Fichera, Bruno e Tripood: scelta e uso dei colori

Ogni artista predilige una determinata gamma cromatica, che utilizza insieme ai contrasti di colore per scatenare determinate emozioni.

La Teoria dei Colori è un saggio scritto da Johann Wolfgang von Goethe nel 1810. Contrapponendosi alla teoria di Newton, secondo cui il colore non è una qualità dei corpi bensì della luce stessa, Goethe sosteneva che non è la luce a scaturire dai colori, ma il contrario. I colori che vediamo in natura sono in effetti il risultato di un fenomeno fisico: la scomposizione della luce viene captata dall’occhio umano attraverso appositi recettori.

Ogni colore è costituito da tre componenti: tonalità, luminosità e saturazione. In arte si parla inoltre di due forme compositive del colore: l’armonia e il contrasto.

Ogni artista predilige una determinata gamma cromatica, che utilizza insieme ai contrasti di colore (o alle armonie) per scatenare determinate emozioni nei propri spettatori.

Prendendo spunto dai contenuti già presenti su questo portale, proverò ad evidenziare alcuni concetti propri della comunicazione visiva, approfondendo il tema del colore.

Diego Fichera, intervistato nel luglio 2016 da Emanuele Chisari a proposito dell’albo Rouge e più in particolare sui disegni e il suo stile nel colorare, dichiarava:

Sono letteralmente cresciuto con i videogiochi. Sono stati in grado di mostrarmi come, in un qualsiasi medium narrativo, il lato creativo e grafico sia fondamentale. Da una passione solo legata al giocare, sono passato negli anni ad accorgermi del grande lavoro che c’era dietro la realizzazione di quei mondi che tanto amavo. Questo, coadiuvato dalla visione di materiale legato al “making of” di queste opere, quali artbook, studi di disegno e di colore, mi ha fatto apprezzare davvero questi lavori. Kingdom Hearts nello specifico è il mio gioco preferito in assoluto, e nel pensare la mia Parigi, ho voluto omaggiare Traverse Town perchè è ciò che mi piace e parte di ciò che sono come artista.

Fichera, Bruno e Tripood: scelta e uso dei colori
Diego Fichera, Rouge

Le palette usate da Diego in Rouge comprendono tonalità predominanti di rosso e blu (quasi monocromatiche sulle singole tavole) alta luminosità e alta saturazione. In questo caso credo abbia scelto il contrasto di qualità, con colori freddi o caldi.

La qualità cromatica è il grado di purezza dei colori. Il contrasto di qualità è quello tra colori intensi, luminosi e altri smorti, offuscati. Si ha quando si accostano colori della medesima tinta, ma variati in saturazione.

Nella recensione del luglio 2016 di Ettore Gabrielli e Gianluigi Filippelli di Da quassù la Terra è bellissima, disegnato da , si legge:

In alcune scene il colore gioca un importante ruolo narrativo, come nella lunga scena del dialogo tra il signor Jones e i generali russi all’interno del bunker di una base di lancio sovietica. L’atmosfera asfissiante e minacciosa della situazione viene enfatizzata da un velo di rosso, a simulare la luce artificiale e innaturale al suo interno, che si frappone tra il lettore e i personaggi.

Fichera, Bruno e Tripood: scelta e uso dei colori
Toni Bruno, Da quassù la Terra è bellissima

Le palette usate da Toni in Da quassù la Terra è bellissima comprendono tonalità naturali, terre e azzurri, colori ad alta luminosità e bassa saturazione. Direi che ha scelto il contrasto di freddo e caldo.

Questo tipo di contrasto si ottiene contrapponendo colori con dominante gialla e colori con dominante blu.

Alex Tripood, intervistato nel luglio 2016 da Cristiano Fighera a proposito di Spada, in dettaglio sui pro e i contro nell’uso degli acquerelli per colorare le tavole a fumetti, dichiarava:

Amo l’acquerello innanzitutto perché sorprende sempre: sfido chiunque abbia usato questa tecnica a venirmi a dire che ha riprodotto perfettamente ciò che aveva in testa. I colori infatti si mescolano, e aprono ogni volta a nuove sensazioni e giochi che prima di posare il pennello sulla carta non si avevano in mente. È il colore, insomma, che cola come vuole lui, che conduce, che riflette una vicinanza maggiore con la realtà, e questa possibilità di non avere la situazione sotto controllo aiuta a rendere il disegno più credibile e incredibile allo stesso tempo! L’altro grande vantaggio poi è che si può con facilità riparare alle imprecisioni semplicemente creando un altro strato di colore.

Certo, rispetto al digitale o al pantone è una tecnica più leggera ed eterea e quindi è stato complesso conferire al colore quell’incisività e quella forza che richiedeva un fumetto d’avventura come il mio. Inoltre – ma questo credo sia dovuto alla mia poca esperienza – a livello di stampa il mio acquerello purtroppo ha perso e alcune delle sue tonalità non sono state traducibili. Ma con il nuovo volume sto studiando come ottimizzare maggiormente la resa finale.

Fichera, Bruno e Tripood: scelta e uso dei colori
Alex Tripood, Spada

Le palette usate da Alex in Spada comprendono tonalità fredde con molti blu e verdi, meno di frequente neutri, gialli e rossi, alta luminosità e bassa saturazione. Il contrasto che ha usato dovrebbe essere quello di quantità.

Il contrasto di quantità si riferisce alla ripartizione dei colori all’interno dell’immagine. Consiste nel regolare l’estensione di un colore in rapporto alla sua luminosità o comunque al suo minore o maggiore peso visuale. Con l’uso di contrasti che si accentuano reciprocamente, è possibile raggiungere effetti cromatici vividi e inconsueti.

Grazie ancora per i contenuti originali a Emanuele Chisari, Cristiano Fighera, Ettore Gabrielli e Gianluigi Filippelli. Complimenti a Diego Fichera, Toni Bruno e Alex Tripood per la scelta e l’uso dei colori.

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