyoutuber87”, che improvvisa un “appello ai fumettisti” (chiaramente il nome l’ho modificato, ma il senso del messaggio e anche le fattezze dello youtuber in questione sono piuttosto fedeli all’originale). Mi incuriosisce e lo ascolto. Non racconterò qui il contenuto del messaggio e la mia reazione, se no spoilererei la mia storia, ma posso dire che quel video fu il casus belli che fece partire tutto.

Sei il fondatore di Blatta Production, l’etichetta che ha ideato l’intero progetto di Fumettisti contro Youtubers. Quando e come sono nate Blatta e il progetto per questo antologico? 
Blatta Production nasce storicamente a Bologna nel 2003, dove l’ho fondata assieme al mio coinquilino Simone Danieli. Ho raccontato, con le dovute licenze fumettistiche, i primi anni di Blatta Production nel fumetto La vitaccia di un fumettista indipendente (Crisis Comix #2). Nel 2007 l’etichetta si arena per sopravvenute incombenze da parte nostra, senza mai però sciogliersi ufficialmente. Nel 2014, mi trovavo già in Norvegia da qualche anno, decido di tornare al tavolo da disegno dopo anni di lontananza per ricominciare a pubblicare delle storie a fumetti. Con la benevola approvazione del cofondatore, che oggi si occupa d’altro, rifondo Blatta Production e inizio a pubblicare la mia pseudoautobiografia, Crisis Comix, che è tuttora in progress, e la miniserie sperimentale Spectacular Comics di Antoine Caramalli, fumettista italofrancese che collaborava con Blatta fin dal suo esordio.
Fumettisti contro youtubers non è nato subito come antologico, inizialmente si trattava solo del mio primo web comic. Il mio Come ho imparato a non preoccuparmi e a rispondere civilmente sui social è la storia di un fumettista un po’ disadattato, poco avvezzo alle nuove dinamiche a cui ci obbligano i social, alle quali è costretto in qualche modo a piegarsi per poter dare visibilità al suo lavoro. Scopre così che nel mondo virtuale vigono delle regole diverse che in quello reale, che il fumetto gioca in qualche modo “fuori casa” e che per poter avere possibilità di successo deve adattarsi a paradigmi comunicativi differenti. PoldoYoutuber87 è l’emblema di ciò, uno youtuber saccente che non produce nulla di significativo , ma che si sente autorizzato a dare lezioni all’intera categoria dei fumettisti dall’alto della presunta autorevolezza gli dà la sua popolarità.
Dopo aver visto il video del vero PoldoYoutuber87 ebbi l’istinto di rispondergli a tono nei commenti. Poi mi apparve Marshall McLuhan in una nuvola e mi ricordò che “il media è il messaggio”, un commento rabbioso sui social mi avrebbe annoverato tra i milioni di cani rabbiosi che abbaiano sui social e non avrebbe avuto nessun peso. Da lì nacque l’idea di portare il dibattito su un terreno che conoscessi bene, ossia il fumetto.
L’idea per Fumettisti contro Youtubers nasce circa un anno dopo la pubblicazione online della mia storia. Coinvolgere altri artisti e stampare tutto su carta ha addirittura amplificato il dibattito, ed era esattamente quello che volevo.

Fumettisti contro Youtubers: intervista a Marcus L.In Fumettisti contro Youtubers hai raccolto, oltre alla tua, le storie di altri sei autori. Seguendo quali criteri è avvenuta la loro selezione?
All’incirca durante il primo anno in cui portavo in giro i nuovi fumetti Blatta Production venni a contatto con un certo numero di fumettisti. Non ricordo esattamente quando mi venne l’idea di coinvolgerli in questo progetto, né quando si delineò esattamente il progetto stesso. Ricordo che sin dal principio avevo ben chiaro in mente il formato e la copertina. Il formato e il numero di tavole (oltre che ovviamente la tematica) furono le uniche coordinate che diedi agli autori che si fecero coinvolgere dal progetto. I criteri con cui li ho scelti furono ovviamente di gusto personale. A dire la verità non conoscevo tutti gli autori allo stesso modo. Di Stefano Werne avevo tre stampe con tanti animali che mi aveva regalato al Crack! di Roma nel 2015. Non avevo idea di come scrivesse i suoi fumetti, ma mi piacque il suo tratteggio compulsivo crumbiano.
Chiara Gabrielli prese parte a una call artistica a favore dei terremotati a cui partecipai anche io, vidi il suo disegno, mi piacque e la contattai. Mi mandò delle storielle brevi molto divertenti e salì a bordo.
Sal Modugno era un mio vicino di banchetto al Ca.Co. Fest di Bari. In realtà non parlammo molto in quell’occasione, lui prese poi un mio albo e rimanemmo in contatto. Solo successivamente lessi il suo Ispettore Strabick, mi piacque il suo umorismo e salì a bordo anche lui.
Roberto Cavone invece è una mia vecchia conoscenza. Di lui ho sempre apprezzato l’accuratezza nel disegno, il suo umorismo bizzarro e il suo citazionismo maniacale. Ai tempi di Blatta 1.0 lui era attivo a Roma col suo gruppo I Dissociati e la sua rivista Pillole. Ci scambiammo storie per le rispettive riviste per anni (ci sono suoi contributi in tutti i numeri di Naked Women Inside). Cercai di coinvolgerlo sin dalla rifondazione di Blatta Production con una serie, ma non poteva. Riprovai con Fumettisti contro Youtubers e stavolta potè.
Se non ricordo male Ruben Curto fu il primo a essere coinvolto in questo progetto. Lo conobbi brevemente al BordaFest a Lucca, ci scambiammo alcune opinioni sul fumetto oltre che i nostri rispettivi albi. Il suo esilarante Storie ‘e Mmerd, ambientato in una sfattissima provincia napoletana in un non meglio specificato futuro fantascientifico, mi convinse che il guaglione poteva essere dei nostri.
Anche Fabio Valentini è una vecchia conoscenza di Blatta Production, aveva già pubblicato una storia breve con noi anni fa, conosco da tempo la sua vasta produzione artistica, non solo fumettistica. Ricordo che lesse la mia Fumettisti contro Youtubers online e gli piacque, forse ne parlammo anche un po’, credo che fu proprio lui a farmi capire che poteva essere una tematica valida e così quando pensai all’antologico gli proposi unirsi al progetto.

I fumettisti sono davvero meglio degli youtubers? 
Non esiste una vera “guerra” tra fumettisti e youtubers, esistono però diversi media attraverso i quali si comunica e ormai da tempo il medium principale è internet, soprattutto nella forma del social network.
Prima citavo McLuhan non a caso. Non importa quasi nulla di cosa comunichi, il tuo contenuto sarà inevitabilmente influenzato dal medium che userai, e ne assumerà tutte le caratteristiche essenziali.
Quali sono le caratteristiche principali della comunicazione attraverso i social? Immediatezza, velocità, ricerca spasmodica di un consenso immediato. Una ricerca talmente spasmodica che siamo arrivati a dei livelli in cui il contenuto nemmeno esiste più, esiste soltanto il dover essere popolari. Da sempre l’essere umano teme l’oblio e vuole essere ricordato per qualcosa, tuttavia oggi sembra sia necessario andare talmente veloci che il qualcosa diventa spesso secondario, quasi un impaccio. Gli youtubers presi di mira nei nostri fumetti sono semplicemente l’emblema di tutto ciò, ma nessuno oggi è immune a questa tendenza, nemmeno noi fumettisti.
Il nostro non è un discorso luddista (l’arte è da sempre influenzata dalla tecnologia), ma un discorso di priorità. Essa può, e deve, essere influenzata dai nuovi media, ma senza esserne succube, partendo da un punto di vista ben preciso, quello del proprio specifico artistico.
Fumettisti contro Youtubers, come ho raccontato, nasce proprio sul web, dopo la visione di un video su YouTube, e addirittura gioca col linguaggio de web a partire dalla scelta di scandire le storie in vignette e non in tavole (per essere “scrollate” su un supporto mobile). Poi, ovviamente, il formato richiama la confezione di uno smartphone, oggetto iconico che ha cambiato il nostro modo di fruire qualsiasi cosa.
Tuttavia il passo successivo è stato uscire dal web per poterne parlare attraverso il fumetto, che è il nostro vero habitat naturale.
I social ci hanno troppo abituato a pensare che debbano esistere delle “regole” da seguire se vuoi far parte del loro luna park, mentre chiunque faccia arte dovrebbe ricordarsi che possiede già un mezzo di espressione proprio e che può usarlo come oggetto contundente come meglio crede.
Date queste premesse, saltando l’ovvio distinguo democristiano “ci sono youtubers buoni blablabla, come ci sono fumettisti pessimi blablabla” (saluto lo youtuber più buono del mondo che ha appoggiato il nostro progetto con dei fantastici video. Ciao, Altroquando!), e citando il buffissimo commento di un nostro hater su Facebook che ci ha ammoniti scrivendo “non é tanto il disegno, quando come lo si usa”, posso dunque affermare che sì, noi fumettisti siamo meglio degli youtubers!

Apri la home di Youtube. Qual è il primo video consigliato che vedi?

Intervista realizzata via mail il 17 marzo 2018.

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