Eta Beta: L’uomo Del Domani

Dedichiamo un articolo al simpatico personaggio disneyano creato da Bill Walsh e Floyd Gottfredson, che ha compiuto a settembre 60 anni di vita editoriale.
Articolo aggiornato il 05/02/2016

Eta Beta: L'uomo Del Domani60 anni fa, nella striscia del 26 Settembre 1947, faceva il suo esordio Eta Beta, l’uomo del domani: la sua storia d’esordio, infatti, ha come titolo originale The man of tomorrow. Pubblicata originariamente sulle striscie giornaliere dal 22 Settembre al 27 Dicembre 1947, viene pubblicata in Italia sui primi 5 numeri del Topolino libretto nel 1949 con il titolo di Topolino e l’uomo del 2000, dove si scopre che Eta Beta proviene dall’anno 2447

Un osservatore del futuro

Il vero nome di Eta Beta è Pittisborum Psercy Pystachi Pseter Psersimmon Plummer-Push, reso in italiano (probabilmente da ) con Pluigi Psalomone Pcalibano Psallustio Psemiramide: un nome decisamente troppo complicato per i gusti di Topolino, che così decide di abbreviarlo in Eega Beeva, dove Eega (in italiano resa con Eta) è semplicemente l’esclamazione ricorrente del suo nuovo, particolare amico. Le particolarità di quest’uomo del futuro, infatti non si limitano solo ad uno strano accento che lascia perplessi gli scienziati che lo esaminano (1) , ma anche ad un incredibile disinteresse verso il denaro, che sfocia in una vera e propria allergia di fronte a grandi quantità di preziosi in Topolino e la banda della morte.
I suoi gusti alimentari sono, poi, molto particolari: mangia lampadine, ghiaccio con tutto il contenitore (come nella storia d’esordio), ma il suo alimento preferito sono i mandarini cinesi in salamoia, che in Italia diventano palline di naftalina.
Conflittuale, poi, è il suo rapporto con la tecnologia del XX secolo, vista come aliena e illogica, alla quale contrappone il suo fantastico, inesauribile gonnellino (utilizzato dagli autori disneyani per gag molto divertenti), che contiene illimitate quantità di oggetti, come le avveniristiche invenzioni della sua era.
Il suo rapporto con i topolinesi, poi, è conflittuale: temuto dai più, adorato dalle ragazze, ignorato da Pippo! Il primissimo amico di Topolino, nonché sua spalla preferita nelle avventure in giro per il mondo, mostra in questo caso un aspetto della sua personalità che avrebbe poi fatto molta presa sugli autori italiani: poiché non riesce a credere che possa esistere un essere come Eta Beta, questi non può assolutamente essere reale. La seconda parte dell’Uomo del 2000, infatti, è tutta incentrata sui tentativi di Eta Beta di far accettare a Pippo la propria esistenza! Ci riesce solo alla fine: questa sequenza di strisce e gag è oggi entrata nella storia, influenzando la caratterizzazione italiana di Pippo. In particolare il rapporto conflittuale tra Pippo e Nocciola nelle avventure realizzate dal dinamico duo Carlo ChendiLuciano Bottaro sembra richiamare proprio a quel primo approccio tra i due bislacchi personaggi disneyani.
Torniamo, però, a Eta Beta: il personaggio viene utilizzato dai suoi creatori, e , come una sorta di osservatore esterno, critico ed a tratti ingenuo, della società moderna, molto più di quanto non abbiano fatto con Pippo, e proprio a causa dell’alienità del primo con un’epoca così distante dalla sua. In un certo senso Eta sembra uscito dal romanzo Galassia che vai (1962) di Erik Frank Russel, in particolare dall’ultimo pianeta del romanzo, quello dei ghandiani, o dalla comunità costruita dal predicatore Ezechiele Giosué Tubber nel romanzo Ed egli maledisse lo scandalo (1965) di Mack Reynolds: in entrambi i casi il denaro non è l’elemento fondamentale nei rapporti interpersonali, anzi non viene per niente utilizzato e le persone possono così instaurare rapporti sociali molto più semplici e sinceri. Lo stesso Tubber, in particolare, quando si confronta direttamente con la società, mostra alcuni tratti ingenui e bislacchi che in un certo senso lo accomunano allo stesso Eta Beta: in effetti il personaggio di Walsh e Gottfredson rappresenta splendidamente la tendenza anarchica di buona parte della fantascienza classica, così come i due romanzi citati ne sono un fulgido esempio.

Il cast

Eta Beta: L'uomo Del DomaniNello sviluppo del personaggio, però, Walsh e Gottfredson aggiungono anche fantastici poteri, come la capacità di prevedere il futuro, e gli affiancano il gangarone Flip, un incrocio tra diverse razze animali (la principale sembra quella canina) e anch’esso dotato di speciali poteri, in particolare quello di far dire la verità alle persone che gli sono vicine, soprattutto quando è affetto da zizzosi.
Lo sviluppo del personaggio e dei suoi poteri può essere accostato allo sviluppo dei poteri di Superman sui comic book: a differenza degli autori della DC Comics, i due maestri disneyani, però, si accorgono ben presto di avere in pratica snaturato il personaggio, così decidono di farlo tornare alla sua epoca. Le basi del personaggio, però, sono state gettate e così gli autori italiani contribuiranno all’approfondimento del cast dei comprimari di Eta Beta, aggiungendo Flip II (2) oppure lo strano Zombi (3) , vecchio di secoli nell’età anagrafica, ma estremamente giovane e giocherellone negli atteggiamenti.
Rispetto alla visione originale di Walsh e Gottfredson, che vedono il personaggio come una sorta di cavernicolo del futuro, gli autori italiani danno di Eta Beta una visione più coerente con il suo ruolo di Uomo del domani: Scarpa, in Topolino e la nave del microcosmo su Topolino 167, lo dota di un’astronave (appiattita da un rullo compressore quando era ridotta a dimensioni tascabili), mentre recentemente Fabio Michelini e Massimo De Vita hanno ideato la piccola cometa Beta e il nido delle comete, al quale il buon Eta Beta fa periodicamente visita.
Così, come tutti i personaggi ideati negli Stati Uniti, Eta Beta entra a far parte del patrimonio comune, e come capita a molti, diventa un personaggio più noto all’estero che non in patria: così l’Italia lo omaggia dei suoi 60 anni appena compiuti con una ristampa sui Grandi Classici n.251, Topolino e lo strano potere di Flip, e con una nuova avventura, Topolino e la neve spazzastoria di . Quest’ultima, abbastanza semplice e divertente, riporta il trio Topolino-Eta Beta-Flip e li mette a confronto con Vito Doppioscherzo, il cattivo ideato da Casty e modellato graficamente e caratterialmente sul Giocattolaio disneyano di Jerry Siegel e Guido Scala. In questa avventura Doppioscherzo porta avanti, in un piccolo paesino di campagna, un esperimento per influenzare la percezione della storia da parte delle persone: purtroppo per lui Topolino ed Eta Beta decidono di passare un paio di giorni in quella località. Se stilisticamente la storia è abbastanza classica, con la vicenda che si sviluppa in un paesino di campagna più tipicamente europeo, come in molte storie scarpiane, viene suggerito al lettore di porsi di fronte alla Storia e all’informazione in maniera critica e sempre confrontando più fonti differenti.
Questi omaggi, però, non sono abbinati con alcun articolo né con alcuna nota che ricorda il sessantennale del personaggio, passando quasi inosservati per il lettore medio. È per colmare questa lacuna di Disney Italia che si è cercato di omaggiare con quest’articolo un personaggio importante come Eta Beta che ha addirittura ispirato il grande Steven Spielberg per il suo E.T. – L’estraterrestre.


Note:
  1. Mette una “P” di fronte alla maggior parte delle parole che iniziano con una consonante 

  2. Ideato da Guido Martina e sulle pagine di Topolino e il doppio segreto di Macchia Nera, su Topolino 116, ultima ristampa su Più Disney 29, edizione statunitense su Mickey and Donald 6 con il titolo di Mickey in The Blot’s double mistery 

  3. Sempre Martina per i disegni di Luciano Gatto nella storia Eta Beta e le favolose imprese di Zombi, su Topolino 1146, ultima ristampa sui Grandi Classici 207 

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