Exodus, il viaggio di Gesù a contatto con l’attualità

Jenus di Don Alemanno si ritrova coinvolto in un'avventura dove momenti divertenti e drammatici si alternano in modo purtroppo non ottimale.

Exodus, il viaggio di Gesù a contatto con l'attualità

, dimostrando un grande coraggio nel trattare il delicato tema dell’immigrazione, ha scelto di usare Jenus, il suo celebre personaggio, per descrivere il dramma dei profughi.
L’opera, che offre un punto di vista in realtà non molto originale, contiene al suo interno vari spunti interessanti ma, al tempo stesso, altrettante debolezze.
Exodus, fin dalle prime tavole, non rinuncia alla tipica ironia caratteristica dell’autore, mostrando un Gesù fondamentalmente buono ma al tempo stesso sbadato e strafottente, capace in pochi secondi di mettersi da solo nei guai.

Dopo una breve introduzione, il protagonista perde la memoria e si ritrova a bordo di una nave piena di profughi alla deriva nel mar Mediterraneo.
Nonostante la situazione in cui vediamo Gesù compiere il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci per sfamare i profughi, si nota da subito l’impiego di un registro narrativo molto leggero, in cui tutti i personaggi risultano molto tranquilli e sereni (forse troppo).
Se in un primo momento questo dettaglio risulta marginale, con il proseguire della storia il contrasto tra momenti ironici e drammatici risulta sempre più fuori luogo, andando a creare una sequenza di situazioni capaci di funzionare molto bene se prese singolarmente ma incapaci di donare il giusto respiro narrativo al racconto, andando inesorabilmente a intaccare il ritmo dell’intera opera.
Quando i profughi vengono confinati nel centro di accoglienza, i tempi narrativi si dilatano in maniera davvero eccessiva senza presentare eventi degni di nota, appesantendo la storia in maniera molto marcata.

Exodus, il viaggio di Gesù a contatto con l'attualitàIl direttore Ramiro, tecnocrate intransigente al servizio dell’Europa, seppur divertente nella sua caratterizzazione, risulta a lungo andare parecchio prevedibile, anche per colpa del riutilizzo eccessivo dell’ identica frase/tormentone quando entra in scena.
Anche tra i profughi, purtroppo, non c’è nessun personaggio ben caratterizzato, situazione che porta Jenus a sovrastare tutti, trasformando l’intero fumetto in un’unica grande sequenza dove il protagonista commenta ironicamente quello che vede, senza approfondire in modo esaustivo nessuna tematica.

Il punto più debole di Exodus risiede soprattutto nella voglia di fare una pesante critica sociale (almeno negli intenti), senza però spingersi mai troppo oltre.

Don Alemanno, capace di far divertire con le sue vignette politicamente scorrette sulla Chiesa, ha invece deciso di trattare il tema dell’immigrazione con i piedi di piombo, dimostrandosi assolutamente troppo gentile con la nostra classe politica che ha lucrato senza problemi sulla vita di persone disperate.
Addossando all’Europa la colpa di tutti i mali, l’attualità viene così raccontata in modo troppo semplicistico, cercando comunque in qualche occasione di far riflettere senza però riuscirci pienamente.

Ogni tanto poi, per spezzare il ritmo del racconto, compaiono alcune pagine che riportano dati reali sul fenomeno dell’immigrazione; purtroppo però questi intermezzi risultano inseriti all’interno della storia in modo un po’ forzato, cercando di puntare più sul semplice sensazionalismo piuttosto che su un’attenta riflessione.
Allo stesso modo il terrorismo, argomento oggi più che mai tremendamente attuale, viene liquidato in modo sbrigativo, quasi come a volersi liberare subito di un argomento scomodo e scottante.

L’opera riesce comunque a far sorridere di gusto grazie alle sequenze in cui compaiono personaggi come Angius o lo stesso Dio, qui raffigurato come un imbronciato signore di origini aliene; Don Alemanno infatti, giocando con varie teorie new age, è riuscito a mescolare sapientemente i personaggi della Bibbia con la tecnologia extraterrestre, dando vita a spassosi siparietti comici politicamente scorretti e dissacranti, marchio di fabbrica dell’autore.
Il tratto è semplice ma comunque riconoscibile, grazie a una strana mescolanza di influenze che spaziano dal caricaturale all’euromanga, avvicinandosi in alcuni punti anche allo stile grafico utilizzato nel cartone South Park.

L’autore, con il suo taglio irriverente e sopra le righe, ha provato a raccontare il dramma sempre attuale dell’immigrazione ma, nonostante il coraggio dimostrato nel trattare un argomento così difficile, non è riuscito pienamente nell’impresa, complice un’alternanza non ottimale tra i vari momenti comici e drammatici.

Abbiamo parlato di:
Jenus presenta: Exodus
Don Alemanno
Edizioni, Giugno 2016
160 pagine, brossurato, bianco e nero – 14,00€
ISBN: 9788877597403

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inizio