Lo Spazio Bianco http://www.lospaziobianco.it Nel cuore del fumetto! Sat, 03 Dec 2016 09:05:22 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.6.1 46901316 Aquaman: Warner Bros. ufficializza data di uscita http://www.lospaziobianco.it/192327-aquaman-warner-bros-ufficializza-uscita/ http://www.lospaziobianco.it/192327-aquaman-warner-bros-ufficializza-uscita/#respond Sat, 03 Dec 2016 09:05:22 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=192327 Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

La pellicola sull'eroe DC Comics interpretato da Jason Momoa ha finalmente una data di uscita.

Link all'articolo originale: Aquaman: Warner Bros. ufficializza data di uscita
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Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

La Warner Bros. ha annunciato la data ufficiale di uscita nelle sale statunitensi di Aquaman. l’adattamento cinematografico sull’eroe DC Comics interpretato da Jason Momoa e diretto da James Wan.

La pellicola, che vede nel cast anche Amber Heard nel ruolo di Mera, uscirà il 5 ottobre 2018, anche in IMAX e 3D.

Link all'articolo originale: Aquaman: Warner Bros. ufficializza data di uscita
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Hideji Oda e Kazumasa Takayama: non solo samurai http://www.lospaziobianco.it/191395-hideji-oda-kazumasa-takayama-samurai/ http://www.lospaziobianco.it/191395-hideji-oda-kazumasa-takayama-samurai/#respond Sat, 03 Dec 2016 09:00:01 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=191395 Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

Nuovo appuntamento con Daniele Barbieri e i suoi articoli da Golem l’indispensabile in cui si parla di due fumetti giapponesi pubblicati da Coconino Press.

Link all'articolo originale: Hideji Oda e Kazumasa Takayama: non solo samurai
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Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

La rivista on line Golem L’Indispensabile nacque nel 1996 su iniziativa di Umberto Eco, Gianni Riotta e Danco Singer e fu il primo esempio di rivista culturale italiana pensata specificatamente per il web.
Fino alla sua chiusura definitiva, avvenuta nel 2011, la rivista ebbe varie incarnazioni e poté contare su firme e collaborazioni prestigiose, tra le quali quella di Daniele Barbieri (www.guardareleggere.net) che a partire dal 2001 sulle pagine della seconda serie della rivista pubblicò una serie di saggi e articoli sul fumetto e il suo linguaggio.

Purtroppo oggi la pagina web e l’archivio on line di Golem l’Indispensabile non sono più raggiungibili, ma quelle pagine scritte da Barbieri restano ancora  oggi attuali nei contenuti e nel valore dell’analisi e dell’approfondimento sul linguaggio dell’arte sequenziale. È dunque un peccato che gli appassionati del mondo del fumetto di età più giovane o coloro i quali al tempo non avevano conosciuto quella rivista si siano persi tali interventi.
Per tale motivo abbiamo chiesto a Daniele Barbieri, amico de Lo Spazio Bianco, la possibilità di ripubblicare sul nostro sito quella sua produzione e l’autore molto gentilmente ci ha concesso il permesso.

Stavolta presentiamo un articolo su alcuni fumetti giapponesi pubblicati in Italia dalla Coconino Press.

Hideji Oda  e Kazumasa Takayama: non solo samurai - DISPERSIONMi ritrovo, senza averlo cercato – ma ben lontano dall’averlo evitato – in un periodo giapponista. Appena uscito da un’abbuffata di Lone Wolf and Cub, di cui ho parlato in questo spazio nel mese scorso, mi trovo di fronte le nuove uscite di Coconino Press [ovviamente, nuove al momento della pubblicazione originale dell’articolo! – ndr], e in Giappone le mie letture rimangono.

Freschi freschi di stampa sono due secondi volumi – le storie a fumetti giapponesi, si sa, hanno sempre bisogno di molte pagine per svilupparsi – i cui relativi primi volumi hanno comunque pochi mesi. Insomma, abbiamo due opere diverse di cui parlare.

Due opere ciascuna delle quali, come è di regola per un fumetto giapponese, appartiene a un genere ben preciso. Per chi non lo sa, la produzione giapponese di fumetti è la prima al mondo per quantità di produzioni e di vendite, e un mercato così ampio ha bisogno di articolazioni molto ben definite (per farsi un’idea di cosa sia il mondo del fumetto giapponese non possiamo che consigliare la lettura della Biografia manga di Osamu Tezuka, il maestro e fondatore riconosciuto del fumetto giapponese moderno, pubblicata anch’essa da Coconino Press tra il 2000 e il 2001 – e allora vale comunque la pena di citare le diverse opere del medesimo Tezuka che negli ultimi anni ha pubblicato in Italia la Hazard Edizioni, ultima uscita Black Jack).

Hideji Oda, il primo dei due autori di cui parliamo qui, potrebbe essere fatto rientrare nel genere “manga per adolescenti”. Come di regola per questo genere, la storie di Oda raccontano psicologie e turbamenti di questa età difficile, ma lo fanno attraverso uno straniamento particolare e un’insolita capacità di mescolare il fantastico con il reale – cosa che le rende decisamente differenti dalle piagnucolose e inconcludenti (oppure, all’opposto, goliardiche) vicende che caratterizzano mediamente il genere.

Dispersion, di cui esce ora appunto il secondo volume, ha per protagonista principale un ragazzo che, di quando in quando, si disperde, cioè si disfa in polvere sottilissima che viene gettata qua e là per il mondo. Alla ricerca – poco intensa – di recuperare un’identità reale, il ragazzo si trova ad essere ricostituito solo quando è in qualche modo presente a un evento drammatico. Così, ritorna assieme per assistere con stupore e orrore, non visto, allo stupro collettivo di una ragazza – che poi in seguito conosce, e si sviluppa tra loro un’acerba ma intensa storia d’amore. Nonostante la passione, la sua identità non regge ancora, e la dispersione si ripete più e più volte per fornire nuove e differenti occasioni di ricostituzione.

Attraverso questa melanconica metafora, un mondo di turbamenti adolescenziali – con diversi protagonisti oltre al ragazzo che ne costituisce il centro – prende una forma delicata e intrigante. Non meno che nell’altra serie del medesimo Oda, di cui due volumi sono già usciti nei mesi scorsi, Il mondo di Coo, dove una ragazza sogna una realtà alternativa e fantastica in cui esiste un alter ego del fratello maggiore, morto in un incidente qualche mese prima. Metafore liberatorie, metafore narrative, evidentemente, eppure intense anche nella loro natura fantastica – perché comunque, almeno nei loro propri termini, credibili, reali.

Hideji Oda  e Kazumasa Takayama: non solo samurai - KisotegankuKazumasa Takayama realizza invece storie che appartengono al genere che potremmo definire catastrofista – quel genere in cui esiste sempre una qualche potenza malvagia che vuole distruggere il Giappone o il mondo, e uno o più protagonisti dotati di superpoteri che è in grado di contrastarla. Modello Dragonball, per capirci.

Ma Kisontengaku è – diciamo così – un Dragonball per adulti acculturati, che gioca molto sulla raffinatezza del disegno per presentare un eroe e degli antagonisti piuttosto inconsueti, imbevuti di misticismo buddista e di mitologia nipponica e nord-europea.

Una fantasmagoria in grande stile incentrata su una serie di temi che sono cari al fumetto giapponese, e che hanno avuto in passato altre espressioni di alta qualità: chi conosce Akira, di Katsuhiro Otomo, può capire che cosa voglio dire.
Il disegno di Takayama è evidentemente debitore a quello di Otomo, ma la storia viene affrontata in un modo completamente diverso, non senza una vena di ironia – abbastanza inconsueta, questo sì, in questo genere manga.

Per restare ancora tema di Giappone di fresca uscita, una terza piccola prelibatezza si trova all’interno del numero 3 di Black, la rivista (da libreria) ancora di Coconino Press. Insieme a un gruppo di brevi storie di alcuni tra i migliori autori europei e americani (Baru, Pazienza, Sturm, Loustal, Marzocchi, Zeman, Igort, Brolli, Gipi, Ghermandi, Semerano, Bruno) e insieme alla brevissima storia fantastica della conterranea Yoshiko Kubota, gli incubi di Suehiro Maruo tornano a farci domandare che cosa voglia dire mostrare il male.
Qui mostrato nella sua forma più ferocemente da incubo (come già ne Il vampiro che ride, uscito un paio di anni fa), il male estremo si confonde con il grottesco, senza perdere il proprio orrore e il proprio dolore, e le proprie inevitabili connotazioni sessuali. Anche perché in questa breve storia non c’è altro che questo, come un’iper realistico ingrandimento di ciò che ci può turbare: una serie di eventi efferati che accadono senza ragione, come un elencazione di inevitabili follie.

Nella sua differenza, il Giappone ci affascina. Ma se ci affascina è evidentemente perché in questa differenza troviamo qualcosa che ci è molto familiare – qualcosa che in quegli stessi termini, evidentemente, qui da noi non viene detto.

Dispersion #1-3
Hideji Oda
Traduzione di M.C. Migliore
Coconino Press, 2003
ISBN: 978-8888063294, 978-8888063386, 978-8888063423

Kisotengaku #1-3
Kazumasa Takayama
Traduzione di M. Baldin
Coconino Press, 2003
ISBN: 978-8888063317, 978-8888063379, 
978-8888063454

Black #3 – Fantomas il terrore mascherato
AA. VV.
A cura di Igort e P. Di Domenico
Coconino Press, 2003
240 pagine, brossurato, 15,00 €
ISBN: 9788888063355

Questo articolo è apparso in origine sul Golem l’Indispensabile #8 dell’agosto 2002.

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Anteprima di “In Silenzio” di Audrey Spiry (Diabolo Ed.) http://www.lospaziobianco.it/192158-anteprima-silenzio-audrey-spiry-diabolo/ http://www.lospaziobianco.it/192158-anteprima-silenzio-audrey-spiry-diabolo/#respond Fri, 02 Dec 2016 20:00:31 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=192158 Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

Anteprima di "In silenzio" di Audrey Spiry, edito in Italia da Diabolo Edizioni.

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Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

Può un’escursione trasformarsi in un viaggio intimo nei pensieri più reconditi, alla scoperta di sé? È proprio quello che succede a Juliette. Ha appena finito gli studi e non sa ancora cosa farà dopo. Il suo compagno Luis, al contrario, lo sa benissimo. I due si concedono una parentesi avventurosa nell’estate che, per Juliette, è quella delle grandi decisioni: una discesa nel canyon più selvaggio e incantevole del sud della Francia. Per Juliette il torrente rappresenta un’entità sconosciuta e minacciosa in cui l’acqua la assorbe e la sospinge alla scoperta di una parte di sé di cui ignorava l’esistenza, costringendola a guardare negli occhi le sue paure più profonde. La natura, in tutta la sua potenza, diventa così spietata rivelatrice delle correnti che squassano e rimescolano il tormentato fluire delle relazioni umane.

In silenzio racconta la storia intima di una rinascita personale e quella universale del rapporto tra uomo e natura in cui perdere il controllo, a volte, è l’unico modo per ritrovarsi.

Anteprima di "In Silenzio" di Audrey Spiry (Diabolo Ed.) - insilenzio_copertina Anteprima di "In Silenzio" di Audrey Spiry (Diabolo Ed.) - insilenzio_12 Anteprima di "In Silenzio" di Audrey Spiry (Diabolo Ed.) - insilenzio_26 Anteprima di "In Silenzio" di Audrey Spiry (Diabolo Ed.) - insilenzio_42 Anteprima di "In Silenzio" di Audrey Spiry (Diabolo Ed.) - insilenzio_52 Anteprima di "In Silenzio" di Audrey Spiry (Diabolo Ed.) - insilenzio_58 Anteprima di "In Silenzio" di Audrey Spiry (Diabolo Ed.) - insilenzio_65 Anteprima di "In Silenzio" di Audrey Spiry (Diabolo Ed.) - insilenzio_87 Anteprima di "In Silenzio" di Audrey Spiry (Diabolo Ed.) - insilenzio_105 Anteprima di "In Silenzio" di Audrey Spiry (Diabolo Ed.) - insilenzio_113 Anteprima di "In Silenzio" di Audrey Spiry (Diabolo Ed.) - insilenzio_137 Anteprima di "In Silenzio" di Audrey Spiry (Diabolo Ed.) - insilenzio_150 Anteprima di "In Silenzio" di Audrey Spiry (Diabolo Ed.) - insilenzio_155

Audrey Spiry è un’artista poliedrica. È pittrice e illustratrice di libri per ragazzi ma, dopo il diploma presso l’École des Métiers du Cinéma d’Animation di Angoulême, è sicuramente nell’animazione che esprime appieno il proprio talento. La sua parentesi nel fumetto è stata fugace, almeno fino a ora. In Silenzio, infatti, è la sua prima e unica prova, realizzata con una tecnica completamente digitale e caratterizzata dalla sorprendente potenza narrativa, tratti che le hanno garantito l’attenzione di critica e lettori alla 40ª edizione del Festival di Angoulême. In silenzio ricorda, nello stile, l’intensità espressiva di Blutch e il dinamismo cromatico di Mattotti.

Titolo: In silenzio
Autrice: Audrey Spiry
Formato: 17×24 – brossura con alette, 168 pagine a colori
ISBN: 978-88-942037-2-1
Prezzo: 17 € (iva inclusa)

Uscita in libreria e fumetteria: dicembre 2016

www.diaboloedizioni.it

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Mister Mxyzptlk in arrivo su Supergirl http://www.lospaziobianco.it/192314-mister-mxyzptlk-arrivo-supergirl/ http://www.lospaziobianco.it/192314-mister-mxyzptlk-arrivo-supergirl/#respond Fri, 02 Dec 2016 19:30:03 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=192314 Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

Lo storico villain della quinta dimensione, nemico di Superman, farà la sua comparsa nel serial sulla ragazza di acciaio.

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Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

Secondo quanto riportato in serata da Comicbook.com, il supercriminale Mister Mxyzptlk, noto avversario di Superman, dovrebbe fare la sua comparsa nel serial sull’eroina DC Comics interpretata da Melissa Benoist.

Il furfante proveniente dalla quinta dimensione dovrebbe apparire, stando al sito, in due episodi del serial trasmesso da the CW, senza però aggiungere altri particolari ma limitandosi a sottolineare di avere ricevuto conferma ufficiale dal network.

Creato nel 1944 da Jerry Siegel e Joe Shuster, Mister Mxyzptlk ha “perseguitato” Superman con dispetti per anni, e l’unico modo per sconfiggerlo è quello di convincerlo a pronunciare il proprio nome al contrario.

Il personaggio è già comparso in televisione nel corso degli anni, interpretato da Michael J. Pollard in Superboy, da Howie Mandel in Lois & Clark – Le Nuove Avventure di Superman e infine in Smallville da Trent Ford.

Link all'articolo originale: Mister Mxyzptlk in arrivo su Supergirl
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Sydney Jordan: un viaggio nello spazio alla ricerca dell’uomo http://www.lospaziobianco.it/189256-sydney-jordan-viaggio-spazio-ricerca-delluomo/ http://www.lospaziobianco.it/189256-sydney-jordan-viaggio-spazio-ricerca-delluomo/#respond Fri, 02 Dec 2016 15:00:22 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=189256 Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

Intervista con un autore storico: Sydney Jordan, creatore di quel monumento della fantascienza classica che risponde al nome di Jeff Hawke.

Link all'articolo originale: Sydney Jordan: un viaggio nello spazio alla ricerca dell’uomo
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Sydney Jordan: un viaggio nello spazio alla ricerca dell’uomo - 220px-Sydney-jordan-by-joe-zatterSydney Jordan nasce in Scozia a Dundee nel 1931. Dopo aver studiato ingegneria aeronautica al  Miles Aircraft’s experimental college, presta servizio militare nella RAF, nel 1951 torna a Dundee e lavora come assistente per Bill McCail. Nel 1954 crea il personaggio di Jeff Hawke, un avventuriero spaziale dotato di grande umanità e profondo senso della giustizia. Nel 1956 William Patterson lo affianca occupandosi delle sceneggiature, insieme i due autori conoscono un grande successo e le strisce di Jeff Hawke vengono pubblicate in tutta Europa e in Italia dove appaiono per la prima volta sulle pagine della rivista Linus. Dopo la conclusione delle avventure di Jeff Hawke nel 1974, Sydney Jordan crea il personaggio di Lance McLane, pubblicato dal Daily Record dal 1976 al 1988. Si ricorda anche una sua collaborazione alla realizzazione di alcune avventure di Dan Dare di Frank Hampson nel 1968. Nel 1996 infine UK Sunday ha pubblicato una nuova avventura di Dan Dare, i cui disegni sono opera di Jordan.

Come nacque Jeff Hawke? Quali furono le istanze che portarono alla sua creazione e quali le fonti di ispirazione del personaggio?
Essendo un ragazzino cresciuto durante la guerra, la mia passione per la narrazione di storie fu nutrita dai racconti meravigliosamente colti che la casa editrice D. C. Thomson di Dundee (Scozia) pubblicava nei suoi settimanali fumettistici, come The Wizard, The Skipper, The Rover, The Hotspur – che includevano temi legati all’aviazione e ai primi voli spaziali. Ancora oggi ne ricordo uno in particolare, The last rocket to Venus, nel quale la Terra al collasso provocava il grande esodo degli uomini verso un’ipotetica salvezza su Venere, un pianeta che nel 1936 si pensava ancora simile al nostro. Il vero dramma stava nel fatto che l’eroe dovette rimanere indietro a monitorare il lancio dell’ultimo razzo. Non potete immaginare quanto il pathos e la natura apparentemente ingiusta di questo finale colpirono il mio senso di giustizia infantile! Questa e altre storie acuirono la mia percezione del significato di dramma e coinvolgimento e mi condussero ai racconti fantascientifici di Ray Bradbury, Arthur C. Clarke e degli altri autori della golden age degli anni Cinquanta.

Sydney Jordan: un viaggio nello spazio alla ricerca dell’uomo - JEFFHAWKE008Come nasceva una storia? C’era un collegamento con la realtà sociale e politica del tempo?
Nel periodo che passai al college Miles Aircraft nell’Inghilterra del Sud tra il 1945 e il 1947 acquisii nozioni di ingegneria aeronautica che mi avrebbero aiutato a far apparire autentica l’attrezzatura di Jeff Hawke. La striscia nacque come una specie di versione britannica di Flash Gordon, il cui creatore, Alex Raymond, era già passato al fumetto successivo, Rip Kirby, una striscia magistrale che combinava storie per adulti con una grafica dall’impeccabile cura e perfezione della linea nella rappresentazione delle figure umane. Il suo lavoro influenzò il mio, specialmente da quando abbandonai le trame abbastanza datate del primo Hawke e iniziai ad ambientarle in un futuro più vicino. In questo modo, il mio eroe poteva interagire con le tendenze sociali e tecnologiche del suo tempo avendo, contemporaneamente, l’opportunità di incontrare extraterrestri, la cui esistenza iniziava a essere sostenuta dalla diffusione dei resoconti sui dischi volanti.

Lavorando su base quotidiana, avevate direttamente riscontro di cosa funzionava e cosa no? La storia poteva cambiare in corso d’opera in base a questo?
Quando la striscia si creò un suo pubblico, iniziai a ricevere molte lettere di lettori che confermavano come storie e attrezzatura futuristica di Hawke corrispondessero alle loro idee sull’evoluzione della scienza e della condizione umana. Non sentivo il bisogno di alterare la linea generale delle storie, ma cercavo di variarle, e dopo il 1960 fui notevolmente aiutato da Willie Patterson.

Sydney Jordan: un viaggio nello spazio alla ricerca dell’uomo - jeff-hawke-3Jeff Hawke è un eroe ancora molto moderno, soprattutto perché rappresenta le qualità migliori dell’essere umano, specialmente quando incontra gli alieni, i “diversi” per eccellenza. Paragonando quest’uomo di un futuro passato agli uomini di oggi, è deluso? Pensa che saremmo più felici e pacifici se gli somigliassimo di più?
L’interrogativo che hai posto va al cuore dell’ethos che è dietro al fumetto. Hawke è effettivamente un uomo d’azione, come dovrebbero esserlo tutti gli eroi, e il suo compagno canadese Mac McLean, sebbene non privo di una forte morale, non è certo da meno. Ma Hawke stesso è un sostenitore dell’egualitarismo da dopoguerra, mentre nella vita reale, dopo la sconfitta del fascismo, si prefigurava l’avvento di un mondo nuovo, più democratico. In questo periodo molti film di fantascienza (con la lodevole eccezione di Ultimatum alla Terra) raffiguravano gli alieni come esseri inumani e sanguinari, mentre nel mio fumetto gli extraterrestri mostrano molte caratteristiche proprie degli uomini. Perfino Chalcedon, nonostante sia l’arcinemico di Hawke, appartiene alla categoria degli “adorabili furfanti” se paragonato ai marziani di H.G. Wells. Insomma, Hawke e gli altri sono scagionati dall’accusa di razzismo! Secondo me, vorremmo tutti vedere un mondo in cui gli esseri umani capiscano di essere solo dei passeggeri su quest’incredibile astronave chiamata Terra, in viaggio verso una destinazione sconosciuta e affascinante, dove scienza e tecnologia aiuteranno a gestire le sfide che l’Universo ci pone innanzi…

Sydney Jordan: un viaggio nello spazio alla ricerca dell’uomo - JEFFHAWKE020Il rapporto con la tecnologia in Jeff Hawke era certamente figlio dell’epoca: quali speranze e quali paure cercava di raccontare e come vede oggi l’uso della tecnologia nella vita di tutti i giorni, per certi versi più fantascientifica di quanto si potesse immaginare?
La striscia “maturò” negli anni in cui sia l’America che la Russia rivaleggiavano per essere la prima potenza a spedire un uomo nello spazio e raggiungere la luna. Con l’evolversi della “corsa allo spazio”, anche le avventure di Jeff Hawke iniziarono a riflettere i graduali progressi nell’astronautica, che a loro volta influenzavano il mercato dei nuovi materiali, dell’elettronica e, infine, il mondo dei microchip. Ma pensiamo al fatto che i bambini di oggi hanno a disposizione dei cellulari svariate volte più sofisticati della strumentazione del Programma Apollo: il futuro è tanto spaventoso per noi quanto il nostro presente lo era per le persone del Medioevo. Ma l’aspetto forse più straordinario di questa nostra realtà è il modo in cui i nostri bambini accettano tutto come naturale e, anzi, lo danno già per scontato. Nel 1904, quando il redattore del quotidiano locale di Dayton venne a sapere dal suo fattorino che i fratelli Wright avevano appena fatto volare il loro aereo a motore, disse: “Beh, figliolo, se mai faranno qualcosa di insolito, fammelo sapere subito!”. No, penso che il genere umano possa sopravvivere a tutto fuorché all’impatto con un asteroide o all’invasione di marziani sanguinari!

La cinematografia fantascientifica oggi ha a disposizione i potenti mezzi della computer grafica e realizzare storie come quelle di Jeff Hawke, così legate alle leggi fisiche dello  spazio, oggi non sarebbe più un problema da superare solo grazie al disegno, come fece lei. Secondo Lei, perché il cinema di fantascienza moderno si limita invece al lato più fantastico del genere – penso all’ultimissimo Star Wars – e non esplora le possibilità narrative che invece Lei ha investigato così bene?
Il fumetto in formato striscia giornaliera faceva in modo che un eroe come Jeff Hawke potesse affrontare la sfida dei viaggi nello spazio e della presenza di altri mondi e creature aliene con un ritmo tale da permettere una riflessione sull’uomo e sulle stelle; rappresentava cioè un momento per leggere e assorbire le idee proposte. Questa struttura più contemplativa si ritrovava anche nei film di quel periodo, come 2002: la seconda odissea, Solaris e, ovviamente, 2001: Odissea nello spazio – per nominare solo alcuni tra i film più intellettualmente stimolanti. Perfino Star Trek aveva un tono altamente etico e un’ammirevole mancanza di violenza vera e propria. Ma il pubblico attuale è composto da quegli appassionati cresciuti con il culto di Star Wars e i videogames X-Boxe il genere fantasy è adesso il più popolare, e deve esserlo per recuperare l’enorme budget necessario alla trasposizione sul grande schermo.

Sydney Jordan: un viaggio nello spazio alla ricerca dell’uomo - selfportCome nascevano le tante e varie razze aliene con cui Jeff entra in contatto?
Chalcedon fu pensato come un supercattivo per creare un contrasto con l’onestà del personaggio di Jeff Hawke, ma diventò subito più simile a una pantomima di un demone, sinistro e spaventoso a prima vista, ma in fondo innocuo, la cui malvagità si manifestava solo nell’umiliare e nel prendere in giro Kolvorok! Dal canto suo, Kolvorok raffigura il tipico burocrate presente in ogni società statalizzata. Pomposo e codardo, fa sfoggio di autorità per mascherare la sua inadeguatezza ma finisce per fare la parte dello stupido in confronto all’aristocratica presenza di Sua Eccellenza. Sua Eccellenza, rampollo di una nobile famiglia, è una creatura dal corpo di lucertola che cerca di mettere in pratica i decreti della Federazione Galattica, ma sa fin troppo bene di combattere una battaglia persa! Dal Giudice della Corte Suprema alle guardie-bruco, gli alieni appaiono grotteschi secondo gli standard degli umani, ma sono a essi accomunati da un fattore importante: tutti soffrono di quei mali di cui Amleto si lamenta nel magistrale soliloquio “Essere, o non essere” di Shakespeare. Nel complesso, la diversità degli alieni stava a indicare che anche in uno scenario galattico la Natura avrebbe prodotto una varietà di forme di vita, esattamente come avviene qui sulla Terra

Sydney Jordan: un viaggio nello spazio alla ricerca dell’uomo - jh-4262-4643-lChe difficoltà incontravate nel dividere la trama in strisce quotidiane, sia a livello pratico che di  impostazione?
Sebbene a prima vista l’esiguo spazio dedicato sui quotidiani ai fumetti potesse sembrare limitante, la striscia presentava un grande vantaggio: il lettore era obbligato a memorizzare le precedenti vignette, anche solo per qualche ora, per continuare con gli episodi successivi, e così cercavo sempre di terminare la settimana con un cliffhanger. I racconti a puntate erano incredibilmente popolari ai tempi di Charles Dickens, e fu il suo amico e collega Wilkie Collins a individuare lo spirito di questo tipo di narrazioni: “Falli ridere, falli piangere, falli aspettare!”. È una formula che si usa con successo ancora oggi nelle soap opera.

Il formato a striscia, con cui il fumetto, si può dire, è nato come prodotto di massa, oggi è praticamente in disuso, mantenuto per lo più nel fumetto comico. Qual era la forza di quel formato e perché, secondo lei, lo si è perso?
Quando le immagini in movimento del cinema sono arrivate nei soggiorni del cittadino comune, sotto forma di prodotti sempre più sofisticati, con colori, suoni e un flusso continuo dell’azione, il linguaggio statico delle strisce a fumetti ha gradualmente perso la sua carica innovativa. Al contrario, l’aspetto umoristico è sopravvissuto per l’immediatezza con cui le strisce possono affrontare i temi politici e sociali di un determinato giorno o settimana.

Come era il rapporto con William Patterson, come lavoravate insieme e cosa ha aggiunto al suo personaggio?
Io e Willie Patterson eravamo amici d’infanzia e il nostro amore per la letteratura si sviluppò e crebbe quando frequentammo la Perth Academy nella nostra città natale (Perth, Scozia). La nostra stimolante formazione letteraria ci portò a esplorare sia i classici sia le opere di Conan Doyle, Algernon Blackwood, H. P. Lovecraft, eccetera. Poco dopo il mio trasferimento a Londra per lavoro, anche Willie mi seguì accettando un impiego come editor per The Children’s Encyclopædia della Amalgamated Press (ora Fleetway). Iniziammo subito a collaborare per la parte testuale del fumetto, e così nacque la prima storia di Chalcedon. Willie si godeva la vita londinese e la sua conoscenza degli aspetti editoriali e legali di Fleet Street in quegli anni ci spinse a creare una specie di mondo sociale parallelo per gli alieni, che poi fece la sua apparizione nel fumetto [ndr. Fleet St. è stata la sede dei maggiori quotidiani inglesi fino agli anni ottanta]. L’istruzione letteraria e politica che avevamo fornì alla striscia un’attenzione completamente diversa rispetto a quella di molte brillanti vignette che comparivano sui quotidiani inglesi del tempo. Willie era il partner perfetto e raramente ci trovavamo in disaccordo. Sul piano creativo era la mia metà e ne sento ancora la mancanza [ndr. Patterson morì nel 1986].

Sydney Jordan: un viaggio nello spazio alla ricerca dell’uomo - cover_H6414_H6865Il lavoro di autore di fumetti era molto diverso rispetto a oggi. Ci può raccontare come veniva vista la sua professione al tempo di Jeff Hawke?
Ad essere sinceri, tra il 1950 e il 1980 i giornali più diffusi erano in competizione tra loro per accaparrarsi le strisce a fumetti migliori, e questo contribuì alla fioritura di molti talenti in un settore così ristretto come quello fumettistico. Anche il nostro piccolo studio poteva vantare non meno di cinque artisti le cui vignette erano pubblicate nei quotidiani nazionali. Esisteva poi un club, The Society of Strip Illustrators, e le lettere dei lettori permettevano di capire quanto positivamente le varie strisce erano state accolte. Che giorni esaltanti erano quelli!

Cosa ha significato per lei la pubblicazione dell’ultima striscia nel 1974, dopo venti anni di vita editoriale?
Il fatto che il Daily Express – ora non più sotto il controllo patriarcale di Lord Beaverbrook – mi chiedesse di ultimare Jeff Hawke con un mese di preavviso, fu la spia dell’imminente declino delle strisce giornaliere. Non ci fu tempo per pianificare un finale elegante per la storia in corso, e nessuna preoccupazione per la continuity della trama. Se non altro avevo quasi concluso quella particolare avventura e fui in grado di connettere il canto del cigno di Hawke con le sue origini, attraverso un secondo incontro con gli Esseri Celesti della prima storia. Per me fu la conclusione di un’era emozionante, e comunque alla fine il giornale abbandonò tutte le sue strisce – ma già Lance McLane si mostrava all’orizzonte!

Sydney Jordan: un viaggio nello spazio alla ricerca dell’uomo - jhcoverbJeff Hawke è stato pubblicato in Italia per la prima volta dalla rivista linus e poi raccolto in un’edizione cartonata in venti volumi dalla Milano Libri, oggi quasi introvabile, mentre recentemente la fondazione Rosellini ha pubblicato del materiale inedito e la casa editrice 001 ha annunciato la riedizione in 4 volumi di tutte le avventure del suo eroe. La stupisce questo attaccamento dei lettori italiani nei confronti del suo personaggio?
Fino al 1995 non avevo idea di quanto Jeff Hawke fosse diventato popolare in Italia. Non avendo mai ricevuto proventi dalla syndication, ero ignaro del suo successo all’estero. I premi occasionali da parte dei fan club europei erano l’unica cosa che poteva accennare alla sua popolarità, ma quando nel 1995 Silvano e Gabriella Scotto mi invitarono al Cartoomics di Milano mi sorprese davvero scoprire che ero famoso nel mondo del fumetto italiano! Da allora, mi sono divertito a partecipare a diverse convention in Italia, l’ultima delle quali è stata il Lucca Comics. Mi ha commosso, e devo dire piuttosto ridimensionato, l’ondata di ammirazione, di genuino affetto e apprezzamento che i fan e gli editori mi hanno dimostrato.

Segue ancora il mondo del fumetto di oggi? Se dovesse indicare uno o più fumettisti per un ipotetico remake del personaggio, a chi vorrebbe vederlo affidato?
L’arte delle strisce a fumetti mi interessa ancora molto, ma è più probabile per me lavorare alle graphic novel, come ho fatto con Hal Starr, che è adesso promosso in Italia da Allagalla. Credo che sia questo il modo per mantenere la narrazione a fumetti viva e vendibile. Per quanto riguarda un possibile successore che mi aiuti a realizzare un remake di Jeff Hawke, posso solo dire che, con i talenti in mostra nel mondo fumettistico, avrei solo l’imbarazzo della scelta.

Che impressioni ha del mondo del fumetto di oggi, e in che cosa è simile o differente da quello che ha vissuto in prima persona?
L’avvento della graphic novel ha segnato la fine delle strisce quotidiane più serie, che avevano chiaramente avuto origine nei “Funnies” dei settimanali americani, e delle pubblicazioni di D.C. Thompson e Fleetway in Gran Bretagna. La pagina del fumetto offre una tale varietà di layout che farà sempre centro con una generazione che è abituata all’alta qualità artistica dei videogame Xbox e dei film al cinema o sugli schermi televisivi. Le graphic novel di oggi vanno dal bizzarro al fantasy, dal commento politico alla satira rivoluzionaria e rappresentano molto di quell’ethos che caratterizzava la nostra generazione dell’era spaziale.

Intervista realizzata via mail tra il mese di Gennaio e il mese di Aprile 2016
Corrispondenza in inglese a cura di Elisabetta Gatti

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L’horror di “Blood Brothers” torna con “Doktor Terror” http://www.lospaziobianco.it/191701-lhorror-blood-brothers-torna-doktor-terror/ http://www.lospaziobianco.it/191701-lhorror-blood-brothers-torna-doktor-terror/#respond Fri, 02 Dec 2016 14:00:12 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=191701 Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

Edizioni Inkiostro annuncia il terzo albo della serie ideata da Stefano Fantelli e Rossano Piccioni.

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Comunicato stampa

L'horror di "Blood Brothers" torna con "Doktor Terror" - Blood-Brothers-3-copertina-BIANCA-1-e1480673576518Stefano Fantelli e Rossano Piccioni, già ideatori della serie horror cult The Cannibal Family, firmano Blood Brothers, un nuovo disturbante fumetto che lascerà il segno (e parecchie cicatrici).

Sebastiano e Rosario sono due gemelli siamesi separati alla nascita, alla costante ricerca della Verità e della perfezione, ricerca che compiono nei corpi delle loro vittime, nelle viscere, sotto e sopra la pelle, attraverso il dolore, in una vertigine di anestesia, nel luccichio di un bisturi.

Sceneggiatura di Fantelli e Piccioni, disegni Gero Grassi e Stefano Manieri.

Blood Brothers #3 – Doktor Terror
Stefano Fantelli, Rossano Piccioni, Stefano Manieri, Gero Grassi
Edizioni Inkiostro, novembre 2016
32 pagine, spillato, bianco e nero – 4,00 €

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VOLT – Che vita di Mecha #1 (Stefano Conte) http://www.lospaziobianco.it/192112-volt-vita-mecha-1-stefano-conte/ http://www.lospaziobianco.it/192112-volt-vita-mecha-1-stefano-conte/#respond Fri, 02 Dec 2016 11:00:58 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=192112 Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

Volt 01 di The Sparker è un racconto dissacrante delle passioni legate al fumetto attraverso i canoni del manga umoristico

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VOLT - Che vita di Mecha #1 (Stefano Conte) - Volt_01_cover_variant_LSBPassioni, sogni, idiosincrasie e il confronto con la realtà che ruotano attorno alla passione all’amore per il fumetto, in particolare quello di origine giapponese, diventano il materiale con cui “The Sparker”, alias Stefano Conte, confeziona una serie umoristica che espande l’universo esplorato con le sue strip online per dare vita alla prima produzione originale per da edicola dell’editore Saldapress.
I riferimenti culturali della serie non si limitano, come ci si potrebbe aspettare, a partorire una collezione di cliché grafici e battute nerd: l’autore utilizza e rielabora stilemi narrativi e canoni visivi con cognizione e abilità, confezionando un divertissement che utilizza la parodia per giocare con diversi  aspetti dell’universo a vignette. Anche il disegno mutua un certo stile umoristico nipponico, uno stile caricaturale e spesso identificato con il termine “superdeformed”.
Il protagonista, come l’autore, è infatti fumettista e lavora in una fumetteria e non lesina di mostrarcene il lato più dissacrante.
A corollario l’edizione ripropone le strisce online di Vita da Mecha, sugli aneddoti assurdi che possono capitare in fumetteria, con un nuovo set realizzato grazie alle segnalazioni dei lettori, la delirante parodia “Le cinetiche Mangavventure di Mangaman” e le riuscitissime “Noi Robot”, strips che ci regalano un’inedito e spassoso lato dei Robot giapponesi anni ‘80.
Giocando così fortemente su parodia e riferimenti, la serie è pienamente godibile solo per un pubblico di appassionati, mentre perde parte del suo fascino e della sua forza con un lettore meno ferrato in materia.

VOLT – Che vita di Mecha #1
Stefano “TheSparker” Conte
64 pagine, spillato, bianco e nero – 2,99 €
ISBN: 9788869192333

VOLT - Che vita di Mecha #1 (Stefano Conte) - Volt_01_interni_BASSA_27-e1480492425873

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Ekhö, il riflesso umoristico del nostro mondo http://www.lospaziobianco.it/191875-ekho-riflesso-umoristico-mondo/ http://www.lospaziobianco.it/191875-ekho-riflesso-umoristico-mondo/#respond Fri, 02 Dec 2016 08:00:54 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=191875 Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

Uno spassoso mix di fantasy, azione e mistero nato dalla mente di Christophe Arleston e dalla matita di Alessandro Barbucci.

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Scritto da Christophe Arleston e disegnato da Alessandro Barbucci giunge qui in Italia, grazie a Bao Publishing, Ekhö – Mondo Specchio.
Al momento sono editi due volumi cartonati di 104 pagine ciascuno. Questi raccolgono le prime quattro storie della serie che ruota attorno alle disavventure di Formicola Grattuglia.

La giovane e avvenente ragazza si trova catapultata insieme a Podrov, suo vicino di posto su un volo Parigi-New York, nel mondo parallelo chiamato Ekhö. Qui, Formicola viene informata dai preshaun, esseri senzienti simili a scoiattoli, di aver ereditato l’agenzia di artisti della sua defunta sua zia. Inoltre, la ragazza sembra divenuta, suo malgrado, capace di farsi possedere dagli spiriti dei defunti, i quali la costringono a indagare sui misteri connessi alle loro morti.

Ekhö, il riflesso umoristico del nostro mondo - EKHO_INTERNO2

La dimensione parallela

Ekhö, il riflesso umoristico del nostro mondo - EKHO-NEW-YORK-PARIGILa coppia di protagonisti viaggia, nell’arco dei due volumi, nelle versioni parallele di quattro città del nostro mondo: New York, Parigi, Hollywood e Barcellona.
La cosa forse più interessante di Ekhö è proprio il meccanismo narrativo del “mondo specchio”: il divertimento per il lettore sta nello scoprire come sono state modificate le varie città, con un rovesciamento degli elementi del mondo moderno in un equivalente fantastico.
Alcuni curiosi dettagli nei vari campi lunghi immergono sempre di più nella strampalata quotidianità di questo universo parallelo e rendono, difatti, l’ambientazione una delle colonne portanti di tutta la saga.

Non solo un fumetto umoristico

La storia assume fin da subito toni leggeri, ridicolizzando una società radiosa solo all’apparenza e in realtà frutto di un sistema opprimente che tende a celare le verità scomode ai più. Così, i sobborghi di New York rivelano uomini disposti a mettere in gioco la propria vita per qualche spicciolo e artisti in declino a causa della tossicodipendenza. Il tutto smorza a tratti l’allegria generale dell’opera, permettendo però anche di dare maggiore profondità alla trama e alla psicologia dei personaggi.

Tale dicotomia viene portata avanti nei capitoli seguenti, nei quali vengono ridicolizzati vizi e difetti della variegata campionatura umana che si trova nei club notturni parigini e alcuni villain eccentrici quanto temibili.
La storia, poi, strizza spesso l’occhio al lettore più attento, che saprà cogliere una miriade di citazioni non solo storiche e sociali ma anche legate alla cultura pop, presenti soprattutto nel terzo capitolo.Ekhö, il riflesso umoristico del nostro mondo - EKHO8

Tra disegni cartooneschi e colori brillanti

Ekhö, il riflesso umoristico del nostro mondo - EKHO_HOLLYWOODI disegni di Barbucci accompagnano con grande efficacia il lettore per tutta la durata dell’opera con uno stile affine ai suoi lavori precedenti. Barbucci del resto viene dalla Disney italiana più recente, e dopo l’esordio sulle testate storiche (Paperino e Topolino) è passato a PKNA, quindi W.I.T.C.H., Monster Allergy, in un progressivo avvicinamento al segno di questi albi.
Questo suo tratto serve bene anche le frequenti scene garbatamente sexy, che non perdono la loro malizia, ma vengono trasfigurate in una versione più umoristica che non propriamente erotica. Movenze e espressioni dei personaggi mostrano un’irresistibile carica comica, mentre i contorni degli oggetti si fanno soffici e affusolati, mentre con una meticolosa attenzione ai particolari ambientali Barbucci ci regala panorami sontuosi.

Anche il layout della tavola, basato sulle quattro strisce francesi, risulta mosso e dinamico, pur non distanziandosi particolarmente dalla tradizionale composizione franco-belga.
Il disegnatore nostrano si trova coadiuvato nel suo lavoro grafico dai colori brillanti di Nolwenn Lebreton. Quest’ultimo riesce ad alternare sapientemente tavole splendenti, anche durante scene notturne, a tavole rosse e di tonalità cupe, fino a spegnere quasi del tutto i colori, aumentando la tensione, per poi rilassare il lettore con delicati toni di rosa e azzurro.

Conclusioni

Arleston, celebre in Francia per la fortunata serie di Lanfeust de Troy (1994-2000) e relativi spin-off, con questa storia diverge dal fantasy “puro”, che ha già dimostrato essergli congeniale. A differenza della maggior parte dei fantasy medioevali, il Mondo Specchio presenta elementi di un Ottocento alternativo sia sotto il profilo tecnologico che sotto quello politico: ad esempio, elettricità e armi da fuoco sono assenti, ma la Tour Eiffel è divenuta dimora di una dinastia napoleonica che è andata oltre Napoleone III. Per contro, non esiste una vera e propria magia e persino i preshaun restano abbastanza sbigottiti di fronte alle possessioni spiritiche di Formicola.

Il rischio potrebbe essere quello di mettere troppa carne al fuoco: la storia ha infatti un certo gusto “barocco”, volutamente sovraccarico, nelle situazioni e nell’aspetto visuale. La leggerezza tipica dell’avventura francese che pervade questi albi, però, riesce a bilanciare questa sovrabbondanza stilistica.
Questo divertente fantasy-steampunk sembra ricordare un capostipite come Valerian(1967) di Christin e Mézières, nella sua satira di una caotica ma in fondo efficiente burocrazia. Ma non si tratta di una derivazione diretta: piuttosto di una sfumata “ekho”.

Abbiamo parlato di:
Ekhö – New York/Parigi
Christophe Arleston, Alessandro Barbucci, Nolwenn Lebreton
Bao Publishing, 12 Dicembre 2014
104 pagine, cartonato, colori – 17€
ISBN: 978-88-6543-212-9

Ekhö – Hollywood/Barcellona
Christophe Arleston, Alessandro Barbucci, Nolwenn Lebreton
Bao Publishing, 13 Ottobre 2016
104 pagine, cartonato, colori – 18€
ISBN: 978-88-6543-815-2

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Freezer: un giallo familiare dai toni ironici e surreali http://www.lospaziobianco.it/191452-freezer-giallo-familiare-toni-ironici-surreali/ http://www.lospaziobianco.it/191452-freezer-giallo-familiare-toni-ironici-surreali/#respond Thu, 01 Dec 2016 16:00:45 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=191452 Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

Veronica Veci Caratello racconta, all'interno di quest'opera prima, le divertenti vicende della famiglia Robinson.

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Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

Si svolge tutta in famiglia la vicenda di Freezer di Veronica Carratello; qui, infatti, incontriamo una carrellata di personaggi coloriti e sfaccettati, legati tra loro dalla difficoltà nell’instaurare rapporti sociali.  In questa rappresentazione corale, largo spazio è riservato alla piccola Mina, dodicenne solitaria e apparentemente ostile, alle prese con la pubertà e terrorizzata dall’imminente arrivo del primo ciclo.
Lo spazio in cui Mina riesce a conciliarsi con se stessa è quello della campagna, il suo posto segreto, che appare in tenui tinte pastello, nascosto agli occhi del mondo, contrapposte alle tinte nette e forti che compaiono in altri momenti della narrazione.
Freezer: un giallo familiare dai toni ironici e surreali - campagna
“Ero invisibile! Era il mio super potere. Chi non ha mai desiderato essere una mosca?”

Intorno a Mina si muovono gli altri componenti della famiglia Robinson: il padre, attore fallito, impegnato nelle pubblicità della carta igienica, lo zio complessato, ma dall’acronistica sensibilità, che soffre di catisofobia (paura di sedersi), il fratellino Elvis perennemente attaccato ai videogiochi, la mamma tanto premurosa al punto di apparire invadente e la nonna, una presenza silenziosa quanto essenziale (“i suoi silenzi, però, mi facevano compagnia”). Infine, il gatto Kafka, presente dalla prima vignetta, paffutello e con istinti suicidi.
Ne viene fuori un ritratto di famiglia grottesco quanto tenero, in cui i diversi protagonisti, nonostante i litigi e gli imbarazzi, le incomprensioni e le figuracce che si causano l’un laltro, a cascata, sono uniti da un profondo senso di reciproca solidarietà.

Freezer: un giallo familiare dai toni ironici e surreali - mrs-robinsonChe viene maggiormente fuori quando un episodio imprevisto trasforma la vicenda in un buffo noir, in cui vicini ficcanaso e inaspettati “blitz” della polizia danno il via a una serie di divertenti colpi di scena.
I temi trattati nella storia, a dispetto dell’atmosfera leggera e del disegno in stile cartoon, con personaggi simili a caricature, grandi occhi e guance rosse, sono quelli delle difficoltà economiche, dell’assenza, della morte.

I ricordi di Mina, raccontati sotto forma di flashback danno largo spazio alla dimensione onirica che rappresenta un cifra stilistica anche del lavoro precedente di Veronica Carratello, il romanzo a fumetti da lei disegnato e dedicato a David Bowie, l’uomo delle stelle.

Freezer è la prima opera completa dell’autrice, e contiene molte citazioni sia cinematografiche che musicali. Da una parte è evidente la ripresa già dalla copertina del film Little Miss Sunshine, laddove il viaggio in camper rappresenta il momento cruciale per lo sviluppo della vicenda e l’evoluzione dei personaggi.

Freezer: un giallo familiare dai toni ironici e surreali - camper

L’omaggio alla musica è visibile nei nomi dei due bambini (Elvis e Mina), ma soprattutto nell’inserimento della canzone Mrs. Robinson di Simon & Garfunkel come colonna sonora nel momento più difficile e delicato della storia. Inoltre, la sfilata dei personaggi fuori dal comune e dalla sensibilità eccentrica ricorda le saghe familiari del regista cinematografico Wes Anderson, con cui la Carratello condivide anche la predilezione per la realtà infantile e gli scenari pastello, che in realtà nascondono delle profonde inquietudini.

E infatti, la giovane autrice, in quest’opera prima edita da Bao Publishing, sceglie di raccontare la realtà, anche quella più amara, attraverso un punto di vista surreale e giocoso, che rende la lettura piacevole e divertente, pur offrendosi a diverse interpretazioni e riflessioni.

Abbiamo parlato di:
Freezer
Veronica Veci Carratello
Bao Publishing, 2016
144 pagine, cartonato, colori – 18,00€
ISBN: 8865437197

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3 dicembre, aperitivo a fumetti con Walter Chendi a Milano http://www.lospaziobianco.it/192243-3-aperitivo-fumetti-walter-chendi-milano/ http://www.lospaziobianco.it/192243-3-aperitivo-fumetti-walter-chendi-milano/#respond Thu, 01 Dec 2016 14:12:43 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=192243 Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

Sabato 3 dicembre 2016 a Milano, aperitivo in compagnia di Walter Chendi.

Link all'articolo originale: 3 dicembre, aperitivo a fumetti con Walter Chendi a Milano
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Comunicato stampa

A Nuvole in cantina Guglielmo Nigro, redattore di Lo Spazio Bianco, incontra il fumettista Walter Chendi autore del volume Maledetta Balena di Tunué tra calici di vino biologico e Nuvole.
Sabato 3 dicembre 2016, dalle 19.00 alle 21.00, aperitivo in compagnia dell’autore.

L’evento su Facebook

Nuvole in Cantina
Fumetti a grappoli e schizzi di vino
Via Canaletto,11 – Milano  tel. 02 36752397

 

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Addio a Nino Cannata, creatore di Sadik http://www.lospaziobianco.it/192222-addio-nino-cannata-creatore-sadik/ http://www.lospaziobianco.it/192222-addio-nino-cannata-creatore-sadik/#respond Thu, 01 Dec 2016 14:04:08 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=192222 Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

Si è spento all'età di 90 anni Nino Cannata, padre di Sadik, uno dei migliori epigoni di Diabolik.

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Si è spento all’età di 90 anni Nino Cannata, giornalista e sceneggiatore catanese.

Dopo alcuni anni di attività giornalistica, si accosta al mondo delle nuvolette nel 1961 sia come sceneggiatore (firmando Maciste, pubblicato su Big Ben dell’Astorina) che come vignettista per l’editore Gino Sansoni. Successivamente entra nello staff della Casa Editrice Universo.

Addio a Nino Cannata, creatore di Sadik - sad1-1Nel 1965, nel pieno del boom dei “fumetti neri”, crea per l’editore Dal Buono Sadik, uno dei migliori epigoni di Diabolik. Antieroe atipico si scaglia infatti contro i criminali, facendo a suo modo giustizia.
Baciata da immediato successo, la testata ebbe però una vita editoriale travagliata a causa degli abituali sequestri cui erano soggetti i fumetti neri in quegli anni. Dopo un anno di pubblicazioni passa alle Edizioni Antares e nel 1966 si accasa definitivamente presso l’Editoriale Alhambra di Renato Bianconi, subendo però una massiccia edulcorazione dei contenuti. L’avventura di Sadik si chiude nel dicembre del 1967.

In quegli stessi anni Cannata crea la poco fortunata serie poliziesca Walter Sten, sceneggiando poi innumerevoli albi per adulti come Uranella, Angelica, Justine e titoli avventurosi come Jean La Morte e La Freccia Nera.
Nel decennio successivo dirige il settimanale satirico Il Travaso, per poi dar vita ad altri titoli sexy come Teodora, I Demoni, Saffo e Alcina la Maga per l’etichetta UDB. Passa poi alla Mondadori curando il settimanale Audax e, negli anni Ottanta, collabora al Corrier Boy della Rizzoli.

Negli ultimi anni di attività ha collaborato con le Edizioni If di Gianni Bono, mentre nel 2008, in occasione della Comiconvention di Milano, ha realizzato un albo inedito di Sadik disegnato da Beniamino Del Vecchio e edito da Edizioni Kassandra.

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Irezumi vol. 1 (Martini, Zuppini) http://www.lospaziobianco.it/191694-irezumi-vol-1-martini-zuppini/ http://www.lospaziobianco.it/191694-irezumi-vol-1-martini-zuppini/#respond Thu, 01 Dec 2016 12:00:02 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=191694 Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

"Irezumi", edito dall'agguerrita Cyrano Comics, è un manga all'italiana che non convince nonostante la passione profusa dagli autori.

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Irezumi vol. 1 (Martini, Zuppini) - irezumi1_copertina-e1479920081889Quattro ragazzi fuggono da un laboratorio dove sono stati tenuti per trent’anni in stato criogenico per studiare i loro poteri. Il loro desiderio è quello di lasciarsi tutto alle spalle ma si ritrovano coinvolti, loro malgrado, in una guerra più ampia di quanto possano immaginare.
Irezumi, fin dal titolo, si ispira chiaramente ai manga shonen di combattimento, puntando su un primo volume che alterna momenti dedicati alla conoscenza dei protagonisti ad altri di scontri tra esseri con superpoteri basati sulla materializzazione di creature o di energia.
Il risultato purtroppo è fortemente discontinuo, spesso poco chiaro nell’esposizione e nella messa in scena. Le personalità dei personaggi sono poco approfondite, le motivazioni dell’organizzazione che li ha rapiti abbozzate e coloro che li braccano sono meri strumenti per inscenare gli scontri; scontri che nella realizzazione risultano confusi e poco coinvolgenti, penalizzati inoltre da un’invasiva presenza delle onomatopee che a volte nascondono ciò che accade nelle vignette. Non aiuta la quasi totale mancanza di sfondi che rende difficile in certi casi comprendere la posizione in campo dei personaggi.
Irezumi pesca a piene mani da una tipologia di fumetti giapponesi di grande successo, evidenziando sicuramente la grande passione degli autori, ma non andando oltre a una replica degli elementi classici senza riuscire a infondere originalità e personalità sufficienti a offrire qualcosa in più.

Abbiamo parlato di:
Irezumi vol.1
Enrico Nebbioso Martini, Davide Zuppini
Cyrano Comics, 2016
100 pagine, brossurato, bianco e nero – 5,50€
ISBN: 9788897813309

Irezumi vol. 1 (Martini, Zuppini) - irezumi1_interni

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Educ@genda, pillole di legalità http://www.lospaziobianco.it/191884-educgenda-pillole-legalita/ http://www.lospaziobianco.it/191884-educgenda-pillole-legalita/#respond Thu, 01 Dec 2016 10:30:00 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=191884 Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

In arrivo dalla Calabria l'agenda scolastica per conoscere e arginare la cultura mafiosa.

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Comunicato Stampa

Il fumetto come strumento educativo per i giovani

“Educ@genda”, pillole di legalità, è un diario scolastico dallo scopo educativo, che ha come destinatari specifici i ragazzi delle scuole medie e superiori. È stato presentato mercoledì 23 novembre in conferenza stampa a Reggio Calabria.

Il progetto nasce proprio in Calabria, ideato e disegnato da Antonio Federico, dipendente del Consiglio Regionale della Calabria, illustratore e vignettista conosciuto per il suo impegno molto attivo in Calabria. Ha fondato l’Accademia del fumetto AF ReggioComix e dato il via a innumerevoli eventi sul fumetto.

Il diario è stato posto all’attenzione della Commissione “contro la ‘ndrangheta”, operante a livello istituzionale e presente attivamente su tutto il territorio, che ne ha consentito la realizzazione grazie al Presidente Arturo Bova.

Educ@genda vuol essere uno strumento per conoscere e arginare la cultura mafiosa, ironizzandola ed esorcizzandola attraverso numerosi contenuti illustrati presenti al suo interno. L’obiettivo è parlare ai giovani con il loro stesso linguaggio. Soprattutto rappresenta la buona Calabria, quella fatta di cittadini onesti che credono ancora nel suo cambiamento.

Alcune illustrazioni saranno dedicate ai volti che hanno dato la vita per arginare il sistema mafioso, come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, il generale Dalla Chiesa e molti altri.

Gran parte dell’agenda invece presenterà le vignette dedicate a “Bossolo”, un maldestro capo mafia un po’ antiquato e conservatore che servirà ad ironizzare e caricaturare modi e usanze della mala vita. Una copertina dal colore volutamente rosso come l’agenda di Borsellino misteriosamente scomparsa. Una grafica fresca e accattivante renderà agevole una lettura semplice e diretta.

Educ@genda, pillole di legalità - educagenda-interne-800

Educ@genda, pillole di cultura, senza alcuna polemica, vuole comunicare a chiunque abbia voglia di sapere che per sconfiggere un problema bisogna anzitutto conoscerlo.

Conoscere per uscire dal buio dell’indifferenza.
Per educare.
Educare le nuove generazioni al rispetto della legalità!

Commissione contro la ‘ndrangheta
Consiglio Regionale della Calabria
Via Cardinale Portanova -Reggio Calabria
Tel. 0965 880131

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Visione – Un disastro assolutamente normale http://www.lospaziobianco.it/191995-visione-disastro-assolutamente-normale/ http://www.lospaziobianco.it/191995-visione-disastro-assolutamente-normale/#respond Thu, 01 Dec 2016 08:00:49 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=191995 Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

Panini Comics raccoglie in volume i primi sei numeri di The Vision di Tom King e Gabriel Hernandez Walta. Una serie matura e adolescente allo stesso tempo.

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Visione - Un disastro assolutamente normale - Visione-copertinaVisione è tutto quello che un fumetto di supereroi non dovrebbe essere: è lento, riflessivo, cupo, non c’è “sense of wonder” e nemmeno un costume sgargiante.
Detto questo ogni lettore di supereroi dovrebbe leggere, ed eventualmente rileggere, Visione.

Il sintezoide creato da Roy Thomas e John Buscema nel 1968 trova una nuova vita e identità, o almeno ci prova, in Visione: Un po’ peggio di un uomo, volume della Panini Comics che raccoglie i primi sei numeri (di dodici) della serie Marvel scritta da Tom King e disegnata da Gabriel Hernandez Walta.

Al fine di rendere più efficiente il proprio sistema operativo il nostro eroe decide di rimuovere dalla sua memoria tutti i ricordi legati alle emozioni.
Qualche tempo dopo costruisce Virginia, un altro sintezoide destinato a diventare sua moglie. Combinando le onde cerebrali di entrambi creano anche i due figli Viv e Vin. È da qui che la serie di King prende il via.

Un interrogativo adolescenziale

Già dalla premessa sorgono le prime domande: perché Visione decide di rimuovere le proprie emozioni? Perché costruirsi una famiglia? Perché la inserisce nella comunità medio-borghese della periferia di Arlington?

Procedendo nella lettura gli interrogativi non fanno che crescere: la narrazione di King si basa principalmente sul “non detto”, suggerisce ma non spiega e quando lo fa lascia aperti altri interrogativi. Si può dire che il perno di tutto il primo volume sia quello della Domanda e del tentativo di Visione di rispondere ad essa.

“Sostenere che quanto è privo di significato sia vero è la missione principale dell’umanità”

In questa frase, pronunciata in un’apparentemente innocua conversazione tra Visione e Virginia, sono racchiusi i primi ermetici indizi su quanto andremo a leggere.
Visione è a caccia della propria umanità e del significato di qualcosa che è ultimamente insondabile anche a chi umano già lo è. Come un novello Jim Carrey in The Eternal Sunshine of the Spotless Mind ha rimosso dei ricordi che erano, probabilmente, un ostacolo alla propria ricerca esistenziale e si è dedicato al perseguimento della “missione principale dell’umanità”.

«Le domande in cui si condensa la confusa e indiscriminata velleità riflessiva degli adolescenti, la loro primitiva e sommaria filosofia (che cosa è la vita? A che giova? Quale il fine dell’universo? E perché il dolore?), quelle domande che il filosofo vero ed adulto allontana da sé come assurde e prive di un autentico valore speculativo e tali che non comportano risposta alcuna né possibilità di svolgimento, proprio quelle diventarono l’ossessione di Leopardi, il contenuto esclusivo della sua filosofia» (Disegno storico della letteratura italiana di Natalino Sapegno)

Visione - Un disastro assolutamente normale - VISION-cover-3Quelli che sono stati i dilemmi del poeta di Recanati risuonano in maniera ancor più drammatica nell’intelligenza artificiale di chi conosce il suo Creatore (per inciso si tratta del malvagio Ultron che ha costruito Visione per scopi tutt’altro che nobili) e possiede cervello così analitico e “autenticamente speculativo” da percepire quell’assurdità denunciata dal Sapegno: questi interrogativi esistenziali che il celebre critico italiano indica come adolescenziali, sono quanto mai maturi e spaventosi nelle esistenze della famiglia Visione.

Un dramma che risulta ancora più marcato in chi effettivamente adolescente lo è, o dovrebbe esserlo: Viv e Vin affrontano il problema della normalizzazione nella duplice veste di androidi e di teenager amplificando così quello che è il regolare sentimento di disagio che ogni ragazzo che frequenta le scuole superiori vive quotidianamente.

Un disastro annunciato

Con queste premesse non c’è da aspettarsi nulla di buono e lo stesso King, nella veste di narratore onnisciente, si sbriga già dalle prime pagine a dirci che tutto finirà malissimo.
Da questa rivelazione in poi il lettore viene irretito nella lettura di un horror narrato in slow motion: lentamente, quasi placidamente, tutti gli elementi che portano alla conclusione tragica si collocano all’interno del racconto.

Tom King allestisce una sceneggiatura antitetica a quella del fumetto supereroico classico: non assistiamo a eventi di portata straordinaria narrati sopra le righe. Al contrario è tutto terribilmente ordinario e normale, talmente normale da risultare inquietante.
C’è un momento nel terzo episodio in cui Visione suona al campanello di casa propria, potrebbe tranquillamente entrare attraversando la parete ma preferisce attenersi alle convenzioni sociali e continua a suonarlo, incessantemente, fin quando la porta non viene aperta.
La ripetizione ossessiva e pian piano sempre più disturbante di un protocollo altrimenti normale. Visione - Un disastro assolutamente normale - The-Vision-2-Page-4-e1480540663705

Quella messa in scena da King è una storia composta da infiniti dettagli, anche apparentemente insignificanti, raccontati con dovizia che, invece di distrarre, aumentano il senso di inquietudine.

Da questo punto di vista i disegni di Gabriel Hernandez Walta aggiungono ulteriore profondità emotiva: all’interno di un layout ordinatissimo e raramente sopra le righe il disegnatore gioca con le inquadrature e con le ripetizioni dando al racconto una struttura ritmica quasi musicale fatta di accenti, pause e ritornelli.
In questa struttura narrativa la cura per i dettagli (anche qui) finge da magnete per gli occhi del lettore: il linguaggio del corpo di Virginia, prima ancora che ci venga rivelato dal racconto stesso, ci dice quanto sia fragile la sua situazione emotiva; l’espressività dei volti, anche in quelli privi di pupille dei sintezoidi, ci avvicina ai personaggi; la verosimiglianza degli ambienti ci proietta in mezzo alla storia. Tutto contribuisce a trasformare la lettura in un’esperienza di testimonianza: ci troviamo come chi, assistendo a un incidente, non riesca a distogliere lo sguardo da ogni singolo e minuscolo particolare.

A completare l’opera si aggiungono i colori cupi e desaturati di Jordie Bellaire che giocano sulle sfumature e su pennellate tenui, tutto converge alla realizzazione di un racconto che punta più sull’atmosfera che sull’intreccio.

Felicità e omologazione

Visione - Un disastro assolutamente normale - Vision-Cover-5Come detto sopra Un po’ peggio di un uomo racconta la prima metà della storia ma riesce comunque a risultare completo già in sé: in un inesorabile crescendo di traumi più o meno grandi le vicende della Famiglia Visione raggiungono l’apice all’ultimo capitolo.

Nella sua ricerca di una soluzione semplice al suo desiderio di umanità, simboleggiato dal monologo di Shylock de Il Mercante di Venezia di Shakespeare nel quinto capitolo, Visione ha individuato quello che potremmo chiamare “algoritmo della felicità”, una scorciatoia costituita da una famiglia borghese omologata e normale, che vede come fattore imprescindibile il rifiuto della propria straordinarietà.

Il tema dell’Intelligenza Artificiale che vuole comprendere e imitare l’uomo è già stato ampiamente sfruttato nella letteratura e nel cinema di fantascienza con alterne fortune e, nell’ambito di un fumetto supereroistico, un soggetto del genere avrebbe potuto trasformarsi in qualcosa di terribilmente banale.

King invece approfitta intelligentemente dell’opportunità datagli da un personaggio “formattato” e pronto all’uso che gli permette di allestire un romanzo di formazione per robot. Approfittando di questi “non personaggi”, assieme a Walta e Bellaire, imbastisce un’opera estremamente emozionante, colta e appassionante che si interroga su temi universali: il dolore, la colpa, il crimine e la punizione, il pregiudizio, la paura e la difficoltà di essere umani.

Probabilmente si tratta di temi e interrogativi adolescenziali ma l’opera è indubbiamente adulta.

Abbiamo parlato di:
La Visione #1: un po’ peggio di un uomo
Tom King, Gabriel Hernandez Walta
Marvel Italia, novembre 2016
136 pagine, cartonato, colore – € 14.00
ISBN: 978-8891223906

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Un fil di fumetto – Il mito e le opere di Giacomo Puccini a fumetti http://www.lospaziobianco.it/191809-fil-fumetto-mito-opere-giacomo-puccini-fumetti/ http://www.lospaziobianco.it/191809-fil-fumetto-mito-opere-giacomo-puccini-fumetti/#respond Thu, 01 Dec 2016 07:00:33 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=191809 Articolo pubblicato su Lo Spazio Bianco - Nel cuore del fumetto!

WOW Spazio Fumetto Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano allestisce una mostra dedicata al compositore di Madama Butterfly.

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Comunicato stampa

Mostra-evento in occasione della Prima della Scala
Un fil di fumetto
Il mito e le opere di Giacomo Puccini a fumetti

3 dicembre 2016 – 8 gennaio 2017

WOW Spazio Fumetto
Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano
Viale Campania, 12 – Milano

Come tutti gli anni, in occasione dell’apertura della stagione lirica del Teatro alla Scala, WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano (Viale Campania 12, www.museowow.it) allestisce una mostra dedicata al compositore dell’opera inaugurale così come è stato raccontato dal fumetto, dall’illustrazione popolare e dal cinema d’animazione. Quest’anno, dopo Mozart, Beethoven, Verdi e Wagner, è la volta di Giacomo Puccini, che con “Madama Butterfly” inaugura la Stagione Lirica 2016/2017. La mostra Un fil di fumetto – Il mito e le opere di Giacomo Puccini a fumetti, che già nel titolo rimanda a uno dei passaggi più celebri di “Madama Butterfly”, sarà allestita dal 3 dicembre all’8 gennaio, a ingresso gratuito, negli spazi della Biblioteca del Museo e, come da tradizione, entrerà a far parte del programma ufficiale della Prima Diffusa Madama Butterfly in Città, il ricco calendario di eventi organizzato dal Comune di Milano in occasione della prima scaligera. La mostra gode del prestigioso patrocinio della Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago e la collaborazione di Pixartprinting.

Mercoledì 7 dicembre 2016, sempre nell’ambito delle manifestazioni inserite in Madama Butterfly in Città, il museo ospiterà la diretta dell’opera proiettata su megaschermo (ingresso libero fino ad esaurimento posti). Per chi volesse venire al museo preparato su trama, musica e approfondimenti culturali, WOW Spazio Fumetto consiglia di partecipare alla conferenza organizzata dall’Associazione Ottavanota e tenuta dal prof Flavio Sartorelli venerdì 2 dicembre alle ore 20.30 presso l’Auditorium Ottavanota (via Marco Bruto 24, Milano).

Il percorso espositivo, tra tavole originali e accurate riproduzioni, propone le più belle pagine dei fumetti ispirati alle opere di Giacomo Puccini e alla narrazione della sua vita. Partendo da una magnifica tavola originale realizzata appositamente per la mostra da Milo Manara e ispirata ai figurini scaligeri per “Madama Butterfly”, la mostra alterna pagine tratte da divertenti parodie a fumetti a storie pubblicate in tutto il mondo. Apre la mostra l’esposizione delle tavole originali di Lele Vianello pubblicate nel volume Madame Butterfly (Edizione Segni d’Autore) con sceneggiatura di Franco Ressa: l’opera di Puccini viene raccontata in ogni dettaglio introducendo il visitatore alla trama dell’opera e ai personaggi.

Un fil di fumetto – Il mito e le opere di Giacomo Puccini a fumetti - Paperino-e-la-piccola-butterfly-00

Tra le parodie più divertenti esposte si trovano naturalmente quelle disneyane, partendo proprio da Paperino e la Piccola Butterfly (1981, sceneggiata e disegnata dalla grande coppia Guido Martina-Giovan Battista Carpi) fino ad arrivare a Paperina “fanciulla del West” (1979, sceneggiatura di Gian Giacomo Dalmasso, disegni di Giuseppe Perego). La prima, pubblicata su un albo come supplemento a Topolino, propone una singolare versione “paperesca” del capolavoro pucciniano con Paperina che veste i panni di una Cio-Cio-San un po’ diversa da quella protagonista del melodramma, pronta ad aspettare il ritorno del suo Pinkerton (Paperino) con tanto di mattarello in mano! La seconda rilegge l’opera “La fanciulla del West” con Paperina che impersona Minnie (casi disneyani/pucciniani!), una bella locandiera che gestisce un animato saloon nel lontano West, la cui vita tranquilla viene scombussolata dall’arrivo di un misterioso bandito (Gastone) sulle cui tracce si mette un coraggioso sceriffo (Paperino). Contrariamente a quanto avviene nell’opera di Puccini, la bella locandiera, dopo essersi battuta per la liberazione del bel bandito, si lascia conquistare dallo sceriffo. Non mancano anche pagine tratte dalla divertente storia Paperonbot (1991, testi di Antonella Pandini e disegni di Valerio Held) dove il protagonista di un’improbabile “Turandot” tutta disneyana è Paperon de’ Paperoni che, addormentatosi a teatro mentre assiste all’opera pucciniana, sogna di essere l’imperatore della Cina che propone alle sue promesse spose tre prove da superare per poterlo sposare!

Un fil di fumetto – Il mito e le opere di Giacomo Puccini a fumetti - Treasure-Chest-Biografia-di-Giacomo-Puccini-01A completare il percorso sono esposte anche le pagine più belle della biografia a fumetti di Giacomo Puccini pubblicata dal magazine americano Treasure Chest nel 1971: durante la Seconda guerra mondiale un soldato italiano canta ai commilitoni alcune arie tratte da “La Bohème” accompagnandosi alla chitarra e creando il pretesto per raccontare la vita di Giacomo Puccini dalla gioventù lucchese (con il famoso aneddoto della lunga camminata fino a Pisa per assistere all’“Aida” di Verdi) fino ai grandi successi, con la vignetta conclusiva che mostra Toscanini mentre interrompe la prima di “Turandot” per annunciare la morte del Maestro. Notevoli anche le pagine esposte di Puccini per i piccini, pregevole opera editoriale promossa dalla Provincia di Lucca allo scopo di insegnare ai più piccoli le trame delle opere pucciniane. Ci saranno anche le pagine della riduzione a fumetti di Madama Butterfly pubblicata dall’Opera di Vancouver. Non mancano poi documenti di importanza storica come la serie di figurine Liebig dedicate a Turandot nel 1939 o il numero della Domenica del Corriere del 28 febbraio 1904 che in quarta di copertina recava un magnifico disegno di Achille Beltrame dedicato a “Madama Butterfly” in occasione della prima rappresentazione dell’opera alla Scala. Magnifiche anche le illustrazioni realizzate dal grande maestro del fumetto Sergio Toppi per celebrare le opere pucciniane, tra cui proprio “Madama Butterfly”: esposte dieci magnifiche riproduzioni stampate a tiratura limitata.

Importanti anche gli omaggi realizzati appositamente per la mostra con le opere di Puccini in versione “puffosa” realizzate da Sandro Dossi e le opere di altri importanti disegnatori e artisti come Adriano Carnevali (Corriere dei Piccoli), Claudio Sciarrone (Topolino), Fabiano Ambu (Dampyr) e Rosa Puglisi.

Non manca l’animazione con un poetico spezzone di cartone animato dei Peanuts che ci mostra Piperita Patty pattinare sul ghiaccio sulle note di “O mio babbino caro” (da Gianni Schicchi) fischiettate dall’uccellino Woodstock e alcune versioni a cartoni animati di Turandot!

Infine, grazie alla collaborazione con BrianzaLUG e SiLUG, le associazioni che raggruppano gli appassionati di LEGO® della Brianza e della Svizzera Italiana, saranno esposti due inediti diorami realizzati interamente con i famosi mattoncini, dedicati a Madama Butterfly.

Sabato 17 dicembre, dalle 14.00 alle 20.00, in collaborazione con l’Associazione Insieme con la Musica, il museo ospiterà gli allievi delle più importanti scuole e istituti musicali di Milano che, a ritmo continuo, eseguiranno i più bei temi pucciniani studiati nel corso dell’anno scolastico.

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