Flora e la ricerca dell’amore a quarant’anni

Ha senso credere nell'amore a prima vista a quarant’anni? Questo il cuore del racconto di Chantal van der Heuvel e Daphne Collignon.

Flora e la ricerca dell'amore a quarant'anniIn Flora and the Shooting Stars (Flora e le stelle cadenti), Chantal van der Heuvel e Daphne Collignon raccontano la ricerca dell’amore e la paura di essere fuori tempo massimo per trovarlo (1) . A confrontarsi con questa paura, tre amiche sopra i quaranta.

Flora è la voce narrante che ci conduce lungo tutto il racconto, scrittrice di racconti per bambini e giornalista freelance sempre in lotta con i conti e con le frustrazioni professionali. Ha il viso tondo, i capelli corti e un divorzio alle spalle che l’ha lasciata con un figlio adolescente. Lea è una single, manager di successo, dal viso ovale di intenso fascino mediorientale, che ostenta sicurezza e capacità di controllo sulla propria vita; appassionata di fugaci avventure e senza alcuna intenzione di metter su famiglia. Infine Roxanne, vicina di casa di Flora e come lei divorziata e con un figlio adolescente da crescere.

Nelle settimane durante le quali si svolge la vicenda, Roxanne ospita una giovane nipote tahitiana che immancabilmente attrae le attenzioni dei maschi che capitano da quelle parti. Accanto a loro, deus ex machina della vicenda, Abraham che non sopporta Roxanne e che Flora chiama “Venerabile”, in omaggio alla sua saggezza e disponibilità a confortarla nei momenti di avvilimento. Per trovare un compagno, dietro consiglio di Lea, Flora si affida a sistemi di dating on line, ma ogni passo, dalla creazione del proprio profilo, allo scorrimento dei candidati, le porta scoramento. Che nasce dalla sensazione che i propri desideri, la propria ricerca siano, prima ancora che velleitari, fuori sincrono rispetto ai tempi della vita. Come se il suo cuore e il mondo fossero due ingranaggi dall’impossibile incastro.

Flora e la ricerca dell'amore a quarant'anni
Flora and the Shooting Stars: l’uso combinato di linee sottili, campi di colore. sfondo bianco, vignette scontornate dà alle tavole di Chantal van der Heuvel e Daphne Collignon una grande ariosità e luminosità.

Dalle pagine delle due autrici belghe provengono innanzitutto luce e calore: i personaggi sono forme di colore che si muovono sullo sfondo di un bianco abbacinante. I loro contorni sono solo parzialmente marcati da linee, come se da un momento all’altro potessero evaporare nel bianco e tornare sfondi. È la giustapposizione di campi cromatici che definisce le forme dei corpi e delle cose; così come il colore si prende carico della resa delle emozioni protagoniste di ogni scena, attraverso la dominante cromatica dello sfondo, della vignetta, delle figure o dei balloon.

La sensazione trasmessa è la stessa di certe giornate torride d’estate, dominate dalla luce e dai suoi riflessi sulle cose; giornate nelle quali tutto pare sospeso e incerto e il pensiero stesso fatica a concentrarsi a lungo, resta esitante di fronte alle questioni, non riesce a definirle, a dar loro forma e limite.
I corpi delle tre protagoniste emanano una sensualità primitiva attraverso le forme rotondeggianti e generose; la bellezza e l’espressività dei volti le rivelano sorgenti di energia e di vitalità. Ma la difficoltà della solitudine le mette in crisi anche nel rapporto con il proprio corpo: “Dici forse che adesso che non ho più il corpo di una dea greca dovrei abbassare le mie ambizioni? O che forse sono niente più che una dea sovrappeso?“, chiede Roxanne a Flora.

La solitudine del presente amplifica anche il passato. I ricordi scorrono sulla pagina, e quelli di Flora raccontano ferite e umiliazioni: l’infedeltà del marito scoperta casualmente e l’incapacità di qualsiasi confronto che potesse aiutare a capire, a superare il trauma. Perché non è tanto il tradimento che continua a far male, quanto il disprezzo che l’altro le ha sputato in faccia per giustificarlo. Quel disprezzo, infatti, mirava a colpire l’anima, a distruggere qualsiasi traccia di affetto, a fare terra bruciata del passato trascorso insieme, a sterilizzare qualsiasi angolo del ricordo.
Era espressione di cattiveria, forse anche di senso di colpa, ma il fine chiaro era quello di rompere qualsiasi contatto, evitare di affrontare insieme la situazione. E fuggire via da lei, dalla loro vita; non solo girare pagina, ma cancellare tutte quelle scritte insieme.

Flora e la ricerca dell'amore a quarant'anni

I giorni scorrono con una pigrizia tutta loro che sembra non portare le tre amiche da nessuna parte. Chantal van der Heuvel e Daphne Collignon a un certo punto semplicemente smettono di raccontare: danno una chiusura un po’ affrettata alla vicenda di Flora, che – seppure contribuisce all’impressione di qualche potenzialità non coltivata (soprattutto il rapporto di Flora con il figlio) – lascia inalterato il senso di profonda umanità e realismo dei personaggi e delle loro relazioni.

Abbiamo parlato di:
Flora and the Shooting Stars
Chantal van der Heuvel e Daphne Collignon
Traduzione di Christi Clemons Hoffman
Le Lombard, 2015
64 pagine, digitale, colore – 7,99 €

 


Note:
  1. Flora and the Shooting Stars fu pubblicato nel 2015 dall’editore Lombard (tit. or.: Flora et les ètoiles filantes), è attualmente disponibile in formato digitale per le edizioni Europe Comics – www.europecomics.com – nella versione francese e inglese. L’opera non è ancora stata tradotta in italiano. 

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