Family business (Bastien Vivès)

Nella quarta raccolta dei racconti dal blog di Bastien Vivès vengono presi di mira i rapporti familiari, ma il meccanismo risulta fin troppo ripetitivo.

Family business (Bastien Vivès) è certamente uno degli autori di fumetto più interessanti e con maggior potenziale emersi negli ultimi dieci anni. Nei suoi fumetti ha evidenziato tecnica, ricerca, sperimentazione e capacità di divertire e raccontare storie intense. Logica la rincorsa a tradurre il maggior numero di suoi lavori inclusi i brevi sketch che pubblica sul suo blog, nei quali sfoga il suo umorismo più amaro e iconoclasta, qui alla quarta raccolta.
Sono racconti disegnati con poche linee essenziali, senza soffermarsi sui particolari, niente sfondi, solo personaggi (a figura intera, o tre quarti) abbozzati e senza espressioni che parlano tra loro. La comicità – in certi punti più propriamente satira – è demandata unicamente alla parola e alla situazione, niente è azione o reazione; i tempi sono compassati, forse più vicini a una certa comicità statunitense dove la costruzione della risata arriva per accumulo e non come battuta fulminante.
Il vero problema è il meccanismo comico/satirico, che in gran parte è sempre lo stesso: adulti che parlano a bambini o ragazzi, senza filtri e in maniera quasi sadica, di sesso, armi e violenza.
Tolta la curiosità iniziale per l’idea, alla lunga è una reiterazione stancante della stessa struttura che perde quindi mordente e originalità per diventare una semplice variazione sul tema. Probabilmente la raccolta in volume condiziona questa impressione, là dove queste storie nascono per essere fruite singolarmente e non una dietro l’altra.

Abbiamo parlato di:
Family business
Bastien Vivès
Traduzione di Francesco Savino
, 2016
192 pagine, brossurato, bianco e nero – 9,90 €
ISBN: 9788865434840

 

Family business (Bastien Vivès)

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