Lo Spazio Bianco http://www.lospaziobianco.it Nel cuore del fumetto! Thu, 29 Sep 2016 10:30:06 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.6.1 46901316 Nathan Never – Annozero #5 in edicola e in fumetteria http://www.lospaziobianco.it/187370-nathan-never-annozero-5-edicola-fumetteria/ http://www.lospaziobianco.it/187370-nathan-never-annozero-5-edicola-fumetteria/#respond Thu, 29 Sep 2016 10:30:06 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=187370 Arriva in edicola e in fumetteria il quinto numero di Nathan Never - Annozero dal titolo "Crisi internazionale".

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Nathan Never - Annozero #5 in edicola e in fumetteria - NN-Annozero-5_coverComunicato stampa

Arriva in edicola e in fumetteria il quinto numero di Nathan Never – Annozero dal titolo Crisi internazionale, nel quale il neo Agente Alfa prosegue la sua ricerca della verità mentre la figlia Ann comincia a ricordare la notte da incubo in cui ha perso sua madre.

Ipnosi regressiva. È così che la Dottoressa Leyla Duchateau vuole esplorare la mente della piccola Ann per liberarla dal dolore che la attanaglia dopo la drammatica notte in cui ha perso la madre. Prende avvio da qui la quinta puntata di NATHAN NEVER. ANNOZERO. Crisi Internazionale, che vedrà la piccola Ann cominciare a ricordare la morte della mamma, ma anche l’uomo degli unicorni e l’arrivo del padre in quella notte tragica.
Ma Ann non è l’unica a dover fare i conti col passato. Anche suo padre è tormentato dai sensi di colpa e non riesce a perdonarsi per aver tradito la moglie Laura con il procuratore Sara McBain, che in questo volume tenterà di riavvicinarsi a lui. Intanto emergerà la rete di rapporti che l’Agenzia Alfa intreccia a livello internazionale e Nathan, con l’aiuto dell’unità robotica Mac, proseguirà la sua ricerca della verità.

Nathan Never. Annozero è la prima di tre miniserie di sei numeri che “ri-narrano” il passato dell’Agente Speciale Alfa, un passato dove Nathan Never viveva ancora serenamente assieme alla moglie Laura e alla figlia Ann. Ideate in occasione dei 25 anni del personaggio, ognuna delle tre miniserie sarà affidata a uno dei tre padri di Nathan Never, gli immancabili Medda, Serra e Vigna. Il primo a partire è Vigna, affiancato da Roberto De Angelis, anche autore delle copertine.

Ma la grande novità è che la miniserie Nathan Never. Annozero ha una doppia edizione: una da edicola e una da fumetteria. Una vera rivoluzione che si colloca nell’ambito di una serie di iniziative che la Casa editrice di via Buonarroti sta mettendo a punto negli ultimi mesi per creare una collaborazione sempre più profonda e personalizzata con le fumetterie italiane e con tutti i lettori.

NATHAN NEVER
Una serie di Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna
 Pubblicata da SERGIO BONELLI EDITORE
Curatore della testata: Glauco Guardigli

NATHAN NEVER ANNOZERO
Miniserie Albo n. 5: Crisi Internazionale
Soggetto: Bepi Vigna
Sceneggiatura: Bepi Vigna
Disegni e copertina: Roberto De Angelis
Pagine: 98, Prezzo: 3,50 euro sia nella versione edicola che fumetteria

Online e sui social 

#NathanNever25
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Black Panther: Winston Duke nel cast, sarà Man-Ape http://www.lospaziobianco.it/187454-black-panther-winston-duke-nel-cast-sara-man-ape/ http://www.lospaziobianco.it/187454-black-panther-winston-duke-nel-cast-sara-man-ape/#respond Thu, 29 Sep 2016 09:49:33 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=187454 L'attore visto in Person of Interest entra nel cast della pellicola Marvel sull'eroe del Wakanda.

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Variety informa che l’attore Winston Duke (Person of Interest) è entrato nel cast di Black Panther, l’adattamento cinematografico sull’eroe Marvel del Wakanda, nel ruolo di M’Baku, alias il villain Man-Ape.

La pellicola, diretta da Ryan Coogler, sarà interpretata da Chadwick Boseman, Danai Gurira, Michael B. Jordan e Lupita Nyong’o. L’uscita nelle sale è fissata per il 16 febbraio 2018.

Il sito aggiunge che i Marvel Studios hanno effettuato alcuni provini per il ruolo la settimana scorsa, tra cui uno a Yahya Abdul-Mateen II, prima di affidare la parte a Duke.

Black Panther: Winston Duke nel cast, sarà Man-Ape - blackpanther-e1475142467837

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Nuovo sangue: Matteo Casali, Michele Monteleone e Dylan Dog http://www.lospaziobianco.it/187376-sangue-matteo-casali-michele-monteleone-dylan-dog/ http://www.lospaziobianco.it/187376-sangue-matteo-casali-michele-monteleone-dylan-dog/#respond Thu, 29 Sep 2016 07:00:11 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=187376 Abbiamo conversato con Matteo Casali e Michele Monteleone su cosa significhi entrare nel team di sceneggiatori dell’Indagatore dell'incubo.

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Questo è un articolo dello speciale: Dell'orrore e dell'amore: trent'anni con Dylan Dog

All’interno dello Speciale dedicato al trentennale di Dylan Dog, abbiamo intervistato alcuni degli sceneggiatori che hanno esordito negli ultimi anni sulle testate dedicate all’Indagatore dell’incubo. Iniziamo con Matteo Casali e Michele Monteleone.

Matteo Casali

Nuovo sangue: Matteo Casali, Michele Monteleone e Dylan Dog - casaliMatteo Casali esordisce con l’autoproduzione, fondando insieme a Giuseppe “Cammo” Camuncoli e altri autori l’etichetta Innocent Victim alla fine degli anni ’90, per cui sceneggia Bonerest. Ha ideato e scritto Quebrada, Silent dance e Sotto un cielo cattivo e collaborato, tra gli altri, con Coconino Press, Eura Editoriale, SaldaPress e RCS Rizzoli. Sempre con Camuncoli ha ripreso Gli Scorpioni del Deserto del maestro Hugo Pratt e adattato il romanzo di Luciano Ligabue La Neve se ne frega. Nel 2003 è il primo sceneggiatore italiano a sbarcare negli States in pianta stabile, realizzando opere come 99 Days per l’etichetta Vertigo Crime (vincitrice dello Spinetingler Award 2012 come Best Crime Comic), albi per Dc Comics (Catwoman, Justice League Unlimited e il recente Batman: Europa) e Marvel Comics (What If? Astonishing X-Men e Iron Man: Titanium). È uno dei fautori dell’etichetta Radium (ex Atomico), per la quale è si occupato dei testi di Zeroi insieme a Tuono Pettinato e del ritorno di Quebrada in Seconda caduta. È docente di Sceneggiatura e Storytelling presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e la Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia (della quale è co-fondatore e Direttore creativo) e quella di Firenze.  Nel 2012 ha vinto il Premio Carlo Boscarato come Miglior Sceneggiatore.

In questa intervista approfondiamo il suo esordio sulla serie regolare dell’Indagatore dell’incubo, avvenuto lo scorso luglio con Sul fondo, albo disegnato da Marco Nizzoli.

Nuovo sangue: Matteo Casali, Michele Monteleone e Dylan Dog - dylan_dog_359_coverDylan Dog è stato un fenomeno artistico, editoriale e sociale. Nel suo periodo di maggiore successo è stato protagonista di pubblicità, merchandising, ha generato bizzarri epigoni, è stato ospite di riviste a larga diffusione. Sembrava che tutti leggessero Dylan Dog. Come ci si approccia a un personaggio e a un fenomeno del genere senza esserne schiacciati? Fa paura esordire su Dylan Dog?
Be’, sai, il fatto è che Dylan Dog, a un certo punto, lo leggevano davvero tutti. Era un incredibile fenomeno di costume che, credo per la prima volta in assoluto in Italia, fosse originato da un fumetto. La creatura di Tiziano Sclavi aveva saputo toccare le corde giuste di un’intera generazione di lettori (quella che i media chiamavo all’epoca la “Generazione X”) e interpretarne le ansie e la voglia di riscatto.
Dylan Dog era il “fumetto preferito” di gente che leggeva poco —o niente— d’altro e credo abbia avvicinato al nostro medium preferito almeno un paio di generazioni di lettori tutti nuovi. Basta vedere quanto venda ancora oggi, dopo che la “moda” è passata e resta un personaggio amato, conosciutissimo e apprezzato.
Io sono stato un lettore della prima ora e, da appassionato lettore di Zagor e Martin Mystère, restai folgorato dalla novità che Dylan rappresentava per quella che sarebbe poi diventata la Sergio Bonelli Editore. Le storie uniche, autoconclusive e sempre diverse che la serie offriva la rendevano fresca e diversa. perfetta per essere consigliata e passata ad amici che avevano trovato le lunghe storie di Tex e gli altri un “impegno” che rendeva difficile la fruizione.
E sta un po’ qui anche la risposta alla tua domanda.
Mi sono avvicinato al personaggio con attenzione, cercando di capirlo al meglio attraverso la prima storia che ho scritto (Spore, sul Dylan Dog Color Fest #15). A ripensarci, ci sono cose che oggi farei diversamente, ma avevo evidentemente bisogno di affrontare il personaggio a muso duro per capirlo e riuscire a dare il meglio nella storia per la serie regolare. Sul fondo è riuscita sicuramente meglio, ma credo di avere ancora ampi margini di miglioramento e di comprensione del personaggio. Spero e conto che la mia —abbastanza lunga— esperienza nel trattare personaggi diversissimi per storia, origine e caratteristiche (dal Koïnsky di Hugo Pratt ne Gli Scorpioni del Deserto a Batman, per fare qualche esempio) venga in mio soccorso e mi aiuti a dare il meglio ad ogni nuova storia.

Nuovo sangue: Matteo Casali, Michele Monteleone e Dylan Dog - dyd-4

A lungo si è pensato a un Dylan Dog indissolubilmente legato a Sclavi. Per te è ancora così nelle “fondamenta” del personaggio? Come ci si muove nell’equilibrio tra ciò che Dylan Dog è nella interpretazione di suo “padre” e quello che di personale un autore cerca sempre di mettere nelle sue opere?
Ci sono storie imprescindibili, per me, legate a quel periodo. Una su tutte, per quanto sia poco originale come scelta, visto quanto è amata, è quel Memorie dall’Invisibile che Sclavi scrisse per le matite di Giampiero Casertano. Mi piace pensare che quelle storie, se venissero pubblicate per la prima volta oggi, saprebbero parlare ai lettori allo stesso modo, ma sarebbero necessariamente un po’ diverse. Perché Sclavi era un autore incredibilmente in sintonia con il tempo in cui scriveva e nei suoi testi c’era tutto quello che Dylan avrebbe continuato a essere e rappresentare quando si avviò, senza più la guida diretta del suo creatore, verso la fine dello scorso millennio. Adesso aspetto con trepidazione e tanta curiosità la nuova storia di Sclavi (che sarà disegnata proprio da Casertano) come un “nuovo classico” che riprenda e ravvivi il feeling degli inizi.
Allo stesso tempo, però, la serie è sotto la supervisione attenta e appassionata di Roberto Recchioni, che ha la chiara intenzione di portare il personaggio ad un nuovo punto della sua vita editoriale, che sia allo stesso tempo rispettoso del suo passato —Roberto ha sempre citato Sclavi tra le sue massime influenze e passioni— e lanciato verso un futuro che integri, gradualmente ma in modo deciso, tutte quelle novità che l’editoria contemporanea e degli ultimi anni ha mostrato di saper offrire e che sulla serie di Dylan Dog tardavano a trovare un posto deciso.
Credo che la sintesi di tutto questo potrà essere il suo Mater Dolorosa, che Gigi Cavenago ha illustrato in maniera davvero unica.
Con una sola storia al mio attivo, non ho la pretesa di mettere alcuna “impronta” sul personaggio, ma in Sul fondo c’è comunque tanto di me e credo che questa sia una condizione necessaria e assoluta per poter scrivere Dylan. Se l’autore svanisce dietro al mestiere, la storia sarà letta e riposta sulla scaffale in attesa di quella del mese prossimo. Se qualcuno si inquieta, si arrabbia, si spaventa o si inorridisce, be’, significa che l’autore si è messo in gioco e ha tentato di raccontare qualcosa di intenso.
E ci è riuscito.

Nuovo sangue: Matteo Casali, Michele Monteleone e Dylan Dog - Dylan-Dog-Color-FestRendere l’orrore è difficile. La paura, l’irrazionale. Ci sono tante sfumature del genere in Dylan, commistioni. Lo stesso genere è cambiato molto dagli anni ’90 a oggi. Cosa significa scrivere un fumetto horror oggi? Come evolve Dylan Dog in questo?
Forse ho un po’ già risposto a questa domanda, ma credo che la vera forza dell’orrore sia quella di fare da specchio per il nostro tempo, la vita che viviamo. Non è che nel “mondo reale” manchino orrori o alienazioni e cose spaventose di ogni tipo, mi pare. L’ispirazione è ovunque, ma bisogna essere attenti e aperti per poterla notare, elaborare e interpretare sulla pagina.
Un fumetto tecnicamente horror che ho amato e letto da sempre è stato quel Hellblazer scritto da gente come Jamie Delano, Garth Ennis e Grant Morrison, tra gli altri. Un fumetto che parla di uno stregone working class nell’Inghilterra (post) Tatcher, dove l’orrore assume forme diversissime e non necessariamente tentacolari o splatter-gore.
Un film come The Others mi spaventa ancora oggi, anche se l’ho visto diverse volte, perché parla di condizioni umane e sovrannaturali che rispecchiano cose con le quali tutti i giorni ci troviamo a fare i conti: la convivenza con chi è “diverso” da noi, la paura di ciò che si è fatto e la negazione dell’orrore compiuto.
E per quanto riguarda l’evoluzione di Dylan Dog, diciCredo sia appena iniziata una nuova stagione che ci porterà ad affrontare una nuova genia di orrore, con un occhio alla tradizione e uno rivolto al futuro.
Che spesso riserva orrori che pensavamo di esserci lasciati alle spalle.

Michele Monteleone

Nuovo sangue: Matteo Casali, Michele Monteleone e Dylan Dog - MonteleoneMichele Monteleone, classe 1987, romano, membro fondatore dell’etichetta indipendente Villain Comics. Ha sceneggiato il numero 17 di John Doe e, sempre per l’Editoriale Aurea, ha firmato il numero 9 di Long Wei. Autore del primo numero di Battaglia per la Cosmo Editore, coautore, insieme a Nicolò Zuliani, di Nick Banana per Star Comics, con cui collabora anche nella collana dedicata ai maestri dell’orrore scrivendo l’adattamento di Dracula, disegnato da Fabrizio Des Dorides. Attualmente lavora per la Sergio Bonelli Editore su Dylan Dog e Orfani.

Dylan Dog è stato un fenomeno artistico, editoriale e sociale. Nel suo periodo di maggiore successo è stato protagonista di pubblicità, merchandising, ha generato bizzarri epigoni, è stato ospite di riviste a larga diffusione. Sembrava che tutti leggessero Dylan Dog. Come ci si approccia a un personaggio e a un fenomeno del genere senza esserne schiacciati? Fa paura esordire su Dylan Dog?
La risposta potrebbe essere semplicemente sì, sì mi fa una paura boia, ma la risposta è un po’ più complessa. Uno dei problemi maggiori che ho avuto ad approcciarmi alla scrittura di Dylan è che, oltre ad essere un personaggio potente e famosissimo, è molto legato alla figura e alla sensibilità del suo creatore. È uno strano caso di fumetto autoriale diventato popolare. Poste queste premesse, potete capire che la tremarella ti viene quando ti approvano un soggetto, perché non solo devi essere rispettoso del personaggio, ma devi anche riuscire a infondergli un po’ di te, in maniera che quella cifra autoriale originale rimanga intatta.

Nuovo sangue: Matteo Casali, Michele Monteleone e Dylan Dog - Dylan-Dog-Color-Fest-CoverA lungo si è pensato a un Dylan Dog indissolubilmente legato a Sclavi. Per te è ancora così nelle “fondamenta” del personaggio? Come ci si muove nell’equilibrio tra ciò che Dylan Dog è nella interpretazione di suo “padre” e quello che di personale un autore cerca sempre di mettere nelle sue opere?
Così imparo a non leggere tutte le domande prima di dare le risposte…
Dylan Dog sarà sempre di Sclavi e non lo è stato più nel momento in cui è uscito il primo numero, un personaggio non ti appartiene più dal momento in cui arrivano le tavole al disegnatore, e poi quelle stesse vengono passate al letterista e al grafico e al tipografo. Ci sono troppe mediazioni per dire che un personaggio che scriviamo ci appartiene. Senza contare poi che il lettore filtrerà ulteriormente le informazioni che gli arrivano dalla lettura e queste si modificheranno nel ricordo. Quindi sì, è vero che bisogna fare i conti con “il Dylan di Sclavi”, ma è anche impossibile definirlo con precisione questo fantomatico Dylan di Sclavi. Quello che non bisognerebbe fare invece, a mio avviso, è cercare di ricalcarlo. È un po’ come quando, da bambino, attacchi un foglio alla finestra e cerchi di ricalcare il paesaggio… l’unica cosa che ne viene fuori è una copia stortignaccola e confusa.

Rendere l’orrore è difficile. La paura, l’irrazionale. Ci sono tante sfumature del genere in Dylan, commistioni. Lo stesso genere è cambiato molto dagli anni Novanta a oggi. Cosa significa scrivere un fumetto horror oggi? Come evolve Dylan Dog in questo?
Come dici giustamente, l’horror vive di infinite commistioni e declinazioni. Definire l’horror puro sarebbe come mettersi alla ricerca di una vacca rossa, che non abbia neanche un pelo di un altro colore. Sono entrambi un mito e, la forza di Dylan, è sempre stata non andare a inseguire la purezza dell’horror, ma sporcarsi il più possibile. Questo suo essere un fumetto horror bastardo gli ha incredibilmente allungato la vita, impedendogli di invecchiare insieme a un certo tipo di horror. Quindi, per rispondere finalmente alla tua domanda, non è difficile scrivere oggi un fumetto horror, perché l’horror esiste e lotta con noi, ha solo una forma molto diversa dalla precedente: basta non lasciarsi prendere da una tentazione nostalgica del caro e vecchio gore anni 90… o meglio, si può fare, ma essendone coscienti.

Interviste condotte via mail tra agosto e settembre 2016.

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Anteprima di Chrononauts (Panini Comics) di Millar e Murphy http://www.lospaziobianco.it/187252-anteprima-chrononauts-vol-1-panini-comics-millar-murphy/ http://www.lospaziobianco.it/187252-anteprima-chrononauts-vol-1-panini-comics-millar-murphy/#respond Wed, 28 Sep 2016 16:00:47 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=187252 Corbin Quinn e Danny Reilly sono due geni scientifici che si imbarcano nel primo esperimento di viaggio nel tempo al mondo... e quando le cose si mettono male, se la devono cavare da soli, saltando qua e là nel flusso temporale!

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Vi presentiamo in anteprima sei pagine e la copertina del nuovo volume Panini Comics, scritto da Mark Millar e disegnato da Sean Gordon Murphy: Chrononauts. Si tratta di una miniserie di fantascienza di quattro numeri, originariamente pubblicata nel 2015 da Image Comics, che narra di Corbin Quinn e Danny Reilly, due viaggiatori del tempo che, a causa di un imprevisto, si ritrovano dispersi nel flusso temporale e dovranno affrontare così molte peripezie (divertenti per il lettore, meno per loro).

Millar è ben noto agli amanti di comics: scozzese di nascita, ma attivo negli USA da quasi tutta la sua carriera, è noto anche per essere estremamente prolifico; ricordiamo solo le celeberrime miniserie Kick-Ass e Wanted, che vantano anche trasposizioni cinematografiche, come altre opere dello sceneggiatore. Attualmente è impegnato nella creazione e diffusione del Millarworld, di cui questa miniserie fa parte.  Il disegnatore, dallo stile personalissimo e graffiante, è ancora giovane (classe 1980) ma ha già un curriculum di tutto rispetto, fra cui spiccano i suoi lavori per DC Comics (Batman, Superman, Vertigo) e Dark Horse (Star Wars Tales, Outer Orbit, Crush).

Buona visione!

Dal 29 settembre solo in fumetteria.

Anteprima di Chrononauts (Panini Comics) di Millar e Murphy - Copertina-1 Anteprima di Chrononauts (Panini Comics) di Millar e Murphy - CHRONONAUTS_1 Anteprima di Chrononauts (Panini Comics) di Millar e Murphy - CHRONONAUTS_2 Anteprima di Chrononauts (Panini Comics) di Millar e Murphy - CHRONONAUTS_3 Anteprima di Chrononauts (Panini Comics) di Millar e Murphy - CHRONONAUTS_4 Anteprima di Chrononauts (Panini Comics) di Millar e Murphy - CHRONONAUTS_5 Anteprima di Chrononauts (Panini Comics) di Millar e Murphy - CHRONONAUTS_6

Vi abbiamo presentato l’anteprima di:
Chrononauts Vol. 1
Mark Millar, Sean Gordon Murphy
Panini Comics, settembre 2016
120 pagine, cartonato, colori – 16,00 €

Si ringrazia Panini Comics per la collaborazione.

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Orfani: Nuovo Mondo #12 – Capi di stato e terroristi http://www.lospaziobianco.it/187267-orfani-mondo-12-capi-terroristi/ http://www.lospaziobianco.it/187267-orfani-mondo-12-capi-terroristi/#respond Wed, 28 Sep 2016 13:30:10 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=187267 Si conclude la terza stagione della serie ideata da Recchioni e Mammucari, con immancabili stragi e colpi di scena e fertili spunti di riflessione.

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Orfani: Nuovo Mondo #12 – Capi di stato e terroristi - orfaninuovomondo12-e1475070334333In quest’ultimo drammatico numero di Orfani: Nuovo Mondo – scritto da Roberto Recchioni, disegnato da Davide Gianfelice e Matteo Cremona, con i colori di Alessia Pastorellosembra esplicitarsi la visione d’insieme che i creatori della serie avevano sin dal principio. Giovanni Lindo Ferretti e i CSI, già più volte citati all’interno di Orfani, cantavano “Nessuna garanzia per nessuno”, e Recchioni sembra aderire completamente a questa visione apocalittica del cantante-guru di Cerreto Alpi.

Nuovo Mondo è risultata una stagione frammentaria e troppo lunga rispetto all’oggettiva necessità del narrato, concedendo ampi spazi alla spettacolarità dei disegni e all’action puro, con moltissimi artisti che si sono avvicendati alle matite, con provenienze e stili molto lontani da quelli di casa Bonelli, così come tanti sono stati gli autori chiamati a realizzare sceneggiature composte quasi sempre a quattro mani.

Da quest’ultimo numero, intitolato programmaticamente “Il terrore” – preceduto da “Hard Core”, anch’esso scritto da Roberto Recchioni –, si evince che l’autore aveva un’idea precisa del messaggio e dei contenuti di questa serie, e che però, frammentando così tanto il lavoro di scrittura, questi non sono passati con chiarezza ed efficacia, come invece accade in questo finale di serie, più unitario e coerente

Già dalla copertina del bravo Matteo De Longis, che raffigura Rosa a volto coperto, come una guerriera velata a richiamare l’uso islamico, mentre una simbolica luna nera le segna la fronte, si capisce che Recchioni ha deciso di schiacciare l’acceleratore sul contenuto sociale a lungo paventato parlando di Nuovo Mondo, ma fin qui mai troppo approfondito. Certo, abbiamo visto i clandestini respinti a cannonate, i lavoratori schiavizzati nei campi di raccolta e i giovani schermo-dipendenti costretti a diventare assassini attraverso un videogame, ma tutto questo comunque ammirevole e importante lavoro di denuncia e critica sembrava esser sempre stato stemperato dalle immense quantità di esplosioni, fughe rocambolesche, battute ad effetto e stermini che gli autori ci presentavano.

Orfani: Nuovo Mondo #12 – Capi di stato e terroristi - orfaninuovomondo12_int_kablam-e1475070477999

Il terrore per tre quarti dell’albo non sembra distanziarsi troppo da questo modus, ma sul finale, drammaticamente silente e senz’appello, sembra rivelare la reale essenza di tutta la serie. Assistiamo allora all’inevitabile discesa agli inferi di Rosa, sempre più inquietantemente simile alla sua acerrima nemica Jsana Juric, all’immagine di prigionieri in tuta arancione decapitati, all’ingresso di un nuovo personaggio folle e violento che potrebbe rivelarsi un futuro protagonista e al ruolo dominante dei media strumentalizzati e strumentalizzanti.

Queste pillole di violenza e progresso, incastonate da Recchioni fra action movie e soap opera, possono far riflettere sull’attualità più stringente, offrendoci un punto di vista ambiguo e non scontato.

Orfani: Nuovo Mondo #12 – Capi di stato e terroristi - orfaninuovomondo12_int_juric-e1475070588938I disegni di Gianfelice e Cremona non aggiungono né tolgono nulla al discorso intrapreso fin qui, ma sembrano anzi riportare alle atmosfere della prima stagione di Orfani, con piccoli strappi alla gabbia bonelliana, scene d’azione ad effetto e un lavoro onesto sulla narrazione per immagini (sebbene non manchino alcuni scivoloni nella rappresentazione delle anatomie). La colorazione rimane uno dei punti forti del prodotto e l’interazione della colorista con i disegnatori nella scena dell’allenamento di “Billy” è forse uno dei momenti grafici più interessanti dell’albo.

Visto in prospettiva il punto nodale di Nuovo Mondo sembra essere la critica alla cultura occidentale e americana, cultura a cui però la serie si ispira largamente, prendendone a prestito molti modelli narrativi e rappresentativi. Questo “cortocircuito” espressivo potrebbe essere una proposta di riflessione per il lettore italiano (che proviene quindi dallo stesso background culturale e lo riconosce), che viene così messo davanti a un’impossibilità di scissione reale fra vittima e carnefice. Nuovo Mondo critica un sistema sfruttatore e ideologicamente terribile utilizzando le stesse parole, gli stessi modi e le stesse pose di quel sistema. Potrebbe sembrare una contraddizione in termini o essere invece una visione della realtà molto sottile e ficcante.

Resta un po’ di amarezza per l’occasione perduta di produrre, al posto di questi dodici numeri, una miniserie più incisiva oppure, vista la mole di pagine impiegata, di approfondire molto di più il tema del retaggio famigliare e dei legami di sangue che sono di fatto il leitmotiv dell’intera saga di Orfani.

“Noi non facciamo arte, facciamo cadaveri”, ci ripetono gli autori da ormai tre anni. E il lettore, fan o detrattore che sia, come potrebbe dar loro torto, davanti al fascino indiscreto della carneficina di sentimenti e corpi fin qui rappresentata.

Abbiamo parlato di:
Orfani: Nuovo Mondo #12 – Il terrore
Roberto Recchioni, Davide Gianfelice, Matteo Cremona, Alessia Pastorello
Sergio Bonelli Editore, settembre 2016
100 pagine, brossurato, colore – 4,50 €
ISSN: 9-772283-302003-60036

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The Empty Man: Aaron Poole nel cast http://www.lospaziobianco.it/187383-the-empty-man-aaron-poole-nel-cast/ http://www.lospaziobianco.it/187383-the-empty-man-aaron-poole-nel-cast/#respond Wed, 28 Sep 2016 12:14:39 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=187383 L'attore canadese entra nel cast del film tratto dal fumetto dei Boom! Studios.

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Deadline riporta che l’attore canadese Aaron Poole è entrato nel cast di The Empty Man, adattamento cinematografico del graphic novel scritto da Cullen Bunn e disegnato da Vanesa R. Del Rey pubblicato dai BOOM! Studios, che sarà prodotto dalla Fox interpretato da James Badge Dale.

La pellicola, scritta e diretta da David Prior, è incentrata su un ex poliziotto afflitto dalla morte violenta della moglie e del figlio che combatte per trovare una ragazza scomparsa, ma ben presto scopre una presenza sinistra attorno a lui.

Poole interpreterà il personaggio di Paul, un avventuriero campestre che fa una strana scoperta durante un escursione con degli amici.

The Empty Man: Aaron Poole nel cast - poole

 

 

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Liberty Meadows vol. 1 – Eden (Frank Cho) http://www.lospaziobianco.it/186789-liberty-meadows-vol-1-eden-frank-cho/ http://www.lospaziobianco.it/186789-liberty-meadows-vol-1-eden-frank-cho/#respond Wed, 28 Sep 2016 09:00:16 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=186789 Saldapress ripropone Liberty Meadows in un edizione deluxe e formato orizzontale

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Liberty Meadows vol. 1 - Eden (Frank Cho) - Liberty-Meadows-vol1-HC-SOLOcover-HiRes-e1474361891817Frank Cho è noto ai lettori di supereroi per i suoi personaggi femminili dalle forme procaci, peculiarità che lo ha reso, tra le altre cose, un copertinista molto richiesto. Prima dei supereroi si era fatto conoscere per una serie di strisce di discreto successo, Liberty Meadows, di cui abbiamo già parlato. SaldaPress ne aveva realizzato un’edizione che riproponeva i volumi nel formato verticale, formato adottato dalla Image quando l’autore prese l’inedita decisione di abbandonare la pubblicazione sui quotidiani per questa nuova strada. Oggi l’editore reggiano torna a proporre la spassosa serie dove Cho mescola con grande capacità funny animals e disegno realistico, ironia tagliente, un grande bagaglio di cultura pop in una nuova edizione di pregio: volume cartonato e formato orizzontale. I contenuti corrispondono a quelli della vecchia edizione, incluse le note e gli approfondimenti ad alcune strisce (mancano solo i link a siti di approfondimento in coda ad ogni nota e l’introduzione del traduttore Andrea Toscani) e tutte le copertine per l’edizione Image, che però in questa versione sono proposte a colori. Un’ottima occasione per recuperare una piacevole lettura e approfondire la conoscenza di un autore che va ben oltre le sue splendide copertine, in un’edizione di quelle che abbelliscono gli scaffali.

Abbiamo parlato di:
Liberty Meadows vol. 1 – Eden
Frank Cho
saldaPress, 2016
160 pagine, cartonato, b/n e colori – 20,00 €
ISBN: 9788869190773

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Il collettivo artistico La stanza presenta “Il colloquio” http://www.lospaziobianco.it/187183-collettivo-artistico-la-stanza-presenta-colloquio/ http://www.lospaziobianco.it/187183-collettivo-artistico-la-stanza-presenta-colloquio/#respond Wed, 28 Sep 2016 08:30:35 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=187183 La Stanza, il collettivo di autori, disegnatori e scrittori che si occupa di progetti legati al mondo del fumetto e della letteratura illustrata presenta “Il colloquio”.

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Comunicato Stampa

La Stanza, il collettivo di autori, disegnatori e scrittori che si occupa di progetti legati al mondo del fumetto e della letteratura illustrata, è orgogliosa di presentarvi l’opera a fumetti intitolata ‘IL COLLOQUIO’ scritta da Joseph Crisafulli, disegni colori e lettering di Massimo Dall’Osso.

Il collettivo artistico La stanza presenta "Il colloquio" - Il-Colloquio-Cover

“Il colloquio” uscirà online il 26 settembre 2016 sul sito La Stanza.
http://lastanza.altervista.org/category/storie/

Se vuoi essere assunto, prima devi superare il colloquio. Ed è proprio questo il fulcro di questa storia, in cui il protagonista dovrà superare un colloquio molto importante. La particolarità sta nel fatto che l’esaminatore prenderà in considerazione, non il classico Curriculum Vitae, ma la pubblica, imbarazzante, sincera pagina personale di Facebook. Massimo Dall’Osso con il suo efficace e particolarissimo stile disegna, colora e interpreta una normale e bizzarra storia scritta e sceneggiata da Joseph Crisafulli.

Biografie autori
Joseph Crisafulli
: appassionato di fumetti, cinema e storia, si è laureato in Scienze Storiche, del territorio e per la cooperazione internazionale presso l’Università degli studi di Roma Tre, si è diplomato in Sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics, ed è tutt’ora studente presso la scuola di cinema Sentieri Selvaggi. Ha pubblicato il saggio “Civil War: cinema e fumetto l’universo Marvel in conflitto” con la casa editrice Nicola Pesce Editore.

Massimo Dall’Osso: classe ’95, si è diplomato al Liceo Artistico Statale di Treviso nel 2014. Attualmente studia Grafica D’Arte all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Pittore esordiente ha partecipato esponendo i propri lavori in diverse mostre, ma coltiva la passione per il fumetto e l’illustrazione. Appassionato di disegno da sempre, da un po’ di tempo si sta cimentando nel campo dell’illustrazione e del fumetto abbinando le tecniche tradizionali apprese nel corso degli studi con le tecniche digitali. Aspira a far conoscere i propri lavori, confrontandosi con altre persone del settore per raggiungere una maggiore capacità artistica.

Pagina FB: https://www.facebook.com/lastanzaart/?fref=ts
Sito web: http://lastanza.altervista.org/
Contatti: collettivolastanza@gmail.com

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The Walking Dead: Darabont chiede a AMC danni per 280 milioni http://www.lospaziobianco.it/187349-the-walking-dead-darabont-chiede-amc-danni-280-milioni/ http://www.lospaziobianco.it/187349-the-walking-dead-darabont-chiede-amc-danni-280-milioni/#respond Wed, 28 Sep 2016 07:08:53 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=187349 Lo sceneggiatore e regista, impegnato in una causa contro AMC, chiede i danni per i mancati profitti derivati dal serial.

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The Hollywood Reporter informa che Frank Darabont, co-creatore di The Walking Dead, e i suoi agenti presso la società di management CAA, hanno depositato nella giornata di lunedì una richiesta per danni al network AMC superiore ai 280 milioni di dollari.

La richiesta rientra nella causa ormai in corso da due anni tra il produttore, regista e sceneggiatore, l’agenzia CAA e AMC riguardante i profitti derivati dal serial zombie tratto dal fumetto di Robert Kirkman.

La richiesta dei querelanti per i danni non ha alcun reale fondamento e continueremo a difenderci con forza contro queste cause – ha affermato il network in un comunicato.

Darabont e suoi agenti della CAA sono impegnati dal 2013 contro il network AMC, accusato di avere violato il suo contratto e di averlo privato di decine di milioni di dollari di profitti derivanti dal successo della serie. Considerando che contrattualmente Darabont aveva diritto al 10% del profitto, la richiesta di risarcimento lascia intendere che il serial in questi anni abbia guadagnato alcuni miliardi di dollari.

Se il giudice permetterà al caso di andare avanti, il processo dovrebbe iniziare nei primi mesi del 2018.

The Walking Dead: Darabont chiede a AMC danni per 280 milioni - the-walking-dead-2

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“Le donne di Dylan Dog” di Barbara Baraldi http://www.lospaziobianco.it/187317-le-donne-dylan-dog-barbara-baraldi/ http://www.lospaziobianco.it/187317-le-donne-dylan-dog-barbara-baraldi/#comments Wed, 28 Sep 2016 07:00:35 +0000 http://www.lospaziobianco.it/?p=187317 Barbara Baraldi scrive un commovente approfondimento sulle donne più importanti nella vita di Dylan Dog. Un pezzo esclusivo per lo speciale dedicato ai 30° di Dylan.

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Questo è un articolo dello speciale: Dell'orrore e dell'amore: trent'anni con Dylan Dog

"Le donne di Dylan Dog" di Barbara Baraldi - BBPer il nostro speciale dedicato ai trent’anni di vita editoriale di Dylan Dog, abbiamo chiesto ad alcuni autori di spicco del panorama letterario italiano di scrivere una serie di articoli e approfondimenti dedicati al caro vecchio “old boy“. Inizia la scrittrice Barbara Baraldi che ci parla degli amori più importanti della vita di Dylan.

 

Le donne di Dylan

Mi sono innamorato di te
e adesso
non so neppure io cosa fare…
Il giorno mi pento d’averti incontrata,
la notte ti vengo a cercare.

Così cantava Luigi Tenco in una delle canzoni d’amore più belle e struggenti della canzone italiana. E credo che Dylan Dog sarebbe d’accordo. Lui, l’Indagatore dell’incubo, che ha ancora il coraggio o forse l’incoscienza di innamorarsi. Non è un caso se in inglese innamorarsi si dice falling in love. Perché amare è precipitare, darsi a qualcuno che non conosciamo, chiudere gli occhi e saltare nel buio. Tutte frasi che si combinerebbero bene con la descrizione di un horror. Perché amare fa paura.
In tal senso, Marina Kimball, uno dei più grandi amori di Dylan Dog, ammette ne Il lungo addio: “Dire ti amo è una delle cose più spaventose della vita…“.

"Le donne di Dylan Dog" di Barbara Baraldi - MArina

E forse è proprio la sua mancanza di coraggio a cambiare per sempre la sua, di vita.
Il lungo addio è un viaggio nel passato: l’istante del primo amore che prosegue, tra incomprensioni e bisticci, dritto nelle fauci della fine di un amore. Ma è soprattutto una storia sulla vita. E sulla morte.
Perché ci sono alcuni momenti, nell’esistenza di ognuno di noi, che cambiano il nostro destino per sempre. I filosofi del what if rincorrono proprio questi momenti. Devastanti, come una pugnalata in pieno petto. Cosa sarebbe successo, se solo quel giorno avessi avuto il coraggio di…
Insomma, ho sbagliato tutto, è questo che vuoi dire? A quest’ora potremmo essere una coppia felice, e io ho rovinato la mia vita, e forse la tua…” dice Dylan a Marina, mentre in auto corrono verso Moonlight. Per poi, al loro arrivo, gridarle che forse si può davvero tornare indietro nel tempo e rivivere tutto da capo. Senza comprendere che è quello che hanno fatto, ma soltanto in una sorta di grande sogno. L’ultimo.
Perché nella vita vera, il passato rimane tale. E gli errori sono i mostri più difficili da sconfiggere. Marina non ha mai detto a Dylan che lo ama, almeno non nell’istante che forse avrebbe fatto la differenza.

E chi lo sa se anche tu mi vuoi bene, a volte credo di esserne certo, a volte invece sembra tutto uno scherzo: fuggono gli occhi come falene“. Queste parole fanno parte della canzone che il giovane Dylan scrive per Marina. Ma troverà il coraggio di regalargliele solo quando entrambi saranno diventati adulti, quando ormai il loro tempo è scaduto.
Ma dimmi tu, non è meglio così? Immaginare ed illudersi sempre, qui ad aspettare qualcosa o niente, qui ad aspettare un no o un sì, che in ogni caso sarebbero fine…

Da parte sua, Marina troverà il coraggio, o forse la consapevolezza, di dire “ti amo”, solo alla fine del suo tempo, regalando questo ultimo pensiero a una stella cadente. Un ultimo desiderio, quello del condannato a morte: essere accompagnata da Dylan nel suo ultimo viaggio.
Ma le parole “condannato a morte” e “ultimo viaggio” non possono non richiamare alla memoria un altro grande amore dell’Old boy: la splendida Lillie Connolly dell’albo Finché morte non vi separi. L’amore impossibile di un inglese, ateo e per giunta poliziotto, e di un’irlandese, cattolica e militante nell’IRA.

"Le donne di Dylan Dog" di Barbara Baraldi - Lillie
Lillie, che inventa sempre nuovi modi per offendere Dylan: escremento insetticida, trifolo parlante, mummia inesistente, gargarismo umano. Lillie, “matta come un cavallo matto”. Lillie, che avrebbe dovuto fingere di amare Dylan per sfruttarlo e compiere un attentato e invece finisce per innamorarsi davvero di lui. Perché l’amore è così, folle e spaventoso.
Così folle da spingere i due a sposarsi, in una sorta di sogno o forse in una realtà parallela, dove lei non è morta a causa dello sciopero di fame nel carcere di Dartmoor, ma è sull’isola di Birdy, pronta ad affrontare a testa alta la condanna a morte per i propri crimini. I due si scambiano gli anelli; quello trovato nelle patatine per Lillie e quello del Punisher per Dylan.
Un bacio. Prima della morte, che è anche la fine di un sogno d’amore.
È tutto finito?” chiede un giovane cameriere a Dylan nell’ultima pagina.
” risponde il Nostro. Che dopo questa batosta inizierà a bere e di conseguenza dovrà lasciare Scotland Yard.

Lasciare. Che brutta parola per un innamorato. Ed ecco che mi balza alla mente un altro grande amore di Dylan. Una donna forte, che sceglie di piantarlo in asso proprio nel momento in cui lui le chiede di sposarlo. E lo fa per non rinunciare alla propria indipendenza. Sto parlando di Bree Daniels, protagonista di un albo che ha fatto la storia dell’Indagatore dell’incubo. Era l’aprile del 1988 e nelle edicole italiane usciva il n.19, Memorie dall’invisibile.
Bree ha ereditato il nome dal personaggio interpretato da Jane Fonda nel film Una squillo per l’ispettore Klute di Alan J. Pakula, ed è così affascinante da potersi permettere di chiamare Dylan Dailan. È una prostituta, anzi una libera professionista, mi correggerebbe.
P-perché sei ritornato?
Perché ti amo“.
Questa dichiarazione non basta a domare Bree, che lo abbandona qui e ancora una volta nell’albo n. 88 Oltre la morte, morendo di AIDS e lasciandolo con il cuore spezzato, nonostante lui abbia cercato di fare un patto con la Morte pur di salvarla.

"Le donne di Dylan Dog" di Barbara Baraldi - bree

Amore che strazia, amore che strega. Soprattutto se l’Indagatore dell’incubo finisce per innamorarsi di una vera strega, e questo avviene ancor prima di averla incontrata. Sto parlando di Kim, la proprietaria di Cagliostro, il gatto magico che sogna gli orrori.
Kim ha il volto della splendida Kim Novak in Bell, book and candle, il film di Richard Quine del 1958, e compare per la prima volta nell’albo 18, che prende proprio il nome dal suo gatto nero. Durante l’intero arco narrativo, lei e Dylan si rincorrono senza riuscire mai ad incontrarsi. “E un grande amore fu stroncato ancora prima di nascere“.

Fino al giorno in cui si incontreranno davvero, in Maelstrom, dove Kim muore come strega per rinascere donna, senza più alcun potere. Kim, la strega dell’Ovest, non viene uccisa da un pugnale, ma dall’amore. Lo stesso amore che la fa risorgere.
Il gatto Cagliostro la perde per sempre, visto che può appartenere solo a una strega. Ed è la sua voce felina a spiegare a Dylan che cos’è l’amore, in una scena surreale dove il Maggiolone sorvola i cieli di Londra. “Persa per persa, preferisco che sia viva… Anche se non è più mia, e forse sarà tua solo per poco… perché l’amore è una cosa strana che dà la vita e muore, che ogni volta sembra eterno e ogni volta finisce…
Quasi le parole di un amante ferito. Perché a volte un nuovo amore nasce sulle ceneri di un amore passato. Ma in fondo il passato si può davvero lasciare indietro?

Non se ha gli occhi chiari e profondi di Morgana, colei che incarna la triade del femmineo, perché è insieme donna, madre e saggia. Lei, dai capelli neri, selvaggi e il carattere indomito, che dice ’ccipicchia e ha sempre fame ma si dimentica sempre di mangiare. Lei, che Dylan crede di amare alla follia (albo n. 25, Morgana) per poi scoprire che il suo trasporto viene dal profondo, perché Morgana è la sua stessa carne, il suo sangue. Morgana è sua madre. Questo viene rivelato nel controverso n.100 La storia di Dylan Dog.

"Le donne di Dylan Dog" di Barbara Baraldi - Morgana
…E ora è finito. Non dovrai più cercare la pace, perché la pace ha trovato te… E non dovrai più inseguirmi nel volto di cento altre donne: sei libero dal mistero di tuo padre e di tua madre…” dice Morgana nelle battute finali della storia.
Ma sappiamo bene che, come in tutti gli horror più spaventosi, come nei noir d’autore o nelle fiabe più oscure, non ci si può liberare della cosa che più ci spaventa. Perché ha la capacità di ritornare, ogni volta, sotto forme diverse. O forse dovrei dire occhi o capelli, fascino o voce differenti. E come in un viaggio circolare torniamo alle battute iniziali di questa mia riflessione sugli amori dylaniati.

L’amore è un gioco pericoloso. “Eppure ognuno uccide ciò che ama, e tutti lo sappiamo: gli uni uccidono con uno sguardo di odio, gli altri con delle parole carezzevoli, il vigliacco con un bacio, l’animoso con una spada” sostiene Oscar Wilde ne La ballata del carcere di Reading. E proprio come se stesse parlando di un albo dell’Indagatore dell’incubo aggiunge: “Certuni lo strangolano con le mani del Desiderio, certi altri con le mani dell’Oro; i migliori si servono d’un coltello, affinché i cadaveri più presto diventino gelidi. Certe volte si compie il delitto con infinite lacrime, altre volte senza un sospiro, perché ognuno di noi uccide ciò che ama“.

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Quante volte siamo stati pugnalati dalla fine di un amore? Penso agli occhi ingenui di Anna Never, a quelli velati di lacrime di Dora, l’infermiera di Johnny Freak, a quelli cerchiati di nero di Manila, a quelli torbidi di Mater morbi o a quelli impenetrabili di Rowena in Attraverso lo specchio. Quanto può sanguinare il cuore, prima di smettere di battere? Quante volte ci si può innamorare?

Credo che Dylan Dog, l’ultimo dei romantici, sussurrerebbe: infinite.

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