Tintin

Tintin è protagonista di una serie di 19 avventure raccolte in 23 volumi e create dall’artista belga Hergé (Georges Remì) fra il 1929 (Tintin nel paese dei soviet) e il 1976 (Tintin e i Picari). La morte dell’autore nel 1983 lasciò incompiuta la ventesima avventura, L’alph-art.
Inizialmente Tintin agisce come eroe solitario, reporter per il Petit Vingtième per indagini che lo portano in Russia, Congo ed America. Con il proseguire della serie Hergè costruì attorno a Tintin una sorta di costellazione familiare: accanto al fedele cagnolino Milou, presente fin dal primo episodio e protagonista dei numerosi siparietti comici, ecco i poliziotti Dupond e Dupont con i loro tormentoni, il Capitano Haddock, amante dell’alcool e immaginifico creatore di improperi, la soprano Bianca Castafiore detta l’usignolo de La Scala e lo scienziato Trifone Girasole.
Come tradizione del fumetto francofono, le avventure di Tintin sono state pubblicate prima in forma serializzata su rivista (1929-1939: Le Petit Vintgtième; 1940-1941 Le Soir Jeunesse; 1941-1944, Le Soir; 1945-1976, Le Journal Tintin) per poi essere raccolte in volume. Soprattutto per le avventure scritte prima del 1945 la storia stessa delle edizioni è di per sé intrigante, perché le revisioni richieste all’autore per renderne i contenuti apppropriati  allo scenario culturale del dopoguerra costituiscono una vera e propria biografia culturale non solo del  suo autore ma anche dell’editoria e del fumetto per bambini.
Nel loro complesso, Le avventure di Tintin sono un passaggio fondamentale nell’evoluzione del fumetto, in particolare di quello per i lettori giovani e giovanissimi e alcuni episodi in particolare sono considerati capolavori assoluti della nona arte.
A segnalare l’attualità e il perdurante successo de Le avventure di Tintin esiste una vastissima letteratura, soprattutto francofona, in continua espansione composta da articoli, saggi e numeri speciali di riviste generaliste che analizzano sia l’opera nel suo complesso sia i singoli volumi, mantenendo viva la memoria, se non addirittura il culto, di questo personaggio e dell’arte che innerva tante sue avventure.

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